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Libro bianco dell’AIOM: seconda edizione

Cristina Mazzantini, N. 6/7 giugno/luglio 2004

Sono oltre il 50 percento le strutture oncologiche italiane che oggi rispondono ai criteri d’eccellenza perché hanno a disposizione le apparecchiature diagnostiche più sofisticate. Ovvero quelle in grado di identificare un tumore sin dai primissimi stadi di formazione. Infatti, ormai in Italia, la Tac spirale è presente in 9 centri su 10, la Risonanza Magnetica in 7 su 10, la PET, che nel 2001 era “in fase di acquisizione” in molte strutture, ora funziona nel 10 percento dei centri, la metà dei quali ha anche in dotazione un laboratorio di biologia molecolare. Solo tre anni fa questa percentuale oggi del 50 percento era ferma al 9,3 percento: in pratica meno di una struttura su dieci poteva considerarsi al top.
Ad attestare questa “accellerazione” sono i risultati del censimento 2003 di tutte le strutture oncologiche italiane, raccolti nella seconda edizione del “Libro Bianco” dell’oncologia italiana, finanziato dalla Novartis e presentato al CNR di Roma dai vertici dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) al ministro della Salute Girolamo Sirchia e a una platea affollata di giornalisti e medici.
Il nuovo volume tratteggia una realtà in grande evoluzione. Infatti si è osservato rispetto al precedente “Libro bianco” un aumento sensibile di posti letto in day hospital (più del 30 percento). Ma non solo a stupire piacevolmente è un dato la triplicazione dei servizi della terapia del dolore, assistenza psicologica e domiciliare, passati da 2 centri su 10 del 2001 agli attuali 7 su 10. In salita anche il numero degli infermieri specializzati (più 25 percento) e dei medici oncologi (più 6 percento); per molti camici bianchi è arrivato il sospirato contratto, con un calo del 60 percento dei precari (borsisti o dottorandi). Entrando nello specifico, i progressi maggiori si sono registrati al Sud, nonostante minori risorse e finanziamenti: nel 2001 nemmeno 7 strutture su 100 (6,7 percento) potevano contare su un’apparecchiatura diagnostica d’eccellenza, oggi è presente in una struttura su due.
“Con il nuovo volume, frutto di due anni di lavoro”, ha spiegato il professor Roberto Labianca, presidente dell’AIOM, “mettiamo a disposizione della comunità scientifica e istituzionale una miniera di dati aggiornati e aggregati per aree geografiche e regioni. Dati che non solo ridisegnano la mappa dell’oncologia italiana, ma ne testimoniano i cambiamenti che si sono ormai imposti e vanno radicandosi: dall’organizzazione delle competenze ai criteri di governance delle Istituzioni sanitarie, alla valutazione e comparazione dei rapporti costi-benefici, in considerazione delle risorse disponibili. In questa nuova edizione trovano quindi spazio capitoli riguardanti i centri di costo, l’organizzazione amministrativa-manageriale e farmacoeconomia”.
La nuova pubblicazione ha inoltre il merito di aver ampliato il campione delle strutture censite, passate da 280 a 319, un numero ormai vicinissimo a quello globale: i servizi di cura oncologica attualmente presenti nel nostro Paese sono infatti stimati in 400 unità. Questo, oltre a un confronto con il precedente censimento, offre la possibilità di considerazioni più pertinenti della realtà.
“Dal confronto con il primo censimento del 2001”, ha sottolineato ancora il professor Labianca, “spiccano i notevoli progressi delle strutture del Meridione, che hanno colmato il divario esistente con le altre zone del Paese, quando non l’hanno addirittura superato. È il caso della disponibilità di medici oncologi e di psicologi, un binomio fondamentale per assicurare cure e assistenza: il Sud ha scavalcato il resto del Paese con 4 oncologi (3,8) per struttura, contro i 3,6 del Nord e del Centro. Nel 2001 i rapporti erano invertiti le medie erano più basse ovunque. Gli psicologi sono invece 1,6 per struttura al Sud (erano 0,2 nel 2001) contro 1,3 del Centro e del Nord (erano rispettivamente 0,5 e 0,4 nel 2001)”.
Altri dati dimostrano la “riscossa” del Meridione: “Al Nord quattro strutture radioterapiche su dieci hanno posti letto, mentre al Sud sono quasi sei su dieci;”, ha puntualizzato il professor Carmelo Iacono, segretario nazionale dell’AIOM “la terapia del dolore, eseguita in due strutture su dieci nel 2001, oggi è somministrata nel 62 percento dei centri percentuale ormai simile a quella del Settentrione (67,5 percento). Considerando poi che nel 2001 le strutture oncologiche dov’era possibile seguire cicli di riabilitazione erano solo il 4 percento, cioè in un centro ogni venti e che oggi sono tre su dieci. Per cui è possibile riconoscere che i progressi sono da considerarsi rilevanti anche in questo ambito”.
In ogni caso ’la guardia’ contro il cancro rimane alta, come testimonia l’impegno dei 2.000 medici dei centri italiani che nel 2002 hanno effettuato 1.200.000 visite, 600 all’anno per ogni camice bianco, il 14,5 percento in più rispetto al 1999 ( più 400 visite per struttura), ricoverando per accertamenti o cure 300 mila persone, delle quali solo la metà, per fortuna, è risultata avere il tumore.
“Le strutture italiane”, continua il professor Marco Venturini, tesoriere AIOM, “hanno compiuti passi importanti anche per quanto riguarda l’archiviazione e la gestione elettronica dei dati clinici e l’informazione su internet: quasi la metà dei centri, precisamente il 48 percento utilizza una cartella parzialmente informatizzata; 3 centri su 10 hanno un proprio sito web, erano 2 su 10 nel 2001. In questo caso il progresso del Sud è notevole: i siti web delle strutture Meridionali sono addirittura triplicati passando da 1 a quasi 3 centri su 10 (dal 10,6 al 28,1 percento) ponendosi così al medesimo livello delle altre aree del Paese e scavalcando il Centro. Un segnale in più di come la forbice Nord-Sud si stia rapidamente restringendo, pur se rimangono molte cose da fare. Ad esempio la disponibilità di posti letto in day hospital: nel Meridione si registra un meno 30 percento rispetto al Nord e al Centro”.
A Roma, un giornalista del quotidiano “La Repubblica” ha domandato al ministro Sirchia, un parere sulla denuncia del professor Alberto Scanni, primario oncologo del “Fatebenefratelli” di Milano, che ha lamentato le pressioni dei direttori generali delle ASL per ridurre l’acquisto dei farmaci antitumore. Il Ministro ha rassicurato, il giornalista e tutta la platea rispondendo: “Non è pensabile ridurre i farmaci antineoplastici, ma servono linee guida da parte delle associazioni scientifiche, con protocolli terapeutici validati, altrimenti si rischia di avere casi come Di Bella. La questione milanese va risolta subito”. Un appello raccolto immediatamente dall’assessore lombardo alla sanità, Carlo Borsani, che ha scritto ai direttori delle Asl, ricordando che “un sempre più razionale utilizzo delle risorse è cosa assai diversa da un’interpretazione economicistica dell’assistenza sanitaria, errata dal punto di vista generale, ma ancora più inaccettabile nel campo specifico delle cure antitumorali”.
Dopo aver ribadito la necessità di non poter diminuire l’acquisto e la somministrazione dei farmaci innovativi, il professor Sirchia ha commentato i risultati del “Libro Bianco” dell’Aiom. “Buoni i risultati per la diagnosi e la cura dei tumori, grazie anche all’elevata professionalità dei nostri oncologi medici e al miglioramento dell’assistenza. Il Libro Bianco dell’Oncologia Italiana costituisce pertanto un valido strumento dal quale trarre informazioni aggiornate sulla realtà italiana in campo oncologico”. Ma accanto agli elogi il ministro non ha mancato di sottolineare che per quanto riguarda la prevenzione bisogna e si può fare di più. “Infatti solo il 50 percento di quanti dovrebbero sottoporsi a screening arriva alle strutture” ha ammesso Sirchia annunciando che entro tre anni si conta possa essere in funzione un nuovo sistema di prevenzione attiva organizzato con le Regioni. Con l’obiettivo di passare dal 50 percento di persone che oggi si sottopongono agli screening all’80 percento. Saranno infatti le strutture a chiamare pazienti per i controlli. “Accelerare sulla prevenzione”, ha aggiunto il ministro “è una delle priorità dell’accordo siglato con gli assessori regionali alla Sanità. Non appena sarà ratificato dalla Conferenza dei presidenti partiranno i tavoli tecnici sulla prevenzione di tumori, ma anche di malattie cardiovascolari e diabete”. Un emendamento al decreto legge sulle emergenze destina 40 milioni di euro alla prevenzione oncologica. Sirchia non ha perso l’occasione per confermare la necessità di proseguire le campagne sugli stili di vita. “La ricerca scientifica, che ha ridotto del 50 percento i decessi, pur se fondamentale, non basta. Dobbiamo continuare a martellare la gente, per ricordare che se si va avanti così, l’obesità infantile nel 2015 diventerà ingestibile. Quindi il mangiare sano, fare movimento, non fumare, evitare abusi alcolici, sono i presupposti per limitare l’insorgere dei tumori, che oggi colpiscono più di 250 mila persone l’anno”.
A conclusione dell’incontro romano è intervenuto il dottor Giacomo Di Nepi, Amministratore delegato di Novartis precisando: “La partecipazione a questo importante progetto è parte di un impegno complessivo della nostra azienda, volto a creare alleanze costruttive con le Istituzioni e la rete di centri oncologici italiani, per rendere il nostro sistema sanitario competitivo, al pari dei Paesi più avanzati, nella ricerca clinica.
Un numero sempre maggiore di centri di eccellenza, infatti, consente da un lato di rendere disponibili innovazioni terapeutiche ai pazienti italiani in tempo reale, dall’altro di attrarre sempre maggior risorse verso il settore della ricerca, chiave di sviluppo futuro per il nostro Paese”.

La genesi del libro bianco
Il progetto Libro Bianco è stato avviato dall’AIOM nel 1999 con l’obiettivo da un lato di censire tutte le strutture di oncologia medica operanti sul territorio nazionale e definire una mappa aggiornata delle attrezzature disponibili per la diagnosi e cura dei tumori, dall’altro di intraprendere azioni mirate di sviluppo e di miglioramento dell’intera rete.
Il primo Libro Bianco, pubblicato nell’ottobre del 2002, ha raccolto e messo a disposizione della Comunità scientifica e istituzionale i dati di 280 centri, censiti tramite un questionario appositamente strutturato. Il volume, presentato a Torino nel corso del IV Congresso Nazionale AIOM (v. Prevenzione Tumori nov/dic 2002), contiene informazioni dettagliate sulla disponibilità in ogni struttura di:

  1. attrezzature diagnostiche e terapeutiche;
  2. posti letto in ricovero ordinario e in day hospital;
  3. servizi di supporto (per esempio l’assistenza psicologica e terapia del dolore);

e su:

  1. organizzazione (personale sanitario, tecnico e amministrativo);
  2. presenza attiva delle associazioni di volontariato;
  3. livello di ricerca e di informatizzazione.

Nel 2003 l’Aiom ha proceduto al secondo censimento. Questa nuova analisi, confluita nel volume del 2004, fornisce l’indispensabile aggiornamento e il confronto preliminare con i dati relativi al 1999-2001.
In primo luogo c’è da registrare un ampliamento notevole del campione esaminato, passato da 280 a 319 centri e pertanto ormai vicino al numero complessivo dei servizi di cura oncologica attualmente presenti nel nostro Paese, stimati in 400 unità.
Ma nel contesto generale vanno segnalati anche i cambiamenti che si sono ormai imposti e vanno radicandosi: dall’organizzazione delle competenze alla pianificazione delle attività (la nascita dei Dipartimenti Oncologici) ai criteri di governance delle Istituzioni sanitarie, oggi basati anche, per non dire prioritariamente, sulla valutazione e comparazione dei rapporti costi-benefici, in considerazione delle risorse disponibili. ecco quindi che in questa nuova edizione hanno trovato spazio capitoli riguardanti i centri di costo, l’organizzazione amministrativa-manageriale e la farmacoeconomia.Per maggior informazioni rivolgersi all’AIOM, tel. 02/70630279 , www.aiom.it, via Noe, 23 - 20133 Milano.

Congresso mondiale di chirurgia endocrina e tumori
Dal 6 al 9 giugno 2004 a Roma presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore esperti provenienti da tutti i continenti parteciperanno al “Congresso mondiale di Chirurgia Endocrina” per definire lo stato dell’arte di questa branca della chirurgia, che si occupa di alcune tra le patologie più diffuse nella popolazione generale, e in particolare nelle donne. In tale occasione il professor Rocco Bellantone, Direttore dell’Unità Operativa di Endocrinochirurgia del Policlinico Gemelli e presidente del Congresso mostrerà la sua nuova tecnica mininvasiva di asportazione della tiroide a seguito di una diagnosi di tumore.
Nella popolazione generale l’asportazione della tiroide a seguito di diagnosi di tumore è uno degli interventi più eseguiti negli ospedali italiani. Il 70 percento dei casi riguarda le donne, la maggior parte delle quali in età fertile: l’incidenza di cancro per i noduli tiroidei solitari nei pazienti di età inferiore ai 25 anni raggiunge il 60 percento dei casi. In Italia il 10-12 percento della popolazione presenta alterazioni della tiroide e il problema è ancora più accentuato nelle regioni dove è presente il gozzo endemico, nelle quali risulta colpito anche il 30-40percento della popolazione. Si tratta dunque di un vero e proprio problema sociale.
Disporre di tecniche chirurgiche innovative come quella mininvasiva messa a punto dall’équipe del professor Bellantone consente non solo di ottenere risultati finali migliori da un punto di vista estetico (effettuando incisioni molto piccole si producono cicatrici minuscole) ma anche di ridurre notevolmente sia rischi ed effetti collaterali (più frequenti nelle tecniche tradizionali) sia i tempi di degenza. In quella sede il gotha della chirurgia endocrina mondiale si confronterà per definire lo stato dell’arte di questa branca della chirurgia (che si interessa delle patologie delle ghiandole, soprattutto tiroide, paratiroidi, surreni, mammelle e pancreas) avvantaggiandosi dell’applicazione di strumenti multimediali per lo scambio delle tecniche. Sono infatti numerose le sessioni che prevedono l’impiego di video, incluse delle “live surgery session” durante le quali i delegati potranno discutere e assistere in diretta ad interventi chirurgici effettuati in diverse parti del mondo come Tokio e New York.
Per il programma consultare il sito www.endocrinesurgery.it o chiamare la segreteria organizzativa Sistema Congressi Via Jappelli, 12 - 35121 Padova tel. 049.651699 fax 049.651320, e-mail: info@endocrinosurgery.it

Per saperne di più

Associazioni internazionali

  • American Cancer Society (http://www.cancer.org/)
    Contiene molte informazioni sulla prevenzione e il trattamento dei tumori oltre a notizie sulle iniziative dell’associazione.
  • BACUP (http://www.cancerbacup.org.uk/)
    Un ottimo sito britannico ricco di informazioni per i pazienti.
  • UICC (http://www.uicc.org/)
    L’Union Internationale Contre le Cancer promuove in tutto il mondo la ricerca sul cancro; fra le organizzazioni che ne fanno parte, vi è per l’Italia la Lega tumori.
  • ECL (http://www.uicc.ch/ecl/)
    European Cancer Leagues: fornisce informazioni sulle attività delle associazioni europee contro il cancro.
  • EORTC (http://www.eortc.be/)
    Il sito della European Organization for Research and Treatment of Cancer che coordina le principali ricerche terapeutiche europee.

Associazioni italiane:

  • AIOM (http://www.aiom.it)
    Il sito dell’ Associazione Italiana di Oncologia Medica. Informa sia gli operatori che non adetti lavori.
  • AISTOM (http://www.aistom.org/)
    Associazione Italiana Stomizzati: utili informazioni e servizi per i portatori di stomia.
  • AIMaC (http://www.aimac.it/)
    Associazione Italiana Malati Oncologici: disponibili on-line pubblicazioni informative sulle malattie tumorali e le terapie.
  • AIRC (http://www.airc.it/)
    Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro: informazioni sulle attività e articoli tratti dalla rivista Fondamentale.
  • Volontariato (http://www.volontariato.it/)
    È il sito di riferimento per trovare informazioni sulle associazioni di volontariato in Italia.
  • UGI (http://www.edv.it/UGI/)
    Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini: informazioni e servizi sull’oncologia pediatrica.

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