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Virus: amici o nemici?
Laura Bettinzoli, N. 11/12 Novembre/dicembre 2001
In genere quando si sente parlare di virus cè la tendenza ad associarli ai comuni mali di stagione, come le varie forme influenzali, che ogni anno mettono a letto circa cinque milioni ditaliani, non tutti però sanno che alcuni tipi di virus possono essere la causa scatenante di pericolose forme tumorali.
È infatti accertato che esiste una correlazione tra infezioni virali croniche e tumori. Nell80% dei casi di associazione virus-tumori, gli agenti in causa sono quelli responsabili di epatite-tumore del fegato o linfomi e dinfezioni uterine-tumori dellapparato genitale femminile. Recentemente poi sono stati scoperti come oncogeni altri agenti virali, il virus erpetico 8 associato al sarcoma di Kaposi (un tumore maligno della pelle, particolarmente diffuso tra i malati di Aids) e gli Htlv appartenenti alla stessa famiglia del virus dellAids.
Tuttavia, si può dire che queste infezioni virali da sole non sono sufficienti a indurre il cancro, in genere sono necessari meccanismi aggiuntivi fra cui possibili interazioni con agenti fisici e chimici.
I virus considerati responsabili della formazione di tumori sono i retrovirus (cioè i virus che usano il Rna per duplicarsi) che causano leucemie, ma anche alcuni virus a Dna. Tutti questi stimolano i geni che fanno moltiplicare allinfinito la cellula o ne alterano la regolazione. Nelluomo lunico virus che agisce in modo diretto provoca una forma di leucemia, gli altri invece hanno unazione indiretta, creano cioè le condizioni che favoriscono linsorgere del tumore: il virus dellepatite per il fegato e il papillomavirus per il collo dellutero. I virus oncogeni, ossia quelli responsabili della formazione di tumori, non inducono mutazioni del DNA, ma introducono nella cellula il proprio materiale ereditario e provocano il tumore mediante proteine codificate dai geni virali spiega la dottoressa Anna Marangio del reparto malattie infettive dellOspedale San Matteo di Pavia. Lepatite C è una malattia causata da un virus lHcv, che si trasmette attraverso il sangue, linfezione può risolversi senza lasciare conseguenze per la salute, ma nell80% dei casi circa si trasforma in uninfezione cronica. Il virus, cioè, cresce indisturbato per lunghi periodi e si sviluppa negli epatociti creando seri danni al fegato. Se la malattia non viene curata, può dare origine, nel 20% circa dei casi, alla cirrosi epatica; e il 3-4% circa dei malati di cirrosi epatica corre il rischio di sviluppare un tumore al fegato. Se ne parla ancora poco continua la dottoressa Marangio ma i danni del virus Hcv (scoperto solo 10 anni fa, mentre prima si parlava di epatite non A e non B) sono più rilevanti rispetto a quelli dellHiv che provoca lAids: i due killer sono simili, tutti e due sono Rna virus, cioè non possono integrarsi con il genoma dellospite, ed ambedue hanno un effetto progressivamente devastante sul sistema immunitario.
È stato inoltre dimostrato che anche il virus di Epstein Barr ha un ruolo attivo nella formazione di cellule tumorali, sembra infatti che quando la risposta immunitaria è insufficiente andrebbe ad infettare i linfociti fino a provocarne la proliferazione incontrollata.
Un ruolo simile è stato suggerito anche per Helicobacter plori, il germe responsabile dellulcera gastrica che, se non curato, aumenterebbe il rischio di linfoma associato alle mucose. Per quanto riguarda il tumore del collo dellutero i fattori di rischio certi sono la precocità dinizio dellattività sessuale associata a un elevato numero di partner e la contrazione di alcune infezioni, in particolare quella da Papillomavirus (Hpv), un virus che si trasmette per via sessuale.
Lunica raccomandazione possibile per evitare di venire contagiati è di modificare il proprio stile di vita per ridurre i fattori di rischio, e di sottoporsi periodicamente a controlli mirati, come lesame colpo-citologico e la colonscopia. Un ruolo nello sviluppo dei tumori maligni viene attribuito a tre famiglie di virus a DNA, e cioè hepadnaviridae, herpesviridae e papovaviridae aggiunge la dottoressa Marangio fra questi ultimi, particolare interesse hanno i virus del papilloma umano (Hpv), di cui sono stati isolati molti genotipi patogeni per luomo.
Alcuni tipi vengono associati al tumore cervicale vulvare perianale e anale, altri al carcinoma verrucoso della vulva e del pene e con i tumori di Busche e Lowenstein, altri ancora ai tumori cutanei. Tra i virus oncogeni, lHtlv-1 è stato riconosciuto responsabile della leucemia-linfoma a cellule T delladulto, decisamente prevalente in alcune aree geografiche di Giappone Carabi ed Africa centrale.
Non solo nemici
Negli ultimi anni, alcuni scienziati, hanno dimostrato che sebbene i virus vengano normalmente associati alle malattie e siano responsabili di alcune gravi forme tumorali, possono anche essere utilizzati come armi contro i tumori. Nonostante il loro utilizzo per combattere alcune forme tumorali sia solo nelle primissime fasi di studio, almeno dieci diversi virus sono già in fase avanzata di sperimentazione.
In particolare i ricercatori hanno evidenziato un ceppo di un herpervirus che, modificato geneticamente, è in grado di attaccare le cellule tumorali lasciando illese quelle sane. Fin dallinizio degli anni novanta gli scienziati hanno rimosso geni da questo virus, per impedirgli di attaccare i tessuti cerebrali e per fare in modo che non si potesse sviluppare in cellule che si riproducono lentamente. Il risultato è stato un virus che non provoca malattie e che si riproduce solo nelle cellule tumorali, caratterizzate da una rapida divisione. Questo virus indebolito non era però in grado di distruggere completamente i tumori. Allora i ricercatori, per isolare il ceppo più efficiente, hanno osservato e studiato i suoi effetti su cellule di tumori della prostata umani coltivate in laboratorio. Un altro studio effettuato da alcuni scienziati della Duke Università di Durham, nel North Carolina, avrebbe dimostrato che dal virus della poliomielite e da quello del comune raffreddore si può ottenere un ibrido efficace contro il glioma maligno. Anche questa ricerca ha dimostrato che è possibile utilizzare per scopi terapeutici un virus che può causare una grave malattia. Per rendere innocuo il virus della poliomielite, i ricercatori vi hanno inserito un tratto di menoma di rinovirus, responsabile del normale raffreddore perché questultimo, a differenza del primo, non attacca le cellule del cervello. Secondo gli scienziati, questo ibrido rappresenta unarma molto potente contro i tumori al cervello, perché ha la capacità di distruggere solo le cellule tumorali senza danneggiare i tessuti sani.
Cosa sono i virus?
I virus sono microrganismi che vivono allinterno di cellule, e che utilizzano la cellula parassitata, per poter vivere e riprodursi, sfruttano lospite per poter sopravvivere e lo obbligano a produrre nuovi virus invece che dare origine a nuove cellule. Entrano nel nucleo e impongono un piano di riproduzione cellulare che da origine a nuovi virus. Provocano malattie con evoluzioni sia benigne che non, che non possono essere risolte, ma solo aiutate da farmaci.
Meglio prevenire che curare
In Italia quasi tutti i nuovi virus sono arrivati solo sporadicamente.
- Animali. In alcune zone è meglio premunirsi dalle malattie trasmesse da insetti o dallurina dei roditori (virus del Nilo, virus di Hantaan, Dengue) usando sempre un buon repellente e tende di garza impregnate di piretro per dormire. Indossate pantaloni e stivali per le passeggiate nellerba alta, sconsigliati i piedi nudi. Prima di recarsi in zone malariche è consigliabile fare la terapia preventiva.
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Cibo. Molti virus, poi, penetrano negli alimenti. Tra questi colera, toxoplasmosi, epatite A, poliomielite. Quindi è indispensabile, sempre, lavarsi le mani, cuocere carne, pesce, verdura, e sbucciare la frutta. In Paesi in cui il colera è endemico è consigliabile bere acqua in bottiglia e non fidarsi del ghiaccio.
- Sesso. Per bloccare virus e batteri che si trasmettono con i rapporti sessuali (epatite B e C, Aids, sifilide, Epstein Barr, Papillomavirus) i sistemi più efficaci sono ovviamente la castità e la fedeltà. Ma funziona anche il preservativo.
Pericolo epatite
Lepatite, ossia linfiammazione delle cellule del fegato è causata da cinque virus diversi (A-B-C-D-E) ma soltanto linfezione da virus dellepatite B e C può essere considerata fattore di rischio per lepatocarcinoma.
- Epatite B: il virus di questa malattia si trasmette attraverso il sangue, la saliva e le secrezioni vaginali delle persone malate e dei portatori sani. Veicoli di contagio sono luso di siringhe infette, strumenti chirurgici non sterilizzati, rapporti sessuali non protetti, trasfusioni di sangue infetto, forbicine, aghi e altri oggetti appuntiti e spazzolini da denti.
- Epatite C: il virus C si trasmette soltanto mediante il sangue. Il rischio di prendere questa malattia durante le trasfusioni o negli studi dentistici è ormai molto raro. Il contagio avviene soprattutto con lo scambio di siringhe infette, di rasoi, forbici o aghi usati in precedenza da un malato di epatite. Rara è la trasmissione sessuale (7-10 per cento) e da madre a feto (2-3 per cento).
Indirizzi utili
I reparti di epatologia dei principali ospedali italiani:
- Bari
Istituto di clinica delle malattie infettive, Università di Bari
Tel. 080.5564944 - Direttore: professor G. Pastore.
- Pavia
Fondazione Maugeri, Chirurgia mininvasiva
Tel. 0382.592298 - Professor Antonio Catona.
Tel. 0382.592292 - Segreteria.
- Firenze
Istituto di clinica medica generale e terapia medica II, Università degli Studi
Tel. 055.27571 - Direttore: professor P. Gentilizi.
- Milano
Ospedale San Giuseppe, Dipartimento di gastroenterologia ed epatologia
Tel. 02.85994497-99 - Direttore: professor G. Odéo.
- Napoli
Azienda ospedaliera Cardarelli, Dipartimento di gastroenterologia, fisiopatologia epatica
Tel. 081.7471111 - Direttore: professor A. Ascione.
- Palermo
Istituto di clinica medica I, Università di Palermo
Tel. 091.6511914 - Direttore: professor A. Craxì.
- Roma
Policlinico Umberto I, Università La Sapienza, II cattedra malattie tropicali e infettive
Tel. 06.49971 - Direttore: professor C. De Bac.
- Torino
Ospedale Le Molinette, Università di Torino, Dipartimento di gastroenterologia
Tel. 011.6331633 - Direttore: professor M. Pizzetto.
Per avere materiale informativo sulle malattie del fegato, è possibile rivolgersi alla Fade (Fondazione amici dellepatologia), via Albricci, 9 Milano - Tel. 02.86996284.
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