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Linee guida 2003: il nono punto (parte quarta)
Cristina Sampiero, N. 6/7 giugno/luglio 2005
Gli adolescenti rientrano sicuramente nella categoria di individui per cui le Linee Guida prevedono consigli speciali.
Continua così, anche questo mese, il nostro viaggio alla scoperta di semplici ma essenziali regole per crescere in salute e coscienza alimentare.
Viene definito "adolescenza" quel periodo della vita che è compreso fra la pubertà e l'età adulta (dai 12 ai 18 anni circa). È un'età molto delicata, in quanto caratterizzata da importanti mutamenti fisiologici: accelerato accrescimento staturale, maturazione delle proporzioni del corpo, ecc. In questa fase l'organismo va incontro ad una crescita particolarmente rapida, e quindi presenta bisogni in energia e nutrienti molto elevati, soprattutto riguardo alle proteine, al ferro, al calcio e alle vitamine A, C e D.
Un'attenzione speciale va posta alle ragazze adolescenti, le quali hanno bisogno di essere ben alimentate sia per lo sviluppo tipico di questa fase della vita che per i futuri stress della gravidanza.
Per esempio, nelle adolescenti il fabbisogno in ferro e quello in calcio aumentano rapidamente fino ai livelli dell'adulto: una loro insufficiente copertura comporta il rischio della comparsa di anemie da carenza di ferro e di una ridotta mineralizzazione dello scheletro, tale da rendere precoce e più grave l'osteoporosi dell'età matura.
Invece, è proprio in questa età che spesso i giovani, o per il desiderio di affermare la propria nascente personalità o per quello di dimagrire in maniera eccessiva o di uniformarsi a "mode" alimentari o estetiche non adeguate, adottano schemi alimentari disordinati e squilibrati, spesso tanto ristretti o tanto monotoni da comportare la carenza di nutrienti indispensabili. Non è un caso, infatti, che in Italia siano proprio le adolescenti a far riscontrare, fra tutti i gruppi di età, i più bassi livelli di consumo relativamente al calcio e al ferro, con tutti i rischi illustrati.
È quindi opportuno che sia esercitata una sorveglianza nutrizionale specifica su questi punti.
In linea generale sono da consigliare caldamente il consumo di latte e yogurt, meglio se parzialmente scremati, un frequente apporto di ortaggi e frutta, pesce, carni magre, legumi e lo svolgimento abituale di una buona attività fisica. Anche in questa fascia d'età è da sconsigliare un eccessivo ricorso agli alimenti tipici del "fastfood" all'americana.
Come comportarsi
- Evita di adottare - al di fuori di ogni controllo - schemi alimentari particolarmente squilibrati e monotoni, solo perché "di moda":
- Fai particolare attenzione a coprire i tuoi aumentati bisogni in ferro e calcio: seguire alcune tendenze in voga presso i giovani, che portano ad escludere dalla dieta alimenti come carne e pesce (ottime fonti di ferro) e latte e derivati (ottime fonti di calcio), rende molto difficile questa copertura e quella della vitamina B12, non trovando peraltro giustificazioni scientifiche.
Anoressia
Patologia caratterizzata da perdita dell'appetito e progressivo rifiuto del cibo e talvolta anche dell'acqua. Essa può avere diverse cause; può essere organica, e costituire una manifestazione di gravi malattie, come alcune forme di cancro e l'ipertiroidismo, o essere concomitante a forme di gastrite, all'alcolismo, o ad alcune affezioni associate all'AIDS. L'anoressia determina, se si protrae nel tempo, carenze nutrizionali; può condurre a uno stato di vera e propria malnutrizione.
In questa patologia si ha un'errata immagine del corpo: sempre inadeguato e in sovrappeso; inizialmente è possibile non accorgersi della malattia perché il soggetto sembra seguire una dieta dimagrante e perché, in presenza di altri, l'anoressico può cibarsi, ma per "non ingrassare", può successivamente, provocarsi il vomito.
Bulimia
Disturbo dell'alimentazione in cui il paziente sembra colpito da fame insaziabile e ingerisce alimenti in grande quantità e in modo non bilanciato. In molti casi dopo il pasto si provoca il vomito o assume lassativi, allo scopo di ingerire nuovamente cibo; in altri casi, la bulimia può alternarsi con periodi di anoressia, in cui il soggetto rifiuta il cibo.
Il quadro psicologico rivela un'eccessiva attenzione per la forma fisica e la necessità di ingerire grandi quantità di cibo, sembra correlata al desiderio di placare stati ansiosi e solitudine; il vomito e l'uso di lassativi, entrano in gioco per il desiderio di mantenere il peso corporeo e per nascondere agli altri l'ingrassamento (e quindi il disturbo).
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