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Il reparto dei prematuri

Lara Bettinzoli, N. 9 settembre 2002

La Divisione di Patologia Neonatale e Terapia Intensiva del San Matteo di Pavia è un Centro di III livello, cioè un centro di riferimento regionale che, oltre ad attività di I livello (cure minime) e di II livello (cure intermedie), si occupa anche di cure intensive per un bacino d’utenza di circa 7.000 nati.
È un presidio accreditato secondo criteri di disponibilità di alta tecnologia, elevata specialità organizzativa e professionale medico-infermieristica, dove sono previste un’Unità di Terapia Intensiva, una di Subintensiva e quella di Patologia Neonatale.
“Questa clinica è stata aperta sotto la mia direzione nel 1972 – spiega il professor Giorgio Rondini Direttore del Dipartimento di Scienze Pediatriche Università di Pavia Policlinico San Matteo I.R.C.C.S. –. È nata per assistere i neonati prematuri, cioè quelli che pesano meno di 2.500 grammi, e che nascono prima delle trentasei settimane di gravidanza; bambini quindi che necessitano di cure particolari”.
“Nel nostro reparto – interviene il dottor Polito medico dell’équipe di Rondini – vengono assistiti neonati (bambini di età inferiore a 28 giorni di vita) ad alto rischio, e nello specifico i neonati pretermine, nati cioè prima della 37a settimana di gestazione, i neonati di basso peso LWB (< 2.500 g), di peso molto basso VLWB (< 1.500 g), di peso estremamente basso VVLWB (< 1.000 g), neonati che necessitano di ventilazione meccanica, quelli con compromissione delle funzioni vitali e quei neonati con patologia chirurgica maggiore, prima e dopo l’intervento”. “In genere – aggiunge il professor Rondini – questi piccoli pazienti provengono dalla Divisione di Neonatologia-Ostetricia (neonati inborn), dalla Chirurgia Pediatrica e dalla Neurochirurgia del nostro Policlinico, ma soprattutto da altre strutture ospedaliere esterne (neonati outborn) presenti a Pavia (Clinica Città di Pavia), in provincia (Vigevano, Voghera, Broni) e da altri ospedali regionali ed extra-regionali (Crema, Cremona, Viadana, Novara, ecc), tramite il nostro servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale denominato STEN e costituito da un’équipe medico-infermieristica della nostra Divisione”.
“Inizialmente – continua Rondini – questi piccoli prematuri erano circa il 10% dei bimbi nati; di questi il 10% aveva bisogno di ricevere cure intensive.
Quando abbiamo aperto questa struttura moriva l’80% dei bimbi che nascevano con un peso inferiore ai 1.500 grammi. Negli anni Novanta, invece, la sopravvivenza di questi bimbi è salita all’80%. Questo capovolgimento della situazione è dovuto alla progressione della tecnologia, all’uso di nuovi farmaci, alla professionalità dei medici e del personale infermieristico e al miglioramento dell’organizzazione generale del nostro lavoro.
Questo centro è diventato, in pochi anni, uno dei migliori e più efficienti d’Europa; inizialmente, quando io ho intrapreso questo lavoro, di centri come il nostro ve ne erano veramente pochi, ricordo quello di Roma, Milano e Padova; oggigiorno, invece, ne sono stati creati molti altri. Noi abbiamo sempre avuto 700-800 ricoveri all’anno e 150 bimbi piccolissimi da seguire con particolare attenzione.
Recentemente sono stati creati dei centri collaterali, a Como, a Lecco, a Brescia, a Bergamo e in altre città. Per quanto riguarda l’affluenza verso questa clinica, devo dire che è principalmente lombarda, ma abbiamo anche bambini che vengono dal Piemonte (zona dell’alessandrino, del novarese, del piacentino ecc.). Il nostro ospedale è uno dei più attrezzati, vi sono i respiratori automatici, le culle termostatiche, i monitor del respiro, della pressione, del cuore; macchinari indispensabili ai nostri piccoli pazienti. Se questi bambini non vengono subito curati bene, se non vengono assistiti, se non gli viene fornita una respirazione adeguata alle loro esigenze di sopravvivenza, corrono il rischio di avere emorragie cerebrali, il danno più frequente per loro, con ricadute poi sul futuro sia dal punto di vista psitico che da quello fisico. L’ottanta percento di questi bambini potrà, comunque, godere di una vita sana, il dieci per cento avrà delle piccole conseguenze (piccoli ritardi, difetti di attenzione) e solo un dieci percento avrà dei difetti piuttosto gravi, come l’handicap vero e proprio, la sedia a rotelle oppure l’impossibilità di comunicare e di partecipare alla vita familiare e sociale.
Abbiamo sempre cercato di migliorarci e di avanzare nella ricerca.
Negli anni Novanta abbiamo iniziato a puntare sulla qualità della sopravvivenza, ossia sulla qualità della vita che questi bambini avranno in futuro. Questo ci ha impegnati per ben 10 anni, ora invece l’obiettivo principale è quello di vedere fino a che punto possiamo rianimare i bimbi, e vedere fino a quanto essere piccoli vuol dire avere delle chance per vivere. Si sta abbassando il livello del peso e delle settimane di gestazione, attualmente siamo arrivati ad ottenere la sopravvivenza di bambini nati prima della ventiquattresima settimana di gestazione e con un peso di 500 grammi (15-20%).
Noi medici e personale infermieristico dobbiamo lottare per la sopravvivenza dei bambini, ce lo impone la legge, la deontologia medica che è dedicata fin da Ippocrate a salvaguardare la vita degli essere viventi, e ce lo impone il desiderio dei genitori che vogliono a tutti i costi far sopravvivere quella vita. Quello che più mi ha impressionato, durante la mia carriera, è stata sicuramente la tenacia, la forza delle donne e delle future mamme che desiderano avere un figlio; bisogna ricordare che la maggior parte di questi bambini nasce da gravidanze difficilissime, magari dopo una serie di aborti.
Il nostro lavoro viene svolto consapevolmente, senza fare tentativi, senza accanimento terapeutico.
I progetti futuri sono di sperimentare nuove tecniche di respirazione, perché questi bambini vengono intubati e fatti respirare con i respiratori meccanici; di continuare la ricerca di nuovi ritrovati farmacologici come la sostanza chiamata Surfattante che ha dimostrato di dare buoni risultati perché permette al piccolo paziente di ossigenare il suo cervello; la ricerca sta facendo passi avanti anche nella scoperta di nuovi antibiotici (essenziali per i bambini prematuri che sono preda di infezioni perché non hanno ancora completamente formati alcuni organi o sistemi come i polmoni, il cuore e il sistema immunitario)”.
Struttura della divisione
L’Unità operativa di Patologia Neonatale e Terapia Intensiva è sorta a gestione autonoma nel 1972. È situata al 5° piano del Padiglione di Pediatria e dispone attualmente di un totale di 35 posti letto; vi è una zona esterna che include la direzione, un lungo corridoio che permette di accedere alla zona Ambulatori e offre la possibilità di vedere i neonati ricoverati anche dall’esterno, e una zona interna costituita da diversi box di degenza separati tra loro da vetrate.
La zona interna comprende:

  • Terapia Intensiva e Rianimazione: posti letto ad alta tecnologia con respiratore automatico e monitorizzazione continua di tutti i parametri di funzionalità vitale;
  • Terapia Subintensiva;
  • Patologia Neonatale;
  • Banca del latte materno;
  • locale per la raccolta dei latte materno;
  • laboratorio emogasanalitico ed elettrolitico;
  • servizi vari.

La zona degli Ambulatori comprende:

  • 2 Ambulatori di pediatria generale e di follow up;
  • 1 Ambulatorio di ecografia (cerebrale, della colonna vertebrale, cardiaca, addominale ed osteoarticolare);
  • 1 ambulatorio di Neuropsichiatria Infantile;
  • 1 ambulatorio per malattie congenite;
  • 1 Day Hospital;
  • 2 Camere per degenza nutrici;
  • 1 Laboratorio per la preparazione sterile delle infusioni medicali.

Gli operatori che lavorano nella Divisione sono molti, sia di personale medico che infermieristico; in particolare vi sono 1 Dirigente di II livello (Primario), 12 Dirigenti di I livello (Aiuti), Specializzandi in Pediatria, Medici frequentatori e Consulenti. Inoltre personale infermieristico, tecnico e ausiliario.
Organizzazione del lavoro
“Poiché nel nostro reparto vengono curati neonati con diverse patologie, ogni operatore ricopre un ruolo specialistico diverso e ben specifico; per le particolarità del neonato, l’assistenza deve essere sempre erogata in modo globale, costante ed attenta, tenendo conto delle esigenze dei piccoli, per questo le cure e l’assistenza sono sempre garantite 24 ore su 24.
Il personale infermieristico è organizzato in turni diurni e notturni ed è sempre presente un adeguato numero di infermieri e di medici nell’arco della giornata” spiega il dottor Polito.
Per fissare un appuntamento è necessario prenotare al numero 0382.502880 dalle ore 9.00 alle 15.30.
Le visite urgenti vengono effettuate, 24 ore su 24, dal medico di guardia.

Le pratiche burocratiche

  1. Nel momento del ricovero del neonato si deve presentare il numero di codice fiscale della madre
    e un documento di riconoscimento del genitore, necessari per la registrazione.
  2. Anche nel momento della dimissione è necessario presentarsi con un documento di riconoscimento
    del padre o della madre.
  3. Nel caso di trasferimenti ad altri reparti o strutture ospedaliere non è necessario alcun documento
    in quanto tutto viene effettuato dalla divisione stessa.
  4. I neonati dimessi vengono inseriti in un programma di controlli ambulatoriali presso la Divisione:
    per ogni appuntamento prefissato è necessario munirsi della relativa impegnativa.
    I neonati prematuri, residenti in regione Lombardia, secondo la legislazione attualmente in vigore,
    hanno diritto all’esenzione dal ticket per i primi due anni di vita.

Oncoematologia pediatrica
Pavia - Clinica Pediatrica
IRCCS Policlinico San Matteo – Tel: 0382-502607 - Fax: 0382-527976
Responsabile: dottor Franco Locatelli
La Clinica Pediatrica ha iniziato la sua attività trapiantologica nel gennaio del 1986 sotto la guida del Professor G.R. Burgio prima e della Professoressa Francesca Severi poi. Da allora, quasi 500 bambini sono stati sottoposti a trapianto allogenico (da donatore) o autologo di cellule staminali emopoietiche. Quest’attività trapiantologica fa del centro pavese la struttura pediatrica con decisamente la maggior attività quantitativa e la più grande esperienza nel trapianto allogenico di progenitori emopoietici, essendo stati trapiantati a Pavia circa un quarto del numero totale dei pazienti pediatrici italiani. Proprio a Pavia, inoltre, è stato effettuato il primo trapianto in Italia di cellule staminali del sangue placentare e la Clinica Pediatrica dell’IRCCS Policlinico San Matteo è il Centro italiano più attivo e coinvolto in questa strategia trapiantologica.
Presso il Centro pavese, vengono effettuati ogni anno circa 60 trapianti di cellule staminali emopoietiche, tre quarti dei quali costituiti da trapianti allogenici. Per quest’ultimo tipo di trapianto, sono impiegati donatori familiari compatibili, donatori familiari non compatibili e donatori non consanguinei di midollo osseo, di cellule del sangue placentare e di progenitori emopoietici mobilizzati nel sangue periferico. Alla Clinica Pediatrica dell’IRCCS Policlinico San Matteo vengono trapiantati pazienti affetti da leucemie acute o croniche, tumori solidi, emoglobinopatie, aplasie midollari costituzionali o acquisite, immunodeficienze congenite, malattie autoimmuni e errori congeniti del metabolismo. Per la sua attività trapiantologica, la Clinica Pediatrica dell’IRCCS Policlinico San Matteo è divenuta Centro di riferimento per pazienti provenienti da tutte le regioni italiane e anche dall’estero.
La Scuola trapiantologica pediatrica pavese ha pubblicato sulle più prestigiose riviste internazionali studi di rilevante importanza sulle sindromi mielodisplastiche del bambino, sul ruolo del trapianto autologo nelle leucemie mieloidi acute, sul trapianto allogenico nella leucemia linfatica acuta, sul trapianto di sangue placentare, sulle strategie di prevenzione della malattia del trapianto contro l’ospite e sugli effetti collaterali tardivi che possono colpire i pazienti trapiantati. A Pavia, sono, inoltre, in corso studi sperimentali relativi alla realizzazione del trapianto da donatore non compatibile e sull’espansione delle cellule staminali del sangue placentare.

La cameretta dei bimbi prematuri
All’interno della Clinica vi sono 3 stanze di rianimazione, 3 box di isolamento (per i bambini che si suppongono infetti perché arrivano dall’esterno), 2 box di terapia intermedia e altri 2 box di terapia di accrescimento.
Ogni cameretta prevede tre o quattro culle termostatiche che proteggono i piccoli. Ad ognuna di queste sono collegati un respiratore automatico, una pompa d’infusione per l’apporto di liquidi, il monitor cardio-respiratorio, dove è segnata la frequenza cardiaca respiratoria e la saturazione percentuale d’ossigeno del bambino.

Il dipartimento di Scienze Pediatriche
Il Dipartimento di Scienze Pediatriche si trova all’interno del Policlinico San Matteo di Pavia, Viale Golgi 2, 27100 Pavia.
A questo Dipartimento fanno capo gli insegnamenti del Corso Integrato di Pediatria Generale e Specialistica, per gli studenti del VI anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia; ed è la sede della Scuola di Specializzazione in Pediatria.
Presso il Dipartimento vengono svolte, prevalentemente, ricerche nell’ambito della Endocrinologia e Diabetologia, Oncologia ed Ematologia, Trapianto di Midollo Osseo ed Immunologia dei Trapianti, Neonantologia, Patologia Neonatale, Terapia Intensiva, Chirurgia Pediatrica, Allergologia, Medicina dello Sport, Gastroenterologia e Cardiologia. A disposizione dei ricercatori dei settori appena sopra elencati vi è un Laboratorio di 1.000 mq., fornito di apparecchiature specifiche e sofisticate.
La Biblioteca, che occupa 115 mq., e possiede un archivio di 35 mq., è fornita di 92 riviste scientifiche nazionali ed internazionali, in abbonamento corrente, e di 103 riviste non più in abbonamento; 10 collane aggiornate su argomenti di Pediatria generale e specialistica; 3 raccolte aggiornate con analisi critica o “abstracts” di documentazione bibliografica corrente; 1 enciclopedia di Medicina Generale e 1 di Pediatria oltre a numerosi trattati e testi di Pediatria e di Medicina Generale.
Il Dipartimento, inoltre, dispone di due aule didattiche, di cui una con 178 posti e una con 60 posti, con impianto televisivo a circuito chiuso, telecamera e videoregistratore.
Il Dipartimento di Scienze Pediatriche è convenzionato con il Policlinico San Matteo I.R.C.C.S. di Pavia.

Indirizzi utili
Come raggiungere l’Ospedale San Matteo di Pavia

  • In auto
    il Policlinico è indicato con segnaletica a ogni ingresso della città.
    Per chi viene dall’autostrada Milano-Genova, uscire a Bereguardo e seguire le indicazioni.
    Per chi viene dall’autostrada Brescia-Torino, uscire a Broni-Stradella oppure a Csteggio e seguire le indicazioni.
    Attenzione. Non è consentito l’ingresso delle auto private in Ospedale. C’è un parcheggio, riservato e gratuito, dietro l’ospedale (lato ovest)
    collegato con l’interno tramite un servizio di bus navetta (fermata n°8). Si può raggiungere la divisione anche a piedi (circa 200 metri).
  • In bus – linee ASM: numeri 3, 5, 8.
    Fermata A all’ingresso principale di Piazzale Golgi: si può proseguire la corsa con lo stesso biglietto all’interno dell’ospedale con il bus-navetta (fermata 8).
    Fermata B all’ingresso laterale ovest di via Taramelli: si prosegue a piedi per circa 350 metri.

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