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Misuriamo il livello dell’acqua

Cristina Sampiero, N. 5 maggio 2003

Qualsiasi regime dimagrante corretto ed efficace dovrebbe perseguire i seguenti obiettivi:

  • riduzione graduale del peso, non più di un chilo a settimana;
  • perdere massa grassa e non quella magra;
  • evitare le carenze nutrizionali, in particolare per quanto riguarda proteine, vitamine e sali minerali;
  • mantenere, o abbassare di poco, il metabolismo basale.

Tutte le diete che abbassano troppo il metabolismo basale, producono anche perdita di massa magra e inducono a un rapido recupero del peso perduto appena il regime dietetico diventa meno rigido. Recupero che avviene quasi sempre con tessuto grasso, contribuendo così a ridurre ancora il metabolismo basale e a innescare un circolo vizioso che porta a una continua fluttuazione del peso corporeo.
Spesso, erroneamente, l'attenzione di chi decide di mettersi a dieta cade sulla massa grassa del corpo quando invece la componente metabolicamente attiva è la massa magra ed è questa che va tenuta sotto controllo, ben nutrita e opportunamente stimolata attraverso l'allenamento.
Vediamo bene cosa si intende: massa grassa è l'intera massa estraibile di lipidi (trigliceridi, grasso strutturale, grasso viscerale e grasso sottocutaneo), mentre la massa magra è tutta la massa rimanente comprese acqua, proteine e minerali contenuti nei muscoli e negli organi.
Determinata la massa magra si può ricavare la percentuale di massa grassa che è l’unica parte che deve essere ridotta quando si parla di dimagramento.
Una delle metodologie più diffuse è la plicometria che consiste nel misurare lo spessore del pannicolo adiposo sottocutaneo in diversi punti del corpo e, tramite equazioni, risalire alla quantità di tessuto adiposo totale. Si utilizzano poi anche indici e formule varie come ad esempio il rapporto tra il peso e il quadrato dell'altezza espressa in metri – che rappresenta il BMI (Body Mass Index) – ma, per fronteggiare l’approssimatezza delle formule e per avere dati più precisi, negli ultimi anni è di uso comune l’impedenzometro o BIA (Body Impedance Analyzer) che è lo strumento che ci fa conoscere l’oggettiva composizione corporea. È un esame utile per conoscere quanto grasso si deve perdere e iniziare un programma dimagrante, con tranquillità di risultati e con i caratteri del rigore scientifico.
L’impedenzometria si basa sulle diverse proprietà elettriche di massa grassa e massa magra. Una si oppone fortemente al passaggio della corrente elettrica (tessuto adiposo), l'altra mostra una resistenza molto più bassa al flusso di corrente elettrica (tessuto muscolare). Questa proprietà è in relazione al diverso contenuto di acqua: nel tessuto muscolare è presente circa il 75 per cento di acqua, in quello adiposo dal 12 al 14 per cento.
Il grasso che è anidro presenta una resistenza elevata al passaggio della corrente perciò il valore di impedenza che si misura va correlato principalmente alla quantità di massa magra presente nel corpo. Per questi motivi un soggetto molto grasso con poca acqua totale presenta un valore di impedenza elevata rispetto ad un soggetto muscoloso e magro. Questa tecnica prevede l'impiego di due elettrodi iniettori e due elettrodi sensori. I due iniettori introducono nel corpo una debole corrente, i due sensori misurano la differenza di potenziale generata dal passaggio di questa corrente attraverso il corpo. Il rapporto tra la differenza di potenziale misurata attraverso i sensori e la corrente introdotta attraverso gli iniettori fornisce il valore dell'impedenza della parte del corpo presa in esame Inoltre, misurando la massa magra e l’acqua corporea, abbiamo informazioni sul metabolismo basale (calorie minime che l’organismo deve assumere) e sull’acqua corporea. In questo modo, si conosce lo stato d’idratazione del nostro organismo e si è in grado di stabilire come certi aumenti di peso siano da riferire a un accumulo eccessivo d’acqua e non di grasso (come nella fase premestruale o per l’assunzione di farmaci ecc.).
La BIA si dimostra utile data la possibilità di controllare continuamente i risultati, ma anche nel settore della prevenzione in quanto il sovrappeso e l'obesità rappresentano condizioni alle quali sono state oramai associate malattie di diverso genere.

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