|
|
Presentiamo Sottovoce
Dario Vascellaro, N. 6/7 giugno/luglio 2003
Il paziente, al momento del ricovero in ospedale, si trova in una condizione di particolare fragilità psicologica. Lospedalizzazione, infatti, oltre a comportare paure e aspettative legate agli stati della malattia e della guarigione, è di per sè un evento stressante. La perdita dei ritmi normali di vita, del controllo su se stessi, della privacy e familiarità con lambiente, lo scontro con lorganizzazione e le procedure ospedaliere, i difficili rapporti con il personale medico, generano nel paziente dei processi di desocializzazione e spersonalizzazione, con una sua conseguente passività nei confronti della malattia e dellambiente che lo ospita.
Una condizione ugualmente stressante, seppur vissuta in modo differente, è quella del personale ospedaliero. Orari, ritmi, situazioni gravi e delicate affrontate quotidianamente, provocano linsorgenza di manifestazioni ansiogene e stressanti.
È importante, quindi, rendere più diffusamente umano il rapporto tra lammalato e il servizio sanitario. Umanizzazione significa rispetto della persona a 360° e delle sue esigenze che sono non solo sanitarie ma anche psicologiche, sociali, relazionali, lavorative... Nellambito sanitario il termine assume un significato molteplice che può essere tradotto con i concetti di accoglienza, ospitalità, comprensione, informazione. Lumanizzazione va intesa come linsieme dei comportamenti acquisiti e fatti propri dal Sistema Sanitario per fornire un servizio rispettoso delle esigenze relazionali delle persone che vi accedono, senza trascurare gli aspetti organizzativi, burocratici e strutturali. Gli interventi di attuazione riguardano tutti gli aspetti del ricovero e proseguono allesterno con lassistenza domiciliare, nei casi in cui necessita. Possono essere distinti in:
- amministrativi: consistono nella facilitazione di tutte le pratiche amministrative relative al ricovero, dallingresso alla dimissione (documentazione per lingresso, scelta del trattamento alberghiero, aspetti burocratici, accompagnamento al reparto di degenza e consegna della carta dei servizi);
- strutturali: consistono nella verifica e nel controllo del comfort alberghiero, delle barriere architettoniche, della sicurezza, delle attrezzature, dellambiente (arredo, colori, luminosità, rumorosità, igiene, ecc.), dei servizi presenti (mensa, bar, telefono/fax, televisione, giornali, bagno, ecc.).
- relazionali: consistono nellinsieme delle attività dirette o indirette per rendere meno traumatico il ricovero e favorire il buon esito delle cure. Gli aspetti relazionali riguardano laltra metà della cura, quelli non propriamente sanitari, che cooperano alla riconquista della salute nel senso più completo della parola.
Nel nostro Paese gli ospedali sono organizzati essenzialmente per curare gli aspetti sanitari della persona malata, in sintesi viene curata la malattia della persona, e solo da poco tempo ci si è accorti che esiste un altro approccio, quello di curare la persona malata, quindi non solo gli aspetti sanitari, ma anche quelli relazionali.
La società ha ormai acquisito consapevolezza dellinfluenza fra soma e psiche sullo stato di salute e anche il Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 (e di conseguenza i Piani Sanitari delle Regioni) ha posto lumanizzazione fra gli obiettivi prioritari da raggiungere (dellospedale del futuro si è occupata anche la Commissione guidata da Renzo Piano istituita dallex Ministro Veronesi, che ha definito un nuovo modello di ospedale in cui il principio istitutivo è la centralità del malato). Molto spesso sono trascurati gli aspetti relazionali del ricovero ospedaliero, ma è sufficiente una breve considerazione sui casi reali di cui si è stati testimoni diretti per comprendere quanto questi siano importanti.
Lumanizzazione dei servizi sanitari può contare oggi sulla disponibilità di figure professionali che in passato erano assenti, come ad esempio leducatore.
Il ruolo delleducatore è quello di mediatore tra la struttura sanitaria e lutenza in generale (malati, accompagnatori). È importante, infatti, creare un raccordo, un efficace collegamento tra queste due realtà non sempre in perfetta sintonia tra loro. In questo senso leducatore promuoverà interventi mirati al rispetto delle norme di comportamento allinterno della struttura e di sensibilizzazione alleducazione sanitaria; informerà lutenza circa le risorse disponibili nel servizio e la relativa organizzazione per un miglior utilizzo. In Pronto Soccorso manterrà un costante contatto tra laccompagnatore in sala dattesa e il malato allinterno dellambulatorio, con frequenti informazioni sul suo stato di salute.
Nei riguardi del malato il compito delleducatore è sicuramente quello di adeguare lintervento alle esigenze di ogni singolo utente, garantendo sostegno e assistenza, specialmente a coloro che sono affetti da patologie gravi, ai bambini e agli anziani.
Le strutture sanitarie dovrebbero essere fatte per i cittadini e non solo per gli operatori sanitari che pure hanno bisogno di ambienti e tecnologie adeguati per esercitare loro professione. Per migliorare la qualità dellassistenza ospedaliera occorre fare un grande sforzo per ascoltare le necessità di coloro che si avvicinano allospedale, a maggior ragione se malati. Proprio per porre il paziente realmente al centro dellorganizzazione ospedaliera facendo in modo che si senta accolto anche per quanto riguarda le sue necessità psicologiche e sociali è sorta lassociazione Sottovoce, che svolge anche una meritoria attività nel campo della prevenzione oncologica.
Sottovoce nasce nel 1997 con sede a Milano, presso lIstituto Europeo di Oncologia, e si propone di aiutare i pazienti ricoverati e i loro famigliari reclutando e formando personale volontario che viene inserito nei vari reparti dellIstituto.
Artefici della nascita dellassociazione sono state Manuela Belingardi e Francesca Merzagora, dopo uno studio di fattibilità durato due mesi durante i quali hanno personalmente visitato tutti i reparti dellIstituto, compresi gli ambulatori e la diagnostica, per verificare leffettiva necessità di affiancare al personale infermieristico, peraltro già particolarmente attento ai bisogni del malato, la figura del volontario.
In gennaio hanno iniziato il reclutamento dei volontari attraverso giornali e televisioni e hanno organizzato un corso nel mese di febbraio che si rinnova annualmente: si articola su tre settimane, a loro volta suddivise in 8 incontri, e al termine i nuovi volontari vengono inseriti nei vari reparti. Ogni mese una psicologa segue il loro percorso attraverso incontri collettivi e alloccorrenza anche individuali.
A tuttoggi lassociazione ha circa un centinaio di persone che si alternano al letto del paziente secondo due differenti schemi. Possono scegliere una o due volte alla settimana, oppure una settimana consecutiva al mese, che permette al volontario di seguire il malato dal suo ricovero alla sua dimissione, creando così un rapporto più intenso.
Oltre allattività di organizzazione e formazione del personale volontario, Sottovoce organizza serate dintrattenimento musicale o teatrale in collaborazione con personaggi del mondo dello spettacolo come Teo Teocoli, Jerry Calà, Aldo Giovanni e Giacomo, Lella Costa, Ottavia Piccolo e numerosi altri. Una volta allanno promuove un seminario di riflessione sul ruolo del volontario aperto anche ad altre associazioni e organizza un corso denominato Progetto Mnemon, ovvero lautobiografia come cura di sé.
Questa iniziativa, organizzata in collaborazione col professor Duccio Demetrio, docente di pedagogia generale allUniversità di Milano, consente una maggiore conoscenza di se stessi e quindi un migliore rapporto con la persona in difficoltà. Lobiettivo è formare biografi che siano capaci di rendere i momenti di ascolto un sostegno materiale e psicologico, dincoraggiamento personale, unoccasione in cui chi assiste e aiuta possa rendersi custode di ricordi individuali. Aiutare a ricordare, pur nel dolore e nelle difficoltà, apre ad altri orizzonti di significato e senso, alla speranza, al desiderio, allattesa, alle maturazioni interiori senza fine, alla coscienza di far parte, e di aver fatto parte, del mondo anche nelle condizioni di vita più estreme.
Il percorso ha natura laboratoriale e vede inevitabilmente il coinvolgimento diretto da parte dei partecipanti.
Sottovoce partecipa al Progetto Prem (diagnosi precoce del melanoma) che riveste unimportanza fondamentale nella cura e nellottenimento di sempre migliori risultati in termini di sopravvivenza sui pazienti affetti da tumore della pelle.
Le strutture ospedaliere specialistiche che hanno aderito al programma Prem identificano (attraverso i volontari dellassociazione) 60-100 medici di famiglia operanti nei pressi di ogni ospedale e sensibilizzano gli stessi medici attraverso una serie di attività di aggiornamento. Vengono distribuiti un libretto con immagini di lesioni cutanee e una breve documentazione sulle metodiche diagnostiche e terapeutiche inerenti i tumori cutanei.
Se il medico ritenesse opportuna una valutazione specialistica, il programma Prem prevede linvio del paziente al centro specialistico.
Nellambito del Progetto per lumanizzazione degli ospedali voluto dallAssessorato alla Sanità della Regione Lombardia, è stata creata la Biblioteca di Sottovoce con lobiettivo di offrire ai pazienti, a imitazione di quanto già esistente nei più grandi ospedali americani, materiale di supporto in grado sia di chiarire dubbi sulla propria esperienza di malattia sia di offrire spunti di riflessione.
Le cinque testimonianze pubblicate (La forza della consapevolezza. Storia di Claudia, donna operata di tumore del seno, Io e quel nemico dentro di me. Storia di Paola, donna operata di tumore dellovaio, Di me. Storia di Romana, operata di tumore dello stomaco, Cancro di segno e di fatto. Storia di Stefania, donna operata alla tiroide, con prefazione del professor Umberto Veronesi, Credo nel sole anche quando non splende. Storia di Giusy, donna operata al seno) costituiscono una collana della Biblioteca di Sottovoce.
Attraverso i racconti di chi ha vissuto in prima persona unesperienza tumorale e lha superata, si vuole offrire ai pazienti un messaggio di speranza e spunti di meditazione. Si tratta di letture semplici in grado di chiarire anche alcuni dubbi sulla malattia che talvolta, per pudore, non vengono espressi al proprio medico.
Lautrice di questo volumetto narra una storia vera di vita vissuta offerta ai lettori nella speranza di essere utile alle tante donne colpite da tumore del seno. Si tratta della neoplasia considerata la principale causa di mortalità in Europa nel sesso femminile, per unetà compresa tra 35 e 65 anni, e che solo in Italia colpisce ogni anno 31.000 donne.
Questo volumetto, pubblicato in 10.000 copie, sarà distribuito gratuitamente ai pazienti dellIstituto Europeo di Oncologia e in altri ospedali italiani.
La sofferenza che accompagna inevitabilmente lesperienza della malattia tumorale non termina con la fine delle cure, ma si protrae nel tempo. Essa lascia comunque un bagaglio di emozioni, sensazioni e ricordi che hanno spinto Giusy, moglie e mamma di tre ragazzi, a scrivere la sua storia.
Laltra collana promossa da Sottovoce prevede la pubblicazione di libri dautore. Il primo libro, Le mura di Gerusalemme, edito da Bompiani e disponibile anche in libreria, è stato scritto da Alain Elkann e presentato a Milano e a Roma. Il secondo volume di questa collana, presentato a Milano e a Napoli, Francese dItalia, è stato scritto da Yves Lecomte e circola gratuitamente allinterno dellIEO. Il terzo volume è La valigia del Sig. Budischowsky, scritto da Isabella Bossi Fedrigotti.
Tutti i volumi della Biblioteca di Sottovoce sono visionabili nel sito web dellIstituto Europeo di Oncologia (www.ieo.it).
Lampliamento della Biblioteca di Sottovoce è possibile grazie allorganizzazione di un circuito sportivo di golf, che consente la raccolta di fondi destinati a questo progetto. Il Trofeo Sottovoce comprende sei gare che si svolgono in sei circoli del nord Italia.
Lassociazione sta contribuendo anche alla diffusione di Protezione Donna, un progetto ideato da Europa Donna e Rasini Viganò Assicurazioni: si tratta di una polizza di indennizzo riservata al mondo femminile. Dietro pagamento di un limitato premio annuale alla donna sana che contrae un tumore del seno o degli altri organi femminili viene riconosciuto un capitale di 15.000 euro da spendere liberamente, una sorta di indennizzo alla sfortuna. La compagnia di assicurazioni coinvolta nel progetto è la REM, società del Gruppo Reale Mutua.
Questo progetto è molto interessante per le persone che hanno familiarità di tumore del seno: la polizza non prevede infatti alcuna visita medica né la compilazione di questionari, ed è sufficiente dichiarare di non aver contratto questo tipo di tumore.
Protezione Donna è uno strumento importante per promuovere la diagnosi precoce e contribuisce allavanzamento della ricerca scientifica.
Indirizzi utili
Per informazioni su Protezione Donna:
segreteria di Sottovoce,
tel. 02.57489761 e numero verde 800 199017.
Il Consiglio dellAssociazione Sottovoce è attualmente costituito da:
Manuela Belingardi - Presidente
Francesca Merzagora - Vice Presidente
Marco Agnelli - Consigliere
Leonardo La Pietra - Consigliere
Giorgio Viganò - Consigliere
La Segreteria dellAssociazione ha sede presso lIstituto Europeo di Oncologia, in Via Ripamonti, 435 ed è aperta tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 13.00
Tel. 02.57489761 Fax 02.57489760
www.sottovoce.it
Torna ai risultati della ricerca
|