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Tumore polmonare: cosa c’è di nuovo

Mariagrazia Villa, N. 3 marzo 2003

Una classifica che, purtroppo, respira a pieni polmoni: il tumore che colpisce questi organi è la prima causa di morte per cancro negli uomini e la terza nelle donne. È la più grave malattia polmonare e una delle più frequenti del mondo occidentale, dov’è in costante aumento. Due importanti summit scientifici, organizzati in Italia, se ne sono occupati, sia per fare il punto della situazione sia per scoprire cosa c’è di nuovo sul fronte di prevenzione, diagnosi e cura.
Di recente, si è svolta a Catania la 12a edizione del convegno multidisciplinare di oncologia, dal titolo “I tumori del polmone”, promosso dal Gruppo Oncologico Italia Meridionale (G.O.I.M.) e dal Centro Catanese di Oncologia (C.C.O.). Due giornate di studio – presiedute dal dottor Michele Caruso, responsabile dell’Unità Operativa di Oncologia Medica del C.C.O. – nelle quali si sono confrontati alcuni tra i più importanti esperti a livello nazionale e internazionale.
Tra questi, una vera “guest star”: il professor Carlo Maria Croce da Philadelphia, che ha tenuto una lettura magistrale su “La terapia genica del cancro al polmone. Attualità e prospettive”. Poi il professor Thierry Le Chevalier da Parigi e tanti specialisti italiani, come Armando Santoro, Paolo Crosignani, Gianni Ravasi, Cesare Gridelli, Vito Lorusso, Vittorio Gebbia e Francesco Perrone.
Nello stesso periodo si è tenuto, al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo, il convegno “Chirurgia ai limiti del carcinoma polmonare non a piccole cellule”, organizzato dal dottor Giuseppe Chiesa, dell’Unità Operativa di Chirurgia Toracica di Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Un appuntamento in cui si sono confrontati alcuni tra i più importanti specialisti a livello mondiale, dagli italiani Vincenzo Pastore, Giuliano Maggi, Giorgio Furio Coloni, Francesco Sartori, Piero Zannini, sino al francese Philippe Dartevelle. Responsabile della Divisione di Chirurgia Toracica e Vascolare dell’Hopital Marie Lannelongue di Parigi e professore all’Università di Parigi Sud, gli viene riconosciuta l’introduzione di una tecnica innovativa per l’accesso e il trattamento del tumore dell’apice polmonare e una larga esperienza nella chirurgia estrema del carcinoma polmonare localmente avanzato, con interventi ricostruttivi della carena tracheale, della vena cava e delle cavità atriali, e nell’intervento chirurgico sui tumori polmonari infiltranti la colonna vertebrale.
Vediamo quanto è emerso da questi due eventi. Anzitutto, le neoplasie polmonari non accennano a diminuire, perché il vizio del fumo di tabacco continua a diffondersi fra i giovani e rimane ampiamente praticato dagli adulti. Nel nostro paese, questa forma tumorale colpisce circa 118 persone ogni 100.000, con un'incidenza di 32.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno, di cui quasi il 90% riguarda individui di sesso maschile. Le ragioni di questa differenza sono legate soprattutto al fatto che l’abitudine alla sigaretta è per le donne più recente, benché il gentil sesso si stia impegnando a guadagnare il terreno perduto, fumando tanto quanto gli uomini (nella popolazione femminile, infatti, il tumore del polmone è in aumento, mentre in quella maschile è in leggero calo).
La quasi totalità dei casi di neoplasia polmonare, dunque, si ritiene sia dovuto al fumo. I danni provocati dalla sigaretta, sia in caso di fumo attivo che passivo, compaiono dopo un lungo periodo dall’inizio dell’abitudine o dell’esposizione, anche con 20 o 30 anni di ritardo. Quindi, è normale che una persona possa fumare per tanti anni o vivere in ambienti fumosi senza avvertire alcun problema, per poi scoprirsi improvvisamente ammalata.
Che il fumo sia il principale fattore di rischio nel determinare l’insorgenza di questo cancro, gli epidemiologi lo sanno sin dagli anni Cinquanta del Novecento, quando le ricerche compiute da Ernst Wynder in America e, nello stesso periodo, da Richard Doll in Gran Bretagna misero in luce una correlazione di causa-effetto in termini probabilistici, che migliaia di studi successivi hanno poi confermato.
Il secondo fattore di rischio, per importanza, è l'esposizione professionale all’asbesto (amianto). Inoltre, la probabilità di sviluppare una neoplasia del polmone è maggiore, a parità di storia di fumo, per coloro che abitano in zone a elevato tasso d’industrializzazione.
Si sospettano, poi, delle cause predisponenti di origine genetica. Il carcinoma polmonare origina quasi sempre da una singola cellula o da un piccolo gruppo di cellule che rivestono i bronchi o gli alveoli, le quali, a causa di alterazioni genetiche, iniziano a riprodursi senza controllo, in modo autonomo, dando origine a masse tumorali. Ulteriori anomalie genetiche danno alle cellule tumorali non solo la capacità di riprodursi, ma anche d’iniziare a interessare le ghiandole linfatiche, invadere i tessuti circostanti e, infine, entrare nei vasi sanguigni e essere trasportate dalla circolazione in tutti gli altri organi, dove formano masse neoplastiche separate dal tumore primitivo, dette “metastasi”.
Il carcinoma polmonare è una malattia molto grave, non solo perché colpisce un organo vitale, ma anche perché la diagnosi viene spesso eseguita quando il tumore è ormai troppo esteso per poter essere curato efficacemente. Gli strumenti che ne permettono la diagnosi esistono e vanno utilizzati. La radiografia del torace è quella tradizionale: disponibile ovunque, di facile esecuzione, è un esame poco costoso e poco rischioso, in grado di svelare la presenza di noduli polmonari quando raggiungono dimensioni intorno al centimetro. L’esame citologico dell’espettorato, invece, permette di ricercare al microscopio ottico delle cellule con caratteristiche sospette nel materiale proveniente dai bronchi, opportunamente trattato e colorato. Il vantaggio è di poter individuare, attraverso una tecnica non invasiva (non ancora entrata, però, nella normale pratica clinica), i geni alterati, detti “marker molecolari”, e dunque lesioni precancerose o tumorali precocissime.
Se si osservano cellule anormali, occorre confermare il sospetto diagnostico con indagini specifiche, quali la TAC spirale e la broncoscopia. La prima è un’evoluzione della TAC classica e consente di eseguire esami molto accurati con una bassa esposizione ai raggi X e di individuare noduli molto piccoli che possono sfuggire alla radiologia tradizionale. Il secondo esame, invece, consente d’ispezionare le vie respiratorie con una sottile sonda munita di microtelecamera, passando dal naso o dalla bocca. Durante l’esame è poi possibile effettuare dei prelievi di tessuto o aspirare del liquido in una zona specifica per compiere analisi mirate. Una volta diagnosticato il tumore, la chirurgia, che consiste nell'asportazione della parte di polmone malata e delle ghiandole linfatiche circostanti, è la più efficace terapia disponibile, quella con i migliori risultati a distanza, come anche il convegno bergamasco ha confermato, soprattutto se la malattia è confinata al polmone e non vi sono metastasi (va ricordato che esistono due grandi classi di tumore del polmone: quelli “a piccole cellule”, che sono maligni e si curano principalmente con chemioterapia e radioterapia; e quelli “non a piccole cellule”, che sono più spesso operabili e si curano di preferenza con l'intervento chirurgico). “Chemioterapia e radioterapia mantengono nella terapia del tumore polmonare un ruolo importante, soprattutto in associazione alla chirurgia”, spiega il dottor Chiesa. “Esistono oggi farmaci chemioterapici con meccanismi d’azione alternativi, meno tossici per l’organismo e più specifici per le cellule tumorali. La radioterapia, che consiste nel bombardare la massa tumorale con un fascio di energia dall’esterno, causando l'arresto della crescita o la morte delle cellule tumorali, avviene oggi attraverso una nuova tecnica detta “conformazionale”, che permette una maggiore efficacia terapeutica con una riduzione sensibile dei danni ai tessuti vicini e della tossicità a livello polmonare”. Nella cura del carcinoma polmonare, comunque, il futuro è rappresentato dalla prevenzione primaria e dalla diagnosi precoce. Il primo avamposto si attiva con campagne socio-sanitarie di sensibilizzazione al fine d’eliminare la principale causa d’insorgenza del tumore polmonare: il fumo (secondo gli esperti, l’incidenza di questa neoplasia rimarrà alta ancora per due decenni, fino a che i risultati della lotta al fumo non si saranno concretizzati). La prevenzione secondaria, invece, è rappresentata da screening diagnostici sulla popolazione a rischio, dimostrando l’importanza della diagnosi precoce e il suo impatto nella riduzione della mortalità causata dalla malattia.
Durante il convegno catanese, sono stati presentati i risultati del Progetto DANTE (l’acronimo significa Diagnostica Avanzata per lo screening delle Neoplasie polmonari con la TAC e la biologia molecolarE), un programma di ricerca dedicato alla diagnosi precoce dei tumori del polmone, messo a punto dall’Unità Operativa di Chirurgia Toracica dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), diretta dal prof. Gianni Ravasi, e coordinato dal dott. Maurizio Infante.
È importante scoprire in tempo un cancro al polmone. Le statistiche parlano chiaro: “Al momento della diagnosi – continua il dottor Chiesa – il 70 per cento dei pazienti si presenta già in stadio avanzato. Nei pazienti operabili la percentuale di guarigione, intorno al 70 per cento a 5 anni per i tumori polmonari operati al primo stadio, diminuisce sensibilmente per gli stadi avanzati, per i quali fino a qualche anno fa le probabilità di sopravvivenza a 5 anni erano del 10 percento e la sopravvivenza complessiva dei malati raramente andava oltre i due anni dall'esordio clinico della malattia. Negli ultimi anni, le tecniche chirurgiche innovative di ricostruzione bronchiale e vascolare, la chirurgia associata a trattamenti radiochemioterapici pre-operatori, gli interventi chirurgici eseguiti in contemporanea a operazioni di cardiochirurgia e di ortopedia, hanno permesso d’ottenere un importante miglioramento della prognosi a distanza nei pazienti affetti da tumore polmonare in stadio localmente avanzato, sino a raggiungere e superare una percentuale del 40 per cento di sopravvivenza a 5 anni. Oggi, infatti, con interventi all’avanguardia, operazioni ricostruttive sia sulla parete toracica, sia sui grossi vasi e sulla trachea, si possono curare pazienti che fino a qualche anno fa erano considerati inoperabili, per estensione del tumore o per la situazione complessivamente compromessa degli altri organi vitali, e si ha il conforto dei lusinghieri risultati sulla sopravvivenza nell’immediato post-operatorio e a distanza”.
Anche a Bergamo, in Humanitas Gavazzeni, “eseguiamo interventi chirurgici sul tumore polmonare localmente avanzato – conclude il dottor Chiesa –, applicando sia tecniche chirurgiche di ricostruzione tracheo-bronchiale sia angioplastiche vascolari. In particolare, grazie a un’esperienza personale decennale, vengono effettuati interventi chirurgici dopo l’applicazione di terapie multimodali, che si avvalgono di una chemioradioterapia preoperatoria che serve a ridurre il volume della massa tumorale e a renderla operabile. Inoltre, più recentemente, abbiamo introdotto approcci e tecniche chirurgiche combinate, come la tecnica di Dartevelle, che permettono di operare tumori infiltranti la parete toracica e le strutture vascolari, mediante un accesso chirurgico anteriore eventualmente abbinato alla classica toracotomia”.
Partecipa al Progetto Dante
Sei un fumatore incallito o un ex fumatore? Rientri insomma in una categoria di persone che potrebbe sviluppare una neoplasia polmonare? Allora, puoi partecipare al Progetto Dante. L’iscrizione al programma di screening può avvenire sia tramite il proprio medico di fiducia sia contattando direttamente la segreteria al numero telefonico 02.8224.4690, o per e-mail dante@humanitas.it.
Il Progetto, finanziato dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori con il sostegno della ASL Milano 2 di Melegnano, prevede uno screening completamente gratuito e si rivolge a una fascia di popolazione a rischio: i grandi fumatori (coloro che hanno fumato almeno 20 sigarette al giorno per 20 anni), di sesso maschile e d’età compresa tra 60 e 74 anni.
Attivo da due anni, Dante ne durerà almeno 5, con l’obiettivo di verificare se l’uso estensivo della TAC spirale e dell’esame biomolecolare dell’espettorato per la ricerca di marker molecolari sia in grado di ridurre la mortalità per carcinoma polmonare in pazienti asintomatici, grazie alla diagnosi precoce, e di valutare l'incidenza di questi tumori nei soggetti portatori di determinate anomalie genetiche. È un progetto ambizioso che sta ottenendo un grande successo grazie all’impegno di un team di lavoro che comprende medici, tecnici e amministrativi. “È un progetto di ricerca – spiega il coordinatore, dottor Infante – finalizzato a definire la migliore strategia di prevenzione secondaria nelle persone ad alto rischio di sviluppare il tumore dei polmoni. L’innovazione consiste nella valutazione comparativa, servendosi di strumenti come la TAC spirale, ad integrazione della sorveglianza medica tradizionale. Inoltre, gli studi di Biologia Molecolare permettono di verificare le eventuali mutazioni genetiche delle cellule bronchiali in persone che non hanno alcun sintomo, ma sono da considerare a rischio”.
I risultati più significativi saranno raccolti nell’arco dei prossimi cinque anni, ma il bilancio è già positivo: 600 persone iscritte (l’obiettivo è di coinvolgerne 2400 nei prossimi anni), e 12 a cui è stato diagnosticato e curato per tempo un tumore al polmone in fase iniziale.
Ecco come funziona Dante. I pazienti vengono sottoposti a visita medica completa, a radiografia del torace e a un esame dell’espettorato.
Sui campioni dell’espettorato vengono eseguiti due analisi: la prima al microscopio, per individuare la presenza di cellule tumorali o sospette; la seconda, con tecniche di biologia molecolare al fine di evidenziare mutazioni o alterazioni genetiche nelle cellule bronchiali che possono predisporre allo sviluppo dei tumori del polmone. In caso di reperti sospetti, sono subito effettuati ulteriori accertamenti.
Ogni anno, tutti i pazienti inseriti nel programma sono sottoposti a una nuova visita medica, e nel 50 per cento dei casi viene ripetuta la TAC spirale (se emergono segni o sintomi anormali), mentre nell’altro 50 per cento viene effettuata una radiografia.

Per saperne di più
Le associazioni che si occupano di tumore al polmone sono fondamentalmente quelle che si battono contro la diffusione del fumo di sigaretta, principale causa di questa malattia.

  • Lega Nazionale per la lotta contro i Tumori
    via Venezian 1, Milano
    tel. 02.2663481
    http://www.legatumori.it/
  • PRE.DI.CA. - Associazione senza scopo di lucro per la diagnosi precoce dei tumori del polmone
    Ospedale di Circolo
    viale Borri 57, Varese
    tel. 0332.264169
    http://www.predica.it/
  • F.O.N.I.C.A.P. (Forza Operativa Italiana per Cancro del Polmone).
    L’Associazione, nata nel 1985, si impegna a raggruppare tutte le risorse disponibili, per lottare contro il tumore polmonare
    http://www.rt.do.med.unipi.it/fonicap/
  • A.L.C.A.S.E.
    Associazione con lo scopo di migliorare la qualità della vita dei malati di cancro polmonare
    http://www.alcase.org/italian/index.htm
  • CULCASG.
    Associazione per lo studio e la ricerca clinica contro il cancro al polmone
    http://www.culcasg.org/indexit.html
  • Legambiente Emilia Romagna
    Piazza XX Settembre 7
    40121 Bologna
    tel. 051/241324, fax: 051/4210514
  • Agenzia Regionale per la protezione ambientale (A.R.P.A.)
    via Po 5
    40139 Bologna
    tel. 051/6223800, fax: 051/543255
  • Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Università di Ferrara.
    Informazioni su ricerca scientifica, didattica ed attività assistenziali. Centro di riferimento nazionale per l’Asma Bronchiale, le Broncopneumopatie croniche Ostruttive, l’Enfisema, le Neoplasie polmonari, la Tubercolosi
    http://www.unife.it/pneumologiaferrara/
  • RADON.
    Informazioni sulla natura del gas, la diffusione, misurazione, gli effetti sull’organismo umano, la legislazione
    http://www.geocities.com/~qanto/index.htm

Indirizzi utili

  • Bari
    Policlinico, Cattedra di Chirurgia Toracica,
    tel. 080.5478855
  • Chieti
    Ospedali Riuniti, Istituto di Clinica Chirurgica,
    tel.0871.345420
  • Firenze
    Ospedale di Careggi, Divisione di Clinica Chirurgica,
    tel. 055.4277222
  • Genova
    Università, Istituto di Patologia Chirurgica,
    tel. 010.3537221
  • Lodi
    Ospedale Maggiore
    U.O. Pneumologia
    tel. 0371.372271
  • Milano
    Istituto Europeo di Oncologia Divisione di Chirurgia Toracica,
    tel. 02.57489665
    Istituto Nazionale Tumori, Divisione di Oncologia Chirurgica,
    tel. 02.2390384
    Ospedale Maggiore Niguarda, Divisione di Chirurgia Toracica-Cardiochirurgica,
    tel. 02.64442271
    Ospedale San Giuseppe,
    tel. 02.85991
    Ospedale San Raffaele, Divisione di Chirurgia Toracica,
    tel. 02.26437851
    Clinica Humanitas di Rozzano (Milano), Unità operativa di Chirurgia Toracica,
    tel. 02.82242314
  • Parma
    Università, Clinica di Chirurgia Generale Toracica,
    tel. 0521.290424
  • Pavia
    Fondazione Maugeri Clinica del Lavoro,
    tel.0382.5921
  • Roma
    Ospedale Sant’Eugenio,
    tel. 06.5904489
    Ospedale San Camillo Forlanini, Divisione di Chirurgia Toracica,
    tel. 06.4461971
    Università La Sapienza, Cattedra di Chirurgia Toracica,
    tel. 06.4461971
  • Teramo
    Ospedale, Cattedra di Chirurgia Toracica dell’Università dell’Aquila,
    tel. 0861.429616
  • Torino
    Ospedale Le Molinette, Istituto di Chirurgia Toracico-Polmonare,
    tel. 011.6336635

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