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L'IEO compie 10 anni
Monica Melotti, N. 10 ottobre 2004
Dieci anni di ricerca, di mete importanti, quasi inimmaginabili. Così lIeo, Istituto Europeo di Oncologia di Milano, ha festeggiato questo compleanno prestigioso, che non avrebbe potuto esserci senza la preziosa opera di Umberto Veronesi. Era il 1994 quando, dopo più di ventanni, lasciò la direzione dellIstituto Nazionale dei Tumori di Milano, per fondare, con capitali privati, lIeo, cercando una terza via tra la casa di cura speculativa e lospedale pubblico affetto da burocrazia. Un istituto convenzionato e fruibile da tutti, con una sua struttura di ricerca genetica. Una sfida che ha lanciato quando aveva quasi settantanni e che molti ritenevano velleitaria. E invece il professore ce lha fatta anche questa volta. La sua vita del resto è unavventura medica, durata quasi sessantanni, divisa tra entusiasmo e dolore, tra sfide importanti e critiche da parte del mondo accademico, ma che alla fine lha portato a essere un oncologo di fama internazionale, un uomo che ha fatto la storia nella ricerca per combattere il cancro.
Abbiamo raggiunto il 91% di guarigione per il tumore al seno grazie allintegrazione di chirurgia, radioterapia, ormonoterapia e chemioterapia, dice il professore Veronesi. E questo con la massima tutela possibile della qualità di vita: l89% delle nostre pazienti conserva il proprio seno e, grazie alla metodica del linfonodo sentinella, il 70% mantiene intatta anche lascella. Inoltre sono 700 le pazienti trattate con la nostra metodica di radioterapia intraoperatoria (la ELIOT, Electron IntraOperative Therapy), la casistica più ampia del mondo.
Una donna che ha un tumore al seno di piccole dimensioni oggi può, con un ricovero di due giorni, risolvere completamente il suo problema e ripresentarsi in ospedale solo per i controlli.
I successi scientifici
Con circa 3000 casi allanno lIeo è il centro che tratta il maggior numero di donne affette da tumore mammario nel mondo. In dieci anni abbiamo prodotto almeno dieci innovazioni (vedi box) che hanno inciso nella lotta al cancro a livello internazionale, continua Veronesi. Nellarea delle scoperte, la più significativa penso sia il gene P66 che ha gettato le basi per alcune importanti ricerche, oltre che allallungamento del 30% della durata della vita. Per quanto concerne la qualità di vita, lultima novità, emersa proprio in questi giorni, riguarda lefficacia del Trastuzumab, un farmaco intelligente per il tumore del seno. Dora in poi la lotta al cancro avrà come parola dordine lidentificazione del bersaglio. Sono diverse le armi in nostro possesso: limaging, che visualizza sempre più precisamente e precocemente ogni millimetro del nostro corpo, le eventuali microlesioni e addirittura le attività dei nostri organi, consentendo interventi sempre più mirati e meno invasivi; la biologia molecolare, che individua la struttura delle nostre cellule, le loro funzioni e soprattutto le loro disfunzioni, permettendoci di creare farmaci molecolari che vadano, letteralmente, a riparlarle senza distruggerle, e infine la conoscenza dei profili di rischio, persona per persona e organo per organo, che ci apre la via a interventi con nuovi farmaci sui precursori del cancro, vale a dire quelle anomalie cellulari che precedono linsorgere del processo tumorale.
Lotta al tumore dei polmoni
Uno screening di massa per diagnosticare il cancro del polmone, in fase precocissima, con la Tac spirale: questa è lultima iniziativa lanciata dallIeo. Il tumore ai polmoni è uno dei quattro big killer (gli altri tre sono: i tumori del seno, della prostata e dellintestino). Controlleremo ogni anno cinquemila grandi fumatori di età superiore ai 50 anni e li seguiremo per dieci anni, spiega Veronesi. Incominceremo la campagna di reclutamento nel mese di settembre, cerchiamo almeno cinque mila volontari. Unico difetto: lo screening sarà fruibile solo da chi abita a Milano o dintorni e non in tutta Italia. Lesame della Tac spirale sarà fatto dallIeo a un prezzo politico (90 euro), poiché il suo costo non è ancora coperto dal sistema sanitario. Liniziativa trova il ministro della salute Sirchia dubbioso proprio perché si tratta di uno screening costoso. Gli screening di massa non sono ancora tutti finanziati, forse non si è ancora capito che la vera prevenzione è quella che si fa sulla popolazione apparentemente sana. Dopo, a volte, può essere troppo tardi, commenta loncologo. Tutta
la popolazione a rischio, ovvero
i grandi fumatori (più di un pacchetto al giorno), dovrebbero sottoporsi a questo test. Labbinamento delle due tecnologie, Pet e Tac spirale, ha permesso di individuare
il 95% dei tumori al polmone allo stadio iniziale. A tale proposito abbiamo anche pubblicato uno
studio su «Lancet».
Gli obiettivi futuri
LIeo è un fiore allocchiello per tutto il Paese, un istituto scientifico che è sempre stato fedele al suo motto si cura meglio dove si fa ricerca. Per capirne la grandezza basta inanellare alcune cifre: 215.600 pazienti curati, 36.700 interventi chirurgici, 467.660 visite ambulatoriali, 1372 pubblicazioni su riviste scientifiche di livello internazionale. LIstituto si è presentato fin dalla sua inaugurazione come una realtà rivolta al futuro, trasformando la proiezione verso il domani, debolezza propria di qualsiasi neonato, in un punto di forza rivelatosi poi vincente. Appare infatti da subito sulla scena nazionale e internazionale come luogo davanguardia sotto tutti i punti di vista: larchitettura non ha nulla che faccia pensare
a un ospedale; lorganizzazione del lavoro punta alloperatività quasi senza gerarchie (anche se le responsabilità sono chiaramente distribuite); il rapporto col paziente beneficia della mancanza di abitudini da sradicare (lIstituto diventa agevolmente il primo ospedale senza fumo e senza dolore).
LIeo è stato per molti oncologi di rilievo un ricominciare da zero, racconta Alberto Costa, responsabile dellUnità operativa di Chirurgia generale senologica della Fondazione Maugeri di Pavia e con una lunga esperienza allIeo. Lasciate le proprie istituzioni di origine, spesso storiche (lIstituto Tumori di Milano, il Gustave Roussy di Parigi, lUniversity College di Dublino, lIARC di Lione, lNCI di Bethesda), il gruppo originario, beneficiando delle sinergie e delle interazioni reciproche e mettendo costantemente in discussione le convinzioni più radicate in oncologia, ha dato vita alle sorprendenti innovazioni che nel giro di pochi anni hanno fatto dellIstituto uno dei primi punti di riferimento mondiali nella ricerca e cura del cancro. Se lIeo è riuscito a vivere nel futuro per i suoi primi dieci anni, e tutto fa pensare che continuerà a farlo, è anche per la sua genetica predisposizione alla riuscita, ereditata evidentemente dai suoi ideatori (Veronesi e Cuccia) e qui intesa come valore positivo in quanto generatore continuo di idee, ipotesi, teorie e progetti. Come un atleta in corsa ha sempre avuto la testa molto più avanti delle braccia e delle gambe e ha caparbiamente lottato contro i limiti imposti dalle sue dimensioni scegliendo sempre di pensare in grande. Allinterno dei suoi spazi il tempo è stato fin dai primi giorni molto dilatato ma allo stesso modo molto concentrato. Gli esperimenti di laboratorio proseguono anche di notte e di domenica, ma le riunioni durano difficilmente più di unora. La velocità regola i ritmi di lavoro e accorcia i tempi dellaccumulazione delle conoscenze: in nove anni lIstituto è passato da 300 a 3.000 nuovi casi di tumore al seno curati annualmente, ottenendo il primato mondiale. Il fattore di impatto delle sue pubblicazioni scientifiche è passato nello stesso periodo da zero a 1.400. Nel frattempo lIstituto ha attirato un numero crescente di giovani, anche per periodi medio-brevi, dando spazio alle loro idee e nello stesso tempo beneficiando delle loro energie. Sulla base dellesperienza dei primi dieci anni, conclude Veronesi, siamo pronti a clonare lIstituto Europeo di Oncologia. Abbiamo imparato innanzitutto che la conoscenza dei meccanismi di degenerazione della cellula è il filo conduttore per la cura delle grandi patologie oncologiche, neurologiche e cardiovascolari. Esistono dunque le premesse scientifiche, oltre che organizzative, per costruire in Italia, a Milano, un polo sanitario che concentri istituti di ricerca e cura nelle diverse discipline, organizzati per condividere servizi, strutture di ricerca e tecnologie.
Dieci anni, dieci innovazioni
1. Il linfonodo sentinella nel trattamento del tumore del seno
La procedura del linfonodo sentinella nel trattamento chirurgico del tumore del seno è diventata standard internazionale con la pubblicazione dellagosto 2003 sul «New England Journal of Medicine». Questa si basa sullidentificazione del linfonodo più vicino al tumore e quindi sulla sua rapida analisi al fine di accertare se contiene cellule maligne. Ciò consente di procedere alla rimozione dei linfonodi dellascella solo quando è veramente necessario. I risultati di uno studio dellIEO dimostrano che, dopo 5 anni dalloperazione, le pazienti trattate con questa tecnica presentano una percentuale di guarigione del 98%, analoga o addirittura migliore rispetto a quella delle donne sottoposte a rimozione dei linfonodi dellascella.
2. Eliot, la radioterapia durante loperazione chirurgica
Eliot (Electron IntraOperative Therapy) è una tecnica radioterapica che permette di concentrare direttamente sul tumore alte dosi di radiazioni, in ununica somministrazione, durante loperazione chirurgica. A questo scopo viene utilizzato un acceleratore lineare mobile che può essere posizionato sul campo operatorio, dove emette una dose di radiazioni sovrapponibile alla dose totale somministrata tradizionalmente con la radioterapia esterna. Grazie a questa tecnica gli effetti collaterali e i danni ai tessuti sono decisamente ridotti.
3. La radioterapia conformazionale per il trattamento del tumore della prostata
Con la radioterapia conformazionale è possibile irradiare lorgano malato seguendo esattamente i contorni della massa tumorale, senza danneggiare i tessuti circostanti. Lesclusione delle cellule sane dal fascio radiante permette di aumentare le dosi di raggi concentrati sul tumore ben oltre i livelli raggiungibili con la radioterapia convenzionale, migliorando quindi lefficacia della cura. Utilizzata come alternativa allintervento chirurgico per i tumori intracapsulari della prostata, la tecnica ottiene risultati sovrapponibili alla chirurgia, con in più il grande vantaggio della conservazione dellorgano e della sua funzionalità.
4. TAC Spirale + PET per lanticipazione diagnostica del tumore del polmone
TAC Spirale e PET (Tomografia a Emissione di Positroni) sono due tecnologie avanzate di diagnostica per immagini, utili a individuare il 95% dei tumori del polmone allo stadio iniziale, quando sono operabili con un intervento conservativo e hanno prospettive di guarigione vicine all80%. La TAC Spirale del torace è infatti 10 volte più efficace rispetto alla radiografia tradizionale nellidentificare i noduli di piccoli dimensioni. Per i noduli sospetti nell87% dei casi la PET permette di decidere quali meritano una biopsia e quali no. La diagnosi precoce ottenuta con questi esami ribalta le prospettive di cura del tumore polmonare: il tasso di sopravvivenza a 5 anni passa dal 15 al 70%, la chirurgia diventa conservativa e spesso la chemioterapia si può completamente evitare.
5. Radioimmunoterapia: la tecnica avidina-biotina
La radioimmunoterapia è la cura dei tumori attraverso anticorpi carichi di radiazioni intelligenti che colpiscono le cellule maligne ma risparmiano quelle sane. I ricercatori dellIEO hanno ideato una tecnica, denominata avidina-biotina, grazie alla quale è possibile caricare di radioattività solo quegli anticorpi che si posizionano sul tumore. I tumori più sensibili a questo trattamento sono quelli cerebrali, in particolare il glioblastoma, e quelli dellovaio.
6. Il primo farmaco molecolare: lacido retinoico
Lacido retinoico è utilizzato nella cura della leucemia promielocitica, una forma di leucemia acuta molto aggressiva. Si tratta di una molecola in grado di ripristinare le funzioni della cellula leucemica, rieducandola a funzionare come una cellula sana, senza distruggerla. La terapia con acido retinoico ottiene la scomparsa della malattia nel 95% dei casi e lassenza di ricadute per almeno 5 anni nell80% dei casi.
7. Un nuovo farmaco intelligente per il tumore del seno
Il Trastuzumab, un farmaco di nuova generazione, ottiene una regressione della malattia, senza bisogno di essere associato a farmaci chemioterapici. Il Trastuzumab è un anticorpo creato in laboratorio, in studio da alcuni anni in tutto il mondo e utilizzato nelle pazienti con tumore avanzato. In passato era utilizzato senza tuttavia conoscerne esattamente il meccanismo dazione. Laver capito esattamente come lanticorpo svolge la sua azione antitumorale, permette ora di utilizzarlo anche nelle pazienti con malattia iniziale, con la sola condizione che presentino il recettore (HER2/neu), capace di legare il farmaco.
8. P66: il gene della longevità
I ricercatori del Dipartimento di Oncologia Sperimentale hanno scoperto un gene, il P66, che controlla la durata della vita. La sperimentazione condotta sui topi ha dimostrato che leliminazione di questo gene allunga la vita degli animali del 30%, rendendoli più resistenti allo stress ossidativo. Tali risultati stabiliscono pertanto un nesso diretto tra lo stress ossidativo e linvecchiamento. La scoperta apre una nuova via di ricerca basata sulla possibilità di allungare la durata della vita, importante per la cura anche di altre malattie degenerative tipiche della terza età come lAlzheimer, il Parkinson, laterosclerosi.
9. Il gene Myc e lorigine del cancro
La proteina Myc, un oncogene, cioè un responsabile del processo di formazione di tumore, può interagire con circa il 10% di tutti i geni della cellula umana, vale a dire con circa 3000 geni, svelando così uninaspettata complessità nella relazione fra le proteine che stanno allorigine del cancro e il genoma umano. Fra le migliaia di geni con cui si è scoperto che Myc può interagire, ve ne sono alcuni che hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo della malattia tumorale: la ricerca farmacologica si arricchisce dunque di nuovi target terapeutici. Se infatti verrà identificata una molecola, o più molecole, in grado di bloccare questi geni, si potranno ottenere potenti antitumorali.
10. Farmacoprevenzione: il Tamoxifen
LIEO è stato fra i primi centri al mondo a studiare come contrastare il processo di formazione del tumore prima che la malattia si manifesti. E qui si colloca il contributo fondamentale dellIstituto allo studio sullefficacia del farmaco Tamoxifen nel ridurre linsorgenza del tumore del seno in soggetti sani a rischio. Lanalisi globale sugli studi di prevenzione primaria su circa 50.000 donne, incluso lo studio italiano dellIstituto, conferma che il Tamoxifen riduce del 40% circa linsorgenza del tumore al seno e del 10% la mortalità nelle donne sane a rischio. Inoltre, per la prevenzione del tumore del seno in menopausa, lo studio (HOT: Hormones Opposed by Tamoxifen), promosso dallIstituto, concentra la sua attenzione sulle donne che assumono la terapia ormonale sostitutiva. Il principio è quello di abbinare alla terapia sostitutiva basse dosi di Tamoxifen per annullare il rischio di tumore del seno lievemente aumentato con lassunzione di ormoni.
Indirizzi utili
Istituto Europeo di Oncologia
Via Ripamonti, 432 - 20141 Milano
Tel. 02.574891 Fax 02.57489208
www.ieo.it
Fondazione Salvatore Maugeri
Via Ferrata, 4 - 27100 Pavia
Tel. 0382.5921 Fax. 0382.592081
www.fsm.it
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