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Un problema sottovalutato
Maela Officio, N. 12 dicembre 2004
Un ambiente lavorativo malsano o il contatto con sostanze dannose possono provocare nei lavoratori, anche a distanza di anni, linsorgere di gravi patologie. Tra queste, purtroppo, i tumori, che nei paesi industrializzati non sono eventi sporadici, ma rappresentano una quota significativa di tutti i casi di malattia. Dato che la loro origine è legata allattività lavorativa vengono definiti professionali.
Riconoscere un tumore professionale è spesso difficile, a causa della lunga latenza tra lesposizione e la malattia, dellignoranza da parte delle strutture di cura dei rischi oncogeni in campo occupazionale, dellimpossibilità pratica di ottenere una dettagliata anamnesi professionale per una quota rilevante di malati di tumore. Tra i casi conclamati, più tristemente noti, ci sono quelli polmonari e, soprattutto, il mesotelioma maligno della pleura, legato alluso dellamianto. Delle caratteristiche di queste neoplasie occupazionali abbiamo parlato insieme al dottor Giuseppe Chiesa, responsabile della Sezione di Chirurgia Mini-invasiva dellUnità Operativa di Chirurgia Toracica di Humanitas Gavazzeni di Bergamo.
Dottor Chiesa che cosa si intende per tumore professionale?
Leziopatogenesi di un tumore può essere legata a vari fattori. Possono essere presenti fattori genetici e familiari che predispongono allinsorgenza di alterazioni delle cellule che portano allinsorgenza di una neoplasia. Tuttavia, le principali cause sono da ricercarsi nello stile di vita e nelle abitudini del singolo individuo e nellambiente che ci circonda. Il discorso sulle malattie professionali, e in particolare sulle neoplasie per le quali lambiente di lavoro rappresenta un rischio, si inserisce proprio allinterno di questo ultimo punto. Con il termine tumore professionale si intende quella neoplasia per la quale lambiente lavorativo rappresenta un fattore di rischio significativo a causa della presenza di sostanze potenzialmente cancerogene.
Quali forme neoplastiche a carico di polmoni o pleura sono considerate di origine professionale? Perché?
Per quanto riguarda il polmone, il carcinoma polmonare è da considerarsi la neoplasia che può avere una causa legata allambiente di lavoro, anche se spesso è difficile stabilire in soggetti fumatori quanto effettivamente incida in modo significativo la professione rispetto al tabacco; per la pleura è ampiamente dimostrato il legame tra ambiente di lavoro e inquinamento ambientale con il mesotelioma pleurico maligno.
La ragione per entrambi i tumori è determinata dalla presenza di sostanze tossiche e cancerogene presenti in alcuni ambienti professionali, soprattutto nellindustria.
Dal punto di vista clinico, i tumori professionali che colpiscono il polmone o la pleura presentano caratteristiche che li distinguono dai tumori di diversa origine?
Sostanzialmente laspetto clinico e quelli radiologici e strumentali non differiscono. Lunica peculiarità per i tumori di origine professionale è la possibile associazione di sintomi derivanti dalla presenza di sostanze tossiche che danneggiano larchitettura broncopolmonare.
Dopo quanto tempo si possono manifestare i primi sintomi?
I sintomi possono comparire anche dopo diversi anni dal contatto con gli agenti patogeni e tossici, infatti spesso solo unattenta anamnesi retrospettiva può permettere di stabilire un rapporto tra linsorgenza di una neoplasia pleuropolmonare e la professione e lambiente lavorativo del paziente.
Quali fattori hanno determinato un legame tra linsorgenza di questo tipo di cancro e lambiente?
Per quanto riguarda il mesotelioma pleurico è dimostrato il rapporto diretto tra lasbesto e linsorgenza di questa malattia. Gli ambienti di lavoro in cui viene trattata questa sostanza e i suoi derivati (industria tessile, industria dellamianto, ecc.) sono di fatto a rischio per linsorgenza dei tumori pleurici maligni. Non solo, pare che lamianto abbia una correlazione, anche se minore e meno diretta, con il carcinoma polmonare.
In questultimo caso, anche se il fumo rappresenta il maggiore responsabile dellinsorgenza di tale tumore, vari studi hanno dimostrato la correlazione tra inquinamento atmosferico e industriale e carcinoma polmonare.
Quanto influisce lambiente di lavoro?
Numerose ricerche hanno stimato che oltre il 15 percento di tutti i tumori polmonari sono associati allesposizione ad agenti patogeni nellambiente esterno e in quello di lavoro in modo specifico. È ampiamente dimostrato che lesposizione ai prodotti dellalluminio, arsenico, asbesto, prodotti del nickel, cromo, prodotti delle raffinerie e delle fonderie aumenta il rischio di sviluppare un tumore polmonare o pleurico. Così pure sono responsabili i prodotti radioattivi (uranio, radon).
È possibile che linsorgenza del tumore sia maggiormente legata alla natura della sostanza piuttosto che ai tempi o ai periodi di esposizione?
Linsorgenza del tumore è legata sia al tipo di sostanza sia alla quantità di sostanza assorbita o inalata, e quindi ai tempi e al periodo più o meno lungo di esposizione al fattore patogeno.
Quanto influisce il fumo di sigaretta nei casi di tumori professionali?
Sicuramente il fumo di sigaretta è il maggiore responsabile dellinsorgenza del carcinoma polmonare. In termini di malattie professionali si può intendere il cosiddetto fumo passivo. Se di certo le sostanze tossiche sopra citate rappresentano i maggiori fattori patogeni responsabili dellinsorgenza di neoplasia pleuropolmonare, in senso lato il fumo passivo in ambiente di lavoro potrebbe essere considerato un possibile fattore responsabile di malattia professionale. È stato ampiamente dimostrato da vari studi che il fumo passivo rappresenta una causa di insorgenza di tumore polmonare: per esempio le mogli di fumatori hanno un rischio di 1,3 volte maggiore di ammalarsi di cancro polmonare.
È possibile fare un elenco delle professioni a rischio e quantificare i livelli di pericolosità?
È sicuramente possibile stabilire le professioni a rischio, deducendole dalle sostanze responsabili dellinsorgenza di tumori pleuropolmonari già segnalate: le fonderie, le raffinerie, lindustria tessile, lindustria navale. Per quanto riguarda il mesotelioma pleurico, che ha unincidenza di mortalità assai elevata, i lavori a rischio sono rappresentati dallindustria che lavora lamianto e tutte le sostanze contenenti asbesto (industria tessile, industria navale, industria meccanica). Per fortuna, dal 1992, in Italia è stata proibita la lavorazione dellamianto.
In Italia, quanti sono i casi di incidenza e mortalità per neoplasia, sesso ed età, imputabili allambiente di lavoro? In che modo si potrebbe attuare una prevenzione dei tumori professionali?
Se in modo specifico vogliamo considerare il mesotelioma pleurico la cui maggiore incidenza avviene in persone che hanno avuto unesposizione occupazionale allasbesto, si tratta in realtà di una neoplasia rara che si presenta in 1-2 casi per milione di abitanti.
Purtroppo dato che il periodo di incubazione può variare da un minimo di 20 fino a 50 anni, e in considerazione dello sviluppo dellindustria navale, dellindustria manifatturiera dellamianto, delle fonderie e delle raffinerie fino ai primi anni Novanta del secolo scorso, dobbiamo aspettarci il picco di manifestazione di mesotelioma pleurico tra il 2010 e il 2020.
La prevenzione in particolare per il mesotelioma è stata attuata dal 1992, data di inizio della proibizione della lavorazione dellamianto e dei sui derivati manifatturieri.
Sicuramente la prevenzione nelle industrie e negli altri ambienti di lavoro deve essere attuata laddove si può in modo primario, annullando o riducendo al minimo la lavorazione o lemissione di sostanze tossiche e cancerogene. In altri casi è fondamentale la prevenzione secondaria rendendo edotti i responsabili e i lavoratori stessi dei rischi e quindi dei presidi che devono essere attuati per proteggere il lavoratore da eventuali danni professionali.
Quanti dei tumori che vengono diagnosticati ogni anno sono attribuibili ad agenti o sostanze cancerogene presenti nei luoghi di lavoro?
LIstituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro (ISPESL), con il Registro Tumori Lombardia, ha avviato da qualche anno la sperimentazione di una metodica alla quale è stato dato il nome di OCCAM (Occupational Cancer Monitoring, Monitoraggio dei tumori professionali) che incrocia i dati del registri tumori italiani con gli archivi INPS e INAIL. I primi risultati che sono stati recentemente pubblicati indicano i tipi di tumore che si sono presentati con rischio relativo significativamente più elevato nei diversi settori produttivi.
Tumore del polmone, novità dalla ricerca
Da una ricerca tutta italiana, coordinata dallOspedale Bellaria, Azienda USL di Bologna, insieme allIstituto Scientifico San Raffaele di Milano e al Policlinico Monteluce di Perugia, e pubblicata nei giorni scorsi sul «Journal Of The National Cancer Institute», arrivano delle importanti novità che riguardano la cura del tumore polmonare non a piccole cellule.
La ricerca, coordinata da Federico Cappuzzo, medico del Dipartimento di Scienze Oncologiche dellOspedale Bellaria, ha consentito di identificare fattori biologici correlati alla sensibilità verso un nuovo farmaco (Gefitinib), oggi ancora in fase sperimentale e dunque non in commercio, che si è dimostrato particolarmente efficace in un determinato gruppo di pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule, la principale causa di morte per cancro in Italia.
Liniziativa si inserisce in un progetto di studio sul tumore del polmone in corso da anni presso lOspedale Bellaria nellUnità Operativa di Oncologia Medica diretta da Lucio Crinò, in collaborazione con la Radioterapia diretta da Giampiero Frezza e la Chirurgia Toracica diretta da Maurizio Boaron. Progetto che riceverà nuovo impulso, grazie al contributo di 80.000 euro che lAssociazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha assegnato a una ricerca triennale sulle terapie biologiche del tumore del polmone, che si svolgerà interamente presso lAzienda ASL di Bologna. Lobiettivo è studiare le modalità di crescita specifiche del tumore polmonare e della trasmissione dei segnali per la proliferazione delle cellule tumorali, e dellattività dei farmaci che inibiscono tale proliferazione.
Indirizzi utili
Istituto Humanitas Gavazzeni, Chirurgia Toracica Mini-invasiva (dottor Giuseppe Chiesa)
Via Mauro Gavazzeni, 21 - 24125 Bergamo
Tel. 035.4204111 Fax 035.322376
www.gavazzeni.it
ASO S. Giovanni Battista Molinette, U.O. di Oncologia Medica
Corso Bramante, 88 - 10126 Torino
Tel. 011.6335743 Fax 011.6335189
www.molinette.piemonte.it
Azienda Ospedaliera Spedali Civili, Cattedra di Oncologia
Piazza Spedali Civili, 1 - 25100 Brescia
Tel. 030.260410; 030.39951 Fax 030.396760
Azienda Ospedaliera Careggi, Chemioterapia Oncologica
V.le Morgagni, 65 - 50134 Firenze
Tel. 055.4277111; 055.4277266 Fax 055.4379930
Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori - IRCCS, Oncologia Medica
Via Venezian, 1 - 20133 Milano
Tel. 02.23901 Fax 02.23902715
www.istitutotumori.mi.it
Ospedale S. Raffaele IRCCS, Polo Universitario, Cattedra di Oncologia Medica - Medicina Generale II
Via Olgettina, 58 - 20132 Milano
Tel. 02.26431
www.fondazionesanraffaele.it/JumpCh.asp
Fondazione Maugeri
Via Ferrata, 8 - 27100 Pavia
Tel. 0382.5921
www.fsm.it
Azienda Ospedaliera di Padova, Divisione di Oncologia Medica
Via Giustiniani, 3 - 35128 Padova
Tel. 049.8211111; 049.8212970 Fax 049.8212989
Azienda Ospedaliera Padova Ospedale Civile, Istituti Universitari, Sezione di Oncologia c/o Dipartimento di Scienze Oncologiche Chirurgiche
Via Gattamelata, 64 - 35128 Padova
Tel. 049.8071859 Fax 049.807289
Ospedale Civile Maggiore Borgo Trento, Divisione Clinicizzata di Oncologia Medica
Piazzale Stefani, 1 - 37126 Verona
Tel. 045.8071111; 045.8072351 Fax 045.8341277
Azienda Ospedaliera S. Martino, Oncologia Medica I
L.go Rosanna Benzi, 10 - 16132 Genova
Tel. 010.5551; 010.5600668 Fax 010.5600850
Azienda Ospedaliera Umberto I, Clinica Universitaria di Oncologia Medica, Sede Torrette
Via Conca - 60020 Ancona
Tel. 071.5961; 071.5964274 Fax 071.5964837
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