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Il sollievo dalla sofferenza
(Casa Sollievo della Sofferenza)

Annalisa Cretella, N. 6/7 giugno luglio 1998

Lo volle Padre Pio per colmare il vuoto sanitario in Puglia. Oggi la "Casa Sollievo della Sofferenza" di San Giovanni Rotondo, provincia di Foggia, è un importante centro ospedaliero per tutto il Sud d'Italia, specializzato nella cura dei tumori.
Casa Sollievo della Sofferenza", è l'ospedale sul quale, soprattutto in questi ultimi tempi, è concentrato l'interesse e l'attenzione dei media. Se ne parla tanto e non solo per le sue caratteristiche specializzazioni, per l'alta professionalità del personale medico, ma anche per il potente richiamo mistico esercitato dal suo fondatore. Creato e voluto da Padre Pio nel 1956, l'ospedale di San Giovanni Rotondo si è ampliato gradualmente, arrivando oggi a poter accogliere e ospitare fino a 1300 pazienti. Di anno in anno, la struttura è stata dotata di nuove specialità, fino a comprendere tutte le mediche e chirurgiche più importanti. Risale al 1992, la creazione del reparto di oncologia. Per saperne di più circa la struttura, le finalità e la sperimentazione, "Prevenzione Tumori" ha intervistato il primario della Divisione di oncologia, dottor Giorgio Lelli. Quest'ospedale ha una specializzazione nello studio delle malattie genetiche ereditarie. E un istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico (I.R.R.C.S.). Lo scopo del suo fondatore, Padre Pio, era di sopperire a delle carenze. La Divisione di oncologia è nata per rispondere a questa forte esigenza. É l'unica struttura oncologica nel raggio di quasi 200 Km.
Quali sono le forme neoplastiche più frequenti che vi tocca curare?
"Sicuramente il tumore della mammella, che costituisce un terzo dei ricoveri. Molto alta e anche la percentuale dei tumori dell'apparato digerente e delle vie respiratorie. Le varie cause accertate, cioè i fattori di rischio che possono portare alla comparsa della malattia, sono sempre le stesse, non sono né diminuite né aumentate: il fumo, un'alimentazione sbagliata, ricca di grassi animali, l'inquinamento e così via".
Avete riscontrato un aumento dell'incidenza di un tipo o di più tipi particolari di tumore?
"Non ci sono indicazioni precise circa l'aumentata frequenza di alcuni tipi di cancro rispetto ad altri. C'è, come ovunque, un aumento dell'incidenza correlata all'allungamento della vita media.
Da alcuni anni svolgiamo una serie di indagini. Vengono effettuati degli studi sulla mortalità, cercando di risalire a eventuali aumenti di frequenza per particolari tipi di tumore. La Divisione oncologica sta approntando Registri tumori per San Giovanni Rotondo, Manfredonia e alcuni comuni dell'area montana, in collaborazione con altre strutture, in particolare con la fondazione Ramazzini di Bologna, un istituto di epidemiologia di scienze ambientali che cura la parte statistica".
Cos'è emerso dagli ultimi registri?
"Il dato certo è che la mortalità per tumore è aumentata in tutto il meridione. Negli ultimi trent'anni nella nostra zona, non industrializzata e non soggetta a inquinamento atmosferico, la diffusione del cancro della mammella, e di altri fra i principali tumori, ha subito un'impennata notevole, del 30140% in più".
Com'è strutturato il suo reparto, e quanti pazienti può ospitare?
"Abbiamo un reparto di degenza costituito da 34 posti letto, di cui 4 di terapia intensiva e un Day hospital che dispone di 20 posti letto. Oltre a me, sono impiegati altri 12 medici. Da noi si svolgono tutte le principali terapie tumorali, nonché quelle ad alte dosi che prevedono il trapianto di cellule staminali. Diciamo che in un anno, in media, effettuiamo 5 mila ricoveri, il che significa che abbiamo almeno 2 mila nuovi pazienti l'anno, considerando il fatto che molti vengono ricoverati più volte. Si rivolgono a noi soprattutto dalle regioni del Centro-Sud".
Quali sono i tempi di attesa?
"Per i ricoveri ordinari, in media, l'attesa non supera i 20 giorni. Quando invece si tratta di cominciare una terapia ad alte dosi, c'è un canale preferenziale, esiste una lista diversa, che ammette un filtro, una valutazione preliminare in cui si stabilisce la gravità della situazione. In questi casi l'attesa non supera la settimana. Cerchiamo di garantire una pronta esecuzione delle terapie".
Con quali modalità è prevista l'assistenza domiciliare e chi ne può beneficiare?
"Dall'inizio del 1990 effettuiamo una forma di assistenza domiciliare gratuita in tutta la provincia di Foggia, svolta a livello di volontariato. Ed anche se non tutte le richieste possono essere soddisfatte, il numero degli assistiti è abbastanza elevato: 600 pazienti negli ultimi quattro anni. Il che significa che contemporaneamente vengono assistiti quindici pazienti, ciascuno dei quali riceve almeno una visita la settima. Esiste poi una lista d'attesa dei pazienti che necessitano di cure a domicilio a seguito del ricovero in Divisione o dopo il Day hospital".
Vi avvalete della consulenza di psicologi?
"Nel gruppo di volontariato è inserita anche una psicologa, legata da un rapporto di consulenza con l'ospedale e che fuori dell'orario di lavoro svolge un'azione di supporto agli ammalati e alle loro famiglie".
Un'attività, questa dell'assistenza domiciliare, che prevedete di strutturare? Per ora la gestiamo autonomamente, ma al più presto speriamo di effettuare delle convenzioni con la struttura pubblica per offrire un servizio integrato sul territorio, cercando di mantenere la collaborazione con i medici di famiglia. Noi non intendiamo sostituirci a loro, il nostro non e un servizio di ospedalizzazione, ma di consulenza specialistica domiciliare".
Quali altri progetti per il futuro?
"Incrementeremo la collaborazione, già avviata all'interno dell'ospedale, con altre strutture che si occupano di oncologia, vale a dire radioterapia, ematologia, pediatria".
In che cosa consiste il rapporto di collaborazione con gli altri istituti oncologici italiani e quali sono i vostri punti di riferimento?
"Collaboriamo con tutti i più grandi centri oncologici della penisola, in particolare con l'Istituto tumori di Milano. Questo tipo di rapporto prevede non solo uno scambio di informazioni ma soprattutto la partecipazione a studi sperimentali comuni per l'approntamento di nuovi protocolli di cura. Da un paio di anni abbiamo costituito al nostro interno un gruppo di biologia molecolare impegnato sul versante sperimentale, la cui punta di diamante e sicuramente la caratterizzazione molecolare dei tumori, cioè lo studio del patrimonio genetico dei tumori in previsione di possibili applicazioni della terapia genica".
Cosa crede si debba fare per migliorare il servizio offerto ai malati?
"Più che all'interno dell'ospedale bisognerebbe agire all'esterno, dando informazioni sulle attività che svolgiamo e infondendo fiducia nella gente, proprio per evitare che i pazienti vadano a farsi curare altrove. Troppo sesso i pazienti dal meridione vanno a farsi curare al Nord o addirittura all'estero, essendo poco informati sulle realtà che funzionano a casa loro. Da noi i malati trovano le stesse possibilità di guarigione che rincorrono altrove, a cominciare dalle terapie tumorali ad alte dosi, particolarmente delicate, che proponiamo alla stregua dei principali centri oncologici europei".

Indirizzi utili

Casa di Sollievo della Sofferenza
viale Cappuccini
71013 San Giovanni Rotondo (Foggia)

Divisione Oncologica -Tel. 0882/410656
dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 14.00

Day hospital Tel. 0882/410879
lunedì venerdì dalle 8.00 alle 18.00
sabato dalle 8.00 alle 14.00

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