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I pro e contro delle terapie ormonali
Minnie Luongo, N. 8/9 agosto/settembre 2003
La pillola ha compiuto 50 anni. E in questo mezzo secolo è stato detto e scritto tutto, e il contrario di tutto. Resta il fatto che, al di là degli indubbi effetti contraccettivi, grossi timori hanno sempre accompagnato il suo utilizzo da parte delle donne italiane.
Accusata di volta in volta di favorire un tipo di tumore piuttosto che un altro nei casi più estremi o, più spesso, di provocare effetti collaterali assolutamente insopportabili (gonfiore, ritenzione idrica, aumento del peso, calo della libido
), la maggioranza delle italiane ha paura di usare metodi contraccettivi non naturali, soprattutto per la paura di assumere ormoni.
Va da sé che, sia per evitare gravidanze indesiderate che per la cura della menopausa, estrogeni e progestinici vengono spesso messi al bando.
Il punto sulla pillola
Scrive il professor Gian Benedetto Melis (Clinica Ostetrica e di Fisiopatologia della Riproduzione umana, Università degli Studi di Cagliari) nella prefazione del recente volume Contraccezione estroprogestinica dopo il 2000, Il Pensiero Scientifico Ed.): Dopo oltre 40 anni di studi, ricerche ed esperienze, la pillola è da considerarsi una delle più rivoluzionarie scoperte dellultimo secolo per limpatto scientifico, socio-culturale, psico-sessuale che ha prodotto. [
] Tutti i vantaggi extracontraccettivi della pillola enfatizzano, se necessario, i benefìci della contraccezione orale rendendo virtualmente assenti i suoi rischi che già di per sé, sono percentualmente irrilevanti. Basti pensare che lincremento del rischio di tumore mammario e di tromboembolismo venoso, progressivamente ridotto a partire dalla prima pillola fino alle attuali leggere o leggerissime, non supera mai, e di gran lunga, gli stessi rischi indotti dalla gravidanza.
Un corso rivoluzionario
Il Corso di Farmacologia Clinica degli estrogeni e dei progestinici, organizzato in 8 incontri in altrettante sedi universitarie italiane tra le più prestigiose dal 30 maggio al 3 ottobre, a Cagliari, Napoli, Genova, Catania, Modena, Roma, Firenze, Milano affronta un tema ritenuto tradizionalmente ostico: lattività di tipo farmacologico degli ormoni. Infatti, gli esperti concordano che per un ginecologo la conoscenza della farmacologia dei preparati ormonali che compongono sia i contraccettivi orali (cioè la pillola contraccettiva), sia le preparazioni ormonali per la cura della menopausa, deve essere considerato un elemento irrinunciabile nella pratica clinica quotidiana.
Una delle novità di tale corso post-universitario, oltre al fatto di dedicare tutto un corso a questa particolare tematica, è la presenza di un farmacologo che illustri i concetti classici della farmacologia e quelli recenti, integrandoli con quanto riguarda sia gli estrogeni sia i progestinici.
La figura del farmacologo rappresenta alla perfezione lo spirito del corso, che consiste nel fornire le conoscenze di base, fino allapplicazione pratica degli aspetti farmacologici nella pratica quotidiana del ginecologo. Non a caso, uno dei concetti portanti delle lezioni è il concetto della personalizzazione del trattamento ormonale, sia esso contraccettivo o sostitutivo in menopausa, poiché si considera tale aspetto irrinunciabile, se davvero si vuole fornire alle pazienti un tipo di trattamento che tenda ad avere gli effetti desiderati con la minor frequenza e importanza possibile di effetti collaterali indesiderati.
Il comportamento terapeutico ispirato alla personalizzazione non può prescindere dalla conoscenza della caratteristiche farmacologiche. Allo stesso modo, è indispensabile impostare un programma terapeutico che affondi le sue radici in un rapporto medico-paziente chiaro ed efficace.
Un altro concetto basilare consiste nella necessità di utilizzare come prima scelta preparazioni a basso dosaggio, nel senso che si tende a ottenere il risultato voluto consigliando lassunzione della minor quantità di ormone possibile. In tal modo, viene minimizzato il rischio di effetti collaterali, senza che per questo venga perduta lefficacia del trattamento. Daltronde, tutta la ricerca nel campo della farmacologia clinica degli estroprogestinici negli ultimi anni ha tentato di continuare a diminuire le dosi utilizzate (basti pensare alle dosi molto alte della prima pillola immessa in commercio e alle attuali bassissime dosi delle pillole di oggi).
Un ulteriore aspetto, che assume sempre maggiore importanza, è quello dei benefìci extracontraccettivi come, per esempio, quello della riduzione del rischio di cancro ovarico associato alluso della pillola, o la riduzione dei dolori mestruali (dismenorrea). È chiaro che, nel rapporto rischi/benefìci, risulta fondamentale considerare oltre allaspetto della prevenzione di una gravidanza indesiderata, tutti i vantaggi che dalluso della pillola estroprogestinica contraccettiva possono derivare. In tal senso, luso di preparati a basso o bassissimo dosaggio appare, attualmente, irrinunciabile, anche in considerazione della riduzione del rischio di effetti collaterali importanti come la trombosi venosa profonda. Lo studio delle caratteristiche cliniche individuali della paziente, così come della anamnesi familiare, allo scopo di individuare fattori di rischio che predispongano a eventuali problemi durante lassunzione possono, ulteriormente, aiutare il ginecologo e la paziente a scegliere il tipo di trattamento migliore per ogni singolo soggetto.
È proprio in questa direzione che si è voluto proporre un corso di alto livello scientifico sulle caratteristiche farmacologiche dei prodotti ormonali che vengono utilizzati nella pratica clinica quotidiana.
Gli ultimi due appuntamenti in calendario di questa prima edizione si terranno a Firenze (Aula Magna dellOspedale Careggi) venerdì 26 settembre, e a Milano, nellAula Magna del Dipartimento di Farmacologia della Facoltà di Medicina, il prossimo 3 ottobre.
Nel timore di un tumore
Per fare il punto della situazione sui rischi che, eventualmente, corre una donna con lutilizzo della pillola, sentiamo il parere di Antonio Cianci, professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia allUniversità di Catania, anche per fare con lui una veloce panoramica sulle ultimissime in fatto di contraccezione per via orale.
A oltre 50 anni di distanza dalla nascita della pillola dice Cianci quando ormai eravamo convinti che si fosse raggiunto il dosaggio ormonale minimo (e, di conseguenza, la miglior formulazione estroprogestinica possibile), assistiamo a unulteriore riduzione del dosaggio, anche attraverso una modifica dello schema di somministrazione. Infatti, la cosiddetta 15/60 (che si assume per 24 giorni) rappresenta probabilmente il muro invalicabile con gli attuali estraprogestinici a disposizione.
Il progresso è evidente: infatti, se da un lato osserviamo unimportante riduzione degli effetti collaterali negativi (aumento di peso, cefalea, nausea, ecc.), dallaltro lato risulta inalterata lefficacia contraccettiva.
Molte donne temono i progesticinici di terza generazione (gestrodene-desogestrel) perché accusate di aver elevato, seppure di poco, il rischio tromboembolico rispetto alle pillole contenenti levonogestrel. È fondato questo timore? Risponde il professor Cianci, che è anche direttore della Clinica di ostetricia allOspedale Santo Bambino (via Torre del Vescovo, 95124 Catania, tel. 095-74.35.510): Si tratta di un rischio ancora ampiamente controverso e, comunque, necessario di ulteriori dimostrazioni. A ogni modo, tale effetto viene senzaltro ridimensionato dalla pillola a bassissimo dosaggio quale, appunto, la 15/60, poiché oltre al progestinico anche lestrogeno ha un effetto trombofilico.
Pertanto, la riduzione da 20 a 15 mg riduce il rischio: naturalmente senza dimenticare che dove esiste una trombofolica la pillola non andrebbe prescritta.
Per quanto riguarda le fasce detà, la 15/60 appare particolarmente utile ai limiti delletà fertile (giovanissime e donne in pre-menopausa), in quanto assicura contraccezione, difesa da agenti infettivi, equilibrio metabolico e, soprattutto, ormonale. È noto che le gravidanze indesiderate sono particolarmente dolorose nelle adolescenti, che da tali esperienze negative possono subire enormi danni psicologici. Così come in pre-menopausa le alterazioni del tono dellumore, unita alla paura di una gravidanza, possono creare disaffezione nella coppia e incancrenire uno stato di disagio, che può divenire permanente. Ecco perché disporre di una contraccezione sicura, offrendo al contempo un bilanciamento endocrino, può prevenire linsorgenza di problematiche fisiche e psichiche.
Più tecnicamente, la riduzione del dosaggio estrogenico riduce la stimolazione sulla ghiandola mammaria, assicurando i livelli sufficienti per lequilibrio psico-metabolico. Inoltre, ormai è accertato che la pillola protegge da alcune forme tumorali: ovaio e colon.
Nessuna sorta di paura, allora? Qualche dubbio persiste sulle compliance di questa pillola, puntualizza Cianci: lo spotting (piccole perdite di sangue nel corso del mese) appare più pronunciato rispetto alle precedenti pillole. In uno studio pubblicato su Contraception, abbiamo dimostrato che la riduzione degli estrogeni determina, in alcuni soggetti, riduzione della libido. Insomma, non disponiamo ancora della pillola ideale, ma senzaltro è stato fatto un importante progresso nella contraccezione.
Contraccettivi orali e cancro: benefici e rischi
Così sintitola un capitolo del prezioso volumetto Contraccezione estroprogestinica dopo il 2000. Scritto oltre che da Gian Benedetto Melis, da Stefano Lello, Cinzia Murgia e Anna Maria Paletti. Farne una sintesi è un vero peccato: conviene leggerlo per intero. Tuttavia, vi si esaminano:
- cancro dellendometrio. È stato dimostrato che, rispetto alle donne che non ne fanno uso, le donne che assumono contraccettivi orali per almeno un anno vedono ridotta in media del 50 per cento lincidenza del cancro allendometrio;
- cancro dellovaio. La protezione nei confronti del carcinoma dellovaio, il più letale di tutti i tumori genitali femminili, è uno dei più importanti effetti benèfici della contraccezione orale;
- cancro del colon-retto. Luso di contraccettivi orali è correlato con un effetto protettivo nei confronti dello sviluppo di tale cancro. Il rischio relativo (RR) globale ricavato da diversi studi caso-controllo è pari a 0,81;
- cancro della mammella. Alcuni studi iniziali riferiti alluso di pillole ad alto dosaggio di estrogeni hanno messo in evidenza un effetto protettivo dei contraccettivi orali nei confronti delle patologie benigne proliferative della mammella, limitatamente alle donne che ne fanno abitualmente uso o che da poco ne hanno interrotto lassunzione. [
] Complessivamente, il rischio relativo di cancro della mammella nelle utenti che fanno uso di contraccettivi orali è stato calcolato debolmente, ma significativamente più alto rispetto alle non utenti;
- carcinoma della cervice uterina. È stato ripetutamente sostenuto che il rischio di displasia e di carcinoma in situ della cervice uterina aumenta con luso di contraccettivi orali assunti per oltre un anno. Il cancro invasivo della cervice può incrementare dopo 5 anni di utilizzo, raggiungendo un rischio due volte o più elevato dopo 10 anni. Tuttavia, relativamente al rischio del carcinoma della cervice, è da segnalare che quelli che sono i fattori di rischio riconosciuti ormai da tempo per questa patologia (età del primo rapporto e numero dei partner) possono aver inficiato la validità di questi dati. Importante raccomandare la necessità di effettuare regolari e frequenti Pap test;
- cancro del fegato. Il più importante tra gli studi pubblicati non ha dimostrato unassociazione tra cancro del fegato e uso di contraccettivi orali e, inoltre, lincidenza dellepatocarcinoma non si è modificata negli anni di assunzione di contraccettivi orali. Questa, invece, è aumentata negli ultimi due anni in cui si è assistito a un incremento dellincidenza delle infezioni epatiche da virus B e C.
Fattori di rischio acquisiti per trombosi venosa
- Età
- Gravidanza e puerperio
- Interventi chirurgici
- Immobilizzazione
- Trauma
- Processi infettivi (cronici o acuti)
- Vene varicose
- Cancro
- Malattie croniche (cardiache, del collagene, dismetaboliche, obesità)
- Alterazioni del metabolismo lipidico e/o glucidico
Indirizzi utili
- Professor Gian Benedetto Melis
Clinica Ostetrica e di Fisiopatologia della Riproduzione umana
Università degli Studi di Cagliari
Via Ospedale, 46
09124 Cagliari
Tel. 070.652797-659891 Fax 070.668575
e-mail: gineca.gbmelis@tiscali.it
- Studio del Professor Melis
P.zza Martiri, 9
09124 Cagliari
Tel. 070.653296
- Professor Antonio Cianci
Clinica di ostetricia allOspedale Santo Bambino
Via Torre del Vescovo
95124 Catania
Tel. 095.7435510
- Pavia
Policlinico San Matteo
Clinica ostetrica e ginecologica dellUniversità di Pavia
P.le Golgi, 2
27100 Pavia
tel. 0382.501121-21-31 (centralino), 0382.503720-526215 (segretaria del primario) fax: 0382.423233-503146
- Genova
Azienda ospedaliera San Martino
Clinica e divisione ospedaliera ostetrico-ginecologica
Via Largo Rosanna Benzi, 10
16132 Genova
tel. 010.5551, 010.35371 (centralino), 010.5553605 (ufficio relazioni con il pubblico) fax: 010.3537645
- Pisa
Azienda ospedaliera
Ospedali riuniti Santa Chiara
Via Roma, 67
56126 Pisa
tel. 050.992111 (centralino), tel. 050.592487 (segreteria) fax 050.993346.
- Frosinone
Presidio ospedaliero Umberto I
V.le Mazzini
03100 Frosinone
tel. 0775.2071 (centralino), 0775.207247 (reparto) fax 0775.207223
- Bologna
Azienda ospedaliera Policlinico SantOrsola Malpigli
Via Albertoni, 15
40138Bologna
tel. 051.63631111 (centralino)
- Brescia
Azienda ospedaliera Ospedali civili
P.le Spedali Civili, 1
25123 Brescia
tel.030.39951 (centralino)
fax 030.303300
- Palermo
Azienda ospedaliera Policlinico Giaccone
Via del Vespro, 127
90127 Palermo
tel. 091.6551111 (centralino). Ginecologia I, padiglione interno tel. 091.6552021. Ostetricia I, padiglione interno tel. 091.6552084. Ostetricia e ginecologia 2, padiglione esterno tel. 091.6555685. Segreteria prof. Martorana tel. 091.6552061.
- Roma
Azienda Policlinico Umberto I
V.le del Policlinico, 155
00161 Roma
tel. 06.49971 (centralino), tel. 06.49970227,06.4959341 fax 06.4469832.
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