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Linee guida, punto settimo
Cristina Sampiero, N. 10 ottobre 2004
Un viaggio nel viaggio. Nel numero scorso abbiamo iniziato a parlare delle bevande alcoliche premettendo che vista lampiezza dellargomento avremmo suddiviso il tema in più parti. Eccoci quindi a proseguire in questa seconda parte.
Differenze tra donne e uomini
Le donne, avendo un peso minore, minori quantità di acqua corporea e minore efficienza dei meccanismi di metabolizzazione dellalcol, sono più vulnerabili agli effetti dellalcool e, a parità di consumo, presentano unalcolemia più elevata, come riportato nella tabella a fianco.
I valori riportati sono calcolati prendendo in considerazione il peso di 70 kg per luomo e 60 kg per la donna. Lassunzione durante i pasti determina una diminuzione dellalcolemia allincirca pari a una U.A. Per ottenere i valori raggiungibili dopo i pasti bisognerà quindi diminuire di una unità il numero complessivo di U.A. ingerite.
La formula usata tiene conto del volume di alcol introdotto, del volume di acqua corporea e della capacità dellorganismo di eliminare lalcol.
Consumare con moderazione
In tabella è riportato anche, a titolo di esempio, un tentativo di indicare come varia il tasso di alcolemia, per uomini e donne, a seconda della quantità di alcol ingerita (U.A.) e del tempo trascorso dallingestione. Non è comunque possibile prevedere in maniera precisa quanto alcol troveremo nel sangue sulla base di quanto ne abbiamo ingerito.
In sostanza, gli inviti alla cautela e alla moderazione sono sempre doverosi quando si parla delluso di bevande alcoliche. È giusto però anche ricordare che, a quanto risulta da numerose ricerche, sembra che le persone abituate a un regolare e moderato consumo di bevande a bassa gradazione alcolica (vino e birra) tendano a vivere più a lungo e a presentare una minore incidenza di alcune malattie croniche rispetto a chi non beve o a chi lo fa in maniera eccessiva. E, indubbiamente, leffetto positivo più marcato di un moderato uso di bevande alcoliche a bassa gradazione è sulla cardiopatia ischemica (di cui linfarto del miocardio è molto spesso lesito terminale).
Effetti positivi
A questo proposito le diverse bevande alcoliche sembrano avere effetti diversificati, a parità di alcol ingerito: il vino sembra esercitare un ruolo protettivo maggiore di quello della birra, che a sua volta avrebbe un effetto protettivo superiore a quello degli altri alcolici. Queste proprietà sono state messe in relazione alle sostanze polifenoliche e antiossidanti, presenti soprattutto nel vino e in misura minore nella birra. Tali sostanze sono invece assenti, o meno rappresentate, nei superalcolici.
Ecco quindi spiegati, secondo questa ipotesi, i maggiori effetti positivi del vino. Ed è per lo stesso motivo che spesso si ritiene che il vino rosso abbia effetti superiori a quello bianco, anche se non esistono evidenze scientifiche a supporto.
Secondo altri studi, invece, il ruolo principale nella protezione dalle malattie cardiovascolari sarebbe da attribuire allalcol stesso.
Ma oltre alla composizione delle varie bevande, bisogna tenere in considerazione anche le modalità con le quali esse vengono consumate. Sembra dimostrato che il vino, e in misura ridotta la birra, potrebbero esercitare i loro effetti protettivi anche perché, nel rispetto della tradizione mediterranea, vengono consumati durante i pasti: questo fa sì che oltre al rifornimento di sostanze antiossidanti, si abbiano anche picchi alcolemici più bassi.
Quindi, una modica e regolare quantità di vino (o birra) al pasto potrebbe esercitare i propri effetti positivi senza esporre lorganismo ai pericolosi effetti tossici di dosi eccessive di etanolo. Ciò non toglie che, anche alla luce dellincessante aumento del sovrappeso e dellobesità tipico dellepoca moderna, sia bene ricordare che consumi voluttuari ipercalorici come quelli degli alcolici non sembrano comunque opportuni e non vanno incentivati.
È anche opportuno sottolineare ancora che tutto quanto detto sopra vale soltanto per consumi moderati, e che non appena lassunzione abituale di alcol supera i confini della moderazione, aumentano anche, con grande rapidità, i rischi connessi.
| Valori di alcolemia |
| Uomini, ore dall'assunzione |
Donne, ore dall'assunzione |
| U.A. |
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
U.A. |
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
| 1 |
0,13 |
0,01 |
0 |
0 |
0 |
1 |
0,23 |
0,10 |
0 |
0 |
0 |
| 2 |
0,38 |
0,26 |
0,14 |
0,02 |
0 |
2 |
0,57 |
0,45 |
0,33 |
0,21 |
0,09 |
| 3 |
0,63 |
0,51 |
0,39 |
0,27 |
0,15 |
3 |
0,92 |
0,79 |
0,67 |
0,56 |
0,44 |
| 4 |
0,88 |
0,76 |
0,64 |
0,52 |
0,40 |
4 |
1,26 |
1,14 |
1,02 |
0,91 |
0,78 |
| 5 |
1,13 |
1,01 |
0,89 |
0,77 |
0,65 |
5 |
1,61 |
1,49 |
1,37 |
1,25 |
1,1 |
Valori indicativi di alcolemia (g di alcol per litro di sangue) in funzione della quantità di alcol ingerito (espressa in U.A.) e del tempo trascorso dallingestione (in condizioni di digiuno).
Evidenziati i valori che superano i tassi consentiti dalla legge per la guida.
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