Esegui una ricerca

Informativa privacy

Apre il Pronto Soccorso di Humanitas

Dario Vascellaro, N. 12 dicembre 2003

Cinquemila metri quadrati dedicati all’emergenza, con 7 sale visita e 18 postazioni di osservazione, shock-room per la gestione contemporanea dei codici rossi, sala gessi e sala operatoria per piccoli interventi, locale di isolamento a pressione negativa, TAC, radiologia digitalizzata, 60 posti letto dedicati all’urgenza, 6 postazioni di Unità di Cura Coronarica e di Terapia Intensiva che si aggiungono alle 27 già presenti in ospedale. Sul fronte delle terapie oncologiche, un servizio di Radioterapia e Radiochirurgia di ultima generazione con due acceleratori lineari e una confortevole area di accoglienza per i pazienti in attesa di trattamento.
Humanitas cresce mettendo a disposizione dei cittadini due importanti servizi inseriti in un nuovo edificio di 15.000 mq. Il Pronto Soccorso di Alta Specialità (EAS), progettato e realizzato da Techint, servirà un bacino di almeno 300 mila abitanti di Milano e delle aree a sud del capoluogo con un flusso atteso di 60 mila pazienti l’anno. È inserito nella rete di Urgenza ed Emergenza della Regione Lombardia che può oggi contare su 13 strutture con caratteristiche di Alta Specialità.
“Con l’attivazione del Pronto Soccorso e della Radioterapia – spiega il presidente di Techint e Humanitas, Gianfelice Rocca – l’ospedale completa il suo percorso di crescita mettendo a disposizione del territorio nuovi spazi, competenze e tecnologie che rispondono a una importante richiesta di salute della popolazione. Attivando un centro di emergenza di alta specialità, Humanitas conferma la sua vocazione come sede di un polo clinico e universitario di rilievo nazionale. Per Humanitas un’ulteriore occasione di sviluppo della cultura medica e di crescita dei nuovi talenti nell’ottica di un vero teaching Hospital, valore insito nella mission di Humanitas”.
Il Centro di Emergenza di Alta Specialità
Il Pronto Soccorso di Humanitas è stato realizzato tenendo conto dei più avanzati modelli di costruzione e organizzazione per garantire la gestione ottimale del paziente. Le funzioni di alta specialità legate all’emergenza garantite da un’équipe multidisciplinare di 130 operatori (medici internisti e chirurghi, infermieri e tecnici specializzati) sono Medicina e Chirurgia d’urgenza, Rianimazione, Cardiochirurgia, Cardiologia Interventistica, Unità di Cura Coronarica, Chirurgia Toracica, Chirurgia Vascolare, Neurochirurgia e Traumatologia. A queste si aggiungono tutte le specialità già presenti nell’Ospedale Policlinico di Rozzano.
L’ospedale nell’ospedale
Il Pronto Soccorso di Humanitas è stato concepito come un vero ospedale nell’ospedale, un centro autonomo capace di soddisfare tutte le esigenze di urgenza ed emergenza grazie a un’équipe di 130 medici ed infermieri specializzati, spazi per diagnosi e terapia dedicati, un’area di degenza (capace di 8000 ricoveri l’anno) riservata ai pazienti che, una volta arrivati al Pronto Soccorso, hanno necessità di essere ricoverati. A rendere evidente la separazione tra l’attività d’urgenza e quella dell’ospedale è l’ingresso del Pronto Soccorso collocato sul retro di Humanitas, in via Perseghetto. Una struttura quindi separata, autonoma rispetto all’edificio esistente, anche se a esso funzionalmente collegata, in particolare con il Blocco Operatorio, Terapia Intensiva e Unità di Cura Coronarica. Grazie a questa organizzazione, i casi urgenti potranno essere trattati immediatamente, senza creare un impatto sulle prestazioni programmate dell’ospedale.
Il nuovo Servizio di Radioterapia e Radiochirurgia
Il piano terra della nuova piastra ospedaliera ospita anche la Radioterapia che occupa un’area di circa 800 metri quadrati, con tre bunker dedicati. La radioterapia è una disciplina basata sull’utilizzo di radiazioni ionizzanti e rappresenta una delle più importanti modalità di cura dei tumori; impiegata da sola (radioterapia esclusiva) o in associazione ad altre modalità terapeutiche (chirurgia e/o chemioterapia, ipertermia) può avere intento curativo o palliativo. La radioterapia in Humanitas utilizza le più avanzate tecnologie attualmente disponibili quali:

  • simulazione virtuale, costituita da una TAC dedicata e un sistema di tre laser mobili;
  • due acceleratori lineari, dotati di collimatore multi-lamellare statico e dinamico e dispositivo di verifica portale al silicio amorfo;
  • sistemi di immobilizzazione, riposizionamento e localizzazione dedicati per ogni distretto corporeo;
  • software per l’elaborazione dei piani di cura, con moduli per radiochirurgia stereotassica e tecniche di intensità modulata (IMRT);
  • software per la fusione di immagini provenienti da diverse modalità diagnostiche (RMN/PET/TAC);
  • sistema per la gestione computerizzata dell’intero processo radioterapico.

L’utilizzo di tali tecnologie permette di ottenere un’alta efficacia terapeutica contenendo al minimo gli effetti collaterali in virtù di una più precisa localizzazione e selettività delle zone da trattare.
Oltre all’ottimizzazione della qualità nel trattamento, grande attenzione è stata dedicata anche all’accoglienza e al comfort dei pazienti nelle aree di attesa e cura grazie all’utilizzo di colori innovativi, luci indirette e legno. Inoltre, allo scopo di rilassare il paziente, di fronte all’acceleratore, è presente una parete in tessuto elastico retroilluminata su cui vengono proiettate dinamiche variazioni cromatiche.
Con l’apertura dei nuovi servizi si conclude la seconda fase di sviluppo di Humanitas che ha previsto, dalla fondazione dell’ospedale, un investimento immobiliare complessivo di 160 milioni di euro finanziato da Reale Mutua Assicurazioni e dal Gruppo Techosp. Gli investimenti in tecnologie diagnostiche e terapeutiche sono di 60 milioni di euro con una media annua di 7 milioni di euro.
Accoglienza luci e colori
Il dimensionamento del Pronto Soccorso è stato calcolato in base agli accessi previsti valutati in circa 200 pazienti al giorno a regime. I flussi sono stati studiati nei minimi particolari in modo da evitare incroci e attese non necessarie: per questo le funzioni sono state ben suddivise, con aree dedicate. L’organizzazione è molto semplice e utilizzata in molti Paesi del mondo. I pazienti che giungono in Pronto Soccorso sono accolti e valutati rapidamente da un infermiere sulla base di protocolli opportunamente stabiliti: il sistema Triage. Attraverso metodi codificati (breve intervista del paziente, informazioni dal 118, informazioni da parenti o accompagnatori), viene individuato il problema principale e stabilito, in base alle condizioni d’urgenza, il livello di gravità e la priorità di ingresso in sala visita. A ciascun paziente viene attribuito un codice. Il codice Triage si esprime convenzionalmente con 4 codici di gravità, cui sono assegnati 4 differenti colori, allo scopo di dividere immediatamente i principali flussi di pazienti a seconda dell’urgenza. L’emergenza rossa, per i casi di estrema urgenza, ha un percorso diretto, immediato; il colore giallo per i casi potenzialmente molto gravi. Per loro l’accesso all’area critica è immediato in caso di peggioramento. Il colore verde, invece, per i casi apparentemente non gravi che devono essere trattati rapidamente per permettere il trattamento delle vere urgenze. I pazienti cui è assegnata una “priorità verde” hanno il maggior numero di postazioni dedicate, in modo da ridurre al minimo le attese. Infine, il colore bianco indica i casi che non hanno bisogno di un trattamento immediato e che vengono inviati in un’area ambulatoriale.
Gli interni e l’immagine
Come per l’Istituto Clinico Humanitas, realizzato circa otto anni fa, la scelta fondamentale di progetto per l’immagine coordinata degli interni del nuovo Pronto Soccorso è stata quella di concepire una struttura funzionale e tecnicamente efficiente, ma con un’identità spaziale architettonica accogliente e psicologicamente “friendly”, diversa dai caratteri spesso freddi, anche se funzionali, degli ambienti ospedalieri. La concezione dello spazio interno è stata fatta in base alle esigenze funzionali espresse da Humanitas, introducendo alcuni principi di forte differenziazione spaziale nel percorso di fruizione della struttura. Gli elementi principali di differenziazione sono stati le altezze, il disegno dei soffitti, la luce integrata e differenziata per zone, le finiture orizzontali e il colore degli elementi verticali.
L’importanza data all’ingresso, all’accettazione e alle zone di prima attesa conferma l’attenzione alla gerarchia degli spazi e dei percorsi come elemento centrale nella definizione di identità ambientale “friendly”.
Il richiamo concettuale all’Istituto Clinico Humanitas è chiaro, tuttavia nel nuovo Pronto Soccorso si è preferita una decisa semplificazione, evidente ad esempio nella tipologia e nei colori dei materiali utilizzati. Gli architetti hanno puntato su una struttura neutra per i materiali di base, sulla quale innestare liberamente una serie limitata di colori “forti” e decisamente poco “ospedalieri”, ma stesi solo su alcune pareti e senza funzione segnaletica. Ad esempio, il materiale di finitura delle porte è lo stesso in tutto l’edificio, per consentire maggiore flessibilità per gli eventuali cambiamenti interni che si renderanno necessari in seguito.
Sono state scelte coppie di colori caldi e freddi, ma comunque brillanti per caratterizzare gli spazi. Si tratta di idropitture e smalti facilmente ridipingibili in caso di necessità, che facilitano la manutenzione. Secondo un procedimento per contrasti, la scelta è caduta su tinte calde come l’arancione e il giallo e fredde come il verde acido e il blu. Per i pavimenti in PVC sono stati scelti colori “naturali” e “artificiali”, che contrastano in modo deciso con il bianco avorio delle strutture di base e con il colore delle pareti: blu, rosso mattone, grigio e beige.
Per quanto riguarda i materiali, sono stati scelti i laminati che nell’esperienza di Humanitas si sono rivelati vincenti dal punto di vista della durata e della facilità di manutenzione.
Nell’ottica della differenziazione e dell’integrazione alle strutture architettoniche è stato concepito l’intero progetto illuminotecnica, con particolare attenzione al rapporto qualità cromatica e consumo energetico. Sono state così evitate le sorgenti di tipo alogeno a favore di lampade fluorescenti a spettro caldo e luci indirette.
Una particolare attenzione è stata dedicata alla progettazione e alla realizzazione dello spazio che ospita la Radioterapia.
Qui predominano le luci indirette e l’inusuale pavimento in legno, che danno all’intero reparto una connotazione più “domestica” e meno medicale.
Di fronte al macchinario della Radioterapia è stata progettata una parete in tessuto elastico retroilluminata, sulla quale possono essere proiettate dinamiche variazioni cromatiche in ambiente a bassi livelli luminosi allo scopo di rilassare il paziente che si sottopone alle cure.

Indirizzi utili
Istituto Clinico Humanitas
via Manzoni, 56 20089 Rozzano (MI)
tel. 02.8224.1 (centralino); 02.224.8282-8224.8224 (prenotazioni visite)
www.humanitas.it

Torna ai risultati della ricerca