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La clonazione, una scelta terapeutica
Dario Vascellaro, N. 2 febbraio 2002
Un esperimento di clonazione di cellule umane è stato annunciato alla fine dell'anno scorso dalla Advanced Cell Technology (ACT) di Worcester, Massachusetts. A detta dei ricercatori dell'ACT l'intenzione non è quella di produrre cloni di esseri umani, ma solo di realizzare la clonazione terapeutica. A diffondere la notizia dell'avvenuta clonazione è stata la stessa società americana che ha annunciato il risultato delle proprie ricerche su trasferimento nucleare e partogenesi di cellule somatiche umane, due tecniche che rendono possibile la clonazione. Secondo i ricercatori, che hanno pubblicato i risultati del loro lavoro sul Journal of regenerative medicine, si tratta di un risultato decisivo per la clonazione terapeutica e la prima prova che cellule umane riprogrammate possono fornire tessuti per trapianti.
Per ottenere un risultato che spalanca nuovi orizzonti scientifici, ma che appare anche destinato a riscatenare polemiche roventi, i ricercatori avrebbero coltivato in laboratorio un piccolo agglomerato di cellule-base, sul cui nucleo sono intervenuti appunto con i metodi della clonazione così da trasformarle nella fonte di future cellule staminali, le cosiddette cellule-madri. Questa è davvero una pietra miliare nella clonazione teraupeutica, ha rivendicato Ann Liebert, direttore responsabile del giornale specialistico E-biomed, sul quale sono apparsi i risultati della ricerca condotta nel Massachusetts.
Alla Advanced Cell Technology hanno tenuto a precisare che il loro obiettivo non era, e non è, la creazione vera e propria di un essere umano completo, bensì il dotarsi di embrioni da usare per ricavarne cellule staminali, da impiegare nella cura delle malattie. Questi risultati preliminari, che rafforzano il peso delle prove in base alle quali riprogrammare le cellule umane, ha aggiunto Liebert, sono estremamente significativi, data l'importanza del settore della medicina rigenerativa.
Secondo le leggi federali degli Stati Uniti in materia, utilizzare denaro pubblico per la clonazione di esseri umani, a qualunque titolo, è proibito; la Advanced Cell Technolgy Inc. è però una società di diritto privato, i fondi su cui conta sono di origine privata, perciò è libera di agire come crede.
La notizia ha suscitato, anche in Italia, veementi reazioni. Tra i primi a intervenire il ministro della Salute, Girolamo Sirchia: dopo aver sottolineato come quella compiuta non possa essere definita clonazione umana, chiede con forza un intervento del legislatore. Quest'ulteriore passo della ricerca genetica dichiara Sirchia sollecita il Parlamento, che è sovrano a decidere su questi temi, a intervenire quanto prima. Quanto alla Chiesa, come ovvio, questa frontiera è giudicata assai pericolosa. Siamo di fronte a una sconfitta del pensiero umano, sono le dure parole di Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna. Il guaio ha proseguito è che gli scienziati dicono che fino a quando non c'è annidamento dell'embrione non si è ancora formata la vita umana. Ma questo è pazzesco, l'embrione ha una sua dignità umana già dal primo momento.
Tra le poche voci entusiaste quella dei Radicali: è con autentico giubilo che il segretario Daniele Capezzone ha salutato la notizia, tessendo poi l'elogio degli Usa dove la competizione tra ricerca pubblica e privata diversamente dall'Europa in cui proibizionismi e monopolio pubblico si sorreggono a vicenda ci sta regalando una delle pagine più straordinarie non solo della storia della ricerca, ma forse della stessa storia dell' umanita.
In effetti a Worcester non è stato realizzato un clone umano. I ricercatori hanno clonato con la tecnica del trasferimento di nucleo una cellula umana e hanno ottenuto quello che viene chiamato un embrione pre-impianto, cioè un agglomerato di sei cellule che, se lasciato sviluppare, avrebbe potuto portare alla formazione di un vero embrione e poi eventualmente di un essere umano. In questo caso, invece, è stato bloccato lo sviluppo dellagglomerato di cellule con lo scopo di creare una fonte di cellule staminali embrionali.
Cellulle staminali
Il corpo umano è formato da numerosi organi e tessuti. Ogni tessuto è composto da vari tipi cellulari organizzati in maniera specifica: cellule nervose, cellule del sangue, cellule della pelle ecc. Questi differenti tipi differiscono luno dallaltro per caratteristiche quali la grandezza, la forma, la struttura, la capacità di muoversi, crescere, dividersi e morire.
Quando lembrione, durante il suo sviluppo, raggiunge lo stadio di blastula, ogni sua cellula è detta totipotente perchè è in grado di dare origine a uno qualsiasi dei 254 diversi tipi cellulari dai quali deriveranno tutti i tessuti delladulto. Nelle successive fasi del loro sviluppo le cellule totipotenti perdono in parte questa capacità e diventano cellule multipotenti ognuna delle quali può ancora evolvere verso molti tipi di cellule ma non verso tutti i tipi. Proseguendo nello sviluppo, le cellule multipotenti diventano prima pluripotenti (con poche alternative riguardo al loro destino finale) e infine cellule specializzate (unipotenti) in grado di eseguire solo un compito. Il passaggio da cellule pluripotenti a cellule unipotenti non avviene per tutte le cellule durante lo sviluppo embrionale, ma continua anche in alcuni tessuti dellorganismo adulto come nel fegato, che conserva la capacità di rigenerarsi. Le cellule totipotenti sono dette anche embrionali staminali, indicate con la sigla ES. Queste cellule, essendo in grado di dare origine a tutti i tessuti dellorganismo, possono essere utilizzate in svariate terapie. Esse si possono trovare nelle gonadi di un embrione, negli embrioni congelati dopo le tecniche di fecondazione in provetta, nei tumori maligni dellovaio e dei testicoli.
Cellulle staminali in medicina
Negli ultimi anni la ricerca nel campo delle cellule staminali ha fatti grandi passi avanti.
Recentemente cellule ES di topo sono state manipolate in provetta per formare oligodendrociti, le cellule nervose in grado di costruire la mielina, una proteina che fa parte del rivestimento dei nervi. Introdotte in un altro topo, paralizzato a causa di lesioni al midollo spinale, questi oligodendrociti hanno ripristinato in parte le cellule distrutte. Questo successo ha aperto le porte alla speranza di riuscire in futuro a riparare le lesioni del midollo spinale umano. Sapendo come riattivare la proliferazione delle cellule pluripotenti presenti nel cervello, si potrebbe indurle a moltiplicarsi, alloccorrenza, in aree danneggiate del cervello stesso.
Utilizzando le cellule staminali, in futuro, si potranno creare animali transgenici portatori di organi compatibili con lorganismo umano da utilizzare per i trapianti.
La facilità di manipolazione e di rapida riproduzione di queste cellule permetterà di far produrre a mucche, capre, pecore e maiali, proteine umane molto importanti e ormoni purissimi e a basso costo.
La fabbricazione su larga scala di cellule di ogni tipo consentirà anche la creazione di tessuti umani da utilizzare per valutare in provetta la tossicità di farmaci e composti diversi eliminando così la sperimentazione sugli animali.
Si potranno sostituire cellule oppure tessuti danneggiati o non funzionanti, per esempio nelle malformazioni congenite del cuore o dei polmoni, nellarteriosclerosi oppure nel midollo spinale danneggiato da traumi fisici. Questa possibilità lascia ben sperare anche per la cura del diabete, di malattie del sistema nervoso come il morbo di Alzheimer e di malattie di altri organi come il pancreas e il fegato. La terapia con cellule staminali totipotenti potrebbe essere impiegata nella cura dellAIDS.
In campo oncologico, ed è quel che più ci interessa, si potranno contrastare i pesanti effetti collaterali delle cure antitumorali ma anche ottenere importanti informazioni biologiche sui meccanismi con i quali le cellule tumorali si rinnovano e producono metastasi. I possibili beneficiari di un trapianto di cellule staminali sono i pazienti affetti da tumori solidi o da malattie del sangue, come i linfomi o le leucemie. Le cellule staminali cutanee, infine, potrebbero essere utilizzate nella terapia genica contro le neoplasie e le infezioni cutanee.
Tre sono le tecniche che rendono possibile la clonazione: trasferimento nucleare, divisione per partenogenesi, trasferimento ovoplasmatico.
Trasferimento nucleare: con questa tecnica, comunemente chiamata Human Terapeutic Cloning, il nucleo di una cellula del paziente viene inserito in un ovulo non fecondato dal quale è stato rimosso il nucleo. In questo modo si genera un embrione con cellule staminali identiche (con lo stesso DNA) a quelle del paziente donatore.
Divisione per partenogenesi: in questo caso un ovocita è attivato direttamente senza rimuovere il DNA (il nucleo). Si crea un embrione di pre-impianto dal quale vengono prelevate le cellule totipotenti.
Trasferimento ovoplasmatico: questa tecnica consiste nella rimozione del citoplasma di un ovocita e nel successivo trasferimento in una cellula somatica del paziente che si trasforma in cellula staminale.
| Le tappe della clonazione: da Dolly allembrione umano |
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1994
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Primo successo nella caccia alla cellula madre di tutte le cellule, in grado di generare ogni tipo di tessuto e organo: il gruppo di Peschle identifica il gene Kdr, che controlla il recettore del fattore di crescita delle pareti dei vasi sanguigni. |
| 25 febbraio 1997 |
Nasce la pecora Dolly, primo esempio di organismo fotocopia di un altro, nel quale, cioè, i due patrimoni genetici sono assolutamente identici tra loro. |
| 1998 |
In giugno viene clonato il primo animale maschio, un topo, da uno scienziato dell'Università delle Hawaii; in dicembre, in Giappone, da una mucca vengono riprodotti otto vitelli identici. |
| 1999 |
Il gruppo di Peschle scopre le cellule staminali del sangue. |
| ottobre 1999 |
Il ricercatore Cesare Galli annuncia di aver clonato a Cremona il Toro Galileo. Nasce dopo un'ordinanza dell'allora ministro della sanità Rosy Bindi che vieta la clonazione. |
| 5 giugno 2000 |
Viene annunciata la scoperta dell'emoangioblasto. |
| 16 agosto 2000 |
Parallelamente agli sviluppi della ricerca, esplode il problema etico, ma il governo britannico, il 16 agosto del 2000, dà il via libera agli esperimenti sulla clonazione umana. |
| 7 settembre 2000 |
Il parlamento europeo boccia la clonazione terapeutica. |
| 21 marzo 2001 |
Il parlamento italiano dice no alla clonazione umana. La Camera approva definitivamente, a larghissima maggioranza (385 voti a favore, 3 contrari e 13 astenuti) il protocollo del Consiglio d'Europa che vieta la riproduzione fotocopia degli esseri umani. |
| 25 novembre 2001 |
Un'azienda di ricerche genetiche degli Usa, la Advanced Cell Technology, annuncia di aver eseguito con successo la prima clonazione di un embrione umano.
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Indirizzi utili
Per saperne di più sulla clonazione si può accedere, via Internet, ad alcune rassegne stampa di giornali italiani. Il modo più semplice, anche per prendere dimestichezza con la ricerca per soggetti via Internet, è digitare la parola clonazione in un motore di ricerca (motore di ricerca tipo www.google.it).
Tra le rassegne italiane (cioè che riportano testi di articoli pubblicati su quotidiani e riviste italiani) segnaliamo:
www.lgxserver.uniba.it/rassegna/sirchia
www.farmacia.it
www.web.tiscali.it/rassegna
www.dica33/argomenti_clonazione
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