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Prevenzione, ovvero educazione alla salute
Cristina Mazzantini, N. 5 maggio 2003
Il 23 marzo scorso si è celebrata la Giornata Nazionale della Prevenzione Oncologica, un appuntamento annuale promosso dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori in collaborazione con l'Associazione Trenta Ore per la Vita. Loccasione giusta per ricordare che ogni anno, solo in Italia, le malattie neoplastiche uccidono circa 160.000 persone. Tuttavia sipotizza una diminuzione del tasso di mortalità di almeno il 40 per cento, pari a oltre 65.000 vite salvate annualmente, se si modificassero alcuni stili di vita: smettere di fumare, seguire unalimentazione più corretta, sottoporsi con regolarità a visite mediche di controllo e a esami di diagnosi precoce. Per questo la Lega Tumori, assieme al ministero della Salute, rinnova linvito a rispettare alcune semplici regole preventive.
Per saperne di più, Prevenzione Tumori ha intervistato il professor Fausto Orecchio, direttore per un quinquennio della Struttura Complessa di Igiene Ospedaliera presso il Dipartimento per la Sicurezza e Tecnologie in Sanità e la Farmacoutilizzazione, allUniversità Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
Negli ultimi tempi si parla molto di prevenzione primaria, in modo da correggere abitudini sbagliate come il fumo, lobesità, la sedentarietà e labuso di alcolici. Ma non esiste anche una forte influenza ambientale nellaumentata incidenza delle neoplasie nei Paesi occidentali?
«È proprio così. Infatti lepidemiologia degli ultimi venti anni, soprattutto quella che indaga sugli stretti legami tra salute delluomo, ambiente e possibile correlazione con le maggiori patologie (cardiache e neoplastiche per intenderci), ha messo in evidenza come almeno l85-90 per cento dei casi di tumori sia riconducibile al fenomeno denominato chimicizzazione ambientale. Ovvero quella che è stata per secoli la logica dissennata delluomo a causa delle scoperte della chimica. Questa è diventata per luomo uno strumento per migliorare il proprio benessere o più precisamente la qualità della vita con la produzione ad esempio di detersivi, di antiparassitari e altro ancora. Tali prodotti, se da un lato hanno reso più facile la vita di tutti i giorni, dallaltro comportano dei seri rischi per la salute. Il motivo? È che queste sostanze come residui normalmente finiscono nelle acque e da qui tornano nel ciclo ambientale, per cui poi possono essere riassorbite dalluomo. Con tutte le possibili conseguenze, tra cui lo sviluppo delle forme tumorali».
Assistiamo quindi al processo del riassorbimento di molecole tossiche, da parte del nostro organismo, con il conseguente danneggiamento delle cellule e la contemporanea preparazione di un terreno fertile per la nidificazione di forme neoplastiche. Esiste allora un modo per modificare tale situazione?
«La sintesi è giusta. Ma attualmente è difficile intervenire per apportare cambiamenti sostanziali. Almeno fino a quando tutto ciò continuerà a coincidere con una serie di filosofie e di politiche collegate al moderno approccio liberistico. Per chiarire il concetto, posso affermare che oggi non ha più senso parlare di essere ma che prevale il possedere. È vero poi che, da un punto di vista sociale, certi valori, come la solidarietà e la protezione dei più deboli, cominciano a essere dimenticati sia a livello umano sia, peggio ancora, a livello politico. Dunque possiamo attribuire alla cecità, o meglio allassenza, istituzionale un collegamento tra alimentazione impropria, stili di vita scorretti e squilibri del metabolismo (dismetabolismo è il termine scientifico), come il diabete di tipo 2 oppure i tumori dellintestino, pancreas, fegato e seno».
E per quanto riguarda la situazione italiana dei tumori del cavo orale?
«Innanzitutto va ricordato che le neoplasie della bocca sono abbastanza rare nel nostro Paese. Infatti colpiscono ogni anno 8.500 italiani, di cui oltre 3000 muoiono. È più frequente negli uomini ed è tipico della quinta e sesta decade detà, anche se recentemente si è notato un abbassamento delletà media. A preoccupare è sicuramente il fatto che questa forma tumorale è in crescita in tutto il mondo occidentale. I tumori del cavo orale hanno un pregio: sono facilmente diagnosticabili. Quindi sono aggredibili con unaccurata ispezione eseguita dallo specialista. È bene perciò che ogni individuo faccia un minimo di attenzione alla propria bocca e si rivolga regolarmente a un odontostomatologo per controllarne lo stato di salute. In presenza di lesioni, il medico farà la diagnosi di sospetto di una patologia neoplastica e prescriverà una biopsia per la conferma».
Quali sono i maggiori fattori di rischio?
«Per le neoplasie della bocca la combinazione fumo di tabacco, abuso di alcolici e cattiva igiene rappresenta il nemico più temibile. Per quanto riguarda i primi due è consigliata leliminazione o la riduzione delle bevande alcoliche. Mentre, per il terzo elemento, è sufficiente pulire bene i denti regolarmente (ogni qualvolta si mangia). È importante sottolineare che una bocca sana, che riceve quotidianamente interventi di pulizia, consente lallontanamento della placca. Sicuramente le elementari norme digiene aiutano a mantenere in salute la struttura istologica dellepitelio. È vero infatti che, laddove esistano i presupposti dincuria o addirittura di un pullulare di flora batterica negativa, si possono instaurare patologie che vanno dalle paradontopatie alla carie, al dismetabolismo dellepitelio gengivale, fino ad arrivare, in casi estremi, a lesioni precancerose. Tali condizioni patologiche sono assai frequenti nelle persone diversamente abili».
Questultima affermazione ci ricorda che il 2003 è lanno europeo del disabile. Ci sono iniziative particolari che sta organizzando?
«Per noi mi riferisco alla mia équipe gli invalidi non esistono solo in questo specifico periodo, ma sempre. Infatti, la scuola dellIstituto dIgiene dellUniversità Cattolica, assieme alla Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva, coordinata dalla dottoressa Maria Teresa Montagna, mette a loro disposizione le migliori competenze. Purtroppo ciò non è sufficiente, se si pensa che in Italia vi sono oltre 2 milioni di persone diversamente abili. Inoltre, chi fa il mio mestiere lo sa bene: sono pazienti difficili da curare. Spesso hanno una vera e propria fobia del dentista tale da escluderli dai normali trattamenti odontoiatrici. Ma non è lunico motivo di esclusione. Anche i farmaci più frequenti possono rappresentare un impedimento. E inoltre lodontoiatra può trovare difficoltà nellattuare la pulizia a fondo della del cavo orale in tali persone. Per cui in questi casi, assai banali per gli altri, si deve ricorrere a unanestesia totale (che tra l'altro non è scevra da effetti collaterali). Si tratta di tutta una serie di difficoltà, per lo più aggravate dalla carenza o addirittura dallassenza di strutture idonee sul territorio italiano. A tale proposito, regioni e istituzioni dovrebbero attivarsi per creare servizi di supporto per ligiene orale e le cure dentarie dei soggetti diversamente abili».
In conclusione, il professor Orecchio tiene a sottolineare: «Da una parte ho una speranza e dallaltra, però, una nota dolente. La speranza è che finalmente i media si facciano carico con servizi, inchieste e reportage, di informare lopinione pubblica sulleducazione alla salute e la prevenzione. La nota dolente deriva dal mio giudizio non ottimistico sulla storia della politica sanitaria in Italia, o meglio del nostro governo e non solo quello attuale, riguardo a questi problemi. Nel caso specifico dellodontoiatria, posso osservare una disattenzione che cè stata e che continua a esserci per quel che riguarda la prevenzione orale».
Le cifre dei tumori in Italia
La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori per celebrare degnamente la Giornata Nazionale dellOncologia ha pubblicato e distribuito con diversi giornali un prezioso opuscolo: Prevenire è vivere. In esso ha sintetizzato, in maniera chiara ed esaustiva, per ogni singola forma tumorale, le principali informazioni sui fattori di rischio, su come prevenire, su quali segni da osservare e sul che fare. Non solo. Interessanti sono anche le cifre indicate. Per ogni tumore è stata riportata lincidenza annuale. Ecco qual è la situazione delle patologie neoplastiche in Italia.
Il cancro del seno è in crescita, con circa 32.000 nuovi casi lanno. Colpisce 1 donna su 10 e rappresenta il 27 per cento dei tumori femminili. Per il tumore del polmone, lincidenza è di 25.800 casi per luomo e 5.400 per le donne. Da solo rappresenta il 20 per cento di tutte le morti per neoplasia in Italia. Il carcinoma colorettale si manifesta in circa 35.000 individui, di cui 19.000 muoiono. Il tumore del collo dellutero è frequente nella fascia di età compresa tra i 35 e i 50 anni e registra 3.500 nuovi casi. Il tumore del testicolo è raro (1 per cento di tutte le malattie oncologiche maschili). Colpisce soprattutto i giovani ed è guaribile nella quasi totalità dei casi, se diagnosticato in fase iniziale, e nell80 per cento in quelli diagnosticati in fase avanzata. Il tumore della prostata si sviluppa in 17.000 soggetti ed è la terza causa di morte per cancro, con 7000 decessi lanno. Il melanoma cutaneo rappresenta l1-2 per cento di tutti i tumori maligni ed è causa di 1000 morti allanno.
Si tratta di numeri allarmanti che fanno sicuramente riflettere. Al contempo, dovrebbero spingere tutte le persone di buon senso ad adottare le più elementari regole di prevenzione.
Campagna di prevenzione per il cancro della prostata
La Società Italiana di Urologia ha avviato una Campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione per la prevenzione del carcinoma prostatico. Si tratta di una settimana, dal 19 al 24 maggio, dedicata alla popolazione maschile over 49. Lo scopo è quello di educare i maschi adulti alle visite urologiche annuali, per evitare che il manifestarsi della neoplasia si sviluppi con irreparabili conseguenze nella sfera sessuale.
Nei Paesi fortemente industrializzati, il tumore alla prostata è ormai la patologia neoplastica più diagnosticata. Secondo le ultime stime, in Occidente il rischio di sviluppare tale patologia nel corso della vita è del 30 per cento, mentre la possibilità che si manifesti clinicamente è del 10 per cento, con una mortalità che si aggira intorno al 3 per cento. Ancora signorano molti fattori di rischio. Si sa però che letà e lo stile di vita non corretto sono cause predisponenti. Eppure, come ricordano gli urologi, attualmente è possibile fare una buona prevenzione. È sufficiente: unapprofondita visita urologica, comprendente un'esplorazione rettale o un semplice dosaggio dellantigene prostatico specifico, che si ottiene tramite un semplice esame del sangue.
Laspirina previene i tumori?
Laspirina può proteggere contro i tumori di bocca, gola ed esofago. Sono questi i risultati eclatanti di unindagine effettuata dallIstituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano e pubblicati sul British Journal of Cancer. Si tratta di tre studi che hanno arruolato 965 malati oncologici e 1779 persone in ospedale per altre patologie. A ognuno è stato consegnato un questionario sullalimentazione, sul fumo e sulla frequenza di assunzione di aspirina, farmaco generico assai noto e preso in caso di raffreddori o come analgesico, il più delle volte senza prescrizione medica. In quelli che avevano assunto il farmaco regolarmente per almeno 5 anni, si è evidenziata una probabilità di due terzi inferiore nello sviluppare i tumori (precedentemente descritti) rispetto a chi non aveva fatto un uso regolare dello stesso medicinale. "È la prima volta che emerge levidenza forte, anche dal punto di vista quantitativo, che laspirina possa diminuire sensibilmente il rischio di contrarre carcinomi nelle vie aeree e nel primo tratto digestivo, più precisamente quello che collega la bocca allo stomaco", ha sottolineato Cristina Bosetti, uno dei ricercatori del Laboratorio di Epidemiologia. Che ha poi precisato: "Siamo convinti che leffetto dellaspirina sia dovuto, tra l'altro, allinibizione della cicloossigenasi, un enzima attivo sui processi di crescita del tumore".
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