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Intervista con Alessio
Maela Officio, N. 4 aprile 2003
Alessio e Francesca. Questi i nomi dei due gemellini di quattro anni, ospiti a Pavia in una casa dellANPO, dove vivono con i genitori dal novembre scorso.
La famiglia di Alessio e Francesca è di Leverano, un paese in provincia di Lecce. Si sono trasferiti a Pavia qualche mese fa per curare il piccolo Alessio, affetto da thalassemia.
La mamma ci racconta come hanno affrontato la malattia di Alessio, come se ne sono accorti e come hanno vissuto il momento del trapianto.
Come vi siete accorti che Alessio fosse affetto da thalassemia?
Io e mio marito sapevamo fin dalla nascita dei nostri due figli che vi era una grossa probabilità che almeno uno dei due avrebbe in seguito sviluppato la malattia. Infatti, durante la gravidanza ci siamo sottoposti alle analisi del sangue e abbiamo scoperto di essere entrambi portatori sani di questo tipo di patologia. Sapevamo insomma che si sarebbe sviluppata durante la crescita di Alessio e Francesca.
Cosa vi ha dato allora la certezza che proprio il bambino fosse thalassemico?
Alletà di sedici mesi ci siamo accorti che Alessio soffriva di congiuntivite allergica, piuttosto persistente. Abbiamo sottoposto sia lui che la sorellina agli esami del sangue e dai risultati è stata rivelata la thalassemia di Alessio. Francesca, fortunatamente, sta bene. È stato proprio in quel momento che ci siamo rivolti per la prima volta al professor Franco Locatelli (direttore della Clinica di Oncoematologia pediatrica al Policlinico S. Matteo di Pavia).
Quali cure sono state consigliate e quando si è reso necessario il trapianto?
Per i primi due anni Alessio è stato in cura presso lOspedale Vito Fazi di Lecce. Lì periodicamente ha ricevuto delle trasfusioni di sangue, in attesa di essere sottoposto al trapianto di midollo, per il quale è stato necessario mettersi in lista.
In generale le sue condizioni di salute erano buone. Conduceva una vita normale, esattamente come gli altri bambini suoi coetanei. Ecco perché quando i medici ci hanno chiamati per lintervento sia io che mio marito abbiamo vissuto un momento di esitazione. Guardavamo nostro figlio e ci sembrava che stesse bene, volevamo illuderci che si potesse evitare di sottoporlo al trapianto. I rischi correllati spaventano: si indebolisce il sistema immunitario, bisogna sottoporsi ai cicli di chemioterapia, bisogna attendere a lungo prima di avere la certezza che la malattia sia stata debellata. Però abbiamo avuto fiducia nellesperienza e nelle cure che il professor Locatelli ci ha offerto. Dopo aver trovato un donatore compatibile Francesca, la gemellina, purtroppo non lo è Alessio è stato sottoposto per un breve periodo a chemioterapia, in preparazione allintervento, e quindi il 18 novembre scorso ha ricevuto il midollo.
Come siete venuti a conoscenza dellANPO?
Lo abbiamo saputo da un nostro conoscente, il datore di lavoro di mio marito. Devo dire però che quando ci siamo rivolti al Policlinico di Pavia il professor Locatelli ci ha subito parlato della possibilità di essere ospitati dallANPO.
Adesso quali sono le aspettative per la salute di Alessio?
Oggi il mio bambino sta meglio. Dovrà seguire ancora per un po di tempo le terapie farmacologiche che gli hanno prescritto e ogni settimana effettuare gli esami di controllo, ma già sappiamo che è in via di guarigione. Se tutto va come speriamo, verso la metà di marzo potremo tutti e quattro tornare a casa, in Puglia.
Come sempre, a noi non resta che augurare al piccolo Alessio e alla sua famiglia di ritrovare presto la serenità.
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