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Una terapia antica per alleviare il dolore

Melissa Liaci, N. 11 novembre 2005

L’agopuntura è rimasta per millenni racchiusa all’interno della Cina e dell’Estremo Oriente.
Solo negli ultimi decenni, con la sua diffusione nel mondo, è stato possibile un incontro con il pensiero scientifico occidentale e il suo utilizzo si è spinto anche in campo oncologico, come terapia complementare.
Insieme al professor Claudio Corbellini, presidente e fondatore dell’AMPASE (Associazione Medica Pavese Agopuntura Scientifica Energetica), abbiamo cercato di fare chiarezza sulle applicazioni di questa antichissima tecnica in ambito oncologico.
"L’agopuntura nel trattamento dei tumori non va intesa come unica terapia, ma essenzialmente come supporto alle terapie occidentali, classico esempio di medicina integrata", spiega il professor Corbellino, "l’indicazione più conosciuta è il trattamento del dolore, con riduzione della necessità di trattamento antalgico farmacologico, miglioramento della qualità di vita come confermato da numerose ricerche, ma è utilissima nell’ansia e nell’insonnia. Inoltre, trova indicazione sul piano del supporto nutrizionale, in pazienti con anoressia e cachessia neoplastica e nel migliorare la funzione intestinale, anche nei pazienti trattati con oppiacei.
L’indicazione principale, anche se poco conosciuta e praticata in Occidente, è il trattamento degli effetti collaterali della chemioterapia e radioterapia. Già alla fine degli anni ottanta presentai a un convegno, organizzato a Pavia con il Patrocinio dell’Università e del Policlinico San Matteo, un lavoro, frutto di esperienze italiane e studi cinesi, che mostrava l’efficacia di tale terapia. Gli esami di laboratorio, inoltre, confermavano l’effetto immunomodulante e immunostimolante, esercitato dall’agopuntura in tali pazienti.
È auspicabile la diffusione di tale trattamento e la monitorizzazione dei risultati nel tempo.
L’agopuntura è indicata, infine, nel trattamento del linfedema postmastectomia e linfoadenectomia nei tumori della mammella, fortunatamente sempre più raro per le nuove tecniche chirurgiche che prevedono lo studio del cosiddetto linfonodo sentinella.
Una ricerca condotta presso l’Oncologia Medica dell’Università dell’Aquila, in donne curate con Tamoxifene per cancro mammario, ha mostrato un netto miglioramento dei disturbi menopausali, indotti da tale terapia".

L'agopuntura nella terapia del dolore
"La Medicina Cinese ha un approccio globale al dolore", continua Corbellino, "è, infatti, la medicina psicosomatica per eccellenza, in cui soma e psiche sono indissolubilmente intricate. Nella Medicina Occidentale, solo recentemente si è recuperata tale visione unitaria, com’è ben esemplificato dalla distinzione linguistica presente nella lingua tedesca dove abbiamo il termine Schmerz per il dolore fisico e Leid per il dolore affettivo. In realtà il dolore fisico, spesso è l’espressione corporea di un disagio psichico.
L’agopuntura può essere usata da sola o in associazione agli antinfiammatori, nella terapia del dolore. Avendo una notevolissima azione antinfiammatoria contro la contrattura muscolare e regolando il microcircolo locale, allontana, portandole alla metabolizzazione, le sostanze che producono il dolore. Lavori ospedalieri dimostrano un importante risparmio farmacologico.
Per queste ragioni, si propone come una validissima alternativa agli antinfiammatori, dopo gli infarti e le 156 morti cardiache, che i cox2 hanno provocato; il discorso è valido anche per gli antinfiammatori di vecchia generazione, per gli effetti gastroduodenali; con questi ultimi, l’agopuntura ha un’azione sinergica".
Ma quali sono i meccanismi d’azione di questa tecnica ancora oggi poco conosciuta e diffusa nella cultura occidentale?
"L’azione antalgica analgesica", specifica il professor Corbellino, "è la più nota e studiata in Occidente. Possiamo individuarne quattro livelli:
A livello spinale, dolori molto intensi possono essere ridotti o totalmente annullati, stimolando i nervi periferici, con intensità tale da interessare le grosse fibre periferiche. La sostanza gelatinosa di Rolando filtra gli impulsi dolorosi e l’agopuntura agisce su questo sistema, potenziando l’azione di filtro.
A livello mesencefalico si attivano due sistemi inibitori discendenti, serotoninergici e noradrenergici, modulando in senso inibitorio la trasmissione dolorosa.
A livello talamico il dolore è inibito sia mediante la secrezione degli oppioidi endogeni, sia trasformando il GABA in acido glutammico, mentre a livello ipotalamico sono rilasciati polipeptidi, che determinando la produzione di ACTH, stimolano la corticale surrenale e diverse endorfine, che, a loro volta, esercitano un’azione di modulazione del sistema immunitario. È uno dei livelli in cui interferisce l’assunzione di cortisone, riducendo la risposta all’agopuntura.
Infine, a livello limbico, le ricerche effettuate con la Risonanza Magnetica Funzionale hanno riscontrato sia l’attivazione del SISTEMA DISCENDENTE ANTIDOLORIFICO, sia la disattivazione delle strutture che associano il dolore con la sofferenza.
Un’ultima azione è esercitata a livello della corteccia cerebrale, dove il dolore diviene cosciente, modificandone, come dimostrano le ricerche con la PET (Tomografia ad Emissione di Positroni), la risposta d’integrazione e modulazione del dolore; infatti, dopo il trattamento con agopuntura, le aree cerebrali vengono attivate diversamente rispetto alla normale risposta senza trattamento con agopuntura.
Inoltre, l’agopuntura determina vasodilatazione che allontana le sostanze algogene incrementando il flusso ematico e favorendone in tal modo la catabolizzazione".
In che modo l’agopuntura stimola l’azione immunomodulatrice e antinfiammatoria?
"L’agopuntura agisce sull’immunità, determinando un aumento di anticorpi da 2 a 8 volte, tramite la stimolazione di punti specifici, quali il 36 di Stomaco Zusanli e l’11 di Grosso Intestino Quchi. Stimola la fagocitosi, attiva il sistema reticolo-endoteliale e i linfociti. L’azione antinfiammatoria è particolarmente utile perché numerosissimi studi mostrano il ruolo dell’infiammazione cronica nella genesi di molte patologie degenerative. L’agopuntura tratta anche l’immunosopressione indotta da trauma chirurgico.
Essa ha una notevole azione decontratturante; inoltre, l’elettromiografia mostra come le asimmetrie della MUSCOLATURA PARAVERTEBRALE siano significativamente ridotte dopo il trattamento con agopuntura, con notevole miglioramento della funzionalità muscolare e conseguentemente della statica della colonna. Questi risultati si ottengono ottimizzando la muscolatura, tramite il trattamento della loggia energetica del Fegato e della Colecisti.
Così si determina un’azione, a livello dell’area sfinterica precapillare, dove le connessioni neuromiovascolari si riducono a poche fibre mieliniche sensitive, la cui regolazione si basa, unicamente, sui meccanismi osmotici, il pH e i potenziali elettromagnetici.
La parete capillare non è un semplice filtro, ma esercita un’azione sui processi di scambio, mediante la micropinocitosi delle cellule endoteliali e la propria motilità, che sarebbero regolati dalla Wei Qi, l’energia difensiva".
Quali sono le indicazioni terapeutiche a livello psicologico, come supporto alle terapie oncologiche convenzionali?
"I trattamenti dell’ansia, della depressione, dello stress e delle malattie psicosomatiche", riprende Corbellino, "rappresentano circa il 40% delle terapie con agopuntura.
Gli agopuntori cosiddetti “energetici”, cioè gli agopuntori che si rifanno ad un’interpretazione classica dell’agopuntura, basata non solamente su risposte riflesse, ma su un’azione sui sistemi omeostatici del nostro organismo, pur non credendo ad un’interpretazione letterale della fisiopatologia Cinese, continuano a usare la terminologia antica, in quanto utile sia nella diagnosi che nell’impostazione della terapia.
È un patrimonio frutto di esperienze plurimillenarie su miliardi di persone, che fornisce criteri anamnestici, semeiologici e terapeutici estremamente efficaci, nati dalla formidabile capacità di osservazione dei Cinesi".

Ansia e insonnia
"Secondo la Medicina Cinese esse sono determinate da alterazioni energetiche, interessanti l’asse Cuore e Rene, il cosiddetto “asse della vita” che è fondamentale per la psiche. Le manifestazioni più lievi sono l’ansia, l’emotività con cardiopalmo, chiaramente correlabile con il cuore, come pure le precordialgie e le turbe del ritmo funzionali, che si manifestano con l’aggravarsi dello stato ansioso.
Si possono determinare: cefalea, arrossamento del viso e degli occhi, vertigini-acufeni, capogiri, alterazioni della visione, quali scotomi, fotofobia e annebbiamento.
Nel torace spesso si hanno sia dolori superficiali, dovuti all’interessamento dei canali del fegato e delle vie biliari, sia precordialgie, o, anche, palpitazioni.
Possibili disturbi gastrointestinali, quali gastrite, acidità e vomito, meteorismo, stipsi o diarrea. Sono possibili disturbi alle vie urinarie, instabilità d’umore, astenia, soprattutto mattutina, facile irritabilità, collera, capogiri e cefalea e, nei soggetti predisposti, emicrania.
Le manifestazioni dell’ansia in corrispondenza di incroci energetici determinano la sensazione di nodo alla gola, somatizzazioni toraciche ed epigastriche, che vanno trattate con l’infissione degli aghi, nei corrispondenti punti di “ingorgo” energetico per ripristinare il flusso armonico dell’energia.
La terapia deriva dall’analisi fisiopatologica, individuando le cause energetiche delle somatizzazioni e i loro collegamenti, il trattamento deve essere comunque personalizzato.
Attualmente è possibile, combinando la Risonanza Magnetica Funzionale e la Tomografia a Emissione Positronica, rilevare in tempo reale l’attività cerebrale, evidenziando non solo gli effetti psicoemotivi dell’agopuntura, ma anche l’azione dei singoli punti".

Attacchi di panico
"Sono caratterizzati dalla comparsa improvvisa di grave ansia. La paura spesso è accompagnata dalla sensazione di morte imminente. Si manifestano numerosi disturbi somatici, quali dispnea, tachicardia, dolori retrosternali, sudorazione, tremori. Possibili anche disturbi gastrointestinali.
L’autonomia del paziente spesso è gravemente limitata dalla cosiddetta “ansia anticipatoria”, che incide grandemente sulla qualità di vita, limitando gli spostamenti, in genere, possibili solo in macchina o con altri mezzi di locomozione e spesso con la necessità di un accompagnatore. In genere, si manifestano anche, agorafobia (la paura degli spazi aperti) e claustrofobia, (la paura di rimanere in spazi chiusi di piccole dimensioni).
L’attacco di panico risponde bene all’agopuntura, anche se spesso, quando il quadro è insorto da tempo, richiede trattamenti prolungati e, a volte, l’associazione con la psicoterapia.
Utile associare, in caso di crisi acuta, esercizi di Qi Gong di radicamento, che si insegnano con facilità; l’attacco di panico, infatti, secondo la fisiologia cinese è una fuga dello yang verso l’alto, con il radicamento possiamo canalizzarlo verso il basso".

Insonnia
"L’insonnia dipende dall’incapacità dello yang di rientrare nello yin, come avviene fisiologicamente. Occorre diagnosticarne la causa ed effettuare una terapia mirata.
Il sonno, indotto dall’agopuntura, è un sonno fisiologico, perché legato al ristabilimento del bioritmo dell’organismo; è, infatti, conservato il sonno REM (la fase del sonno in cui sogniamo) caratterizzata da rapidi movimenti oculari, importante per l’equilibrio psichico.
L’agopuntura determina una sensazione di benessere, rappresentando una valida alternativa agli ansiolitici, con il vantaggio di non dare dipendenza, sonnolenza, astenia. Il paziente spesso si rivolge all’agopuntore, quando gli ansiolitici non riescono più a controllare i disturbi o per la disassuefazione da tali farmaci.
Molto efficace è il massaggio cinese, un modo alternativo di stimolare i punti, i canali d’agopuntura e le zone cutanee corrispondenti. In Cina esistono dei veri e propri primariati di massaggio.
Si interviene, sia inducendo un rilassamento nel paziente, sia trattando le specifiche turbe energetiche.
È la sensibilità del medico che gli permette di eseguire il massaggio nel modo migliore ed è molto importante l’empatia con il paziente. Il punto e la zona circostante, quando arriva l’energia, divengono da contratti a rilassati e morbidi; da molli e atonici, a tonici e consistenti".

Indirizzi utili
AMPASE (Associazione Medica Pavese Agopuntura Scientifica Energetica), che riunisce Agopuntori, Cattedratici e Ricercatori, di varie Specialità, dell’Università e del Policlinico di Pavia, al fine di promuovere la collaborazione tra la Medicina “Energetica” e l’Occidentale e lo studio dei meccanismi d’azione dell’Agopuntura.
Tel. 0382-29874

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