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Impiego razionale dei chemioterapici antinfettivi

Minnie Luongo, N. 12 dicembre 2006

La recente pubblicazione dell’ottava edizione di un volume, che rappresenta il riferimento fondamentale in questo ambito, ci offre l’opportunità di affrontare un argomento importante: l’utilizzo razionale dei chemioterapici antinfettivi.
L’ultima edizione di “Chemioterapici antinfettivi e loro impiego razionale” nasce ad un anno di distanza dalla scomparsa del suo primo e principale autore, il professor Dante Bassetti, che ha lavorato al testo fino ai suoi ultimi giorni.

Importanza del libro
Questo testo costituisce un “classico” per lo studio degli antibiotici: una vera e propria guida per i camici bianchi italiani. Non a caso, infatti, non solo viene utilizzato da moltissimi medici per reperire preziose nozioni, ma anche per gli studenti costituisce uno strumento utile per comprendere e apprezzare la terapia delle malattie infettive.
Questa ottava edizione si caratterizza per un notevole ampliamento della parte relativa alla farmacologia clinica degli agenti antinfettivi, assieme ad un aggiornamento relativo a tutti i nuovi antibiotici, antifungini, antiparassitari e antivirali, compresi quelli non ancora in commercio, né in Italia né all’estero. Completano la revisione una serie di nuove e più articolate tabelle, utili per comprendere meglio la varie caratteristiche dei farmaci trattati.

A proposito della terapia antibiotica
A Milano, alla presentazione dell’ottava edizione del volume, ha partecipato anche il Professor Mauro Moroni, Direttore dell’Istituto di Malattie Infettive e Tropicali dell’Università degli Studi di Milano. A lui abbiamo chiesto di fare una sorta di “excursus” delle malattie infettive.
“Gli anni Settanta hanno rappresentato il periodo di minor attenzione alle malattie infettive- ricorda il Professor Moroni- dopo che per la prima volta un’infezione storica come il vaiolo veniva eliminata sull’intero pianeta, mentre vaccini ed antibiotici permettevano di controllare la poliomielite, la difterite, il tetano e gravi infezioni batteriche e fungine. Ma l’illusione di aver debellato le infezioni per sempre si è rapidamente dissolta: si trattava, insomma, di una “pia illusione”. Nuove patologie infettive sono emerse rapidamente, alcune in grado di provocare la più estesa pandemia dell’era moderna: l’epidemia di Aids”.
“I problemi fondamentali derivano da tre fattori- riassume Moroni-: 1) da nuovi microrganismi (oltre all’Aids, che è l’esempio più clamoroso, pensiamo al virus della Sars); 2) dalle condizioni epidemiologiche che mutano con una velocità mai verificatasi nella storia (vedi l’infezione aviaria); 3) dalla globalizzazione (si pensi che nel mondo occidentale nel 1950 si contavano 25 milioni di turisti internazionali, per arrivare a 664 milioni nel 2004)”.

Chemioterapici antinfettivi
Ed entriamo ora nel vivo dell’argomento, in quello che ci riguarda più direttamente. In ciò ci aiuta il Professor Claudio Viscoli, Direttore I Clinica di Malattie Infettive, Università di Genova, Ospedale San Martino, che scrive nella prefazione del volume: “La ricerca nel campo dell’antibioticoterapia si sta inaridendo, e sono ormai sempre meno le molecole allo studio oppure in sviluppo. Questo fatto, assai preoccupante non solo per la comunità scientifica, ma per l’intera umanità, rischia di portarci ad un’era in cui tali farmaci, un tempo considerati miracolosi e “salvavita”, non saranno più in grado di opporsi a molte infezioni, specialmente quelle sostenute da patogeni resistenti e quindi più aggressivi, specie in ambito ospedaliero. Del resto, la necessità impellente di opporre una linea di difesa più razionale allo sviluppo delle resistenze degli antibiotici era già stata sottolineata dal Professor Dante Bassetti nell’edizione precedente del volume: “…..è tempo che tutti noi medici affrontiamo il problema alla base, rendendoci conto e divulgando la consapevolezza che se molti antibiotici hanno perso efficacia ciò è avvenuto perché sono stati usati male. Siamo ancora in tempo per difendere l’attività di alcuni farmaci e per restituire vigore ad altri, purchè ci venga data la possibilità di cambiare radicalmente l’educazione sanitaria nell’uso degli antibiotici”.
All’inizio del libro, curato da Matteo Bassetti, Dirigente medico presso la U.O. Clinica Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino di Genova e figlio del professor Dante Bassetti - assieme all’ultima- vengono riportate, una per una, tutte le sette prefazioni precedenti: rispettivamente del 1976, ’77, ’82, ’86, ’91, ’94, 2001.
Il volume- distribuito da Bayer con edizioni fuori commercio riservate ai medici- comprende oggi sette sezioni e sfiora le 1.000 pagine. Pertanto, se un tempo molti medici conoscevano “a memoria” il testo, attualmente…viene consigliato di tenere sulla scrivania il testo consultando scrupolosamente, appena se ne presenta l’occasione, i vari capitoli.
• Senza dubbio sono numerose le pagine che interessano gli argomenti trattati dalla nostra rivista. Un esempio è rappresentato dall’apertura, a pag. 789, del capitolo intitolato “La chemioterapia antinfettiva nel paziente immuno-compromesso”: Gli importanti progressi che sono osservati in campo medico negli ultimi anni hanno permesso di prolungare sensibilmente la vita di pazienti con prognosi un tempo infausta; questo è stato reso possibile dall’introduzione di chemioterapie antiplastiche efficaci specie nella terapia di leucomi e di tumori solidi, dalla possibilità di trapiantare organi(cuore, reni, fegato, pancreas, midollo osseo) e dalle sempre più sofisticate misure rianimatorie. Come contropartita si è assistito ad un aumento nell’incidenza di infezioni gravi in tali pazienti, che hanno come caratteristica comune l’immunodepressione.
• Interessante, poi, è leggere le parole con cui ( a firma di Paolo Tolentino, allora maestro di Dante Bassetti) si apriva la prefazione alla prima edizione, esattamente 30 anni fa: La nostra era attuale è stata giustamente chiamata “era antibiotica” o “chemioterapica”(i due termini di chemioterapico ed antibiotico sono ormai intercambiabili da quando l’uomo ha rubato alle muffe e ai microrganismi il segreto di fabbricazione degli antibiotici e li produce in forma sintetica o semisintetica)per il rovesciamento totale della prognosi di molte malattie infettive e l’abbreviamento della durata di molte di esse, e ciò anche se non dobbiamo dimenticare che la chemioterapia non rappresenta tutto nella cura delle malattie infettive, dovendo spesso essa venire corredata dalla immunoterapia(nelle malattie da esotossine e negli stati di carenza immunitaria), della terapia antishock(nelle sepsi da Gram-negativi) e della terapia sintomatica, più o meno intensiva a seconda delle situazioni emergenti.

Parole ma anche fatti
Nel campo dell’oncologia il nostro Paese è sempre più attivo. E, assieme a redigere testi importanti come quello qui illustrato, stringe accordi promettenti per la ricerca. E’ il caso di CTG Pharma, che ha appena stretto un Accordo di Collaborazione per Ricerca e Sviluppo(CRADA) con National Cancer Institute (USA). L’obiettivo di questo accordo e’ quello di sviluppare una nuova generazione di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) e di altri prodotti anticancro, basati su una tecnologia brevettata da CTG Pharma, che possono essere somministrati cronicamente per la prevenzione e la cura del cancro con riduzione degli effetti collaterali che sono associati tipicamente all’uso dei FANS.
Commenta Piero Del Soldato, direttore scientifico di CTG Pharma e principale investigatore per questo CRADA: “ Vediamo questo risultato come una grande opportunita’ per esplorare appieno lo straordinario potenziale della nostra tecnologia che e’ in grado di intervenire sui processi ossidoriduttivi della cellula tumorale.”
“ Il CRADA con il NCI e’ un traguardo importante per CTG Pharma perche’ permette alla societa’ di avere accesso a conoscenze scientifiche di avanguardia e a ricercatori di fama mondiale” -aggiunge Carlo Santus, amministratore delegato di CTG Pharma nonché chimico e tecnico farmaceutico con oltre 25 anni di esperienza:internazionale-, e questo accordo rappresenta anche un impegno per CTG Pharma a sviluppare nuovi farmaci anticancro più efficaci e sicuri”.
CTG Pharma è una società farmaceutica, con sede a Milano, dedicata alla scoperta di nuove
molecole derivanti da farmaci già presenti sul mercato che vengono sviluppate attraverso un
innovativo meccanismo molecolare. CTG Pharma, inoltre, segue lo sviluppo di nuovi prodotti insieme con importanti Partner internazionali in aree terapeutiche con significativi potenziali di vendita come l’area degli antinfiamattori.

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