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Curarsi con il laser
Annalisa Cretella, N. 9 settembre 2002
Da quando ha fatto il suo ingresso nella medicina italiana, i suoi campi di applicazione si sono a dir poco triplicati. Spesso affianca il bisturi e in alcuni casi lo sostituisce. Stiamo parlando del laser: una tecnica nata negli anni Sessanta e che, rapidamente cresciuta, mostra oggi sempre più possibilità di utilizzo. Come si spiega questo successo? Il laser è rapido, preciso e versatile. E le ferite si rimarginano in breve tempo. Ed è anche psicologicamente più facile da accettare rispetto a un intervento tradizionale. Si tratta di un raggio di luce ad alta energia dai molteplici utilizzi: vaporizza e, allo stesso tempo, scolpisce e coagula i tessuti in un lampo: pochi millesimi di miliardesimo di secondo. È capace di agire con la massima precisione e di bruciare anche piccolissime e scomode parti del nostro corpo. Attenzione, però: il laser non è una soluzione universale, in grado cioè di risolvere qualsiasi tipo di problema. Non tutti gli interventi chirurgici, infatti, possono essere eseguiti usando questo strumento. In alcuni casi è addirittura controindicato, perché il calore che emana, anche se lieve e localizzato, può procurare più danni che benefici.
Cerchiamo di fare un pò dordine, tenendo presenti le indicazioni contenute nellopuscolo pubblicato dal ministero della Salute che elenca e spiega gli usi del laser in medicina. Vediamo, dunque, in quali casi è preferibile affidarsi a questa terapia e in quali è controindicata.
In sala operatoria
Il laser viene usato in sala operatoria, soprattutto in chirurgia addominale e in ginecologia. Serve per asportare piccoli tumori, o polipi del colon e dellutero. In questi settori il laser è una valida alternativa al bisturi per il semplice motivo che sono situazioni in cui bisogna operare in maniera molto precisa, in spazi molto ridotti e in zone raggiungibili dallesterno. Tutte caratteristiche che si adattano perfettamente alle qualità del laser. In generale, i vantaggi di questo strumento sono sostanzialmente quattro: permette di operare in un campo quasi esangue, perché vaporizza e coaugula al tempo stesso spiega il dottor Enrico Bernè, responsabile del Centro Scuola Laser chirurgia di Milano. È infatti capace, mentre taglia, di coagulare i vasi eventualmente lesi (almeno fino al millimetro di diametro), impedendo così grosse perdite di sangue; inoltre, il raggio luminoso riduce il dolore legato allintervento, perché provoca una minor infiammazione dei tessuti lesi; i tempi di cicatrizzazione della ferita sono più brevi; e infine, ultimo ma non per importanza, con il laser ci sono diverse operazioni che possono essere fatte ambulatorialmente.
In che modo il laser può ottenere lo stesso effetto di un bisturi?
Mentre il bisturi taglia i tessuti grazie alla sua affilata lama, il laser riesce a fare altrettanto vaporizzando le cellule che colpisce. Per esempio, il laser a CO2 (detto anche ad anidride carbonica) emette un fascio di luce che viene assorbito dallacqua presente nei tessuti, ne alza la temperatura fino a portare a una vera e propria ebollizione e successiva esplosione della cellula continua il dottor Bernè in tal modo, se il raggio viene spostato lungo il tessuto, si ottiene un taglio che è tanto più netto e preciso quanta più acqua contiene il tessuto colpito.
Il laser si è rivelato un valido alleato nel campo della chirurgia endoscopica, riuscendo a migliorare molto la qualità di vita del paziente oncologico. Attraverso luso di uno speciale tubo, cioè lendoscopio, si fa arrivare il raggio laser nelle cavità più recondite del corpo umano. Risultato: i chirurghi delle ultime generazioni dispongono di particolari strumenti capaci di coagulare le malformazioni, benigne e maligne, dei tessuti con la luce laser, operando attraverso un interstizio di un centimetro circa. Si tratta della tecnica della fotocoagulazione.
Il suo fascio di luce riesce, per esempio nellapparato respiratorio, a liberare la trachea e i bronchi da tumori che rendono difficile la respirazione. In questi casi il laser riesce a creare veri e propri tunnel attraverso il tessuto che blocca il passaggio, ripristinando la respirazione, dice il dottor Bernè. E spiega: Il raggio laser, puntato sul tumore, ne aumenta la temperatura, facendo evaporare il tessuto e riaprendo il tratto ostruito. Nellapparato digerente è efficace per bloccare le emorragie dovute a ulcere ed erosioni dellesofago, dello stomaco e dellintestino. Tutto ciò si ottiene con interventi ambulatoriali (a meno che la situazione del paziente non richieda il ricovero), senza incidere laddome o il torace, ed evitando la radio e la chemioterapia.
Il paziente trae quindi un giovamento immediato?
Questa è la cosa più importante, creare condizioni di vita favorevoli, anche quando il tumore non può essere eliminato radicalmente. E in questi casi subito dopo il trattamento, si dà al paziente una qualità di vita accettabile.
Dunque il laser non sempre guarisce?
No, a meno che il tumore non sia molto iniziale. Bisogna considerare però che accanto ai tumori che oggi si possono guarire, ve ne sono tanti con cui bisogna convivere per tempi più o meno lunghi ed è fondamentale riuscire a raggiungere e a mantenere un livello alto nella qualità della vita e nelle relazioni sociali dice il dottor Bernè.
Quando la luce è indirizzata dallendoscopio sul tumore, la sua energia luminosa si trasforma in calore e questo danneggia il tessuto tumorale fino a farne evaporare lacqua carbonizzando il residuo. La cavità viene così liberata e restituita alle sue funzioni, anche se il tumore può non essere completamente distrutto. E poiché il trattamento è selettivo, cioè la luce viene diretta solo sul tumore, si preservano i tessuti sani.
Per curare le piccole neoplasie e le lesioni precancerose del cavo orale, il laser viene considerato unalternativa valida ma solo se la neoplasia è diagnosticata in una fase precoce. In genere i tumori del cavo orale colpiscono fumatori e bevitori. Oggi i dentisti identificano in tempo lesioni sospette. E le persone prestano comunque maggiore attenzione alligiene del cavo orale. Ci sono dei campanelli dallarme a cui prestare attenzione: una piccola ulcera, per esempio, o una lesione bianca o rossa, che non regredisce entro 15 giorni, deve fare già sorgere qualche sospetto. Per questo è importante imparare a osservare attentamente il cavo orale e segnalare subito i sintomi sospetti.
Solo se la neoplasia è diagnosticata in una fase iniziale può essere curata in modo assolutamente poco invasivo con il laser. La chirurgia laser permette di asportare il tumore senza unincisione esterna. Attraverso un laringoscopio il chirurgo accede infatti dallinterno alla laringe. Il laser, abbinato a un microscopio operatorio è uno strumento che taglia e contemporaneamente brucia coagulando i piccoli vasi sanguigni. Il decorso operatorio è breve: a volte il giorno dopo lintervento il paziente può già essere dimesso. Lintervento dura circa mezzora, non ha complicanze, non comporta dolore e viene fatto in anestesia totale. Anche in ginecologia e urologia il laser, accoppiato al microscopio operatorio, ha consentito di eseguire tagli precisi e di rapida guarigione, vantaggiosi rispetto ai metodi tradizionali. Massima conservazione del tessuto sano e intervento ambulatoriale: ecco cosa consente il laser in questo campo. Soprattutto nelle donne più giovani ha permesso di opeare allinterno della vagina con meno pericoli per le future gravidanze, riducendo al minimo alcune complicanze postoperatorie, come il restringimento dellorifizio uterino.
Nelluomo invece ha permesso di trattare meglio alcune malattie delluretra e della prostata, e di risolvere, in ambulatorio e con scarse recidive, patologie a trasmissione sessuale molto diffuse, come i condilomi da Papilloma virus.
Così, oggi, molte patologie della vulva, della vagina o della cervice dellutero vengono trattate in molti ospedali con il laser a CO2, con buoni risultati.
Il tumore ginecologico più frequente è il cancro del collo dellutero, o cervice uterina. Questo ha tra le cause più importanti uninfezione. Il virus che la provoca è il Papilloma virus, o Hpv. Se il virus cè ed è attivo (perché potrebbe essere anche latente e non dare problemi) allora possono comparire i condilomi. Noti anche come «creste di gallo», sono piccole escrescenze carnose (assomigliano, appunto, a delle piccole creste) che possono colonizzare i tessuti genitali. Sono il segnale che il virus è presente ed è attivo. E vanno eliminate al più presto perché, oltre a indicare che linfezione si sta propagando, sono contagiose e si possono estendere ad altre zone. Per eliminare condilomi e lesioni virali più o meno nascoste ci sono varie vie. Oltre ai farmaci specifici in crema, oggi si può utilizzare il laser ad anidride carbonica, che vaporizza le lesioni a qualunque livello (cervicale, vaginale e vulvare) e forma (visibile o meno a occhio nudo). Questo intervento è più doloroso, nella fase post operatoria, ma ha il vantaggio di essere più preciso e di limitare le ricadute.
Esistono molti tipi di laser ma in campo chirurgico se ne usano fondamentalmente solo due: il laser ad anidride carbonica (o laser a CO2) e il laser noto come Nd-YAG (neodimio-ittrio-alluminio-granato). In entrambi i casi, leffetto che vogliamo ottenere sulla zona da trattare dipende dallinterazione tra le radiazioni emesse dal laser e i tessuti colpiti dal raggio. Raggio che ha la caratteristica di essere sottilissimo e quindi di concentrare su unarea molto ben delimitata tutta la potenza di cui dispone.
«Il laser non potrà mai soppiantare il bisturi, ma potrà sottrargli, come già ha fatto nei casi visti, alcuni campi di azione» spiega il dottor Enrico Bernè. «Come accade nella terapia di alcuni tumori degli organi interni. Il problema del tumore è molto particolare. Si tratta di una massa che deve essere distrutta completamente. Il raggio pertanto deve arrivare in profondità per poter agire. In tali occasioni viene usato il laser Nd-YAG, che è più penetrante, ma ha una minor proprietà di taglio». È particolarmente indicato per le neoplasie del tratto gastroenterico (esofago, stomaco e intestino), quelle dei polmoni e della vescica. Ma il laser Nd-YAG ha anche unaltra indicazione ormai stabilita con certezza: le ulcere peptiche (di stomaco o duodeno) sanguinanti. In tal caso sono poche le alternative, a volte nulle, con grave pericolo per la vita del paziente. Ebbene, con il laser si riesce a coagulare il vaso che butta sangue e si salva la vita dellammalato.
Discreti successi sono stati conseguiti anche in dermatologia. Per esempio nella eliminazione degli angiomi piani, le vistose chiazze color viola dette comunemente voglie di vino, o delle teleangectasie, antiestetiche venuzze rosse e ramificate che possono comparire sul viso.
«Per gli angiomi, ma solo se sono piani, il laser è il trattamento migliore» spiega il dottor Bernè «il numero di sedute dipende dalla profondità, dal tipo, dalla sede e dallestensione della macchia. Il laser, però, non da alcuna garanzia se la chiazza è molto estesa e se raggiunge i tessuti sottostanti lepidermide. Il suo uso è sconsigliato anche se la macchia è localizzata in zone sensibili, per esempio vicino agli occhi».
Le altre applicazioni del laser
Gengive. Se avete le gengive che continuano a sanguinare, il laser fa al caso vostro. Questo strumento riesce, infatti, a controllare il sanguinamento e rende più veloce la guarigione della zona. Quindi se i rimedi locali non hanno funzionato è ora di sottoporsi a un trattamento laser che è in grado di controllare il sanguinamento dei tessuti molli e di favorirne la guarigione.
Rughe. Per quanto riguarda le rughe il laser agisce con efficacia e ridona alla pelle del viso un aspetto liscio e giovane solo se si tratta di piccole rughe sopra il labbro e le cosiddette zampe di gallina. Può comunque attenuare, anche se non eliminare del tutto, quelle più profonde, localizzate sulla fronte, e le rughe di espressione che corrono dal naso agli angoli della bocca. Dopo il trattamento, poi, è necessario assumere degli anestetici locali e, per quanto riguarda la tintarella, è meglio evitare di esporsi al sole almeno un mese prima e due mesi dopo la seduta. Per evitare la comparsa di macchie scure, ai pazienti con la pelle bruna viene consigliato un pre-trattamento con creme a base di acido retinoico o acido cogico.
Acne. Se avete sul viso i segni dellacne non è sicuro che li risolverete sottoponendovi a una seduta laser. Dipende da quanto profonde sono le cicatrici che vi sono rimaste. Certo esistono laser a bassa potenza che possono essere usati in questi casi, ma a tuttoggi non ci sono prove scientifiche a favore di una loro reale efficacia. I trattamenti farmacologici convenzionali, quindi, sono ancora da preferire.
Problemi di respirazione. Il laser può risolvere il problema se la causa è un ingrossamento dei turbinati (le strutture interne al naso che servono a riscaldare laria) dovuto a raffreddori cronici. Per lintervento, che ridimensiona i turbinati, basta lanestesia locale e ununica seduta in ambulatorio. Per chi russa. Il laser non è la soluzione ideale. In passato veniva usato ma poi si è visto che dava gli stessi risultati della chirurgia tradizionale, causando però più dolore dopo lintervento.
Cicatrici. Molto dipende dal tipo di cicatrice. Se è presa in tempo, cioè allinizio della sua evoluzione, quando è ancora di colore rossastro, alcuni laser possono attenuarla. Se invece la cicatrice è grossa, oppure se ce lavete da parecchio tempo, ed è diventata biancastra, è probabile che, dopo averla eliminata, si formi di nuovo. Secondo studi recenti, la luce laser sembra efficace anche per prevenire la formazione di cheloidi, che sono le cicatrici rilevate e di forma irregolare che si formano come anomalia del processo di rimarginazione.
Peli. Finalmente si può dire addio una volta per tutte ai peli superflui. Cè un tipo di laser, quello a diodi, che permette di ottenere questo risultato. Anche se questo metodo è efficace, ma non totale: consente di raggiungere uno sfoltimento del 50-60 per cento. Lunica controindicazione è per chi ha i peli biondi oppure la pelle molto scura: in questi casi, infatti, il laser potrebbe lasciare una macchia chiara, che sparisce con il passare del tempo. Il trattamento laser può essere usato su tutte le zone del corpo, quindi sul viso, le ascelle, alle gambe. Per raggiungere un risultato esteticamente accettabile, di solito, può essere sufficiente una seduta ogni due mesi, che sarà dilazionata ogni 3-6 mesi nella fase di mantenimento.
Tatuaggi. Chi è stanco del proprio tatuaggio ha la possibilità di eliminarlo senza lasciar traccia. Ci sono laser specifici, come quelli ad alessandrite a Nd-YAG (la cui radiazione viene assorbita dal colorante del tatuaggio presente nel tessuto cutaneo), che possono cancellare il tatuaggio senza lasciare cicatrici, in poche sedute. I risultati migliori si ottengono se il tatuaggio è superficiale e di colore scuro. Il trattamento di quelli colorati di giallo e di verde è, invece, più difficile. Il numero di sedute dipende dallestensione e dalla profondità del tatuaggio.
Tendiniti. Sì al laser per risolvere i traumi sportivi, in particolare quelli che comportano uninfiammazione, vale a dire le tendiniti, le lesioni muscolari e i postumi dolorosi dovuti a una distorsione della caviglia che ha danneggiato i legamenti. Una fisioterapia eseguita con 6-10 sedute di laser potrà rimettervi in sesto. A discrezione del medico, potrebbero anche essere abbinate a un trattamento con ultrasuoni, oppure con onde durto. Le applicazioni laser durano appena una decina di minuti e non sono dolorose.
Vene varicose. Questo raggio di luce purissima è indicato per chiudere vasi sanguigni microscopici, con un diametro al di sotto del millimetro. Quindi non sempre è efficace per trattare le vene varicose. Oggi comunque esistono molti tipi di laser che vengono proposti come soluzione alternativa rispetto a quella delle più tradizionali iniezioni sclerosanti, in realtà ogni metodo ha i suoi pro e i suoi contro. E perciò prima di decidere quale via seguire occorre valutare con cura la situazione su cui si deve intervenire. Decidete per il laser solo se sulle gambe avete delle venuzze rosse, molto sottili e superficiali.
La vista. Oggi sempre più spesso ci si sottopone a un intervento con il laser per eliminare i difetti della vista, come la miopia (locchio vede male le cose lontane) o lipermetropia (si vede male da vicino). Ma attenzione perché non sempre lintervento dà i risultati sperati. Inoltre il trattamento laser è abbastanza impegnativo. La curvatura della cornea, troppo bombata nei miopi e troppo piatta negli ipermetropi, verrà appiattita nel primo caso e aumentata nel secondo.
Indirizzi utili
- dott. Enrico Bernè, Spec. Chirurgia apparato digerente ed endoscopia digestiva e in laser chirurgia. Responsabile del Centro Scuola lase chirurgia di Milano Villa Cimarosa
via Cimarosa 12/4 -Milano
tel. 02/48013784
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PROF. A. CATONA
Fondazione Maugeri Clinica del lavoro e della riabilitazione
via Ferrata 4 - Pavia
tel. 0382/592292
acatona@fsm.it
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