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Un vaccino italiano contro la leucemia mieloide cronica
Lara Bettinzoli, N. 8/9 agosto/settembre 2005
Il Glivec e l'Interferone sono i principali farmaci utilizzati nella cura
della leucemia mieloide cronica, un tumore del midollo osseo. In particolare
il Glivec, una molecola in grado di colpire selettivamente le cellule leucemiche,
ha prodotto negli ultimi cinque anni risultati straordinari, inducendo in moltissimi
pazienti un'ottima riduzione di malattia. Tuttavia, con il solo impiego di
questo farmaco è raro osservare la completa e totale scomparsa delle
cellule tumorali e quindi, in definitiva, la "guarigione" del paziente.
Ad integrare
queste già consolidate cure, si aggiunge un nuovo vaccino,
oggi in fase di sperimentazione, progettato dall'équipe della professoressa
Monica Bocchia dell'Unità Operativa di Ematologia del Policlinico Santa
Maria alle Scotte di Siena, diretta dal professor Francesco Lauria.
Questo vaccino,
basato su una proteina tumorale che insegna alle difese del corpo ad attaccare
le cellule malate, è riuscito a dare la completa
remissione dalla malattia in cinque dei sedici pazienti su cui è stato
testato, mentre negli altri ha permesso una significativa riduzione della malattia
residua.
«Si tratta di un vaccino peptidico», spiega Monica Bocchia, coordinatrice
dello studio, «composto cioè da piccole molecole proteiche, chiamate
appunto peptidi, che stimolano i linfociti dei pazienti vaccinati, in modo
da riconoscere le cellule leucemiche ed eliminarle . I nostri dati preliminari
indicano che il vaccino, insieme alle cure convenzionali, potrebbe favorire
la scomparsa della malattia residua ».
È stata iniettata una dose
di vaccino ogni due settimane, per sei volte e questo ha permesso la progressiva
riduzione della malattia.
Alla luce dei promettenti risultati, riconosciuti
dalla comunità scientifica
internazionale, la sperimentazione entrerà nei programmi terapeutici
del Gruppo Cooperatore Nazionale per lo studio della leucemia mieloide cronica,
a cui aderiscono tutti i centri ematologici italiani.
Professoressa Bocchia, lei e il suo gruppo di ricerca state sperimentando
un nuovo vaccino contro la leucemia mieloide cronica. In cosa consiste questo
vaccino e come agisce?
Il vaccino consiste in piccoli "pezzetti" (peptidi) derivati dalla proteina
P210, una proteina anomala che è presente in tutte le cellule leucemiche
della leucemia mieloide cronica. Tali peptidi, somministrati sottocute insieme
a sostanze stimolanti il sistema immunitario (adiuvanti immunologici), sono
in grado di "insegnare" ai linfociti T del paziente a riconoscere e distruggere
le cellule che contengono la P210. In questo senso il vaccino è una
terapia "immunologica" (perché stimola i linfociti), "specifica" (perché agisce
solo contro le cellule malate) e "attiva" (perché i linfociti anti-leucemia
stimolati dal vaccino perdurano nel tempo).
Quando è iniziata la sperimentazione e su quanti pazienti colpiti
da leucemia mieloide cronica è stato sperimentato questo vaccino?
La
ricerca pre-clinica in laboratorio è iniziata più di 10 anni
fa, ma lo studio sui pazienti è iniziato circa tre anni fa. Nel lavoro
pubblicato su "The Lancet" abbiamo trattato 16 pazienti i quali, nonostante
una prolungata terapia convenzionale (imatinib-Glivec o Interferone), presentavano
ancora una malattia minima ma misurabile e stabile (cioè non più in
ulteriore miglioramento). Tutti questi pazienti, in aggiunta alla loro terapia
già in atto, sono stati sottoposti a sei vaccinazioni e in circa la
metà di essi abbiamo osservato una riduzione sensibile della malattia
residua (ottenimento di una risposta citogenetica completa) e nel 30% di essi è stata
documentata la scomparsa totale delle cellule leucemiche, anche con indagini
molto sofisticate di biologia molecolare (risposta molecolare completa).
Quali sono le terapie oggi disponibili per la cura della leucemia mieloide
cronica? Il vaccino viene utilizzato in associazione alla terapia convenzionale?
La
leucemia mieloide cronica è una forma di leucemia che inizia con
una fase piuttosto indolente e cronica della durata media di quattro anni,
ma che, se non opportunamente trattata, si trasforma inesorabilmente, in tutti
i pazienti, in una leucemia acuta molto resistente e a prognosi sfavorevole.
Ad oggi si guarisce da leucemia mieloide cronica solo dopo trapianto di midollo
osseo da donatore compatibile, un'opportunità terapeutica riservata
a pochi e ancora piuttosto rischiosa. La leucemia mieloide cronica presenta
però una caratteristica molto speciale, ossia un'alterazione genetica
(il cromosoma Philadelphia) in tutte le cellule leucemiche, che dà origine
ad una proteina anomala, la P210. Questa proteina, presente esclusivamente
nelle cellule malate, è responsabile della loro trasformazione leucemica,
ma proprio perché non è presente in nessuna delle altre cellule
del nostro corpo, rappresenta un bersaglio molto specifico per colpire le cellule
leucemiche stesse. Infatti, il Glivec (imatinib), l'attuale terapia più efficace
nella leucemia mieloide cronica, agisce proprio legandosi specificatamente
alla P210, inibendone la funzione e determinando la morte cellulare. Tuttavia
il Glivec, nonostante sia in grado di ridurre notevolmente il numero di cellule
leucemiche, solo di rado è in grado di farle scomparire completamente
e pertanto la maggior parte dei pazienti in trattamento con questo farmaco,
presenta una malattia minima residua che può teoricamente determinare
la ripresa della leucemia. Alla luce di questa considerazione, una terapia
alternativa che possa colpire le cellule leucemiche residue, da aggiungere
al Glivec, è auspicabile.
Obiettivi futuri?
A breve partirà uno studio di vaccinoterapia, che coinvolgerà tutti
i centri ematologici italiani che afferiscono al GIMEMA Working Party per la
Leucemia Mieloide Cronica, ai fini di permettere a tutti i pazienti che presentano
malattia residua durante terapia convenzionale, di accedere a questa opzione
terapeutica. Nel nostro centro, sono inoltre in corso studi pre-clinici di
vaccini per altre forme di leucemia, che potranno nei prossimi anni essere
impiegati nei pazienti.
Vaccini antitumorali
«Un vaccino», spiega la professoressa Bocchia, «è generalmente
inteso come una sostanza, spesso costituita da componenti virali o batterici,
che una volta iniettata sottocute nell'organismo, è in grado di stimolare
il nostro sistema immunitario e di proteggerci da un eventuale attacco di quel
virus o batterio di cui il vaccino è costituito. I vaccini antitumorali,
attualmente in sviluppo anche per molte neoplasie di altra natura, sfruttano
questo meccanismo cercando di "istruire" il sistema immunitario a riconoscere
le cellule tumorali e quindi eliminarle. Lo scopo di un vaccino antitumorale
non è, al contrario di un vaccino antinfluenzale per esempio, quello
di "prevenire" l'insorgenza di una neoplasia, ma piuttosto quello di eliminare
le cellule tumorali che inevitabilmente residuano dai trattamenti chemioterapici
convenzionali, prevenendo in questo modo la "ripresa" del tumore. Il vaccino
impiegato nella leucemia mieloide cronica, è il primo sviluppato in
ambito delle leucemie, ma al momento sono in sperimentazione vaccini per altre
neoplasie ematologiche (linfomi e mielomi) e per molte altre neoplasie solide
(tumori della prostata, del polmone, della cute etc.)».
Il sangue bianco
Il termine "leucemia" significa letteralmente sangue bianco e rientra, per
le sue caratteristiche, nella categoria delle patologie definite tumori. Caratteristica
comune alle altre neoplasie è la rapida e incontrollata proliferazione
di cellule maligne; queste invadono il sangue e tanti altri tessuti del corpo
umano. Esistono diversi tipi di leucemia a seconda che la malattia colpisca
il midollo osseo, le linfoghiandole o la milza, in altre parole tutti gli organi
che partecipano alla produzione delle cellule che circolano nel sangue: i globuli
bianchi, i globuli rossi e le piastrine. A seconda del tipo di cellula interessata
si distinguono le leucemie linfatiche, che originano dai linfociti, e le leucemie
mieloidi, che invece colpiscono i granulociti e i monociti. Inoltre, a seconda
di come la malattia si manifesta, si distinguono forme acute e forme croniche.
Tra le forme acute, le leucemie mieloidi sono più frequenti nell'adulto,
le linfatiche, invece, nei bambini. Esistono forme croniche sia mieloidi che
linfatiche.
La leucemia mieloide cronica
«La leucemia mieloide cronica è una delle forme più comuni
di leucemia», spiega la professoressa Bocchia, «che colpisce più frequentemente
gli adulti (l'età media di insorgenza è 50 anni), ma che si osserva
anche nei soggetti giovani. È una neoplasia del sangue causata da un'anomalia
genetica (il cromosoma Philadelphia) che si forma nelle cellule staminali del
midollo osseo; quest'anomalia produce un gene alterato che a sua volta induce
un'incontrollata proliferazione e un'alterata maturazione delle cellule midollari,
che poi si traduce in un evidente aumento dei globuli bianchi circolanti nel
sangue, spesso associato ad un sensibile ingrossamento della milza.
La fondazione GIMEMA
Il Gruppo Cooperativo GIMEMA (Gruppo Italiano
Malattie Ematologiche dell'Adulto), a cui aderiscono oltre cento Centri di
ematologia, è stato fondato nel
1982 da sette eminenti ematologi italiani, su proposta del professor Mandelli
e opera in Italia dai primi anni ottanta con lo scopo di migliorare le conoscenze
nell'ambito della diagnosi e della terapia, delle malattie ematologiche dell'adulto.
Dal 1998, le attività del Gruppo vengono promosse e sostenute dalla
Fondazione GIMEMA ONLUS. La Fondazione, sotto la presidenza del professor Mandelli,
coordina le attività di ricerca nel campo dell'Ematologia in Italia,
sia direttamente, attraverso la progettazione e realizzazione di sperimentazioni
cliniche spontanee, sia instaurando collaborazioni con altri gruppi nazionali
ed europei (AIEOP, GITMO, EORTC, PETHEMA, MRC, LALA). Da pochi mesi, è entrato
a far parte del GIMEMA anche il Gruppo Cooperatore Italiano per lo Studio della
Leucemia Mieloide Cronica (coordinato dal professor Michele Baccarani), un
gruppo fondato dal professor Sante Tura, al quale aderiscono circa cinquanta
centri ematologici italiani e che per oltre vent'anni ha promosso tutti gli
studi clinici nazionali riguardanti la leucemia mieloide cronica.
www.gimema.org
La fabbrica del sangue
Il midollo osseo è contenuto nella parte spugnosa di molte ossa del
corpo e può essere definito la fabbrica del sangue del corpo umano,
in quanto in un solo minuto produce decine di milioni di cellule specializzate,
future cellule del sangue e cellule staminali, in grado di rinnovare se stesse
e di dare origine a tutte le altre. Senza midollo osseo potremmo vivere solo
pochi giorni. Per questo in presenza di patologie, o di terapie aggressive
che lo spopolano, si ricorre al trapianto, grazie al quale il midollo distrutto
o alterato viene sostituito con quello sano, prelevato da un donatore geneticamente
compatibile.
Come diventare donatori di midollo osseo
Possono iscriversi al registro
dei donatori volontari di midollo osseo tutte le persone sane, non affette
da malattie del sangue o da varie forme infettive, di età compresa tra i 18 anni (per motivi legali) e i 40 (per motivi
medici): per dare la propria disponibilità è sufficiente sottoporsi
al prelievo di un campione di sangue (tipizzazione HLA) i cui risultati vengono
poi inseriti nel Registro Italiano Donatori Midollo Osseo IBMDR, che ha sede
presso l'Ospedale Galliera a Genova. In caso di generica compatibilità con
un paziente, il donatore verrà chiamato per ulteriori controlli: solo
se risulterà completamente compatibile potrà essere sottoposto
al prelievo. Il prelievo (in anestesia generale) viene eseguito in un centro
trapianti: dura, di solito 30-40 minuti e non comporta dolore, danno o menomazioni
al donatore; difatti il midollo prelevato si riforma spontaneamente (analogamente
a quanto avviene per il sangue) in 15-20 giorni. Non è necessaria l'assunzione
di farmaci né prima né dopo la donazione.
Policlinico Santa Maria alle Scotte
Azienda Ospedaliera universitaria senese,
Siena
L'Azienda Ospedaliera è situata in località Le Scotte, viale
Bracci, 16.
Centralino: 0577.585111 Fax: 0577.586199 Prenotazioni/informazioni: 0577.585.858-689-518
Sito internet: http://www.ao-siena.toscana.it/
Centro Unico di Prenotazione (C.U.P.)
Tunnel d'ingresso
Apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì,
8.30-17.30; sabato: 8.30-13
Tel. 0577.585858
Per maggiori informazioni è possibile contattare: Ufficio Relazioni con
il Pubblico, tel. 0577.585518; Servizio Accoglienza, tel. 0577.585689.
La Divisione di Ematologia e Trapianti
Responsabili: professor Francesco Lauria, professoressa Monica Bocchia;
La Divisione di Ematologia e Trapianti si occupa della diagnosi e del trattamento
delle varie malattie del sangue neoplastiche e non.
Nello specifico:
- Attività Clinica
- Trapianti autologhi di cellule staminali emopoietiche;
- Trapianti allogenici di cellule staminali emopoietiche;
- Vaccinoterapia nei pazienti con leucemia mieloide cronica;
- Supporto psicologico dei pazienti emopatrici e dei loro familiari (in collaborazione
con i colleghi psicologi).
- Attività Specialistica di Laboratorio
- Diagnostica delle
malattie ematologiche
- Esame emacromocitometrico e mielobiopsie;
- Caratterizzazione immunofenotipica delle leucemie e linfomi;
- Analisi delle alterazioni del cariotipo mediante citogenetica convenzionale,
FISH;
- Diagnostica molecolare delle oncoemopatie.
- Attività connesse al trapianto
- Monitoraggio cellule staminali emopoietiche;
- Criopreservazione cellule staminali da impiegare nel trapianto autologo
e/o allogenico;
- Scongelamento, conteggio e test di vitalità delle cellule staminali
emopoietiche ed analisi della malattia minima residua.
Contatti
Reparto di degenza ordinaria: tel. 0577.586744
Reparto di degenza intensiva: tel. 0577.586743
Day Hospital: tel. 0577.586723
Ambulatorio: tel. 0577.586741
Laboratorio: tel. 0577.586739
Segreteria: tel. 0577.586798
E-mail: ematologia@unisi.it
Orari:
Day Hospital: dal lunedì al venerdì, 8-14.30
Ambulatori: dal lunedì al venerdì, 8.30-13
Laboratorio: dal lunedì al venerdì, 8-17, per accettazione
prelievi 8-11.
Ricerca e sperimentazione
La ricerca e la sperimentazione della Divisione di Ematologia si occupa di:
- Caratterizzazione immunofenotipica, citogenetica e molecolare delle malattie
linfoproliferative a cellule B.
- Variazioni dell'assetto immunitario nei pazienti con leucemia mieloide cronica
sottoposti a trattamento con inibitore specifico della tirosin-chinasi derivata
dalla traslocazionespecifica ABL-BCR (STI 571);
- Impiego clinico terapeutico di un vaccino peptidico nei pazienti con leucemia
mieloide cronica: Studio delle modificazioni cliniche e biologiche;
- Innovazioni terapeutiche nella Hairy cell leukemia;
- Studio dei meccanismi d'azione e impiego clinico dei farmaci diretti contro "target" molecolari.
Le associazioni
SIENAIL
Sezione di Siena dell'Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mielosa
Viale
Mazzini, 24 - 53100 Siena
Telefono/fax: 0577.281844
E-mail: sienail@inwind.it
ADMO
Associazione Donatori Midollo Osseo
Via Aldini, 72 - 20157 Milano
Telefono: 02.39000855 - Fax: 02.39001170
E-mail: admo@iol.it
ADSINT
Associazione Donatori Sangue - Istituto Nazionale Tumori
Milano
Via Venezian, 1 - 20133 Milano
Telefono: 02.23902885
E-mail: info@adsint.mi.it
AEP
Amici dell'Ematologia di Pavia
C.so Cavour, 20 - 27100 Pavia
Telefono: 0382.24415 Fax: 0382.24415
E-mail: assaep@tiscalinet.it
AGAL
Associazione Genitori e Amici del Bambino Leucemico, c/o Dipartimento di pediatria
del Policlinico San Matteo
Viale Golgi, 2 - 27100 Pavia
Telefono: 0382.502548 Fax: 0382.525747
E-mail: associazioneagal@libero.it
AGEOP
Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica
Via Massarenti, 11 - 40138 Bologna
Telefono: 051.399621 Fax: 051.309650
E-mail: info@ageop.org
AIL
Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi
Via Ravenna, 34 -
00161 Roma
Telefono: 06.4403763 Fax: 06.4404038
E-mail: ail@ail.it
Corso Matteotti, 1 - 20121 Milano
Telefono: 02.76015897 Fax: 02.76015898
E-mail: info@ailmilano.it
ALC
Associazione Laura Coviello di volontariato per la lotta contro la leucemia
Via
V. Foppa, 7 - 20144 Milano
Telefono: 02.48022878 Fax: 02.48000187
E-mail: alc@galactica.it
AVIS
Associazione Volontari Italiani del Sangue
Via Livigno, 3 - 20158 Milano
Telefono: 02.6883360 Fax: 02.6888371
E-mail: avis.nazionale@avis.it
Associazione Volontari Italiani del Sangue
Via P.A. Mattioli, 8 - 53100 Siena
Telefono/fax: 0577.284137
E-mail: avis-si@comune.siena.it
AcLTI
Associazione contro le Leucemie e i Tumori nell'Infanzia
Via Pansini, 5 - 80131 Napoli
Telefono: 081.5430969 Fax: 081.5430969
E-mail: acavalie@libero.it
Associazione FAEL
Familiari e Amici Emopatici contro la Leucemia
Via Tosio, 1 - 25121 Brescia
Telefono: 030.49410 Fax: 030.49410
E-mail: fael@iww.it
LINK utili
www.ematologia.it
www.ematologia.net
www.ematologia.it
web.tiscali.it/ematologia
www.e-oncology.it
Registro per la diagnosi precoce e una banca del sangue
http://www.moffitt.usf.edu/lgl-leukemia/
Informazioni su leucemie, linfomi e
malattie correlate
http://www.leukemia.org
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