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Alessia torna a sorridere

Alberto Ferrari, N. 2 febbraio 2002

A tre anni i disturbi. Un po’ di febbre, l’addome dolorante e un’evidente spossatezza che non promettono nulla di buono. Scattano i primi campanelli d’allarme in genitori e pediatra. Alessia Gravera, questo è il nome della piccola che oggi ha otto anni e che incontriamo con mamma e papà nell’appartamento ANPO di via Damiano Chiesa a Pavia, viene così ricoverata per accertamenti al Policlinico di Catania.
La famiglia Gravera vive a Francofonte, provincia di Siracusa, a qualche decina di chilometri dall’ospedale. Andare avanti e indietro fra casa e ospedale non sarebbe niente per i genitori, senonché quando arriva la diagnosi è come se il bel cielo di Sicilia diventasse quello di Londra. Nebbie mefitiche e nubi plumbee fanno della strada per l’ospedale un calvario. Che sarai mai l’anemia falciforme? Di sicuro niente di buono. Una malattia che l’accompagnerà per tutta la vita costringendola a un’esistenza di patimenti. La bambina, ma poi la ragazza e quindi la donna non potranno avere una vita normale. Per esempio non potranno andare in montagna perché l’altitudine gioca brutti scherzi al sangue. Causa il poco ossigeno il sangue di Alessia si comprimerebbe, cosa che succede anche a casa e sempre più frequentemente. I globuli rossi assumono l’aspetto di piccolissimi granuli che defluiscono a fatica nelle arterie. Il dolore nella piccola è evidente.
Le crisi vengono ad avere scadenza mensile. Una volta al mese la bambina entra in dialisi per il ricambio del sangue. Ma le continue trasfusioni a un certo punto lasciano il segno. Nel 1999 Alessia deve essere sottoposta a colicistemia. E la croce sulla via dell’ospedale diventa sempre più pesante.
L’anno dopo però una bella rischiarita. Nasce Vincenzo, il fratellino, il cui midollo risulta compatibile al 100% con quello di Alessia. Si può pensare a un trapianto di cellule midollari. Al momento del parto la placenta viene prelevata e tenuta in serbo due anni per il trapianto. Tale è il tempo necessario prima di poter effettuare l’intervento. Il trapianto avviene a Pavia, nel reparto di Oncoematologia del Policlinico San Matteo diretto dal dottor Franco Locatelli.
“A Pavia arriviamo su indicazione della dottoressa Valeria Commendatore, responsabile del reparto di Talassemia dell’ospedale di Lentini” ci tiene a precisare la mamma, in segno di riconoscimento verso il medico che li segue da sempre.
Il trapianto viene effettuato nel dicembre 2001.
L’intervento, dicono i genitori, riesce benissimo, tanto che oggi Alessia è guarita totalmente. Quella che doveva essere una malattia perenne oggi non c’è più e “la nostra bambina può tornare a sorridere”.
Giusto il tempo per gli ultimi controlli e poi Alessia potrà tornare anche a casa, a giocare sotto il cielo azzurro di Francofonte, come è giusto che sia per una bellissima bambina di otto anni che ha già tanto sofferto.

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