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Nuove terapie contro il cancro del seno
Rossella Canadé, N. 7/8 luglio/agosto 2002
Sono oltre 350 mila le donne in Europa, 32 mila in Italia, colpite dal cancro al seno, uno dei tumori più diffusi nei Paesi occidentali. Il nostro Paese, con 65 nuovi casi l'anno e 12 mila vittime ogni anno, si pone a metà della classifica degli Stati a maggiore incidenza. Al primo posto l'Olanda, che conta oltre 90 nuovi casi su 100 mila; segue la Francia con 83,19 casi su 100 mila, la Germania (73,65) e la Gran Bretagna (74,93); in coda la Spagna con 47,87 casi su 100 mila e la Grecia con 47,57.
Questi dati sono stati diffusi a Barcellona dove si è tenuta la III Conferenza europea sul cancro del seno. Il cancro del seno hanno sottolineato gli specialisti riuniti a Barcellona avanza dell1,5% l'anno, colpendo soprattutto i Paesi dell'Europa settentrionale e occidentale. Di pari passo, però, la sopravvivenza aumenta e questa neoplasia uccide sempre meno. Moltissimi gli studi presentati al Congresso, con l'obiettivo di potenziare le armi contro il tumore della mammella e migliorare la qualità di vita delle pazienti.
La prevenzione con Tamoxifen
Oggi le conoscenze scientifiche sul ruolo degli ormoni sessuali si sono notevolmente perfezionate rispetto al passato: si ritiene che gli estrogeni siano coinvolti nellinsorgenza e nello sviluppo di almeno un terzo dei tumori mammari e che pertanto la loro soppressione possa essere un trattamento efficace. Il meccanismo di azione dei diversi farmaci impiegati nella terapia ormonale consiste nellinterferenza con lattività degli estrogeni. Nel momento in cui le cellule tumorali richiedono gli estrogeni per la propria proliferazione, lapproccio più semplice per impedire loro di svilupparsi è quello di privarle di tali sostanze.
Il Tamoxifen, farmaco di riferimento per la terapia ormonale del tumore della mammella da oltre 20 anni, è oggi lantiestrogeno di prima scelta e viene assunto giornalmente da milioni di donne. Il Tamoxifen è un antiestrogeno che ne va a bloccare in periferia la produzione, andandosi a legare con alcuni siti della cellula spiega il dottor Enrico Aitini, attuale direttore delloncologia medica del Carlo Poma di Mantova . La letteratura sul Tamoxifen è vastissima e il farmaco è stato ampiamente utilizzato sia nella malattia avanzata sia come trattamento adiuvante (dopo lintervento chirurgico).
La novità che ci viene oggi presentata è che il farmaco antiestrogeno più usato per la cura del tumore della mammella sta per essere salutato come uno degli strumenti più validi per la prevenzione di questo tipo di tumore.
Il Tamoxifen è stato studiato nelle donne sane ad aumentato rischio nell'ambito di un programma internazionale di prevenzione dei tumori della mammella che si è svolto attraverso 3 studi su un totale di circa 30.000 donne. I tre grandi studi sono americani, inglesi, e italiani spiega il professor Cascino, primario di oncologia a Parma . Gli statunitensi sono più convinti, qui da noi si è ancora in fase sperimentale. Viene usato non solo su pazienti che hanno una predisposizione genetica, ma anche su donne con patologie che possono predisporre al tumore, ad esempio le mastopatie fibrocistiche. Somministrandolo, hanno visto che si riduce il rischio.
Il più importante di questi studi, svoltosi quindi negli Stati Uniti su oltre 13.000 donne, ha dimostrato che il Tamoxifen diminuisce l'insorgenza dei tumori della mammella, compresi quelli in fase molto iniziale. Così, mentre oltre oceano lefficacia del Tamoxifen nella prevenzione è praticamente conclamata, in Europa, dove la ricerca è ancora in una fase più arretrata, ci sono più dubbi. I risultati dello studio che si è svolto in Italia sono infatti preliminari, ma suggeriscono che il Tamoxifen riduce l'insorgenza del tumore del seno nelle donne che fanno uso della terapia ormonale sostitutiva.
Infine, uno studio recentissimo curato dal professor Umberto Veronesi lo ha sperimentato su un numero di pazienti già isterectomizzate. I risultati sono ancora tutti da valutare in termini di prevenzione, ma ci sono buone probabilità che le aspettative non vengano deluse.
Lo studio ATAC
A Barcellona sono stati anche presentati i primi risultati dello studio ATAC (Arimidex, Tamoxifen, Alone or in Combination), che ha coinvolto 9.366 pazienti e 381 centri di ricerca nel mondo.
Lo studio ATAC ha dimostrato che la terapia adiuvante con un nuovo farmaco, Anastrozolo, è significativamente più efficace e meglio tollerata rispetto allattuale trattamento standard con Tamoxifen nella prevenzione delle metastasi del tumore della mammella allo stadio iniziale in donne in post-menopausa dopo lintervento chirurgico.
Anastrozolo è un inibitore dell'aromatasi che blocca la produzione di estrogeni endogeni nelle donne in post-menopausa. Il nuovo farmaco ha dimostrato un'efficacia superiore e una ridotta incidenza di effetti collaterali in confronto a Tamoxifen nel trattamento di pazienti con tumore del seno di stadio avanzato ormono-sensibile.
Considerato questo importante beneficio per la terapia del tumore del seno in fase avanzata, scopo dello studio ATAC è di confrontare le due terapie ormonali, Anastrozolo e l'attuale terapia standard, Tamoxifen, nelle donne in post-menopausa ritenute idonee a sottoporsi a un ciclo di terapia ormonale successivo alla terapia iniziale del tumore del seno in fase precoce.
Tale studio è strutturato per stabilire se Anastrozolo è altrettanto o più efficace di Tamoxifen, se può offrire vantaggi in termini di tollerabilità rispetto a Tamoxifen e se la combinazione delle due terapie può essere più efficace del solo Tamoxifen.
Sono state arruolate nello studio oltre 9.300 donne di cui 654 donne italiane. Per numero di pazienti coinvolte, ATAC è il più grosso studio che sia mai stato effettuato nel campo delloncologia clinica.
La ricerca italiana ha partecipato in modo imponente a questo studio clinico ponendosi, con quasi 40 centri coinvolti, tra le prime 3 nazioni al mondo per limpegno e i risultati ottenuti ha sottolineato il Prof. Francesco Cognetti, Direttore Scientifico del Polo Oncologico dellIstituto Regina Elena di Roma e Presidente dellAssociazione Italiana di Oncologia Medica . Per le donne che lottano contro il tumore del seno allo stadio iniziale con Anastrozolo si apre una nuova opportunità di cura tanto importante quanto fu 20 anni fa lavvento del Tamoxifen.
Anastrozolo risulta più efficace di Tamoxifen determinando una riduzione pari al 17% del rischio di ricaduta della malattia ha spiegato il Prof. Angelo Raffaele Bianco, Direttore del Dipartimento di Oncologia e Endocrinologia Clinica dellUniversità Federico II di Napoli . In altre parole si stima che l89,4% delle pazienti trattate con Anastrozolo siano libere dalla malattia a 3 anni, 2% in più di quanto si ottiene con Tamoxifen. In termini assoluti si tratta di decine di migliaia di donne nel mondo considerando lelevata incidenza della malattia.
Anastrozolo è risultato statisticamente superiore a Tamoxifen anche nel ridurre lincidenza di nuovi carcinomi della mammella controlaterali. Il Prof. Bianco ha inoltre aggiunto: Le pazienti trattate con Anastrozolo hanno un rischio di ricomparsa del tumore controlaterale inferiore del 58% rispetto a quelle trattate con Tamoxifen.
Finora si è osservato inoltre che Tamoxifen è noto per la sua capacità di incrementare, anche se in misura modesta, il rischio di tumore dell'utero. Un rischio ampliamente bilanciato dalla diminuzione della mortalità per il tumore alla mammella precisa ancora il dottor Aitini . Tuttavia, nelle pazienti trattate con Anastrozolo si è osservata una incidenza dell'80% in meno di questa neoplasia rispetto al Tamoxifen. Con Anastrozolo poi si è evidenziata una riduzione del 40% rispetto a Tamoxifen di eventi tromboembolici. Le vampate di calore, le emorragie e le perdite sono risultate più frequenti nelle pazienti trattate con Tamoxifen, rispetto a quelle trattate con Anastrozolo.
Anastrozolo è stato introdotto sul mercato nel 1996 ed è autorizzato per il trattamento primario e secondario del tumore del seno in fase avanzata in donne in post-menopausa.
È stata inoltrata richiesta di autorizzazione in alcuni paesi del mondo per l'estensione di utilizzo di Anastrozolo per il trattamento del carcinoma mammario allo stadio iniziale. Il Giappone lha già ottenuta. In Italia l'autorizzazione è attesa per fine 2002.
Tollerabilità
Lo studio ATAC ha dimostrato una marcata riduzione dell'incidenza di effetti collaterali nel gruppo Anastrozolo in confronto a Tamoxifen.
- Trombosi venosa profonda (TVP) quasi nel doppio delle pazienti in trattamento con Tamoxifen rispetto ad Anastrozolo (1,7% vs 1,0%).
- Carcinoma endometriale 5 volte superiore nel gruppo Tamoxifen rispetto al gruppo Anastrozolo (0,5% vs 0,1%).
- Sanguinamento vaginale nell'8,1% delle pazienti in trattamento con Tamoxifen e nel 4.5% nel gruppo Anastrozolo.
- Vampate di calore più frequenti nelle donne in terapia con Tamoxifen rispetto a quelle in cura con Anastrozolo (vampate di calore 39,7% vs 34,3%).
- Fratture nel 3,7% delle pazienti del gruppo Tamoxifen e nel 5.8% del gruppo Anastrozolo. Il dolore articolare è stato segnalato nel 21,2% (Tamoxifen) vs 27,8% (Anastrozolo).
Lo studio ATAC ha rilevato anche che la combinazione Tamoxifen-Anastrozolo non dimostra benefici aggiuntivi in termini di tollerabilità in confronto alla sola terapia con Tamoxifen.
Indirizzi utili
- A.O. Carlo Poma
V.le Albertoni, 1, 46100 Mantova
Tel.: 0376/2011
- Istituto Regina Elena
Via delle Messi d'Oro, 156, 00158 Roma
http://crs.ifo.it
- AIOM
Associazione Italiana
di Oncologia Medica
http://sos.unige.it/aiom/
SU INTERNET
www.ncl.ac.uk/child-health/guides/clinks3.htm
(sezione del catalogo della Guide to Internet Resources for Cancer della Newcastle University dedicata ai tumori della mammella);
www.mayoclinic.com/index.cfm?
(pagine del sito della Mayo Clinic dedicata all'individuazione, alla prevenzione ed alla terapia delle forme geneticamente correlate di tumore della mammella);
www.cancer.gov/cancer_information/cancer_type/breast
(pagine di una delle più autorevoli fonti di informazioni presenti sul Web, dedicate ai tumori della mammella);
www.breastcancerfund.org/
(sito dellassociazione no-profit The Breast Cancer Found, che ha lo scopo di favorire la ricerca, educare il pubblico, sostenere e assicurare il benessere delle pazienti affette da carcinoma della mammella e/o delle loro famiglie).
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