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Fragole anticancro
Franca Filipponi, N. 5 maggio 1998
É possibile che la genetica intervenga nel settore alimentare per migliorare l'impatto dei cibi con l'organismo e stimolare la prevenzione delle malattie oncologiche. Vediamo che cosa bolle nella pentola.. dei cibi transgenetici. "Il cibo può fare molto più che saziare. Ha effetti sulla psiche, sul sistema immunitario, sull'aspetto fisico, e aiuta a prevenire le malattie". É quanto si legge in uno studio apparso lo scorso mese su una diffusa rivista scientifica, dedicato al menu del prossimo secolo, quando potrebbero sparire, o quasi, molti cibi tradizionali per fare posto ad altri, definiti "transgenetici" e "nutriceutici". Il primo termine sta a indicare prodotti che hanno subito manipolazioni o interventi correttivi che hanno eliminato alcune caratteristiche naturali, quali caffeina e teina, grassi saturi, eccesso di zuccheri. Il brutto neologismo "nutriceutici" identifica cibi che contengono, fra l'altro, farmaci utili all'organismo, per lo più sostanze capaci di stimolare e rafforzare le difese organiche contro determinate malattie; non si tratta ovviamente di elementi aggiunti successivamente (cioè nella fase di inscatolamento, della cottura o del confezionamento, come già accade quando si arricchisce un alimento con vitamine o sali minerali) bensì sviluppate durante il processo stesso di crescita del vegetale o dell'animale. La novità assoluta in materia sarebbe rappresentata - il condizionale e d'obbligo dalla fragola anticancro, messa a punto dal dipartimento americano dell'agricoltura, che produce durante la maturazione acido ellegenico, una sostanza capace di bloccare l'azione delle sostanze cancerogene. Il prodotto, di aspetto assolutamente normale, deve ancora subire una lunga serie di controlli prima di comparire nei cestelli dei supermercati, ma c'è chi assicura che effettivamente potrà contribuire ad aumentare in modo sensibile le difese immunitarie attraverso un'efficace azione di prevenzione. Naturalmente, trattandosi pur sempre di farmaci, sarà necessario verificare la presenza di controindicazioni e di effetti secondari eventualmente sfuggiti durante le prime fasi della sperimentazione. Più prossimo aentrare in commercio, almeno in Gran Bretagna, un tipo di pane che, grazie alla presenza di fitoestrogeni contenuti nel grano, può attenuare i sintomi più fastidiosi della menopausa, specie le vampate di calore. L'elenco delle novità destinate a figurare sulle tavole è lungo e l'alimento più prossimo a essere distribuito su larga scala, da una società di Edimburgo, e il "Myco beef", una bistecca costruita con proteine ricavate da funghi coltivati, che costerebbe pochissimo e che risulterà del tutto priva di grassi animali. La ricerca procede lungo due direttrici destinate per altro a incrociarsi spesso, e cioè attraverso la correzione degli errori naturali presenti in vari geni alimentari e la trasformazione dei prodotti affinché acquisiscano determinate caratteristiche utili. Il primo obiettivo consiste nel togliere dalle sostanze vegetali o animali quelle componenti che le rendono inadatte all'alimentazione di alcuni soggetti o, in generale, di tutti (per esempio i grassi animali). Esempi di questo tipo sono le mucche in grado di dare latte magrissimo, maiali la cui carne, pur senza perdere il caratteristico sapore, ha le stesse caratteristiche di quelle bianche; piante di caffe dai chicchi già decaffeinati ecc. Il secondo filone, ancora più delicato, punta a far s che l'animale o la pianta producano durante il loro ciclo vitale sostanze benefiche, soprattutto a scopo di prevenzione (più difficile è pensare a un uso terapeutico in senso stretto). Tali cibi inoltre potranno essere programmati in modo da risultare inattaccabili dai batteri, quali salmonella e stafilococchi, e mantenersi inalterati a lungo senza bisogni di conservanti chimici, non di rado dannosi alla salute. I sostenitori di queste tecniche all'avanguardia, che hanno già prodotto, fra gli altri, i pomodori che restano sempre sodi come appena colti, insistono sul fatto che il sapore dei cibi non si altera, per tanto il consumatore non avrà modo di cogliere la differenza tra prodotto naturale e manipolato geneticamente. Essi promettono controlli severissimi per frutta, verdura e animali da latte, tali da escludere ogni rischio Inoltre, a loro parere, l'alimentazione transgenetica-nutriceutica garantirà una migliore qualità della vita; e cibi così ottenuti potranno essere confezionati, inscatolati, surgelati o cotti prima di essere posti in commercio senza l'aggiunta di conservanti artificiali Da ultimo ma non per importanza, i cibi costeranno meno e saranno disponibili in quantità pressoché illimitata, il che costituirebbe un vantaggio non da poco per una umanità in costante crescita (circa 100 milioni di bocche in più da sfamare ogni anno) e con uno sterminato numero di persone che si nutrono poco e male (soprattutto i bambini) a differenza di altri che si nutrono molto e male, e che pure si ammalano spesso
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