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LIstituto Europeo di Oncologia raddoppia, entro il 2007 due nuovi istituti per combattere il cancro
Monica Melotti, N. 10 ottobre 2005
Nel mese di luglio lo IEO, Istituto Europeo di oncologia di Milano, ha compito dieci anni.
Il suo fondatore Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale, in questa occasione ha parlato degli ultimi traguardi e ha anticipato i prossimi obiettivi.
Sono passati undici anni da quando è stato fondato lIstituto Europeo di oncologia di Milano, un centro di eccellenza nato con lobbiettivo di sconfiggere il cancro. Il padre di questa struttura di eccellenza è loncologo di fama mondiale Umberto Veronesi, che al compleanno dello Ieo (festeggiato il luglio scorso) ha annunciato che entro il 2007 verranno realizzati due nuovi edifici e ha illustrato i prossimi dieci anni di ricerca, precisando i campi dove i prestigiosi ricercatori si concentreranno. "Sono stati dieci anni densi di soddisfazione, ma che devono essere la base per guardare ai dieci che verranno. Consapevoli che la crisi economica incide e che la sensibilità del Paese nei riguardi della scienza non è delle più entusiasmanti" ha detto il direttore dello Ieo Umberto Veronesi. "Una delle linee direttrici sulla quale si caratterizzerà la ricerca dellIstituto sono le cellule staminali tumorali". Questo tipo di cellule alimentano la proliferazione del tumore, sono il serbatoio del quale il cancro si approvvigiona. E come se fossero le cellule madri. "Sono poche e si differenziano dalle tante cellule-operaie del tumore perché lo mantengono in vita", ha precisato Pier Giuseppe Pelicci, direttore del dipartimento di oncologia sperimentale. " Aver scoperto che ci sono cellule micidiali, capaci di riprodurre il tumore, è un grandissimo progresso, perché ci consente di individuare meglio il bersaglio da colpire. Ora ciò di cui abbiamo bisogno è una migliore caratterizzazione dei marcatori di superficie, e di tutto ciò che ci può aiutare a distinguere le cellule tumorali staminali dalle altre. Ci serve un metodo sicuro e relativamente semplice per lidentificazione. Ci serve la segnaletica del cancro. Quando avremo questa segnaletica, si potranno progettare farmaci sempre più mirati, che dovranno colpire la radice del tumore per impedirgli il vero pericolo mortale: la metastasi". Accanto a questa attività di ricerca si svilupperanno altre due linee direttrici: quella della prevenzione e quella delle nuove terapie. Prevenzione Tumori era presente allincontro, ecco il resoconto delle novità.
Un vaccino contro il papilloma virus
Il virus denominato Human papilloma virus (Hpv) è allorigine del tumore al collo dellutero,
nonché di uninfezione molto diffusa nellarea genitale: i condilomi. Da gennaio, però, sarà disponibile un vaccino, messo a punto dai ricercatori dello Ieo, in grado di difenderci contro lHpv.
"Il vaccino verrà introdotto gradualmente nella popolazione, con modalità ancora da definire", ha spiegato Mario Sideri, direttore dellUnità di Ginecologia. "Si ipotizza di somministrarlo ai bambini, maschi e femmine, tra i 10-12 anni, per via sottocutanea, anche se non è esclusa la possibilità in futuro di assumerlo per bocca. Proteggendoci contro i quattro tipi di Hpv, due dei quali oncogeni e due benigni, ma che stanno però allorigine dei condilomi, il vaccino eliminerà il 60-70% dei tumori del collo dellutero per la donna e per tutti il rischio di sviluppare i condilomi".
La diffusione di questo vaccino avrà due importanti conseguenze. In primo luogo lazzeramento del virus, uno dei più importanti fattori di rischio per il tumore al collo dellutero, in secondo luogo la scomparsa di quelle alterazioni cellulari che sono oggi spesso interpretate erroneamente dal pap-test come possibili tumori. Inoltre nei Paesi in via di sviluppo, dove il cancro della cervice uterina è ancora molto frequente e dove la cultura e il know-how della diagnosi precoce richiederebbero tempi troppo lunghi di diffusione, la disponibilità del vaccino consentirebbe di salvare migliaia di vite femminili. Non va dimenticato che nel mondo il cancro della cervice è ancora la seconda causa di morte per tumore nella donna.
Oltre il 90% delle donne guarisce dal tumore al seno
Le pazienti trattate per il tumore del seno allIstituto Europeo di Oncologia, circa 3300 nel 2004, sono guarite in più del 90% dei casi e l83% di loro conserva il proprio seno. Lutilizzo della chemioterapia inoltre è in costante riduzione, a favore della ormonoterapia, che, a parità di efficacia, presenta una minore tossicità. "Il risultato è dovuto in primo luogo alla diagnosi precoce e alle terapie avanzate oggi applicabili al tumore del seno", ha commentato Umberto Veronesi, "ma anche allattenzione costante alla qualità di vita della paziente, che in Istituto è un obiettivo preciso, attenzione che orienta ogni programma di ricerca". Gli studi per migliorare ulteriormente la cura del tumore del seno si sviluppano in tre direzioni: lo studio di farmaci più tollerabili; lutilizzo di nuove terapie mirate, come quelle recettoriali, che sfruttano i recettori della cellula tumorale e la loro capacità di attrarre molecole di farmaco o di sostanze caricate di radioattività (radionuclidi); lanticipazione della diagnosi, utilizzando al massimo le nuove tecnologie di imaging. Un nuovo obiettivo per i prossimi anni è infine quello di spingersi ancora più in là nella prevenzione per intervenire farmacologicamente prima che il tumore insorga, andando ad interrompere, con molecole specifiche, la lunga catena di processi che trasforma la cellula da sana a tumorale. In questo campo, chiamato appunto farmacoprevenzione, lIstituto è un riferimento internazionale, grazie innanzitutto agli studi sul Tamoxifen, il farmaco apri-pista in questo settore di avanguardia delloncologia. Lultimo studio internazionale, di cui lIstituto è centro di coordinamento nazionale, riguarda un nuovo farmaco, lanastrozolo, che ha dimostrato di poter ridurre il rischio di sviluppare un tumore della mammella nelle donne in post-menopausa. Il centro ha messo a punto anche un nuovo metodo chirurgico, detto nipple sparing (conservazione del capezzolo), per ottenere benefici nella chirurgia conservativa anche in caso di tumore avanzato e di tumori multipli allo stesso seno. I risultati vengono definiti eccellenti, in termini di efficacia e di aspetto estetico, nell80% delle 400 pazienti trattate finora.
Radioterapia a 4 dimensioni
LIstituto sta approdando alla quarta dimensione della radioterapia quella del movimento, che aumenta la precisione dei raggi, riduce la loro tossicità e accorcia i tempi di trattamento. "A eccezione del cervello", ha spiegato il direttore del dipartimento di radioterapia Roberto Orecchia, "tutti gli organi del corpo umano si muovono. Fino a ieri la diagnostica per immagini (TC, Risonanza Magnetica e TC PET) offrivano una ricostruzione tridimensionale, cioè volumetrica, dellorgano o dellarea da trattare. Non si poteva tener conto ad esempio del respiro o della frequenza cardiaca. Ora invece è possibile visualizzare il movimento e inseguire il bersaglio orientando i raggi in tempo reale con precisione millimetrica, perché sono le immagini reali, a quattro dimensioni appunto, a guidare direttamente il raggio radiante". Sulla quarta dimensione lo IEO ha effettuato grandi investimenti tecnologici, procurandosi apparecchiature di avanguardia (come il BAT, il primo in Europa); il progetto globale prevede che in ogni macchina ci sia la possibilità di tener conto del movimento (Organ Motion). I vantaggi per i pazienti sono molto significativi anche in termini di qualità di vita. In Istituto le lesioni al fegato e al polmone vengono trattate al massimo in tre sedute; per il tumore alla mammella sono stati ridotti i tempi di trattamento con radioterapia esterna da sei a quattro settimane e un programma analogo viene messo a punto per il carcinoma della prostata. Il futuro è il passaggio alla multidimensione, che apre la possibilità di tener conto, nel dosare la cura, anche dei parametri biologici della lesione tumorale, vale a dire lattività della cellula, come la capacità di proliferare, la sintesi del DNA e così via. Questo consentirà di andare a dipingere la dose (gli americani chiamano la metodica dose painting) in modo differente a seconda delle caratteristiche molecolari del tumore. A questo fine è già operativo un programma di Imaging Molecolare a cui collaborano vari enti, fra cui lUniversità degli Studi di Milano, che prevede tra laltro lacquisizione di un ciclotrone per produrre sostanze particolari (radioisotopi) in grado appunto, sulla base dellesame PET, di individuare la caratteristiche molecolari del bersaglio tumorale.
Come sarà lo Ieo 2
LIstituto Europeo di Oncologia raddoppia. Nel senso che accanto allattuale struttura che sorge a sud di Milano, ne sorgerà entro il 2007 una seconda. Sarà composta da due edifici, il primo dedicato alle attività di day center (chiamato Ieo 2), dove saranno concentrate le attività di chirurgia e le prestazioni ambulatoriali, la seconda allaccoglienza dei pazienti e dei loro familiari. I lavori per la realizzazione inizieranno a fine autunno ed entro il 2007 saranno completati.
Il cosiddetto Ieo 2 occuperà unarea di 58.000 metri quadrati, adiacente allattuale edificio, e ospiterà 40 sale di visita ambulatoriali, 40 posti letto, di cui 16 per il day hospital e 24 per il day surgery, quattro sale operatorie, tre sale di radioterapia e cinque di medicina nucleare, 15 diagnostiche radiologiche. Il secondo edificio è una struttura di accoglienza destinata a ospitare in primo luogo i pazienti e i loro familiari. Oltre il 50% dei pazienti dello IEO proviene infatti da regioni extra Lombardia, e molti devono effettuare cure in day hospital che durano alcuni giorni; molti altri sono accompagnati dai parenti che necessitano di una sistemazione accessibile e adeguata. Inoltre la nuova struttura offrirà un supporto logistico allintensa attività internazionale di formazione e aggiornamento che ruota intorno allIstituto. Sarà infatti dotata di sale congressi, servizi e negozi, e anche di un asilo nido. Lattenzione al paziente, già evidente nellarchitettura della costruzione attuale, sarà sviluppata anche nella fase di ampliamento. Per esempio verrà costruito un parcheggio sotterraneo a due piani, per una superficie totale di 15.000 metri quadri, che avrà un accesso diretto ai nuovi edifici. Lo IEO 2 rappresenta uno sviluppo fondamentale sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Oggi lIstituto con quasi 18000 ricoveri, oltre 9800 interventi chirurgici e 100.000 visite allanno, è vicino alla saturazione, mentre i pazienti e le loro necessità sono in continuo aumento. Inoltre si sta profilando una nuova concezione del percorso terapeutico del paziente, che prevede due fasi del ricovero ospedaliero, da effettuarsi in due strutture diverse. La high care, vale a dire le degenze che necessitano di un alto grado di assistenza e supporto tecnologico (chirurgia, terapia intensiva), e la low careo step-down care, che corrisponde alla convalescenza, riabilitazione e cure di follow-up. Questo modello ha dimostrato a livello internazionale di non pregiudicare la continuità delle cure, di ridurre i costi assistenziali e di migliorare la qualità di vita dei pazienti. Non a caso lInail ha giudicato il progetto come uno dei più interessanti, meritevole della sua partecipazione (ha a disposizione 3 miliardi di euro per finanziare progetti di questo tipo) con significativi investimenti.
Indirizzi utili
Istituto Europeo di Oncologia
Via Ripamonti. 435 Milano
Tel 02. 574891
www.ieo.it
Per approfondimenti
Università di Milano
http://www.unimi.it
Provincia di Milano
http://www.provincia.milano.it
Aziende Sanitarie Locali
http://www.sanita.it/indirizzari/ausl1.asp
Ministero della Sanitá
http://www.sanita.it/
http://www.sanita.it/sanita/link.htm
Ministero dell'Universitá e della Ricerca Scientifica
http://www.murst.it/
Istituto Superiore di Sanitá
http://www.iss.it/
Servizi Informativi telematici per la Medicina e la ricerca Biomedica
http://www.dematel.com
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