|
|
Umanizzazione dei day hospital oncologici
Minnie Luongo, N. 10 ottobre 2006
Parte da Torino lumanizzazione degli spazi oncologici di un ospedale. Al San Giovanni Antica Sede, infatti, ha preso il via il primo grande progetto made in Italy, nato dallidea di ristrutturare architettonicamente le sale dattesa dei Day Hospital doncologia, a torto ritenute finora ininfluenti dal punto di vista terapeutico.
Il progetto
Grazie a questa iniziativa si sono riorganizzati gli spazi oncologici secondo le più avanzate indicazioni cliniche e psicologiche, servendosi di colori, design e musica studiati appositamente per aiutare e accogliere il paziente oncologico e la sua famiglia nella terapia giornaliera e contemporaneamente per combattere in maniera concreta lindifferenza verso ambienti e colori insignificanti, che spesso aggiungono paura e comunicano una sensazione dabbandono a se stessi.
Il progetto sperimenta positivamente la collaborazione fra pubblico e privato: sostenuto interamente da Amgen, azienda leader a livello mondiale nel settore delle biotecnologie applicate alla salute, e realizzato grazie al contributo scientifico e progettuale dellAzienda Sanitaria Ospedaliera S. Giovanni Battista - Molinette, di Torino, si propone di restituire calore, creando spazi di accoglienza in grado di suscitare emozioni positive durante le lunghe attese che i malati oncologici devono affrontare nel corso della terapia.
"Lidea è maturata nel 2004 quando abbiamo deciso di dedicare risorse intellettuali ed economiche al sostegno di un progetto sociale i cui effetti ricadessero direttamente sui pazienti, le loro famiglie e il personale medico - premette Marco Renoldi, AD Amgen Italia. Per offrire un segno concreto di sensibilità e attenzione verso i pazienti che affrontano una grande prova qual è la cura della patologia oncologica e che oggi, con il primo progetto concluso, comunichiamo coerentemente ai nostri valori".
Aggiunge il dottor Mario Airoldi, Direttore Oncologia Medica S.G.A.S. Torino: "Una ricerca, condotta in numerose strutture sanitarie in tutta Italia, ha confermato che questi spazi sono normalmente considerati di servizio, di secondaria importanza rispetto a quelli destinati alle terapie. I più recenti indirizzi dindagine psicologica confermano invece che spazi e tempi dattesa hanno uninfluenza diretta sui pazienti molto rilevante ai fini di una maggiore accettazione della propria condizione e della propensione al trattamento terapeutico".
Da qui è stata varata - grazie alla collaborazione con larchitetto Fiorella Spinelli, esperta di tematiche relative al rapporto tra individuo e ambiente costruito - unanalisi degli spazi dedicati allaccoglienza e allattesa in molti ospedali italiani. Il progetto che ne è seguito (elaborato assieme allarchitetto Matteo Rossetti) ha lobiettivo di combattere lindifferenza degli spazi ospedalieri. "Per far fronte a questa necessità - illustra larchitetto Spinelli - occorre un ambiente articolato aperto alla comunicazione, in grado di dare un senso a questo tempo dattesa, e consentendo la possibilità sia di distrarsi, sia di raccogliersi in se stessi. Soprattutto in un Day Hospital oncologico, dove i pazienti sostano a lungo e tornano abitualmente per le terapie, il concetto di sala dattesa deve lasciare il posto a quello di soggiorno". Pertanto, poiché unesperienza non può essere scissa dal luogo in cui si svolge, lintento progettuale è quello di restituire calore e valore agli spazi destinati agli utenti e agli operatori, creando luoghi daccoglienza in grado di suscitare emozioni e comunicare unidea di libertà e di continuità della vita.
Per il centro di Torino si calcola che annualmente oltre 1800 persone si rechino, più volte al mese, per sottoporsi a trattamenti oncologici Day Hospital. Ma questo importante progetto di umanizzazione non si fermerà qui: sempre promosso da Amgen, difatti, il programma - che ha previsto un primo investimento di circa due milioni di euro - si articola in complessivi 6 interventi, da realizzarsi entro i prossimi 12 mesi. Gli altri 5 ospedali nei quali è già in corso la progettazione sono: lOspedale S. Raffaele di Milano, lOspedale Busonera di Padova, lOspedale di Cosenza, lOspedale S. Eugenio di Roma e il Policlinico di Palermo.
Limportanza di una nuova sensibilità
Oggi i medici devono curare luomo, non solo il tumore. È questa la ferma convinzione del dottor Airoldi, per il quale "è impossibile curare senza prendersi cura: il nostro compito, insomma, è quello di non essere indifferenti. E valutare il paziente nella sua dimensione olistica, aiuta senzaltro a umanizzare lassistenza".
"A questo proposito - continua Mario Airoldi - nel nostro ospedale, fra gli altri, lavorano uno psico-oncologo, un terapista del dolore, un arteterapeuta, e naturalmente parecchi volontari".
Sempre Airoldi sottolinea limportanza di non sottovalutare mai il disagio psicologico provato dai malati oncologici. Un disagio che comprende ansia, depressione e, talvolta, anche forme di delirium. Inoltre, "da un recente questionario (rigorosamente anonimo) del Cipomo, è risultato che non è raro trovare pazienti oncologici soddisfatti delle terapie cui sono sottoposti, ma decisamente insoddisfatti dei locali degli ospedali, specialmente della sala dattesa, luogo dove spesso sono costretti a trascorrere intere ore".
Lintervento artistico come terapia
Come accennato, laspetto architettonico del progetto è curato dallarchitetto Fiorella Spinelli, che affianca allattività di progettista nellambito delledilizia pubblica, la ricerca nel campo delledilizia sanitaria (è anche autrice di un libro sul tema dellumanizzazione delle strutture ospedaliere). "Là dove lemotività e lansia prendono il sopravvento sulla razionalità - precisa la Spinelli - il colore o la musica possono sostituirsi allirrazionalità. Anche per questo motivo abbiamo puntato su colori intensi e molto stimolanti".
Per il paziente le aree dattesa corrispondono ad una sorta di tempo sospeso, privo di ogni possibilità di azione che non sia lattesa stessa, ossia un tempo indefinito carico di ansia e di noia, un periodo di abbandono che induce a depressione e malcontento.
Al contrario, il momento dellaccesso ad una struttura ospedaliera e ai suoi servizi deve essere il punto di partenza per orientarsi, dove avviene il primo contatto diretto con il personale e dove si pongono le basi per un rapporto di fiducia da parte del paziente nei confronti della struttura ospedaliera stessa.
Il progetto appena partito a Torino si propone di restituire calore; le forme sono quelle organiche della natura, peraltro già presenti nellimmaginario di ciascuno: la forma rotonda che accoglie e contiene, quella sinuosa che esprime dinamismo e invita al movimento. Mentre i motivi ispiratori di tutte le scelte sono gli elementi della natura. E quindi: lacqua, la terra, laria, lalbero
Acqua: rappresenta lessenza della vita. E, nel suo continuo scorrere, essa ha il potere di trasportare via con sé le energie pesanti e negative.
Aria: è lelemento attivo associato al vento e al soffio, e simboleggia rinnovamento e cambiamento.
Terra: è la sostanza universale, nonché il simbolo di fecondità e rigenerazione, ed è un elemento associato alla trasformazione.
Legno: è la materia prima, e anche il simbolo della vita in continua evoluzione.
Naturalmente, anche i colori hanno unimportanza fondamentale. Solo per ricordare le definizioni di qualche nome famoso: Lazzurro è il colore che procura alluomo un benessere interiore(R. Steiner); Larancio dà sensazioni di energia, ha grande fisicità e dinamica (W. Kandinsky); Il verde è limmagine del vivente(R. Steiner).
Insomma, per tutta una serie di fondati motivi, gli esperti sostengono che lo spazio dellaccoglienza, in un day hospital oncologico, debba essere un luogo di relazioni umane, dallatmosfera amichevole e sobria, dove gli elementi ambientali evocheranno armonia e naturale continuità della vita. Ecco perché i materiali e i colori usati per le finiture e gli arredi sono determinanti per il benessere ambientale, e qualsiasi fattore di stimolazione sensoriale diventa un elemento di astrazione e arricchimento dellesperienza stessa.
I motivi della scelta di umanizzare il San Giovanni Antica Sede di Torino
I motivi sono essenzialmente tre:
- per il fatto che il progetto vuole privilegiare i Centri di Eccellenza nella terapia medica dei pazienti oncologici
- perché il progetto privilegia i Centri il cui personale medico e paramedico dimostri la giusta sensibilità verso le esigenze di comunicazione del paziente e dei suoi familiari
- perché si intendono scegliere i Centri dove le direzioni generali e sanitarie sappiano accogliere linnovazione, in particolare quando linnovazione è resa possibile dalla collaborazione fra soggetto pubblico e soggetto privato.
Chi è Amgen
- Amgen, azienda leader nel settore delle biotecnologie applicate alla salute, nasce nel 1980 negli Stati Uniti per iniziativa di un gruppo di ricercatori e investitori privati, con la missione di scoprire, sviluppare e commercializzare strumenti terapeutici innovativi per la cura di malattie gravi, per le quali non sono disponibili cure alternative;
- presente oggi in 25 Paesi con oltre 17.000 dipendenti, Amgen investe ogni anno più del 20% delle proprie revenues in ricerca;
- in Italia opera dal 1990 con ununità dedicata alla ricerca clinica, e dal 2002 con una struttura commerciale attiva nelle aree di oncologia e nefrologia.
Indirizzi utili
Azienda Sanitaria Ospedaliera San Giovanni Battista (Molinette)
Corso Bramante, 88/90 - 10126 Torino
Centralino: 011 6331633
Prenotazioni/informazioni: 011 633.2220-5906
www.molinette.piemonte.it
Istituto Scientifico Universitario San Raffaele
Via Olgettina, 60 - 20132 Milano
Centralino: 02 26431
Prenotazioni/informazioni: 02 26432643
www.fondazionesanraffaele.it
Azienda Ospedaliera di Cosenza
Via San Martino - 87100 Cosenza
Centralino: 0984 6811
Prenotazioni/informazioni: 800 703454
www.aziendaospedalieracs.it
Ospedale Sant'Eugenio
Piazzale Dell'Umanesimo 10 - 00144 Roma
Centralino: 06 51001
Prenotazioni/informazioni: 800 986868
www.aslrmc.it/pls/aslrmc/ASL_ROMA_C.HOME
Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Paolo Giaccone
Via del Vespro, 129 - 90127 Palermo
Centralino: 091 655111
Prenotazioni/informazioni: 848 580655
http://www.policlinico.pa.it
Torna ai risultati della ricerca
|