Esegui una ricerca

Informativa privacy

Tanta nostalgia di casa

Antonella Battista, N. 7/8 Luglio/Agosto 2001

Fortuna ha compiuto 18 anni a maggio. Li ha compiuti qui, a Pavia, dove si trova da dieci mesi con la sua famiglia nella casa ANPO di via Monferrato. Non piace Pavia, a Fortuna. Dice che le persone sono fredde, come il clima d’inverno. Dice che le manca Napoli, le mancano la sua casa, i suoi amici e, tra le righe, leggi che le mancano i suoi 18 anni, compiuti in un posto lontano fra ricoveri e visite in ospedale.
Leucemia, la diagnosi che le è stata comunicata due anni fa a Napoli. Una doccia fredda per la mamma. Una doccia doppiamente fredda dal momento che la malattia di Fortuna è stata scoperta dopo che la sorellina Imma, 12 anni, in seguito a perdite di sangue dal naso, aveva cominciato delle indagini cliniche. Da principio il sospetto, poi la certezza: leucemia. E da qui cominciano gli accertamenti anche per Fortuna che, si scopre, sta anche peggio di Imma.
Imma è morta lo scorso anno. Una splendida ragazzina dal sorriso caldo come solo le ragazze mediterranee possono avere. Lo stesso sorriso che mi rimanda a una foto di Fortuna prima della malattia: un’adolescente bella e prosperosa, come solo le ragazze mediterranee posso essere. È ancora bella Fortuna, anche se dimagrita e, come mi dicono la mamma e il papà, viziata: “fa storie per mangiare, la signorina, mangia poco e solo quello che piace a lei”. Dimagrita da una serie di terapie che, dopo il trapianto di midollo a ottobre, i medici del policlinico San Matteo le somministrano per curare una serie di infezioni che sembrano non volerla lasciare.
Qui con lei ci sono la mamma e il papà e, straordinariamente, anche un’altra sorellina, che di solito sta a Napoli con la zia. Mamma e papà sono forti. Soprattutto se si pensa a cosa hanno e stanno passando.
Chiedo loro cosa hanno detto i medici del fatto che due sorelle si siano ammalate dello stesso male, se è un fattore genetico. Ma i genitori e la sorellina, continamente sotto controllo, stanno bene e di altri parenti, che loro sappiano, nessuno ha problemi.
Chiedo allora se sono state ipotizzate cause ambientali, se per caso vicino a casa loro, a Napoli, ci fosse stata qualche fonte particolarmente nociva, che so, industrie, scarichi. Qualcosa… La mamma mi risponde che nessuna spiegazione è stata data - e probabilmente nessuna spiegazione è possibile sulle probabili cause. Ma che lei è convinta che fosse qualcosa all’interno della vecchia casa, che infatti ha lasciato. Dice che, prima di loro, abitava là un elettricista - o forse un tecnico - e che la casa era piena di fili, cavi, prese. Chissà. In ogni caso hanno traslocato e non vedono l’ora di tornare a casa. Con Fortuna guarita. Anche perchè il papà ha dovuto lasciare il lavoro per seguire la moglie e la famiglia qui a Pavia e vivono - con una dignità e una forza invidiabili - grazie all’aiuto di amici e parenti.
Se per la città Pavia non ci sono parole di apprezzamento “è fredda e umida d’inverno, afosa e piena di zanzare d’estate, e poi vuoi mettere il calore e la simpatia della gente di giù…” per i medici del Policlinico e i volontari Anpo invece tutti son concordi: bravissimo il personale dell’ospedale e cordiali ed efficienti i volontari dell’associazione: uno per tutti il mitico Tutino, che tra una battuta e un incoraggiamento segue con pazienza e affetto gli ospiti di questa casa.
Con un augurio: che riescano ad andarsene al più presto. Così Fortuna potrà festeggiare il prossimo compleanno nella sua Napoli, con i suoi amici.

Torna ai risultati della ricerca