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Ismett, un fiore della Sicilia
Monica Melotti, N. 11 novembre 2005
Viaggi della speranza in Sicilia, addio. È oggi possibile pronunciare queste parole grazie alla nascita, a Palermo, dellIsmett, lIstituto mediterraneo per i trapianti e le terapie ad alta specializzazione.
Nel 1995, il costo per i trapianti di fegato eseguiti fuori regione, ma sostenuto interamente dalla Regione, era di circa 60 miliardi di lire. Non solo, il costo totale di tali viaggi, sempre nello stesso anno, aveva superato la ragguardevole cifra di 252 miliardi di lire, per arrivare nel 1998 a sfiorare i 400 miliardi. LIstituto Mediterraneo è riuscito, in poco tempo, a invertire questo trend e ben il 7% dei pazienti che vi affluiscono sono residenti in altre regioni italiane. In cinque anni dalla sua nascita (luglio 1999) sono stati realizzati oltre 300 trapianti. Nel 2004, è stato il primo centro per numero di trapianti di fegato da donatore vivente, in Italia, (9 quelli realizzati) e fra i primi cinque per i trapianti di fegato da donatore da cadavere (72 quelli eseguiti). Questanno è stato eseguito, per la prima volta in una struttura del Sud Italia, il trapianto di polmone. LIsmett è una realtà unica nel suo genere, che Prevenzione Tumori ha visitato. Ecco il resoconto di una giornata trascorsa in questo Istituto di matrice americana, dove il personale parla correttamente litaliano e linglese.
Una piccola Pittsburgh
Il legame con gli Stati Uniti è forte, perché lIsmett nasce da una partnership internazionale fra la regione Sicilia - attraverso gli ospedali Civico e Cervello - e lUniversità di Pittsburgh Medical Center (Upmc). Un centro completamente innovativo, moderno, asettico (escluso lumanità degli operatori), secondo il modello applicato allUniversità americana della Pennsylvania, prima al mondo per il numero di trapianti eseguiti. È il primo ospedale italiano dedicato esclusivamente ai trapianti e alle terapie necessarie per curare le insufficienze terminali degli organi. Nel 2004 lIsmett ha ricevuto tutte le autorizzazioni per eseguire i programmi di trapianto di organi solidi da donatore cadavere a donatore vivente (compresi, nel caso di trapianti di rene e fegato, anche quelli pediatrici). "Lobiettivo dellIstituto è quello di diventare un punto di riferimento per tutti i pazienti del bacino del Mediterrano", spiega il professor Bruno Gridelli, direttore scientifico dellIstituto, con una consolidata esperienza nei trapianti maturata al Policlinico di Milano e agli Ospedali riuniti di Bergamo. "Per questo, il centro si sta attrezzando per essere sempre più accessibile ai pazienti stranieri che vogliono affidarsi alle cure dellIstituto. Da poco è stato avviato anche un programma clinico con lArabia Saudita e Dubai, dato che dopo l11 settembre, gli abitanti di quelle nazioni hanno difficoltà ad andare negli Usa. Non solo, è anche prevista la formazione di medici arabi che verranno allIsmett per perfezionare la tecnica dei trapianti e poter curare direttamente gli ammalati sul luogo. Del resto, la missione dellIstituto è quella di rispondere alle logiche di efficienza, considerando sempre la centralità del paziente. Gli elevati livelli di cura garantiti, non possono essere disgiunti dalla ricerca e dalla formazione che permettono di elevare gli standard delle prestazioni offerte. Sembrerà strano, ma nel nostro Istituto si fa anche prevenzione. Uno stile di vita corretto è fondamentale per prevenire la comparsa di determinate malattie. Non dimentichiamo che il diabete è spesso legato allobesità con tutte le conseguenze che ne derivano e che linsufficienza renale e quella cardiaca portano a un trapianto di reni o di cuore. La dialisi, inoltre, ha un costo altissimo che col tempo molte nazioni non potranno più permettersi. È allora il caso di intervenire prima, riducendo i fattori di rischio dove è possibile".
Il trapianto di fegato
In Italia, muoiono di tumore al fegato circa 11 persone su 100.000, ed è stato calcolato che, ogni anno, quasi il 5% delle persone affette da cirrosi, sviluppa un tumore epatico. In gruppi di pazienti altamente selezionati, il trapianto di fegato ha dimostrato di poter ottenere la guarigione definitiva. Sono 12 i centri in Italia che hanno ottenuto lautorizzazione da parte del Ministero per la salute, per eseguire i trapianti di fegato da donatore vivente, di questi solo 9, tra cui lIsmett, sono attivi. "Questo tipo di intervento presenta caratteristiche esclusive: la donazione da vivente è lunico caso in cui una persona assolutamente sana viene sottoposta a unoperazione di chirurgia maggiore, con tutti i rischi del caso", dice il professor Amedeo Marcos, direttore clinico della Upmc, considerato fra i massimi esperti in questo settore e che, una volta al mese, opera allIsmett. "Nel caso di trapianto di fegato sono molto forti le implicazioni psicologiche perché, per il ricevente, si tratta di un intervento salvavita per cui non esiste una terapia sostitutiva. Questo tipo di intervento è più complesso rispetto a quello di un trapianto da cadavere. Questultima chance andrebbe riservata ai pazienti che hanno ancora una funzione epatica discretamente conservata, come chi soffre di un cancro al fegato. Qual è il futuro per questo tipo di trapianti? Le cellule staminali costituiscono una grande potenziale risorsa per la cura delle malattie che producono linsufficienza terminale di organi vitali, quali cuore, fegato e rene. Per ora, solo nel caso del cuore, si cominciano a vedere dei risultati. Il fegato è un organo molto più complesso del cuore e penso che ancora per molti anni ci sarà la necessità di trapiantare lorgano intero o parte di esso. Forse, per alcune malattie metaboliche rare sarà possibile ricorrere al trapianto dei soli epatociti o di cellule staminali adulte. Unaltra strada interessante è la rigenerazione del fegato. A Pittsburgh, abbiamo vari gruppi di ricerca che si occupano della rigenerazione epatica. Si tratta di ricerche ancora di base, ma che potranno, in futuro, avere una straordinaria ricaduta clinica anche nel campo dei trapianti. Se riusciremo a governare la rigenerazione potremo, con maggiore sicurezza, eseguire i trapianti con la tecnica dello split liver (un metodo che prevede di dividere in due parti il fegato prelevato da donatore cadavere e da donatore vivente) ".
Hi-tech per offrire un servizio migliore al paziente
LIsmett è un vero e proprio modello di alta tecnologia. È uno dei primi centri ospedalieri in Italia, senza carta, dove tutto - dalle pellicole di radiologia, fino alla cartella clinica - è informatizzato. Al paziente non vengono più date le pellicole di radiologia, ma un cd-rom che contiene tutti gli esami eseguiti. Per fare un esempio, è possibile visualizzare immediatamente tutta la storia clinica del paziente, gli esami clinici eseguiti presso lIstituto, i farmaci somministrati. Ciò permette di individuare in tempi rapidi la terapia migliore per ogni singolo malato e di rendere più agevole loperato dei medici e degli infermieri. Non solo, cè anche un sistema di telepatologia: attraverso una connessione dedicata con lUpmc, i medici di Palermo possono inviare immagini digitalizzate e dati clinici relativi ai campioni utilizzati, per ottenere la consulenza di esperti americani, in tempo reale. Inoltre, il Centro ha a disposizione le migliori attrezzature del settore, come le apparecchiature per la radiologia tridimensionale, che permettono di osservare tutte le sfaccettature di un organo.
LIsmett è lunico partner italiano del progetto Emispher, un progetto di cooperazione con le strutture mediche di nove paesi (Belgio, Francia, Germania, Italia, Algeria, Cipro, Egitto, Marocco, Tunisia e Turchia) per avviare la prima piattaforma internet-satellitare. Il progetto, finanziato dallUnione Europea prevede la creazione della prima Università medico-virtuale, dove i professionisti dei centri medici coinvolti, potranno eseguire le dimostrazioni scientifiche, come interventi di alta specializzazione, lezioni o corsi di perfezionamento a distanza.
Una Cell factory per il diabete
Allinterno dellIsmett, tra breve, verranno avviati innovativi programmi di ricerca scientifica con partner internazionali, come il Thomas Starzl Institute di Pittsburgh, il Diabetes Research Institute di Miami e lEuropean Molecular Biology Laboratory di Monterotondo. Partirà anche il progetto della Cell Factory, una fabbrica per la processazione, la conservazione e la distribuzione delle isole pancreatiche e delle cellule staminali adulte, che permetterà lavvio dei trapianti di isole pancreatiche (per la cura del diabete) e cellulari. Grazie alla posizione strategica dellIstituto, le cellule prodotte potranno essere distribuite in tutti i Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Va ricordato che il numero dei casi di diabete mellito, negli ultimi anni, è praticamente raddoppiato e gli esperti parlano di vera e propria epidemia. Per questo progetto, lIsmett, si avvale della collaborazione del professor Camillo Ricordi, presidente dellIstituto e direttore del Diabetes Research Institute di Miami. Ricordi è considerato una delle massime autorità nel trapianto delle cellule pancreatiche, per aver inventato il metodo Ricordi, un metodo automatico che permette la purificazione delle cellule del pancreas che producono insulina, senza dover ricorrere ai farmaci immunosoppressivi. Attualmente nel nostro paese sono più di 200 i pazienti iscritti alle liste di attesa per un trapianto di pancreas o di cellule pancreatiche.
LIsmett in numeri
Il centro di eccellenza si espande su 12.000 metri quadrati, conta 70 posti letto (44 in degenza, 14 in terapia intensiva, 12 in sala risveglio), quattro sale operatorie. Cinque i piani a disposizione, dove sono presenti tutti i laboratori di analisi, microbiologia, radiologia, infettivologia, farmacia, dialisi e anatomia patologica. Lintera opera è costata 98 miliardi di vecchie lire. I soldi sono stati recuperati da fondi ministeriali previsti per il riammodernamento delle strutture sanitarie, che la Sicilia stava perdendo, a vantaggio di altre regioni. Adesso, allIstituto, vengono garantiti, da parte della Regione, un finanziamento annuale pari a 69,5 milioni di euro e il pagamento delle prestazioni eseguite attraverso il sistema sanitario nazionale. Sono oltre 500 le persone che lavorano allIstituto, di questi 300 sono già stati assunti, i rimanenti 200 verranno selezionati entro lanno. Nellarco di un anno, 32 infermieri siciliani e 10 medici, sono stati inviati a Pittsburgh, presso l Upmc, dove hanno ricevuto una specifica formazione sui trapianti multiorgano. Quale sarà il futuro di questo gioiello? "Nel giro di uno/due anni saranno costruiti i laboratori di ricerca dedicati alla medicina rigenerativa", risponde il professor Gridelli. "Tra qualche anno, invece, verrà creata una struttura, grande come lIsmett, tutta dedicata alla ricerca sulle biotecnologie. Anche in questo caso, ci ispireremo alla struttura già presente allUniversità di Pittsburgh, una città che dalla crisi dellacciaio ha saputo rinascere, diventando il centro più importante al mondo per i trapianti".
Indirizzi utili
ISMETT
Piazza SettAngeli, 10
90134 Palermo
Tel.: 091.6056511 Fax: 091.331454
www.ismett.edu
Azienda Ospedaliera Universitaria Di Bologna
Via Pietro Albertoni, 15
40138 Bologna
Centralino: 051.6363111 Fax: 051.6361395
Prenotazioni/informazioni: 051.6361259
www.med.unibo.it
Azienda Ospedaliera Di Padova
Via Giustiniani, 1
35100 Padova
Centralino: 049.8211111 Fax: 049.8212005
Prenotazioni/informazioni: 840 000664
www.sanita.padova.it
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