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Mente e Corpo uniti nella malattia
Lara Bettinzoli, N. 10 ottobre 2006
Proviamo a immaginare cosa potremmo fare della nostra vita se potessimo cambiare le nostre percezioni riguardo alle cose che ci circondano e che accadono dentro di noi.
Potremmo percepire la malattia come una strada che ci consente di crescere a livello emozionale, e che racchiude in sé la storia della nostra vita. In questo modo potremmo vivere con più coscienza e al massimo del nostro potenziale.
Negli ultimi venti anni il mondo scientifico ha unificato molti rami della medicina quali lendocrinologia, la neurofisiologia e limmunologia e ha creato profondi legami tra la psicologia, il comportamento e la biologia delluomo. Così, allo studio di queste connessioni tra corpo e mente, è stato attribuito il termine di Medicina Comportamentale (MindBody Connection). Attraverso anni di ricerca, si è arrivati a comprendere come la mente e il corpo siano connessi e come la loro interazione sia funzionale. Sulla base di queste osservazioni, possiamo affermare che le emozioni con la loro influenza, possono dare origine nel corso della vita allinsorgenza di molte malattie quali, ad esempio, le neoplasie.
La medicina convenzionale considera il tumore come la manifestazione visibile di un difetto cellulare e la cura consiste nellasportarlo o nel distruggerlo con irradiazioni o sostanze chimiche. La prassi medica considera quindi il tumore praticamente lunico bersaglio dellintervento terapeutico, a causa della premessa meccanicistica secondo la quale "il tumore insorge de novo in un organismo per ogni altro verso sano".
Per comprendere meglio lincidenza del fattore psichico sulla malattia somatica, abbiamo intervistato la dottoressa Daniela Mannucci, psicologa presso lIstituto Tumori di Genova.
Dottoressa Mannucci, le emozioni possono produrre materialmente il cancro?
Le emozioni, lo stile di vita e gli atteggiamenti mentali possono influenzare notevolmente la nostra salute.
Partiamo da alcune osservazioni: quando noi siamo affaticati o siamo depressi ci accade spesso di ammalarci di forme morbose simil-influenzali o di vedere comparire sulle nostre labbra il fastidioso Herpes labiale. Ancora osserviamo che i pazienti che devono essere sottoposti ad un intervento chirurgico e che nei giorni precedenti sono particolarmente ansiosi e hanno paura di quello che dovranno affrontare, sviluppano facilmente infezioni post operatorie.
Le pazienti affette da lesioni da papilloma virus genitale, che vivono la loro malattia in modo drammatico, e magari, se contratta in un rapporto extraconiugale, con notevoli sensi di colpa, vanno facilmente incontro a recidive o addirittura possono sviluppare un cancro. È opinione comune che lo stress emozionale che deriva da un grave lutto (senza essere riconosciuto, assimilato e trasformato a livello emotivo), possa creare condizioni favorevoli per linsorgenza di malattie gravi, comprese quelle neoplastiche.
Queste osservazioni che fino a pochi anni fa potevano sembrare inspiegabili, possono ora essere comprese attraverso la disciplina della psico-neuro-endocrino-immunologia. È, infatti, ormai dimostrato che il sistema nervoso, il sistema endocrino e quello immunitario comunicano tra loro a vari livelli, attraverso una complessa rete nella quale sono coinvolte le molecole dellinformazione quali neuropeptidi, ormoni, citochine e recettori centrali e periferici.
È dunque vero il proverbio il riso fa buon sangue?
Certamente. Recentemente è stato scoperto che il buonumore preserva dalle infezioni perchè in condizioni di stress mantiene i livelli delle immunoglobuline della classe A e stimola la produzione di endorfine che agiscono sul sistema immunitario.
È quindi possibile agire sul sistema immunitario?
Quando parliamo di emozioni, dobbiamo sapere che esse sono lanello di una lunga catena di processi conoscitivi comportamentali che coinvolgono connessioni neuronali e il sistema endocrino. Trattasi di un processo molto complesso. Tutto ciò avviene in modo inconscio ed estremamente rapido.
Se noi esaminiamo le situazioni di stress cronico con le quali il paziente ha vissuto, possiamo comprendere come le nostre emozioni siano la chiave del nostro sistema immunitario.
Non dobbiamo immaginare il cancro come una malattia che insorge da un momento allaltro; è invece vero proprio il contrario. È il risultato, infatti, di anni di condizionamento psicologico-emozionale che ha causato stress nel nostro organismo tale da modificare dal punto di vista biochimico lintero sistema agendo su di un livello cellulare profondo. Se noi adoperiamo una macchina in modo sbagliato, senza conoscere le istruzioni o le sue funzioni fondamentali, ad un certo punto la macchina si romperà: è proprio quello che può avvenire nel nostro organismo.
Recenti ricerche hanno dimostrato che stati di stress particolarmente intensi e protratti, sono in grado di alterare determinati parametri immunitari: diminuzione della sintesi di anticorpi, aumento dei linfociti T suppressor, ridotta produzione di interferone e alterazione della funzionalità delle cellule natural Killer che rivestono un ruolo di primo piano nellimpedire linsorgenza dei tumori. In condizioni di stress cronico entra, infatti, in azione lasse ipotalamo-ipofisi-surrene con la liberazione di quantità elevate di adrenalina e cortisolo che esercitano unazione immunosoppressiva creando nellindividuo il terreno favorevole per lo sviluppo di infezioni e malattie neoplastiche.
Dottoressa Mannucci, lei applica nel suo lavoro i principi della Medicina Comportamentale. Ci vuole spiegare di che cosa si tratta?
La medicina comportamentale è basata sullinseparabile collegamento esistente tra mente e corpo e le interazioni molto specifiche tra i pensieri di una persona, gli schemi delle sue convinzioni inconsce e i loro effetti sul corpo fisico. È una branca della medicina che utilizza teorie, metodi e trattamenti psicoterapeutici analitici e creativi per arrivare ad una comprensione profonda del mondo interiore del paziente, con i pensieri, le emozioni e le convinzioni che lo caratterizzano. Alcuni pensieri, infatti, sono collegati a uno stato di disagio interiore, provocato dalla costruzione di schemi mentali ricorrenti. Lo scopo è individuarli, correggere certi schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà, e arricchirli con altri pensieri più oggettivi e più funzionali al benessere della persona. Inoltre è necessario modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona ha in tali circostanze mediante lapprendimento di nuove modalità di reazione. È necessario scoprire quali siano le convinzioni, costruite in base alle esperienze, che causano un determinato comportamento e una precisa modalità nellaffrontare le situazioni che alla fine possono sfociare in malattia o costituire concausa dellinsorgenza del cancro.
Quali sono i campi applicativi della Medicina Comportamentale?
I pazienti affetti da disagi cronici, pazienti affetti da malattie che hanno nello stress la loro causa di insorgenza, coloro che sono dipendenti da droga, alcool e fumo, quelli che hanno necessità di migliorare le proprie prestazioni, infine i pazienti portatori di malattie neoplastiche.
Soffermiamoci sulle indicazioni oncologiche.
In campo oncologico la Medicina Comportamentale può aiutare il paziente a non avere paura dellintervento chirurgico, a tollerare meglio i deficit funzionali che spesso lo accompagnano, a ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia e il dolore quando la neoplasia è avanzata. Inoltre la Medicina Comportamentale gioca un ruolo importante nella preparazione alla morte del paziente terminale.
Può entrare nei dettagli dei singoli punti per permetterci di comprendere meglio?
Per quanto riguarda la preparazione allintervento attraverso le tecniche di meditazione di rilassamento e simbolismo visuale, possiamo ridurre le ansie che di solito accompagnano questa fase. Laspetto più importante del mio intervento psicologico, è quello di smantellare le convinzioni negative e i pregiudizi dei pazienti. Ciò permette loro di entrare in sala operatoria rilassati e con una visione positiva circa lintervento e i risultati post operatori.
Unaltra area verso cui ci siamo indirizzati è quella che si avvale di schemi linguistici. Le parole che usiamo nel nostro linguaggio quotidiano sono unespressione dei nostri pensieri. Essi possono sembrare abbastanza insignificanti e anche non importanti, tuttavia hanno un così profondo effetto sulla nostra mente subconscia che prendono una realtà circolare che circola al nostro interno e ha un profondo effetto sul sistema nervoso centrale e sono inseriti in modo intricato nella coreografia del sistema immunitario. Nel momento in cui diventiamo più consci delle parole che usiamo nellesprimere noi stessi, iniziamo davvero a notare un cambiamento nel nostro stato interiore e pertanto una variazione nel nostro comportamento.
Come possiamo influenzare la tolleranza al dolore?
Quando stimoliamo il Sistema Nervoso Parasimpatico applicando tecniche di respirazione, rilassamento profondo e simbolismo visuale siamo in grado di agire sulle sensazioni algiche.
È scientificamente provato che il respiro profondo controllato, influenza la soglia del dolore.
Ci può fare qualche esempio pratico?
Ho seguito recentemente una giovane donna portatrice di un carcinoma recidivo della lingua. Il programma terapeutico è consistito in Psicoterapia analitica allo scopo di ridurre lo stress connesso al tumore recidivo e aiutare la paziente ad adattarsi al suo aspetto fisico legato agli esiti dellintervento. Inoltre meditazioni di rilassamento guidate allo scopo di rinforzare la capacità e lautovolontà di guarire. Simbolismo visuale e meditazioni per lavorare con il dolore e la paura della morte, sviluppando fiducia nel processo di guarigione. Ho impiegato il simbolismo visuale mentale.Le tecniche di visualizzazione servono a sviluppare la consapevolezza utile a motivare la paziente nellinfluenzare il suo sistema immunitario. Lobiettivo è stabilire delle strategie allo scopo di dare alla vita significato e gioia e di ridurre la paura della malattia.
Lesempio dellIST è il primo in Italia o esistono altre strutture che applicano questo approccio ai pazienti neoplastici?
Già da diversi anni in Italia esiste il Simonton Cancer Centre Italia a Viterbo. Il dottor Simonton, oncologo di fama internazionale è il Direttore del prestigioso Simonton Cancer Institute in California. Il centro di Viterbo organizza conferenze informative, incontri terapeutici per i malati di cancro, corsi di formazione. Trattasi di un metodo di sostegno per i pazienti colpiti da neoplasia, che integra e completa le cure mediche tradizionali e insegna loro a vivere la malattia e i trattamenti in modo più costruttivo, alla ricerca di una migliore qualità di vita che porti gioia e dolcezza.
Qual è il Modello della Medicina Comportamentale?
Il Modello della Medicina Comportamentale si basa sulla possibilità di cambiare il decorso della malattia attraverso la comprensione dei profondi meccanismi che ne hanno determinato linsorgenza.
Con losservazione profonda possiamo iniziare a riscolpire le attitudini del paziente, a desensibilizzare le convinzioni psicologiche radicate nel tempo, schemi ripetitivi del pensiero ai quali egli abitualmente ricorre. Potremo così scoprire le emozioni, le avversità e lo sconforto che sono stati impressi in ogni cellula dellorganismo creando dei modelli prefissati che agiscono a livello conscio e inconscio. Quindi, accanto ai trattamenti medici convenzionali, con la Medicina Comportamentale viene reimpostata la struttura biochimica psicologica e siamo in grado, pertanto - cambiando lintero sistema - di interferire favorevolmente sullandamento della malattia.
Fin dal l970, la comunità scientifica ha dimostrato che le emozioni sono segnali cellulari implicati nel tradurre linformazione a livello del corpo. Infatti, fu scoperto che le sostanze delle informazioni emozionali sono costituite da recettori molecolari: da cui si sviluppò il concetto che i pensieri, le sensazioni e le emozioni avessero una base biochimica. Questi recettori molecolari sono stati spesso trovati legati alla superficie cellulare. Lincontro tra molecola e recettore costituisce la vera chiave chimica capace di trasferire linformazione dentro la cellula, modificandola profondamente. A queste molecole appartengono i neurotrasmettitori, gli steroidi, e i peptidi: essi giocano un ruolo importante in tutti processi vitali e sono stati trovati concentrati nel sistema limbico, che rappresenta il nostro cervello emozionale.
Cè una relazione tra il sistema nervoso e quello immunitario?
È presente un collegamento tra sistema nervoso e sistema immunitario. Questultimo, infatti, produce e secerne neuropeptidi che facilitano una comunicazione bidirezionale col sistema nervoso. Trattasi di un vero linguaggio biochimico che collega il cervello, gli ormoni, lapparato gastrointestinale, il sistema nervoso e quello immunitario in una rete di scambi comunicazionali.
Lo stress può essere dannoso a tal punto da innescare un processo di degenerazione cellulare?
Luso diffuso del termine stress nella cultura moderna ha reso questa parola un termine dai molti significati. La definizione può generare confusione. In realtà lo stress può essere uno stimolo, una richiesta o una risposta o linsieme di questi. Il cosiddetto meccanismo dello stress può essere attivato da un gran numero di situazioni che lindividuo vede come una minaccia. È puramente soggettivo e può essere qualsiasi cosa, da una montagna di bollette, ad un cibo, una persona, un pensiero o una situazione di emergenza nella quale la vita dellindividuo è a rischio. È la reazione ad uno stimolo specifico sia interno che esterno che sfocia in alterazioni fisiche, emotive e mentali. Le osservazioni cliniche confermano che leffetto dello stress è maggiore se viene minacciato un ruolo o una relazione al centro dellidentità dellindividuo o se insorge un problema o una situazione da cui apparentemente non cè via di uscita. Infatti, spesso, i mesi che precedono linsorgenza di una malattia sono caratterizzati da situazioni che generano stress per il paziente. Quando il meccanismo dello stress è attivato, il nostro complesso mente-corpo controlla alla velocità della luce tutte le esperienze passate, le memorie inconsce, collettive radicate profondamente nel Sistema Limbico e stabilisce se levento che sta accadendo rappresenta una minaccia. Questo processo dinamico ha un grande effetto sul Sistema Nervoso Simpatico con il rilascio per lungo tempo nel letto circolatorio di ormoni dello stress specifici quali il cortisolo. Laccresciuto livello ematico comporta modificazioni dellumore e del comportamento, altera la memoria, riduce il livello di serotonina e deprime il sistema immunitario.
Ognuno di noi dovrebbe assumersi la responsabilità della propria salute
Questo lavoro è un processo estremamente individuale ed implica la decodificazione dellesatto stimolo che alimenta il Meccanismo di Stress del paziente.
Le prime aree verso cui ci siamo indirizzati lavorando con i pazienti malati sta nellidentificazione dei maggiori fattori di stress nelle loro vite dai sei ai due anni antecedenti la loro diagnosi. Il modo in cui hanno partecipato alla loro malattia può assumere diverse forme come:
- permettendo alcuni tipi di stress nelle loro vite o rifiutando di riconoscere i propri limiti emozionali;
- possono aver imparato a ignorare i propri bisogni in modo da soddisfare i bisogni di altri;
- lincapacità di esprimere le loro sensazioni ed emozioni è basata sullassetto emozionale che hanno imparato fin da bambini. Il modo in cui noi gestiamo lo stress è di solito basato sulle regole che ci siamo prefissati e le regole che la società ha impartito di seguire. Queste regole possono limitare la capacità di una persona di gestire lo stress fino al punto che i problemi possono sembrare insormontabili. Ne risulta depressione, il sentirsi indifeso e la disperazione. È scientificamente dimostrato che tutte queste emozioni possono essere una delle concause dellinsorgenza del cancro.
Il Sistema Neuro-Endocrino-Immunitario
Lo stress consiste nelladattamento dellindividuo agli stimoli (stressor) provenienti dallambiente esterno in grado di evocare una reazione di allarme necessaria per ristabilire la funzionalità regolata (omeostasi) e lorganizzazione comportamentale.
La capacità di adattamento del singolo porta alla riduzione o allannullamento delle conseguenze negative.
Gli adattamenti omeostatici allo stress sono dovuti al Sistema Neuroendocrino che esplica la sua azione a livello cellulare attraverso numerosi mediatori chimici ormonali e non, percependo, elaborando e trasformando gli stimoli in messaggi agli organi effettori.
Il Sistema Immunitario (SI), il Sistema Nervoso Centrale (SNC) e il Sistema endocrino (SE) sono fisiologicamente integrati. La risposta immunitaria è regolata da meccanismi neuroendocrini e a sua volta è in grado di influenzare lattività del Sistema Neuroendocrino e di quello Nervoso. I linfociti e i macrofagi secernono citochine che influenzano il Sistema Neuroendocrino (SNE).
Il SNE e il SI costituiscono un circuito biologico integrato, dal momento che i medesimi segnali sono utilizzati sia per lo scambio di informazioni tra gli elementi dello stesso sistema sia per la comunicazione tra due diversi sistemi. Infatti il SI può modificare le sue risposte attraverso meccanismi automatici di regolazione oppure mediante segnali che provengono dal SNC e dal Sistema Endocrino. Inoltre le cellule del SI attivano specifiche risposte neuroendocrine e comportamentali trasmettendo segnali al SNE.
Lo stress porta ad innumerevoli variazioni adattative che avvengono attraverso un gran numero di effettori neuroormonali tra i quali lattivazione dellasse neuroendocrino IPOTALAMO-IPOFISI-SURRENE (IIS), che assieme al LC modula il mantenimento dellomeostasi del S.N.C., del sistema cardiovascolare, metabolico e immunitario, sia in condizioni di stress, sia nel mantenimento del metabolismo basale. Numerose condizioni fisiologiche, associate a fatica, sono in grado di diminuirne lattività. Lasse IIS e il LC sono legati da una relazione funzionale: il Corticotropin-Releasing Factor (CRF) aumenta il rilascio di noradrenalina dal LC e a sua volta laumento della noradrenalina stimola il rilascio di CFR.
Il SNE in condizioni di stress aumenta la secrezione di CFR, adrenalina, acido glutammico e GABA. A sua volta il CFR attiva i neuroni noradrenalinici del LC e stimola la secrezione ipofisaria dellormone adrenocorticotropo. Adrenalina e cortisolo portano ad una serie di reazioni che riducono o annullano gli effetti negativi dello stress. Una volta che gli stressor sono cessati lipercortisolemia ristabilisce lequilibrio omeostatico del SNE.
Il SI utilizza principalmente le citochine come messaggeri per la comunicazione con il SNE, ma anche neuropeptidi e neurormoni. Le citochine stimolano lattività del Locus Coeruleus (LC) e la secrezione ipotalamica di CFR.
Grazie allesistenza della rete bidirezionale di comunicazione tra SNE e SI, il SNE è in grado di percepire e di rispondere a numerosi stimoli non cognitivi indotti dallo stress di natura infettiva, autoimmune, neoplastica.
Se lo stress fisico è molto intenso si potrà assistere ad una momentanea diminuzione dei leucociti, delle citochine, e ad un aumento del rapporto linfociti T helper/suppressor.
Lipercortisolemia persistente deprime lattività dei linfociti T e B.
Le disfunzioni dellasse IIS e le modificazioni immunitarie portano ad una maggiore incidenza di malattie infettive, neoplasie, e per contro un miglioramento delle patologie autoimmuni nei soggetti depressi. Lo stress cronico e la depressione inducono modificazioni neurobiologiche molto simili da cui si ricava quindi una stretta relazione tra stress e depressione.
Curriculum Vitae della Dottoressa Daniela Mannucci
1998 Master Certificato in Counselling, (Medicina Comportamentale)
International College of Eclectic Therapies, London, United Kingdom
2000-01 Voice Dialogue (Dialogo delle Personalità) e Studio per lo Sviluppo del Bambino Interiore con Dottoressa Diana Kay Annis, Ph.D Palo Alto, California
2002 Peak Performance Training & NLP (Programmazione Neuro Linguistica)
(Psicologia Motivazionale) Robbins Research Foundation, San Francisco,
California
2003 Psychological Accelerated Information Processing (EMDR), (Desensibilizzazione e e Rielaborazione Attraverso i Movimenti Oculari) per gli eventi traumatici
Dottoressa Diana Kay Annis, Ph.D Palo Alto, California
2003 Cure preventive per obesità e disordini nutrizionali e psicologici attraverso
lalimentazione con Dottor Mario Rosenberg, Oxford, United Kingdom
2003-04 Analytical & Psychotherapeutic Counselling per la Ristrutturazione e Riadattamento
dei processi cognitivi, International College of Eclectic Therapies, London,
United Kingdom
2004 Diploma in Clinical and Analytical Hypnotherapy, International College of Eclectic
Therapies, London, United Kingdom
2005 Creative Psychotherapeutic Counselling, International College of Eclectic
Therapies, London, United Kingdom
Dal novembre 2005 counselling presso lambulatorio di patologia cervico-cefalica dellIstituto Tumori di Genova.
Indirizzi Utili
Istituto Nazionale Per La Ricerca Sul Cancro di Genova
010.5600809 - 010.5600471
Dottoressa Daniela Mannucci
cell. 340 745 0310
email daniela.mannucci@istge.it
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