Esegui una ricerca

Informativa privacy

L’istinto primordiale

Cristina Sampiero, N. 9 settembre 2001

In un famoso esperimento degli anni ‘70, un gruppo di bambini, dopo lo svezzamento, è stato lasciato libero di alimentarsi, scegliendo autonomamente tra un’ampia varietà di alimenti (alcuni dei quali non proprio “salutari”). Si è constatato che, dopo un iniziale periodo di assestamento, tutti i bambini si alimentavano in maniera abbastanza corretta, senza eccedere con gli alimenti più nocivi.
L’uomo, dunque, come gli animali, possiede un cosiddetto “istinto” che lo porta ad alimentarsi nella maniera corretta, però, così come un animale in cattività può diventare obeso, anche lui può “perdere” tale naturale predisposizione e cadere negli eccessi alimentari a tutti ben noti. L’uomo ha una buona, a volte ottima, disponibilità di alimenti.
Perché tale istinto viene perso?
- L’alimentazione svolge un ruolo socializzante (si pensi alle cene d’affari).
- L’educazione dei genitori, spesso, sostituisce questo istinto con ben altre abitudini (non lasciare niente nel piatto… mangiare la carne è importante… il pranzo è finito alla frutta... non alzarti da tavola prima di avere terminato… ecc).
- Il cibo assume, già nell’infanzia, il valore di sostituto dell’affetto parentale e di premio (si pensi al gelato che ci veniva promesso a patto che “fossimo stati buoni”).
Alcuni cibi stimolano la produzione di serotonina e di endorfine, a livello cerebrale, dunque causano un senso di benessere che, spesso, sostituisce ben altri tipi di gratificazioni di cui la vita è con noi, certe volte, stata avara.
Questi e molti altri sono i motivi alla base della forte tendenza a ingrassare che affligge una buona fetta dell’umanità “civilizzata”. E il rimedio?
Ogni inizio di primavera, tra pillole, creme, pozioni, buste, sostitutivi del pasto, estratti vegetali e molto altro, non c’è che l’imbarazzo della scelta. E i risultati?
- Nulli, in quanto la persona non riesce a perdere peso per svariati motivi.
- Mediocri, poiché vengono persi 3-5 chili, spesso con enormi sacrifici.
- Accettabili, poiché si perde quanto si voleva.
- Esagerati, poiché si assume un aspetto pallido ed emaciato.
Se poi, a distanza di 2-6 mesi dalla dieta, ritorniamo a esaminare quanto è rimasto di tali sforzi, ci rendiamo conto di come la gran parte dei “dimagriti” siano tornati ampiamente al loro peso precedente, spesso superandolo di un paio di chili, verso l’alto, mentre solo pochi “eletti” conservano, miracolosamente, il peso faticosamente raggiunto.
Recenti ricerche tendono a dimostrare che questa minoranza di persone, al contrario di chi porta in giro la “pancetta” con malcelato orgoglio, deve il suo ventre piatto al buon funzionamento dei cosiddetti “segnali di sazietà”, ossia quei segnali chimici che le cellule inviano al cervello per riferirgli lo stato nutrizionale del corpo.
Proviamo a degustare dello zucchero da cucina, a cucchiaini, annotando su un foglio di carta la sensazione che questo alimento ci trasmette:
1 cucchiaino: buono, dolce.
3 cucchiaini: gradevole, dolce.
5 cucchiaini: dolciastro, leggermente fastidioso.
7 cucchiaini: sgradevole, troppo dolce, dà fastidio ai denti, fa venire una leggera nausea.
10 cucchiaini: repellente, eccessivamente dolce, nauseante, dà un discreto senso di nausea.
Ecco un esempio di “segnale di sazietà”, con il quale le cellule, attraverso quel senso di nausea, vi trasmettono un segnale di stop! Se vogliamo, noi, in quanto animali superiori, possiamo decidere di ignorarlo e proseguire per pura golosità.
Con opportuni metodi e una buona dose di volontà è possibile riabituarsi a sentire tali “segnali di sazietà” e allora, in un baleno, senza grossi sforzi, anche noi torneremo magri.
Volendo comunque provare ad affrontare una dieta, bisogna ricordare quanto segue:
- non esiste il prodotto dimagrante, ma solo la nostra buona volontà che ci permette di diminuire l’apporto di nutrienti e anche di dedicarci a un po’ di attività fisica.
- le maggiori soddisfazioni si hanno seguendo un dieta non eccessiva e incrementando abbastanza l’attività fisica.
- l’alimentazione, anche se ridotta, deve comprendere tutti i principi nutritivi fondamentali.
- nessuna dieta deve scendere sotto le 1200 Kcal al giorno per le donne e 1600 Kcal per gli uomini e deve comunque fornire dal 55 al 60% delle calorie sotto forma di carboidrati, il 25-28% in grassi e il resto in proteine, più una discreta dose di sali minerali e vitamine.
- diffidare delle prescrizioni miracolose a base di “erbe” fatte confezionare dal farmacista, perché spesso nascondono delle sostanze amfetamino-simili. L’estate sta finendo, è vero, ma presto, molto prima di quanto sembri, ne arriverà un’altra e poi un’altra ancora.
Meglio mettersi al lavoro per tempo e cominciare (o continuare) a recuperare il nostro istinto.

I comandamenti della dieta perfetta

  1. Iniziate il pasto con una porzione di verdura cruda o cotta: aumenterà la quantità di fibra oltre che il senso di sazietà.
  2. Condite i primi piatti con sughi semplici. Come fondo di cottura utilizzate vino bianco in pochissimo olio.
  3. Utilizzate come fonte proteica anche i legumi, sono ottimi per la preparazione di “piatti unici”, in abbinamento con la pasta; è bene aggiungere poco condimento o sostituirlo con salsa di pomodoro e brodo vegetale.
  4. Diminuite il consumo di grassi da condimento, utilizzando padelle antiaderenti, pentole a pressione, e mescolando le verdure in un’ampia ciotola con poco olio e abbondante succo di limone o qualche goccia di aceto balsamico. Per dare più sapore alle pietanze, unite a fine cottura erbe aromatiche e spezie.
  5. A proposito di carne, preferite quella bianca di pollo o di tacchino e ricordate di eliminare il grasso visibile prima della cottura.
  6. Attenzione agli insaccati e ai prodotti già pronti e di rosticceria: sono spesso ricchi di grassi.
  7. Attenzione ai formaggi: sono generalmente molto grassi quindi preferite quelli più magri come ricotta e fiocchi di latte.
  8. Se bevete latte, preferite quello scremato a quello parzialmente scremato o intero.
  9. Lo yogurt è un ottimo spuntino, meglio quello magro - bianco o alla frutta - di quello intero.
  10. Attenti ai fuori-pasto. Preferite un frutto, una spremuta, un frullato o delle verdure fresche. Salatini e dolciumi sono un concentrato di grassi che non saziano.

E per la Terza età

Invecchiare bene è…

  • In caso di dimagrimento e/o di mancanza di appetito consultare sempre il proprio medico
  • Il sovrappeso e l’obesità rappresentano un fattore di rischio per la salute ed aggravano tutte le patologie dell’anziano
  • L’attività fisica rallenta i processi di invecchiamento e migliora tutte le prestazioni della vita di relazione e quindi la qualità della vita
  • Una dieta ricca di calcio (latte e derivati) e l’esercizio fisico aiutano il nostro scheletro a mantenersi in forma
  • Non abusare nell’uso dei farmaci; le autoprescrizioni sono valide solo per piccoli e noti disturbi
  • La longevità si conquista anche a tavola

…una corretta alimentazione:

  • Mangiare variato
  • Masticare gli alimenti con cura per migliorarne la digestione
  • Fare pasti leggeri e frequenti
  • Consumare almeno tre pasti nella giornata, e quindi non saltare mai la prima colazione
  • Una tazza di latte o una minestrina, come cena, non assicurano un adeguato apporto di energia e nutrienti
  • Cucinare in modo semplice senza eccedere con i grassi da condimento e le salse
  • Salare le pietanze con moderazione
  • Mangiare tutti i giorni cereali (pane, pasta, riso, crackers, polenta, ecc.)
  • Contenere la quantità di zucchero da tavola e limitare le bevande zuccherine.
  • Per evitare la stipsi mangiare tutti i giorni verdure (fresche o surgelate, crude o cotte) ed almeno un frutto di stagione ben maturo
  • Bere acqua frequentemente, nel corso della giornata, anche se non si avverte lo stimolo della sete (segnale che nell’anziano non è sufficientemente sensibile)
  • Bevande alcoliche? Sì, ma a bassa gradazione (vino o birra), in quantità moderata e possibilmente durante i pasti. Chi non beve alcolici non cominci a farlo ora
  • Dolci sì, ma con parsimonia
  • Integrazioni di vitamine e sali minerali? Sì, ma solo se il medico lo giudica necessario e alle dosi consigliate
  • Leggere le etichette riportate sulle confezioni degli alimenti: si potrà conoscere il modo di preparare e conservare il cibo acquistato e la relativa scadenza
  • Se si hanno disturbi della masticazione controllare i denti e: consumare alimenti morbidi, quali purè, minestre, uova, pesci, carni tritate, formaggi freschi, yogurt
  • Consumare pane tenero, mollica di pane ed in alternativa grissini e fette biscottate
  • Scegliere frutta ben matura e facile da schiacciare come banane, pesche, pere, fragole oppure preparare frullati con la frutta più dura o spremute con gli agrumi

…un corretto stile di vita:

  • È preferibile mangiare in compagnia: organizzarsi con gli amici
  • Fare passeggiate all’aria aperta tutti i giorni
  • Curare la propria persona
  • Coltivare hobby (bocce, gioco delle carte, dama, scacchi, parole crociate, ecc.)
  • Mantenere attiva la sfera sessuale
  • Mantenere interesse per gli avvenimenti e seguire i cambiamenti della società. Pertanto:
  • Leggere giornali e libri (anche fumetti)
  • Guardare la televisione ma senza esagerare
  • Ascoltare la radio
  • Andare al cinema o al teatro
  • Partecipare a gruppi e collettività culturali o ricreative
  • Figli, nipoti, parenti ci danno la gioia di vivere. Frequentiamoli!

Torna ai risultati della ricerca