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Melanomi con il tempo contato

Minnie Luongo, N. 11 novembre 2003

Negli ultimi cinquant’anni il melanoma è aumentato progressivamente nella popolazione bianca di ogni parte del mondo, tanto da rappresentare il 4 per cento di tutti i tumori maligni nel Nord Europa e in USA. In Australia, per esempio, è una vera emergenza sanitaria, che arriva a contare una frequenza di 40 casi ogni 100.000 abitanti, mentre in Italia si registrano ogni anno circa 6.000 nuovi casi e oltre 1.200 decessi. Ecco il motivo per cui costituisce un’importante novità uno strumento nuovissimo, prezioso per la diagnosi del melanoma cutaneo: lo SpectroShade.
Che cos’è lo SpectroShade

Nel corso del recente convegno “Computer Imaging: uno strumento per la diagnosi del melanoma”, l’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano ha presentato una ricerca, avviata in collaborazione con la società europea Medical High Technologies (MHT) di Verona, per la diagnosi computerizzata delle lesioni cutanee pigmentate. Il nuovo sistema diagnostico si chiama SpectroShade e funziona grazie al software con rete neurale sviluppato dall’INT. Mediante tale strumento e un esame non invasivo effettuato dal medico, il paziente può avere una risposta immediata sulla natura dei nei sospetti.
“Il continuo aumento dell’incidenza dei melanomi e il lungo iter diagnostico fino a oggi necessario per l’individuazione di un’eventuale neoplasia stanno alla base del progetto di ricerca promosso dall’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano”, spiega il dottor Natale Cascinelli, direttore scientifico dell’INT. “Il sistema diagnostico che è stato elaborato, un software neurale, è il risultato dell’utilizzo di tecnologie innovative. Su una casistica selezionata abbiamo ottenuto un’accuratezza diagnostica pari all’80 per cento. Naturalmente, è necessaria un’ulteriore fase di studio su soggetti non selezionati, osservati presso altre strutture ospedaliere, per cercare di migliorare ancora il risultato ottenuto”.
L’identikit del melanoma cutaneo
La dottoressa Maria Teresa Baldini, della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, si occupa dello screening dei tumori della pelle. “Si può sospettare un melanoma quando un neo pigmentato assume un colore variegato (rosso, bianco o blu), con chiazze nere e marroni”, dice la Baldini. Determinanti le dimensioni, che di solito superano i 6 mm, con margini frastagliati, a “carta geografica”. Il melanoma tende a comparire tra 30 e 60 anni: nelle donne predilige le cosce (o, comunque, le gambe), negli uomini il tronco. Talvolta sembra un neo un po’ scurito, alle altre volte ha la forma a bottone. Quando è ulcerato e sanguinante, se ne deduce che è presente già da tempo”.
Il melanoma resta un tumore non comune, tuttavia negli ultimi due decenni la sua incidenza è aumentata notevolmente. Si verifica quasi esclusivamente nella popolazione di pelle bianca: in Italia la percentuale di incidenza media è di circa 5 casi ogni 100.000 abitanti, ossia ogni 3 ore.
Il fattore causale più importante per l’insorgenza dei melanomi è ritenuto l’esposizione ai raggi ultravioletti di media intensità. Esiste anche una predisposizione genetica, confermata dai dati statistici, che mostrano una più alta incidenza di melanomi in pazienti con precedenti familiari in parenti di primo grado.
Il tipico paziente a rischio di melanoma presenta una pelle chiara, scarsa di pigmentazione, e una ridotta capacità ad abbronzarsi, con una tendenza alle scottature solari, anche dopo brevi esposizioni.
Nei soggetti di età inferiore a 14 anni non risulta rischio di melanoma, eccetto i rarissimi casi che insorgano su nevo congenito gigante. Il melanoma si origina infatti da una lesione inizialmente benigna della cute, mentre altre volte compare addirittura su cute sana.
La sua asportazione chirurgica porta a guarigione definitiva, purchè la diagnosi, e conseguentemente l’intervento, siano attuati in fase iniziale. Nelle fasi invasive – metastatizzanti – questo è invece un tumore pressoché insensibile alle varie terapie note.
L’importanza della diagnosi
Sia l’American Cancer Society che la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori raccomandano che tutte le persone tra 20 e 40 anni si sottopongano a una visita dermatologica ogni 3 anni, per arrivare a una visita ogni anno per chi ha più di 40 anni. Oggi, infatti, lo specialista è in grado di diagnosticare la presenza di un melanoma allo stato iniziale anche nel 100 per cento dei casi. Ma troppi pazienti arrivano dal dermatologo quando la lesione è già troppo in là, spesso a causa di errati luoghi comuni. Prima fra tutte le convinzioni sbagliate, tuttora difficili da sradicare: i nei non si devono mai toccare, poiché un intervento chirurgico può portare a una trasformazione tumorale.
Presso l’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano sono state acquisite e corredate di referto istologico 793 lesioni melanocitiche, di cui 111 si sono rivelate melanomi. Sotto riportiamo l’attività svolta nel maggio 2003 con l’apparecchiatura MHT SpectroShade su lesioni cutanee pigmentate per la diagnosi automatizzata del melanoma.

  • Numero lesioni elaborate: 793
  • Melanomi (CM): 111
  • Invasivi: 97
  • In situ: 14
  • Non-melanomi (NM): 682

Un’approfondita elaborazione delle immagini multispettrali mediante un software dedicato ha portato all’estrazione di 75 differenti descrittori della lesione. Questi sono relativi al colore globale della lesione, al colore di eventuali sottoaree interne alla lesione e alla sua forma.
I descrittori estratti su tutto l’intervallo spettrale sono stati sintetizzati in sole 7 variabili attraverso il modello statistico dell’analisi fattoriale. Su una casistica predeterminata è stato sviluppato il modello di classificazione a reti neurali (RN), allo scopo di discriminare al meglio la popolazione dei melanomi da quella dei “non melanomi”.
La RN, costituita da 7 variabili di ingresso e 8 neuroni nascosti, è stata istruita con una serie iniziale di 396 lesioni scelte in maniera casuale tra quelle a disposizione, successivamente sottoposta a una verifica con altre 196 lesioni, e infine testata con ulteriori 201 lesioni. Complessivamente, l’accuratezza diagnostica è risultata dell’80 per cento, un valore paragonabile a quello di un clinico esperto nella capacità di discriminazione del melanoma dalle altre lesioni cutanee pigmentate.
Carcinomi cutanei: altri tumori maligni della pelle
Oltre al melanoma, bisogna ricordare i carcinomi, o epiteliomi cutanei, che comprendono i carcinomi basocellulari (che non metastatizzando praticamente mai, sono a malignità locale) e quelli spinocellulari, fortunatamente più rari, perché possono andare incontro a disseminazione metastatica se diagnosticati e trattati tardivamente.
Anche per i carcinomi è dimostrato un aumento di frequenza, e ciò è molto probabilmente dovuto agli effetti dell’esposizione solare eccessiva in soggetti predisposti. Infatti, tali tumori sono più frequenti nelle persone con pelle chiara, che non si abbronzano facilmente, e la loro comparsa è legata alla quantità cumulativa di luce solare assorbita dalla pelle durante la vita. Infatti, i carcinomi cutanei sono più frequenti in chi lavora all’aria aperta (marinai, agricoltori…) e in persone d’età avanzata.
Rispetto ai carcinomi spinocellulari, c’è da evidenziare che quelli basocellulari – molto frequenti, circa 50 volte più del melanoma – non risparmiano l’età adulto-giovanile (da 25-30 anni in su), e la loro insorgenza appare associata non tanto alla quantità cumulativa di radiazioni ultraviolette assorbite nella vita (come per gli spinocellulari), bensì alle ustioni/scottature solari riportate in età infantile. A detta degli esperti, il rischio di melanoma risulta essere analogamente associato non tanto alla quantità cumulativa di radiazioni assorbite dalla pelle, ma al numero di scottature solari subìte.

Meglio il bisturi o il laser?
Assieme al bisturi classico o all’elettrobisturi, per rimuovere un melanoma oggi c’è anche il laser Co2. La dottoressa Maria Teresa Baldini, che è specializzata in microchirurgia e chirurgia laser e coordina il Centro Medicina e Salute, illustra: “Il fascio di luce emesso dal laser agisce sui tessuti da trattare con estrema precisione, senza danneggiare in alcun modo le zone circostanti. I vantaggi del laser rispetto al bisturi sono presto detti: con il laser ultrapulsato viene emessa una sorgente di energia ad anidride carbonica, che permette di vaporizzare la parte superficiale della cute. Non a caso, il raggio è molto concentrato e consente di tagliare i tessuti con precisione, con un minor trauma chirurgico e, anche, senza sanguinamento. Questo tipo di intervento viene effettuato ambulatoriamente e in anestesia locale e, rispetto all’intervento “tradizionale” – ovviamente, quando è possibile optare per una delle due soluzioni – è senza dubbio più rapido, mentre il paziente guarisce più facilmente e con un minimo danno estetico”.

Come funziona lo SpectroShade
La combinazione tra lo SpectroShade e il sofware per l’analisi e l’elaborazione con rete neurale dei dati permette di acquisire immagini multispettrali della lesione cutanea e accertare le caratteristiche delle lesioni pigmentate. Le immagini digitali sono analizzate secondo i parametri relativi a dimensione, bordo, colore e asimmetrie di colore. Una particolare caratteristica tecnica dell’apparecchiatura realizzata dalla Medical High Technologies consiste nella capacità di acquisire immagini della lesione in una banda nel vicino infrarosso, vale a dire oltre le possibilità visive dell’occhio umano. I risultati finora ottenuti su un campione di 326 lesioni pigmentate sono già molto incoraggianti, con un’accuratezza diagnostica dell’82-83 per cento nel riconoscimento delle lesioni.
Per quanto riguarda la futura distribuzione, il MHT sta facendo sì che questo strumento diagnostico sia disponibile, massimo ai primi del 2004, in maniera da rendere il più capillare possibile la sua presenza sul territorio e, pertanto, ottimizzare l’accessibilità di tale tecnologia al maggior numero di utenti. Il piano di diffusione prevede la distribuzione dello strumento alle strutture ospedaliere (pubbliche e private), agli ambulatori di dermatologia e anche ai medici di base.

Indirizzi utili

  • Istituto Nazionale Tumori
    Via Venezian, 1 Milano
    tel. 02.2390384
  • Medical High Technologies MHT Italia Srl
    Via XX Settembre, 54/56 37129 Verona
    tel. 045.8011941-8002536 fax 045.8006195
    e-mail: info@mht.it
    www.mht.ch/mhtint/spectro.htm
  • Medicina e Salute
    Corso Concordia 12 20129 Milano
    tel. 02.76001600
    www.medicinaesalute.net

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