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MILD: diagnosi precoce del tumore polmonare sotto studio

Valentina Ardia, N. 11 novembre 2005

Al varo un progetto importante all’Istituto Nazionale Tumori di Milano che coinvolgerà molti altri centri in Lombardia e non solo. Lo studio Multicentrico italiano MILD, sulla diagnosi precoce del tumore polmonare, valuterà se l’esame periodico del torace con TAC spirale, associato o meno ad altre metodiche diagnostiche d’avanguardia, sia in grado di ridurre la mortalità per cancro polmonare in soggetti ad alto rischio.
Il carcinoma polmonare si è guadagnato una nomea poco accattivante, ma realistica. Spesso viene definito come una patologia “silente”, ovvero difficilmente diagnosticabile fino a quando non raggiunge uno stadio così avanzato da rendere poco efficaci molte delle cure a disposizione della medicina moderna.
Forse, però, le cose potrebbero andare diversamente, perché i segnali ci sono e imparando a dare loro la giusta importanza, una diagnosi precoce sottrarrebbe tempo prezioso all’avanzare della malattia. Questo è quello che ha spinto e ispirato la nascita di MILD: un progetto a lungo termine di cui ci parlerà il dottor Ugo Pastorino, direttore dell’Unità di Chirurgia Toracica all’Istituto Nazionale Tumori, che segue in prima persona il progetto, insieme a un’equipe di specialisti di tutto rispetto.

Quando è partito il progetto MILD e quali sono i tempi previsti per il conseguimento degli obiettivi prefissati?
"Il progetto è partito con la fase pilota a metà settembre, esattamente il 17, con la previsione di entrare a pieno regime entro la fine dell’anno, poiché l’iniziativa prevede il coinvolgimento di molti centri della Lombardia e del territorio nazionale. Dato che l’obiettivo è quello di raggiungere, in tutta la Lombardia, più di 5.000 persone che si sottopongano al progetto, poiché ci sembra possa essere un campione significativo per una valutazione a largo raggio e con carattere scientifico di un certo peso, vorremmo monitorare i volontari iscritti al MILD per un periodo minimo di 10 anni".

Come viene selezionato il campione?
"Ovviamente il target ottimale deve avere un’età compresa tra i 50 e i 75 anni e deve essere un accanito fumatore da almeno vent’anni o deve aver smesso da meno di dieci anni. Questi requisiti sono imprescindibili ai fini dello studio".

A quali esami verranno sottoposti i volontari partecipanti?
"Il programma prevede due modalità differenti: una parte del campione verrà sottoposto agli esami di diagnosi precoce come la Tac spirale e la visita pneumologica e altre ricerche con una scadenza abbastanza intensiva (almeno una volta l’anno), mentre un’altra parte riceverà un controllo meno intensivo che prevede la Tac ogni due anni. Diciamo che questo è il protocollo di base con cui partiamo".

Quali informazioni pensate di ottenere da questo protocollo di base?
"Confrontare coloro che vengono sottoposti a un monitoraggio più o meno intensivo, con coloro che non hanno affrontato alcun tipo di diagnostica ci permette, o almeno questo è uno degli obiettivi, di avere informazioni preziose che diano validità alla possibilità di attuare, in modo concreto, la diagnosi precoce al carcinoma polmonare. Ciò che ci interessa è capire se sia possibile quantificare il rischio individuale di ciascun soggetto, se insomma esista un gene, come dire di “predestinazione”, da tenere sotto controllo. Inoltre vorremmo stabilire, per quanto possibile, se nei soggetti in cui il fumo ha provocato una degenerazione cellulare alta, si possa prevedere anche un rischio maggiore di tumore".

Come si possono ottenere queste informazioni?
"È fondamentale abbinare alla Tac e alla visita pneumologica, anche delle analisi del sangue specifiche. Dal campione di sangue che preleviamo, effettuiamo sia l’analisi proteomica che quella del DNA libero nel sangue e ciò ci permette di ottenere una sorta di caratterizzazione di rischio individuale".

Diagnosi precoce e prevenzione come sono correlate?
"Questo è un nodo fondamentale da affrontare, a cui tengo molto. Bisogna partire dal presupposto che la diagnosi precoce non fornisce un’alternativa all’azione preventiva. L’obbiettivo primario di ogni medico è quello di far smettere di fumare il paziente, questa è la vera azione preventiva. La diagnosi precoce è uno strumento di assoluta importanza, ma va sottolineato che svolge un’azione completiva alla prevenzione, in quanto i benefici che si ottengono smettendo di fumare sono molti, ma non promettono l’abbattimento del rischio di contrarre la malattia, solo un probabile arresto. Ecco che entra in gioco il monitoraggio tramite accertamenti costanti nel tempo. Smettendo di fumare si abbassa in modo esponenziale il rischio di patologie cardiovascolari, purtroppo lo stesso discorso non è fattibile per quel che concerne il carcinoma polmonare. Il quale presenta un’altra caratteristica negativa che consiste nella maggiore possibilità di sviluppo di tumori multipli, anche dopo l’eliminazione del carcinoma polmonare".

Quali risultati vi aspettate da questo progetto?
"L’obiettivo primario è quello di riuscire a individuare in tempo, la presenza del carcinoma in modo da effettuare interventi sempre meno invasivi, meno rischiosi e anche meno dispendiosi per le strutture ospedaliere già sovraccariche. Il dibattito sulla possibilità di prevenire la mortalità del tumore polmonare è aperto da tempo e speriamo di poter dare un contributo valido e interessante grazie a questo studio. Speriamo, inoltre, di poter arrivare a definire una metodica ottimale nel campo della diagnosi precoce, che preveda l’integrazione regolare di Tac, pet e marcatori biologici".
Per meglio comprendere i diversi step del progetto MILD è d’obbligo un approfondimento sui differenti esami a cui i volontari verranno sottoposti.

TAC SPIRALE
La TAC spirale è un esame semplice e rapido, con un tempo di esecuzione di 10-15 secondi e una dose di radiazioni molto bassa, che permette di scoprire lesioni polmonari sospette, anche di pochi millimetri, senza bisogno di iniettare alcun mezzo di contrasto. La TAC spirale, che verrà impiegata in Istituto, è un apparecchio di ultima generazione, dotato di un programma di identificazione automatica dei noduli, che utilizza il software più avanzato in questo settore.

VISITA PNEUMOLOGICA
La visita pneumologica con esecuzione di spirometria, è un esame semplice e rapido che permette di misurare la quantità di aria che una persona può inspirare ed espirare, semplicemente soffiando in un tubo connesso a un computer. Questo esame permetterà di valutare il danno polmonare causato dal fumo e di caratterizzare i fattori di rischio nei soggetti inseriti nel programma di diagnosi precoce del tumore polmonare. Durante la visita, ai soggetti fumatori che lo desiderano, verranno forniti suggerimenti e consigli per smettere di fumare e verranno loro indicati i presidi in cui sono attivi i Centri di supporto.

PRELIEVO DEL SANGUE
Il prelievo di un campione di sangue permetterà l’esecuzione di indagini di biologia molecolare per valutare l’eventuale presenza di modificazioni del sangue suggestive di tumore polmonare e caratterizzare in modo più accurato il rischio individuale.
Gli esami verranno eseguiti presso l’Istituto e richiederanno circa due ore di tempo.

Come si aderisce al Progetto MILD?
L’adesione al Progetto MILD è assolutamente volontaria ed è completamente GRATUITA.
Iscriversi è semplice:

  • collegandosi al sito internet dedicato www.mildtrial.org, compilando la scheda di registrazione;
    oppure
  • inviando una mail all’indirizzo screening@capolmone.org, specificando i propri dati personali e il recapito telefonico, autorizzandone il trattamento.

Per maggiori dettagli sui Centri partecipanti al Progetto si può consultare il sito internet dedicato www.mildtrial.org o contattare il numero verde 800.21.36.01

SIGARETTE SOTTO ACCUSA
Il fumo, come premesso, è il principale fattore incriminato nello sviluppo del carcinoma broncogeno. Le prove a sostegno di tale affermazione non mancano e possiamo riassumerle così:

  1. l’esistenza di studi sperimentali e clinici che confermano la stretta correlazione esistente tra fumo e insorgenza di neoplasie polmonari;
  2. la presenza nella fase corpuscolata e gassosa del fumo di tabacco, di centinaia di sostanze chimiche differenti, molte delle quali hanno dimostrato chiare proprietà cancerogene per le cellule di coltura e per gli animali di laboratorio;
  3. la capacità del fumo di sigaretta di modificare l’equilibrio tra le diverse attività enzimatiche presenti nel tessuto polmonare;
  4. l’esistenza di un rapporto diretto tra intensità dell’esposizione al fumo e rischio di tumore. È stato calcolato che un fumatore di 20 sigarette al giorno abbia una probabilità su otto di morire di cancro polmonare ed il rapporto di rischio tra fumatori e non fumatori è di circa 25 a 1.

È un segnale quindi indiscutibilmente positivo, il fatto che la ricerca si stia muovendo sempre più nella direzione preventiva, supportata da un’azione di screening costante. Non è una novità che il cancro del polmone sia una forma tumorale nella quale la sopravvivenza dopo cinque anni dall’intervento è ancora molto bassa: in Europa il 10% circa. È però dimostrato che l’intervento precoce garantisce la sopravvivenza a lungo termine nell’80% dei casi. Un programma di monitoraggio ha come scopo perciò la capacità di identificare lesioni trattabili con successo. Sempre in tema di dati, dalle ultime statistiche emerge che l’85% delle persone a cui viene diagnosticato un carcinoma polmonare è costituito da fumatori o ex-fumatori accaniti. Il fumo di sigaretta rimane, quindi, il principale indiziato che provoca danni a volte irreparabili al nostro organismo.

CURE E TRATTAMENTI CARCINOMA POLMONARE
Le scelte per il trattamento del carcinoma polmonare, incontrano varie possibilità terapeutiche, singole o combinate, ma nessuna di queste è finora in grado di migliorare la sopravvivenza media oltre i 5 anni dalla diagnosi.
Il piano terapeutico viene elaborato sulla base di molteplici fattori, tra cui le condizioni generali del paziente, il tipo e le dimensioni del tumore, il suo stadio di sviluppo e diffusione (metastasi). Le opzioni terapeutiche più conosciute sono la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia, ma da alcuni anni si parla anche di terapia genica e di inibitori cellulari.

INTERVENIRE CHIRURGICAMENTE
La chirurgia è la cura più efficace soprattutto nei casi di tumore a piccole cellule in stadio I e II. L’obiettivo è la rimozione della massa tumorale e la procedura consiste nell’asportare un lobo del polmone, lobectomia, oppure l’intero polmone, pneumonectomia, se, invece, si interviene solo su una porzione del lobo si esegue una resezione a cuneo. L’asportazione di un lobo o addirittura dell’intero polmone non impedisce la ripresa in tempi adeguati delle normali attività. Si può ricorrere alla chirurgia anche quando il tumore si è diffuso in altri organi, possibilità questa non rara nel caso di tumore al polmone.
La sopravvivenza a 5 anni è del 90% se lo stadio è Ia, del 60% se è IIa, ma scende al 50% per lo stadio Ib e al 30-40% per lo stadio IIb. Per alcuni casi di tumore in stadio III si può scegliere la chirurgia in alternativa alla radioterapia, dopo cicli di chemioterapia. La sopravvivenza a 5 anni è però molto bassa, 10-30%, ma può migliorare con la combinazione di trattamenti.

CHEMIOTERAPIA
La chemioterapia è spesso il trattamento di scelta per gli altri stadi del carcinoma non a piccole cellule e per quello a piccole cellule, e agisce come adiuvante nel programma di trattamento del paziente. Solitamente due o più farmaci antitumorali, la cui scelta dipende ancora una volta dal tipo di tumore, vengono somministrati per via orale o endovenosa e raggiungono, attraverso il flusso sanguigno, tutti i distretti corporei. I vantaggi della chemioterapia si esprimono soprattutto nei casi in cui il tumore si è diffuso e ha metastatizzato altri organi oltre al polmone. Il cocktail di farmaci aggredisce le cellule tumorali, ma può anche danneggiare le cellule sane, provocando effetti collaterali di vario genere. Tra gli altri effetti possibili, visto che può raggiungere le cellule emopoietiche del midollo osseo che producono il sangue stesso, si assiste a un calo della quantità di cellule del sangue, globuli bianchi, globuli rossi e piastrine, e quindi a un aumento delle infezioni, a comparsa di difficoltà della coagulazione e al presentarsi di quella particolare spossatezza denominata “fatigue”.

RADIOTERAPIA
Per eliminare le cellule tumorali, la radioterapia sfrutta proprio l’elevata energia contenuta nelle radiazioni. È un trattamento di base che viene eseguito, in combinazione con la chemioterapia, su carcinomi polmonari primari, quando le condizioni del paziente non permettono di procedere con la chirurgia oppure prima e/o dopo la rimozione chirurgica stessa, per eliminare i residui cancerosi più piccoli eventualmente sfuggiti al bisturi.
La radiazione viene proiettata verso la massa tumorale seguendo una mappatura designata preventivamente e che individua con precisione l’area verso la quale orientare il campo di irradiazione.

TERAPIA FOTODINAMICA
La sperimentazione della terapia fotodinamica, sui pazienti con carcinoma polmonare, risale agli anni ‘80, ora è più che una sperimentazione visto i risultati positivi raggiunti. Si basa sull’impiego di sostanze che, iniettate endovena, vengono assorbite dalle cellule, ma mentre quelle normali le rilasciano velocemente, nelle cellule neoplastiche hanno permanenza maggiore. Ed è qui che entra in azione il laser che sfrutta la permanenza della sostanza iniettata nelle cellule malate, la quale viene attivata dalla luce laser portando all’eliminazione delle cellule “cattive”. Tecnica questa che viene usata per trattare tumori polmonari localizzati e raggiungibili, ovviamente, per via endoscopica.

Strutture ospedaliere partecipanti al MILD
Istituto Nazionale Per La Cura Dei Tumori
Via Venezian,1; Milano.
www.istitutotumori.mi.it;
tel. 02.23902162

Ospedali Riuniti Di Bergamo
Largo Barozzi,1; Bergamo.
www.ospedaliriuniti.bergamo.it;
tel. 035.269111

Azienda Ospedaliera Di Busto Arsizio
Via A. da Brescia, 1; Busto Arsizio.
www.aobusto.it;
tel. 0331.699210

Ospedale Di Circolo Di Melegnano
Via Pandina, 1; Località Zizzolo Predabissi, Melegnano (Milano).
www.aospmelegnano.mi.it;
tel. 02.98051, 800899899

Ospedale Di Saronno
Vedi rif. Busto Arsizio

Fondazione Maugeri Pavia
Via Ferrata, 4; Pavia.
www.fsm.it;
tel.0382.5921

Arcispedale S. Maria Nuova Reggio Emilia
Viale Risorgimento, 57; Reggio Emilia.
www.asmn.re.it;
tel. 0522.296677

Azienda Ospedaliera C. Poma Mantova
Viale Albertoni, 1; Mantova.
www.ospedalimantova.it;
tel. 0376.2011, 0376.323143

Ospedale San Gerardo Monza
Via Pergolesi, 33; Monza.
www.hsgerardo.org;
tel. 039.2331

Ospedale Di Cremona
Viale Concordia, 1 ; Cremona.
www.ospedale.cremona.it

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