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Terapie complementari in oncologia:la fitoterapia
Lara Bettinzoli, N. 10 ottobre 2005
Secondo lOrganizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le piante medicinali sono il sistema curativo più antico. In effetti, anche se il termine fitoterapia è stato introdotto solo allinizio del Novecento dal medico francese Henri Leclerc (1870-1955), limpiego di prodotti vegetali a scopo curativo è una pratica diffusa in tutto il mondo da tempi antichissimi. Questo argomento è stato loggetto del convegno Le terapie complementari in oncologia: quale stato dellarte? tenutosi il 22 aprile scorso allINT di Milano.
Incoraggiate da una forte promozione commerciale dei prodotti, sempre più persone si rivolgono alle terapie complementari, per prevenire e curare le più svariate patologie.
Molti malati oncologici si avvalgono di procedure mediche non sempre accettate o conosciute dai medici oncologi tradizionali spiega il dottor Alberto Laffranchi, specialista in radiologia dellIstituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano ed esperto di medicine naturali- sebbene incluse in documenti ufficiali FNOMCEO e in leggi e proposte di legge in discussione nel nostro paese e oggetto da anni di osservatori di ricerca e applicazione di alcune amministrazioni regionali (fra cui la regione Lombardia). La Fitoterapia, lOmeopatia, lOmotossicologia e la Medicina Tradizionale Cinese, sono le Terapie Complementari fra le più utilizzate dalla popolazione italiana e sarebbe auspicabile potersi avvalere, negli Ospedali, della consulenza di medici specialisti esperti nelle Terapie Complementari, alla stessa stregua con cui abitualmente ci si avvale dei medici specialisti.
Questo porterebbe grandi vantaggi clinici per i pazienti ed economici per la società, oltre che essere fonte di soddisfazione per il malato in primis, ma anche per gli operatori medici e paramedici che avrebbero la possibilità di recuperare in pieno ciò che gli antichi definivano "l'Ars Medica"; da non dimenticare inoltre che queste stesse forme di medicina se utilizzate scorrettamente attraverso l'autoprescrizione o il suggerimento di personale non medico, potrebbero portare a gravi effetti collaterali.
Dei benefici e degli effetti collaterali, dellapplicabilità e dellutilità della fitoterapia in oncologia ce ne parla un esperto, il professor Emilio Minelli, Coordinatore Didattico, Centro Collaborante OMS per la Medicina Tradizionale dellUniversità degli Studi di Milano.
Come si pone la medicina tradizionale nei confronti delle terapie complementari, quali la fitoterapia, lomeopatia, lomotossicologia e la medicina tradizionale cinese?
La Medicina Convenzionale negli ultimi cinquantanni ha notevolmente accentuato un distacco da un fare medicina che sino a non molto tempo fa teneva in gran conto lopinione del medico, dellesperienza personale del primario, figura considerata in grado di dispensare buona medicina secondo scienza e coscienza, di gruppi di esperti. Oggi prevale nettamente un approccio scientifico, in cui tutto ciò che è validato da trial clinici randomizzati è accetto, il resto no. E un bene o un male? Difficile dirlo. Senzaltro la distanza tra questa nuova figura di medico-scienziato e paziente è aumentata. Per contro, il medico ha qualche sicurezza in più, anche se limitatamente a certi settori. Il problema del rapporto con la Medicina Complementare, in questo momento storico, è molto condizionato dal dibattito attorno alle prove di evidenza e alle metodologie con cui sono ottenute. Per questo motivo vi è una notevole differenza nellapproccio con cui la Medicina Convenzionale affronta la fitoterapia, disciplina con notevoli evidenze tanto a livello clinico che dei meccanismi di base, lomeopatia e lomotossicologia, discipline con qualche evidenza clinica ma praticamente prive di valide spiegazioni sulla modalità di funzionamento di questi medicinali, e lagopuntura e la fitoterapia cinese, discipline millenarie e ormai ricche di robuste dimostrazioni di evidenza e di efficacia e di spiegazioni sulle modalità di funzionamento di base.
Quante persone si rivolgono a medici specializzati in medicina complementare per la cura della malattia oncologica?
Non ci sono dati precisi su questo fenomeno. Si stima che circa il 50% dei pazienti affetti da tumore associ alla terapia convenzionale una qualche forma di terapia complementare. Giunti a questo punto diventa, però, quasi impossibile valutare quante persone si rivolgano alle differenti branche della medicina complementare e i dati sarebbero veramente delle semplici supposizioni. Quello che si può dire è che molto utilizzati sono fitoterapici e integratori che agiscono su quegli aspetti della qualità della vita che più sono disturbati dalla malattia tumorale e dalle terapie fatte per contrastarla. Tra questi uno dei più diffusi e disturbanti è costituito dalla astenia. Esistono poi alcuni condizioni o effetti collaterali più specifici come per esempio situazioni dolorose, disturbi del sonno, disturbi della funzionalità gastrointestinale come gastralgia, nausea, stipsi, poi ancora stati di ansia e depressione, xerostomia, cistiti e cistalgie ricorrenti, per cui i pazienti cercano terapie di supporto tra le metodiche di medicina complementare. Ancora una volta sono prevalentemente integratori a base di fitoterapici i prodotti più utilizzati che, spesso, sono lesito di autoprescrizioni o del consiglio dellerborista o del farmacista. In misura minore si può stimare che vi sia un ricorso allagopuntura, spesso percepita come troppo invasiva in una situazione della vita in cui più che di farsi pungere il paziente avrebbe voglia di farsi accarezzare, e allomeopatia che paga un po lo scotto della cronica carenza di dati. Da tutto ciò si evince che la medicina complementare utilizzata dai pazienti con tumore è spesso una medicina autoprescritta che spesso non arriva neppure al consiglio del farmacista e solo raramente a un medico esperto del settore. Questo aspetto introduce evidentemente una serie di problematiche relative all appropriatezza di alcuni trattamenti e alla loro sicurezza.
Quale è lapplicabilità e lutilità in oncologia della fitoterapia cinese?
Prima di ogni altra cosa direi che è innanzitutto il modello con cui la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) affronta il tumore a essere utile. E un modello che è utile tanto dal punto di vista della cura del singolo paziente quanto dal punto di vista della ricerca per lintroduzione di una diversa prospettiva sulla malattia che potrebbe essere lo spunto anche per studi e ricerche innovative. Come sappiamo, in oncologia cura e ricerca sono concentrate essenzialmente sulla malattia cancro. In MTC la malattia è vista in maniera più dinamica come lo scontro tra la malattia cancro e i fattori di resistenza antipatogena dellorganismo. Questo semplice cambio di visuale consente diverse operazioni. Innanzitutto, diventa possibile cercare di tracciare percorsi di terapia per la malattia tumorale personalizzati per ogni paziente perché, se da un lato è chiaro che bisogna contrastare il tumore, dallaltro è non meno importante sostenere lorganismo nella sua battaglia che è battaglia psiconcologica, immunologica, endocrinologica, ecc. Secondariamente, se le risorse per questo scontro vanno ricercate in una visione delluomo a 360°, è chiaro che la promozione della qualità della vita di un paziente, anche durante la malattia, non è meno importante della ricerca della salute, che può essere collegata alla prima in maniera molto più stretta di quanto usualmente si creda. E spesso possono esservi nel paziente delle risorse preziose da mobilizzare per la ricerca della guarigione. Infine, cosa non meno importante, la capacità dellorganismo di resistere alla terapia, per esempio a cicli di chemioterapia, può essere migliorata producendo una vera sinergia con le usuali terapie convenzionali. La MTC dei due filoni di cura, combattere il cancro e sostenere lorganismo, ha sviluppato con miglior successo il secondo. Esistono, per la verità, una serie di sostanze tossiche che sono utilizzate per inibire o contrastare la crescita tumorale, tuttavia il loro utilizzo pone numerosi problemi sia per i medici occidentali esperti del settore che per i medici cinesi. Infatti, spesso sono sostanze di origine minerale o animale con un basso margine terapeutico, la loro standardizzazione non è sicura, producono effetti collaterali che il medico occidentale non conosce bene e non saprebbe come trattare e, cosa non indifferente, non sono per lo più disponibili in occidente. Una riflessione che vorrei aggiungere con molta pacatezza, infine, è che se in 5000 anni di storia i cinesi avessero inventato un qualche prodotto chemioterapico molto efficace ce ne saremmo accorti, ma così non è. La cosa migliore sembrerebbe, quindi, quella di associare i due filoni: la chemioterapia occidentale e le terapie di supporto della medicina tradizionale cinese.
Quali sono le erbe medicinali che hanno dimostrato in vitro una vera e propria attività antitumorale?
Sebbene nella pratica della MTC sia prevalente lesperienza relativa alla terapia di supporto alla chemioterapia o ad altre terapie antitumorali, ciò non toglie che vi siano numerose linee di ricerca volte a evidenziare possibili attività antitumorali da parte di erbe utilizzate tradizionalmente per scopi, spesso, anche molto diversi. Tra le principali possiamo ricordare:
Allium sativum
Vi sono evidenze preliminari che laglio abbia attività immunostimolante a livello umorale e cellulare, stimolando la proliferazione delle cellule T, ristabilendo la risposta anticorpale soppressa, favorendo la citotossicità macrofagica e la fagocitosi delle cellule tumorali, inducendo il rilascio di interleuchina-2 IL-2, del fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-alfa) e di gamma interferone. I costituenti dellaglio S-allil cisteina e S-allil mercaptocisteina hanno dimostrato di essere attivi contro le cellule delleritroleucemia, del carcinoma della mammella e di quello prostatico.
Coriolus versicolor
Il corpo fruttifero e il micelio del fungo Coriolus hanno una lunga tradizione nella medicina popolare, ma i ricercatori hanno da poco isolato e identificato alcune sostanze con attività farmacologica. Il Coriolus contiene diversi polisaccaridi, tra cui il peptide polisaccaride (PSP) e il polisaccaride krestina (PSK), che hanno dimostrato unattività antitumorale e immunomodulante. Il PSK è stato usato in Giappone come modificatore della risposta biologica nei regimi chemioterapici con interessanti risultati preliminari.
Curcuma longa
Il rizoma della Curcuma, che contiene una miscela di saponine triterpeniche, chiamate curcuminoidi, ha dimostrato di avere attività chemiopreventive e di inibizione della crescita nei confronti di diverse linee cellulari tumorali. Sembra che induca apoptosi nelle cellule cancerose e che possa inibire langiogenesi.
Ligustrum lucidum
Le bacche mature ed essiccate al sole di Ligustrum lucidum, Nu Zhen Zi, costituiscono uno dei tonici dello yin più importanti della Medicina Tradizionale Cinese. E usato in Cina per trattare la leucopenia. Vi sono evidenze preliminari che suggeriscono che possa inibire la crescita delle cellule del carcinoma renale, probabilmente attraverso laumento della fagocitosi e dellattività delle cellule killer attivate dalle linfochine. Gli estratti di Ligustro, che contengono tra gli altri triterpenoidi lacido oleanoico (ligustrina), inibiscono la mutagenicità nei batteri, stimolano la funzionalità delle cellule T nei tessuti cancerosi e inibiscono la soppressione dei macrofagi indotta dal tumore.
Morinda officinalis
La radice di Morinda officinalis, Ba Ji Tian, è un altro tonico della Medicina Tradizionale Cinese, in questo caso dello yang e in particolare dei Reni. Nei frutti i ricercatori hanno evidenziato una sostanza ricca di polisaccaridi che è in grado di aumentare la sopravvivenza di topi con carcinoma polmonare di Lewis, attivando probabilmente il sistema immune dellospite. Il damnacantale, un antrachinone isolato dalle radici della stessa pianta, può interferire con il segnale di un secondo messaggero e inibire la mutagenicità delle cellule tumorali. Sembra anche che sia in grado di promuovere la degenerazione dei capillari e la morte in tessuti tumorali sperimentali. Altre ricerche molto preliminari indicano che la Morinda possa inibire la proliferazione delle cellule cancerose.
Picrorrhiza kurroa
Il rizoma di Picrorrhiza kurroa, Hu Huang Lian, è classificato dalla MTC tra le erbe che purificano il calore e asciugano lumidità. I costituenti isolati comprendono picroside, kutkoside, glicosidi della cucurbitacina e sono denominati complessivamente Picroliv per la loro azione epatoprotettiva. Il Picroliv ha anche evidenziato unattività antitumorale quando usato sia topicamente che per via orale in carcinomi della pelle e del fegato indotti sperimentalmente. Il Picroliv può anche inibire le topoisomerasi I e II, inibendo di conseguenza la proliferazione delle cellule cancerose.
E vero che il tè verde cinese si è dimostrato un antitumorale in grado di inibire langiogenesi?
Il tè verde, forse la più popolare bevanda della Cina e del Giappone, è entrato sotto la lente di ingrandimento dei ricercatori da quando alcune ricerche epidemiologiche hanno evidenziato la possibilità che questa bevanda potesse spiegare la bassa incidenza di alcuni tumori, tra cui il melanoma, in alcune popolazioni che ne facevano un ampio uso. Studiando questo alimento, ricco in polifenoli, si è potuto constatare che una molecola, in particolare, poteva esser considerata responsabile di questa azione protettiva. Si è così osservato che il gallato di epigallo catechina (EGCG), la più attiva tra le epicatechine del tè verde mostrava, in vitro, unattività di inibizione della crescita di molte linee cellulari umane e in vivo unazione di forte riduzione della crescita del tumore in animali portatori di cancro. Oggi si sa che il consumo di tè verde ha una azione antimutagena e protettiva del DNA. Inoltre, in esperimenti sugli animali, si è visto che riduce significativamente langiogenesi, un processo di neo-vascolarizzazione che si verifica in alcune fasi della crescita tumorale, e che è in grado di indurre arresto del ciclo di crescita cellulare e apoptosi. Oltre a ciò, studi preliminari, sembrano dimostrare un effetto sinergico del tè verde con la adriamicina. Sembrerebbe che questa azione sia dovuta ad una inibizione dei meccanismi di rimozione della adriamicina dallinterno della cellula tumorale.
Professor Sannia, le terapie complementari, quali la fitoterapia, lomeopatia, lomotossicologia e la medicina tradizionale cinese, se utilizzate scorrettamente, attraverso lautoprescrizione o il suggerimento di personale non medico, possono portare a gravi effetti collaterali?
Di per se le sostanze naturali hanno scarsi effetti collaterali, per cui difficilmente possono fare danni importanti al paziente. Purtroppo però spesso tali cure vengono usate a sproposito, senza consultare il medico, per cui possono mascherare un problema più grave come un tumore che, scoperto in ritardo, potrebbe compromettere la vita stessa del paziente inoltre possono non avere i benefici sperati perché la cura potrebbe non essere adatta alle esigenze di quel paziente.
Sta crescendo, dal mondo scientifico, il consenso sulla validità terapeutica di alcuni fitoterapici, e sembra che stia crescendo anche linteresse su particolari proprietà di alcuni cibi e nutrienti. Può fare qualche esempio?
Il vino rosso e lestratto ottenuto dai semi e dalle bucce di uva rossa riduce in modo significativo lincidenza delle malattie cardiovascolari. Gli isoflavoni di soia riducono lincidenza dei tumori ormonodipendenti della donna, in particolare quelli della mammella e dellutero.
I principali campi duso della medicina tradizionale cinese nel campo della terapia complementare in oncologia
La MTC si compone di diverse metodiche, spiega il professor Minelli, tra le più importanti abbiamo lagopuntura, la fitoterapia, le ginnastiche mediche e in particolare il Qi Gong, lauricoloterapia, ovvero linfissione di aghi nel padiglione auricolare. Se si valutano gli studi in cui queste sono state applicate a problematiche connesse con la malattia tumorale, ci si accorge che i campi di applicazione sono veramente molti e comprendono gran parte delle patologie legate a complicanze della malattia tumorale o della terapia a essa correlata. Nella tabella seguente sono riportati i campi di applicazioni riscontrati negli studi comparsi sui più importanti data-base negli ultimi dieci anni.
- DOLORE
Agopuntura, Elettroagopuntura, Laser-terapia, Auricolo-terapia, Moxibustione, Fitoterapia
- EDEMA
Agopuntura, Laser-terapia sui punti di agopuntura
- DISPNEA
Agopuntura, Fitoterapia, Ginnastiche Mediche
- MOBILITA E RIABILITAZIONE
Agopuntura, Ginnastiche Mediche
- LEUCOCITOPENIA
Agopuntura, Moxibustione
- NAUSEA
Agopuntura, Digitopressione
- TENS, SINTOMI VASOMOTORI
Agopuntura
- QUALITA DELLA VITA
Agopuntura,
Fitoterapia, Ginnastiche Mediche
- SISTEMA IMMUNITARIO
Agopuntura, Moxibustione
- XEROSTOMIA
Agopuntura
- PREVENZIONE: TERAPIA PER LINTERRUZIONE DEL FUMO O DELLALCOOL
Agopuntura, Laser-terapia, Aghi a dimora
- PERDITA DI PESO
Agopuntura, Fitoterapia, Moxibustione
- ANORESSIA
Agopuntura, Fitoterapia, Moxibustione, Qi Gong
- TOSSE
Agopuntura, Fitoterapia
- ASTENIA
Agopuntura, Fitoterapia, Moxibustione
- STIPSI
Agopuntura, Fitoterapia, Dietetica
- INSONNIA
Agopuntura, Fitoterapia
- INCONTINENZA
Agopuntura
- CATETERISMI
Agopuntura
- DISFAGIA
Agopuntura
- LESIONI DA DECUBITO
Agopuntura, Fitoterapia
- PARESI
Agopuntura
- ITTERO
Agopuntura, Fitoterapia
- DIARREA
Agopuntura, Fitoterapia
Indirizzi utili
Dottor ALBERTO LAFFRANCHI
laffranchi@istitutotumori.mi.it
Dipartimento di Radiologia, UO RDA.
Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano.
Via Venezian 1, 20133 Milano, Italia.
Tel: 02 23902671
Co-fondatore e coordinatore del gruppo Me.te.C.O. (Medicina delle Terapie Complementari in Oncologia) presso lIstituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano.
Prof. EMILIO MINELLI
minwhomi@ngi.it
Via Schiaparelli, 17 - Milano; tel. 02 67.07.42.62, tel/fax 02 61.32.763.
Consulente Esperto del Settore Agopuntura e Medicine Complementari del Centro Ricerche in Bioclimatologia Medica, Biotecnologie e Medicine Naturali dell'Università degli Studi di Milano, Centro Collaborante OMS per le Medicine Tradizionali. E Coordinatore Didattico del Corso di Perfezionamento in Agopuntura della Facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Milano. È membro del Comitato Tecnico Scientifico e della Commissione Ristretta per la valutazione dei protocolli di ricerca di Medicina Complementare della Regione Lombardia e della Commissione per le Medicine non Convenzionali dell'Ordine Provinciale del Medici di Milano. Membro del WHO International Board per la revisione delle monografie su piante medicinali selezionate
Prof. ANTONELLO SANNIA
antosannia@tiscali.it
Docente al corso di perfezionamento in fitoterapia presso le Università di Siena e di Genova.
Membro della SIFIT (Società Italiana di Fitoterapia). E Presidente della Società Italiana di Medicina naturale (SIMN), fondazione a carattere scientifico per la formazione fitoterapica dei medici e dei farmacisti, per la ricerca clinica in fitoterapia e per la farmacovigilanza nel settore fitoterapico. Membro del progetto Phytonet, un progetto di ricerca sugli isoflavoni di soia.
Per approfondimenti
www.sifit.org
www.anagen.net/fito.htm
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