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Prevenire i tumori e la sindrome di Down
Mariagrazia Villa, N. 5 maggio 2003
Meno decessi per forme tumorali maligne nei soggetti affetti da sindrome di Down. Ecco quanto è emerso da uno studio condotto dal National Center on Birth Defects and Development Disabilities e dal Center for Desease Control and Prevention di Atlanta (Usa), in collaborazione con il Department of Medical Genetics della University of British Columbia di Vancouver (Canada). Analizzando i dati riportati sui certificati di morte dei cittadini americani dal 1983 al 1997, si è valutata, per le persone con sindrome di Down, letà media dei decessi e la causa più frequente.
Secondo questa ricerca, su 17.897 individui con sindrome di Down, letà media dei decessi è praticamente raddoppiata, passando dai 25 anni del 1983 ai 49 del 1997, con un incremento medio di 1,7 anni di sopravvivenza per ogni anno di studio. Allinterno di questo dato, laumento delletà media della morte è poi risultato significativamente più alto nei soggetti di razza bianca.
Come causa più frequente di morte, i certificati delle persone con sindrome di Down hanno riportato, nellordine: difetti congeniti al cuore, demenza, ipotiroidismo e leucemia. Le forme tumorali maligne, diverse dalla leucemia, hanno presentato unincidenza minore di un decimo rispetto a quanto ci si aspettasse, in rapporto a coloro che non erano affetti da sindrome di Down.
Per quale motivo i soggetti Down si ammalerebbero meno di cancro? Stando ai ricercatori che hanno portato a termine lindagine, cè più di un motivo. Le ipotesi possibili sono, anzitutto, una ridotta esposizione ai fattori di rischio ambientale che contribuiscono alla comparsa delle neoplasie, poi i geni soppressori-tumorali sul cromosoma 21, una più lenta velocità di replicazione e lalta probabilità di apoptosi cellulare. Ma si tratta soltanto di ipotesi, ancora tutte da indagare e verificare.
La sindrome di Down (sindrome indica un complesso di sintomi e segni patologici che consentono di formulare una diagnosi, mentre il nome deriva dal dottor Langdon Down che, per primo, nel 1866 la riconobbe e ne identificò le principali caratteristiche) è una condizione genetica contraddistinta dalla presenza di un cromosoma in più nelle cellule di chi ne è portatore: anziché 46, nel nucleo di ciascuna cellula dellorganismo ve ne sono 47, con tre cromosomi 21 invece di due (da qui la denominazione della sindrome come Trisomia 21): durante le meiosi delle cellule germinali, la coppia dei 21 non si disgiunge come dovrebbe (nel 90 per cento dei casi durante la meiosi della cellula uovo materna, nel 10 per cento durante la meiosi degli spermatozoi paterni).
Non si conosce leziologia che determina linsorgere delle anomalie cromosomiche. Tutti i fattori causali formulati finora, come agenti chimici, radiazioni ionizzanti, infezioni virali, alterazioni metaboliche o endocrine materne, non sono state mai avvalorate dalla ricerca scientifica. Si sa, però, che le trisomie sono un evento naturale, in qualche modo legato alla fisiologia della riproduzione umana, e anche abbastanza frequente, interessando circa il 9 per cento di tutti i concepimenti (alla nascita, però, solo lo 0,6 per cento dei nati presenta un'anomalia cromosomica, a causa dell'elevatissima quota di embrioni che va incontro a un aborto spontaneo).
Le cause precise che determinano la sindrome di Down, dunque, sono ancora sconosciute. Numerose indagini epidemiologiche hanno messo in evidenza che l'incidenza aumenta proporzionalmente con l'età materna: se inferiore ai 30 anni, 1 caso su 1500, dai 30 ai 34, 1 su 580, dai 35 ai 39, 1 su 280, dai 40 ai 44, 1 su 70, oltre i 45 anni, 1 su 38. Altro fattore di rischio dimostrato, oltre lavanzare delletà della madre al momento del concepimento, è avere avuto un precedente figlio affetto dalla sindrome (benché nel 98 per cento dei casi questa non sia ereditaria).
La sindrome di Down può essere diagnosticata anche prima della nascita. Anzi, proprio lo sviluppo della diagnostica prenatale ha determinato, in questi ultimi anni, una riduzione del numero delle nascite di bambini affetti dalla sindrome, per il ricorso alle interruzioni volontarie di gravidanza conseguenti alla diagnosi di feto malato. Si è passati dai 2.500 bambini Down nati ogni anno, prima della seconda guerra mondiale, ai 2000 degli anni Cinquanta/Sessanta ai 1.000 degli anni Settanta ai circa 700 degli anni Ottanta.
Lesame più diffuso è il triple test (o tritest), effettuato sul siero materno, nel secondo trimestre di gravidanza, utilizzando specifici marcatori febo-placentari: lAlfaFetoProteina (AFP), la coriongonadotropina (hCG) e lestriolo libero (uE3). Un livello ridotto sia di AFP che di uE3, associato a un elevato livello di hCG, è indice di un notevole rischio di Trisomia 21.
In questo caso, ma anche in tutte quelle situazioni definibili come a rischio (ossia gravide detà superiore ai 37 anni o con un precedente figlio Down), è opportuno procedere a un accertamento, attraverso due metodiche invasive. Tra la 15a e la 18a settimana di gestazione, può essere effettuata l'amniocentesi, che consiste nel prelievo sotto guida ecografica di una piccola quantità del liquido amniotico che avvolge il feto all'interno dell'utero, attraverso un particolare ago. Le cellule di origine fetale vengono messe in coltura per larricchimento e, quindi, utilizzate per lanalisi del corredo cromosomico. La metodica presenta un rischio di aborto pari a 1 su 200, pertanto è sensato eseguirla nei casi in cui la probabilità di diagnosticare un feto Down è abbastanza alta da giustificare il rischio di perdere un feto sano.
Tra la 9a e la 12a settimana, può essere effettuato un altro esame, anchesso invasivo, che permette di disporre del cariotipo fetale: la villocentesi, che è un prelievo dei villi coriali, minuscole strutture della placenta, simili a dita, al cui interno sono presenti arteriole e venule, attraverso uno speciale ago inserito nelladdome. La precocità della diagnosi e, di conseguenza, la possibilità di optare per linterruzione volontaria di gravidanza entro il primo trimestre, ha il vantaggio di ridurre i traumi fisici e psichici nella donna.
La presenza della sindrome di Down è diagnosticabile nel neonato, oltre che con un'analisi cromosomica, fatta con un semplice prelievo di sangue, anche attraverso una serie di caratteristiche facilmente riscontrabili dal pediatra, tra cui il taglio a mandorla degli occhi (che ha dato origine al termine mongolismo, con il quale un tempo si indicava la sindrome). Esiste poi un insieme di altre lievi anomalie delle caratteristiche morfologiche: del cranio, del volto, delle orecchie e delle mani, accompagnate talvolta da una modesta riduzione del tono muscolare e da una cardiopatia congenita, più raramente da malformazioni del tratto intestinale. In seguito, quando il bambino cresce, si manifestano un modesto deficit dell'accrescimento, un ritardo nello sviluppo motorio e nel linguaggio e infine un variabile grado di insufficienza mentale che, tuttavia, non impedisce il conseguimento di diplomi scolastici, l'acquisizione di una buona autonomia e lo svolgimento di diverse attività lavorative. Attualmente, in Italia nascono ogni anno circa 650 bambini con sindrome di Down, cioè quasi due al giorno, e si stima che vivano 49 mila persone in questa condizione, di cui 11 mila sotto i 14 anni, 13 mila tra i 14 e i 24, e 25 mila sopra i 25 anni.
Grazie allo sviluppo della medicina e alle maggiori cure dedicate a queste persone, la durata della loro esistenza si è di molto allungata, così che oggi si può parlare di un'aspettativa di vita di circa 62 anni (all'inizio del 1900, la sopravvivenza si aggirava intorno ai 9 anni), destinata ulteriormente a crescere.
Per la sindrome di Down, purtroppo, non esiste alcuna cura e l'unica terapia che permette di ottenere uno sviluppo armonico e un buon inserimento sociale, familiare e scolastico del bambino è quella riabilitativa, che consiste in un lavoro costante e integrato di logopedia, psicomotricità, fisioterapia e sostegno psicopedagogico.
In aiuto alla sindrome di Down
In Italia esiste più di unassociazione che si occupa di sindrome di Down.
Quelle maggiormente presenti sul territorio nazionale sono:
Associazione Italiana Persone Down AIPD
sede centrale: Viale delle Milizie, 106 - 00192 Roma
Tel. 06.3723909 Fax 06.3722510
sito www.aipd.it, e-mail aipd@pronet.it
LAIPD, nata a Roma nel 1979, si pone quale punto di riferimento per le famiglie e gli operatori sociali, sanitari e scolastici su tutte le problematiche riguardanti la sindrome di Down. Il suo scopo è la tutela dei diritti delle persone Down, favorendone il pieno sviluppo fisico e mentale e contribuendo al loro inserimento scolastico e sociale a tutti i livelli, oltre a divulgare le conoscenze sulla sindrome e sensibilizzare sulle reali capacità di chi ne è affetto.
Tra i tanti servizi offerti dallAssociazione va segnalato il Telefono D, una consulenza telefonica (Roma 06.3720891, Bari 080.5559522, Milano 02.718246) nata nel 1983. Un gruppo di assistenti sociali, con il supporto di una banca dati computerizzata e una rete di consulenti, rispondono in merito a normative sullhandicap, strutture socio-sanitarie pubbliche e private, aspetti medici e dinserimento sociale. LAIPD ha 29 sezioni su tutto il territorio nazionale.
Unione Nazionale Down UNIDOWN
sede centrale: Via A. Volta, 19 - 16128 Genova
Tel. 010.584529 Fax 010.541527
sito www.unidown.it e-mail unidown@libero.it
L'UNIDOWN è unassociazione di volontariato, senza fini di lucro, che opera a favore delle persone affette da Trisomia 21 (o sindrome di Down) e delle loro famiglie, siano esse socie oppure no. Svolge attività sia a livello nazionale tramite la sua sede centrale, sia a livello regionale attraverso le sezioni presenti in tuttItalia.
Centri di riferimento AIPD
- Alta Gallura
Via Sandro Pertini, 11
07029 Tempio Pausania (SS)
Tel. e fax 079.671178
- LAquila
Via Grotte di Navarra, 6 - 67100 L'Aquila
Tel. 0862.22189
- AREZZO
Via Tarlati, 106/17 - 52100 Arezzo
Tel. 0575.351597
ingfatucchi@interfree.it
- Avellino
Rione Mazzini snc - 83100 Avellino
Tel. e fax 0825.73315
aipd00@virgilio.it
- Bari
Via Archita, 15 - 70125 Bari
Tel. e fax 080.5559522
aipdbari@libero.it
- Belluno
Via Manzoni, 12 - 32034 Pedavena (BL)
Tel. 0439.300952 - Fax 0439.305026
aipdbelluno@libero.it
- Brindisi
Via Seneca, 60 - 72100 Brindisi
Tel. e fax: 0831.523073
aipdbr@tiscalinet.it
giamario@libero.it
www.downiamoci.it
- Campobasso
Via IV Novembre, 28 - 86100 Campobasso
Tel. e fax 0874.62686
aipdcb@tiscalinet.it
- Caserta
Via Ferrarecce, 159 - 81100 Caserta
Tel. e fax 0823.442132
aipd@ivylogic.it
www.aipd.ivylogic.it
- Catania
Via del Bosco, 266 - 95125 Catania
Tel. e fax 095.414191
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- Cosenza
c/o Centro di Neuroriabilitazione ASL 4 Contrada Serraspiga - 87100 Cosenza
Tel. e fax 0984.483232
manganellif@tiscalinet.it
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- Macerata
Via della Resistenza, 52 - 62027 San Severino Marche (MC)
Tel. 0773.645582
aipd.macerata@libero.it
- Matera
Via Dante, 84/A - 75100 Matera
Tel. 0835.381901-207212
marcomelfi@tiscalinet.it
- Nardò
Via Montessori, 1 - 73048 Nardò (LE)
Tel. e fax 0833.564203
mteresa.calignano@libero.it
www.comenoi.it
- Nuoro
Via Cavalier Zuddas, 13 - 08100 Nuoro
Tel. 0784.202626
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- Oristano
Via Martiri di Belfiore, 33 - 09170 Oristano
Tel. 0783.216018 Tel e fax 0783.217016
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- Pavia
Via Gramsci, 14 - 27051 Cava Manara (PV)
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cdvauno@tin.it
- Perugia
Via G. Santini, 8 - 6123 Perugia
Tel. e fax 075.5847162
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aipdpili.interfree.it
- Potenza
c/o Provincia Piazza Emanuele Granturco - 85100 Potenza
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- Reggio calabria
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- Roma
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Centri di rifermento Unidown
- Centro Down di Alessandria
Via Mazzini, 85 - 15100 Alessandria
Tel. 0131.260123 Fax 0131.260123
alessandria@centrodown.org
- UNIDOWN di Ancona
Contrada Monferrato, 88 - 60100 Sappanico (Ancona)
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- Centro Bresciano Down
Via Milano, 30 - 25100 Brescia
Tel. 030.293115 Fax 030.43364
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- Associazione Trisomia 21 di Firenze
Borgo Pinti, 74 - 50121 Firenze
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at21firenze@virgilio.it
www.trisomia21firenze.it
- Centro Italiano Down di Genova
Via A. Volta, 19 - 16128 Genova
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cepim@tin.it
www.cepim.it
- Associazione Persona Down di Imperia
Casella Postale 256 - Succ.1
Via Martiri - 18100 Imperia
Tel. 0183.650184-347.9409771
- APD di Lamezia Terme
Via Mattarella, 11b - 88046 Lamezia Terme
Tel. 0968.27693-348.6931812
amil@lamezia.net
- GI.S.A.L. CEAD di Levanto
Via Variego, 15 - 19015 Levanto (Spezia)
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gisalcdr@yahoo.it
- UNIDOWN di Livorno
Via Pellettier, 37 - 57100 Livorno
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masciullo@libero.it
- Associazione Down Lucca
Via Capannoni, 31 - 55016 Porcari (Lucca)
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dintorni@tin.it
- Associazione Sindrome di Down di Napoli
Via Tagliamone, 90/92 - 80144 Napoli
Tel. 081.432960 Fax 081.432960
sindromedidown@tin.it
www.downneapolis.it
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Via Padre Antonelli, 150 - 51100 Pistoia
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Via Modiglioni, 7 - 59100 Prato
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