|
|
A Bologna la terza edizione di “AIL Pazienti-Mieloma”
Paola Sarno, N. 12 dicembre 2006
Scoprire da un giorno allaltro, spesso per caso, di soffrire di una malattia grave, ma poco conosciuta,e avere il problema di orientarsi tra specialisti e terapie. È unesperienza comune per gli italiani colpiti da mieloma multiple che ha importanti conseguenze, soprattutto sullapparato scheletrico, sui reni e sul sistema immunitarioo, un tumore del sangu. Eppure questa malattia, ancora poco conosciuta, è oggi al centro di un nuovo modello di comunicazione tra medici e pazienti.
Alla fine dello scorso mese di settembre, infatti, LAIL, Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma, da sempre impegnata nella lotta contro le malattie del sangue, ha rinnova il suo impegno a favore dei pazienti affetti da mieloma multiplo ed organizzato, per la prima volta a Bologna, un Patient Seminar organizzato da AIL Pazienti-Mieloma, in collaborazione con lIstituto di Ematologia ed Oncologia Medica Seràgnoli dellUniversità di Bologna e con lInternational Myeloma Foundation, presso lAula Magna delle Nuove Patologie (padiglione 5) del Policlinico S. Orsola , che ha visto la partecipazione di centinaia di pazienti provenienti da tutta Italia.
Anzi, sono stati i pazienti i veri protagonisti di questa iniziativa, persone che ogni giorno combattono la loro difficile battaglia e per i quali è di grande importanza potere contare su un adeguato sostegno medico ed infermieristico
Liniziativa: AIL Pazienti-Mieloma, è nata proprio come un appuntamento per permettere a quanti soffrono di questa malattia di avere un confronto diretto con i massimi specialisti del settore, potere avere maggiori chiarimenti sulla patologia di cui soffrono ed affrontare con maggiore consapevolezza le terapie alle quali si devono sottoporre. AIL Pazienti-Mieloma offre inoltre un servizio attraverso il sito internet della Sede Nazionale AIL (www.ail.it) , allinterno del quale è istituita una finestra di comunicazione per permettere ai pazienti di porre domande ai medici e chiarire i loro dubbi.
Abbiamo avvertito lesigenza di ospitare anche nella nostra città questa importante iniziativa ha spiegato nel corso della conferenza stampa di presentazione dellevento, Sante Tura, Professore Emerito di Ematologia dellUniversità degli Studi di Bologna e Presidente della sezione bolognese dellAIL soprattutto per una questione culturale: i pazienti al giorno doggi sono sempre più informati e vogliono conoscere in prima persona i problemi legati alla loro salute.
LAssociazione organizza annualmente incontri periodici con i pazienti in diverse regioni dItalia. Gli incontri hanno la struttura di veri e propri seminari scientifici, in cui i medici affrontano i problemi legati al mieloma multiplo con un linguaggio semplice e chiaro che possa essere accessibile a tutti. Gli scorsi anni i Seminari AIL Pazienti-Mieloma sono stati ospitati a Torino e Roma. Il progetto dellAIL è nato dallesperienza dellInternational Myeloma Foundation (IMF), la prima organizzazione dedicata esclusivamente al Mieloma Multiplo, che fornisce programmi e servizi per assistere la ricerca, il trattamento e la gestione terapeutica di questa malattia.
Il mieloma
Il mieloma è un tumore del sangue poco conosciuto e spesso erroneamente diagnosticato: in Europa, ne sono affette circa 26.000 persone, mentre in Italia colpisce ogni anno 3.500 persone nella fascia di età compresa tra i 50 e i 70 anni. Oltre il 50 per cento dei pazienti ha più di 65 anni.
La malattia appare in lenta ma costante espansione e, proprio perché maggiormente concentrata nella popolazione anziana, diventa quanto mai importante fornire ai pazienti tutto laiuto e la comprensione necessarie. Oggi è possibile assicurare una buona sopravvivenza ai pazienti ha dichiarato Michele Baccarani, Professore Ordinario di Ematologia dellUniversità di Bologna e Direttore dellIstituto di Ematologia ed Oncologia Medica Seràgnoli, e i miglioramenti ottenuti vanno attribuiti non soltanto alla chemioterapia, ma anche alle migliori terapie di supporto.
Ma che cosè esattemente il mieloma? Si tratta di una patologia neoplastica dovuta allaccumulo di cellule immunologicamente differenziate dette plasmacellule. Queste hanno la capacità di sintetizzare una proteina, riconoscibile come immunoglobulina o parte di essa, che ha caratteristiche di omogeneità (è sempre uguale), perchè derivante da un unico clone di cellule alterate. Tale proteina si può ritrovare nel siero e/o nelle urine. Le cellule del mieloma hanno la particolarità di distruggere la matrice dellosso creando delle fratture patologiche.
Il mieloma colpisce frequentemente il sesso maschile con una età media di 60 anni e negli ultimi anni vi è stato un incremento dei nuovi casi, legato probabilmente allaumento della vita media.
Tra i vari fattori che possono essere predisponenti per tale malattia si ricordano quelli ereditari (sono noti diversi casi di mieloma familiare), la presenza di anomalie cromosomiche, riscontrate nel 40-50% dei casi allesordio, con possibile attivazione di alcuni oncogeni che possono essere coinvolti nella genesi della malattia. In associazione al mieloma è stata riconosciuta lespressione di un virus (herpes virus 8) che pare possa concorrere al processo di oncogenesi iniziale. Le cellule mielomatose pare si formino a livello degli organi linfoidi periferici, migrando poi verso il midollo osseo: qui entrano in stretto contatto con le cellule dello stroma (cellule di sostegno) con cui interagiscono, permettendo la produzione di sostanze in grado di automantenere la proliferazione del tumore. Tra queste sostanze si ricorda la linterleukina 6. Il processo di rimaneggiamento osseo, non è legato direttamente allinvasione da parte delle plasmacellule direttamente nellosso, ma alla produzione di sostanze, tra cui anche linterleukina 6, che rimaneggiano losso, stimolando un riassorbimento.
Il mieloma può manifestarsi in diverse forme, legate in ogni caso sempre allespansione della massa tumorale e alla produzione della proteina anomala. Si può avere principalmente una malattia ossea: il dolore osseo è caratteristico di questa neoplasia e può essere il sintomo di esordio, soprattutto quando interessa prevalentemente la colonna vertebrale, il bacino e le costole. Il riassorbimento può determinare un quadro diffuso di osteoporosi: questa diviene responsabile dei crolli vertebrali, con possibili conseguenze neurologiche legate allo schiacciamento del midollo spinale e delle fratture patologiche a livello delle ossa lunghe.
Un quadro particolare può essere quello legato allimportante riassorbimento con liberazione di eccessive quantità di calcio: in alcuni soggetti, tale condizione di ipercalcemia, può essere una situazione di urgenza. Infatti, si può manifestare con nausea, vomito astenia, confusione mentale fino al coma.
Si può invece soffrire di una malattia prevalentemente renale, legata alla produzione della proteina anomala e alla conseguente eliminazione urinaria di questa. Può essere causa di insufficienza renale, dovuta principalmente ad un danno tubulare per la precipitazione di frammenti di immunoglobuline. Tuttavia, è bene ricordare che linsufficienza renale può essere dovuta anche alluso di farmaci nefrotossici o alla disidratazione del paziente e non direttamente al mieloma.
Infezioni ed anemia possono essere legate allinfiltrazione midollare; le infezioni sono anche dovute al disturbo immunitario che la produzione anomala della immunoglobulina monoclonale crea e ad un deficit delle funzioni degli altri globuli bianchi. Lanemia è spesso causata anche da uninfiltrazione del rene con una minore produzione di eritropoietina.
Unaumentata produzione di immuglobulina può essere responsabile anche di una sindrome di iperviscosità con disturbi coagulativi, visivi e neurologici.
Questi ultimi possono essere dovuti anche ad altre cause, meccaniche da compressione, infettive o da infiltrazione diretta.
Alcune volte il mieloma si può presentare con quadri diversi:
- mieloma micromolecolare, quando le plasmacellule producono solo parti di immunoglobuline dette catene leggere (sono le forme con frequente insufficienza renale);
- mieloma non secernente, che non produce una paraproteina;
- plasmocitoma solitario, con ununica localizzazione in un osso o a livello extramidollare;
- Leucemia plasmacellulare, in cui le plasmacellule si osservano in numero elevato anche nel sangue periferico;
- mieloma indolente, quando è asintomatico, e sono assenti le lesioni ossee.
La diagnosi
Per effettuare una diagnosi completa di questa neoplasia è necessaria, innanzitutto una
analisi del sangue, che attraverso l emocromo, evidenzia generalmente la presenza di anemia, e con lelettroforesi che dimostra la produzione della componente monoclonale anomala.
Per la tipizzazione di questultima si esegue la immunofissazione, che consente di tipizzare la composizione di questa proteina anomala.
La valutazione di analisi sierologiche è sempre richiesta per la ricerca del livello di calcio, della funzionalità renale e del valore della latticodeidrogenasi (LDH).
Un altro esame è il cosiddetto aspirato midollare, che dimostra se linfiltrazione da parte delle plasmacellule è superiore al 30% valore necessario per una diagnosi di mieloma.
Cè poi la valutazione dello scheletro in toto, per riconoscere la presenza di lesioni osteolitiche. La valutazione della componente urinaria (proteinuria di Bence-Jones) conclude il quadro diagnostico.
Si può inoltre effettuare una valutazione delle caratteristiche biologiche associate alla malattia per rilevare alterazioni citogenetiche, non specifiche del mieloma, generalmente complesse. Si riscontrano più frequentemente le alterazioni del cromosoma 14, riscontrate nel 60-70% dei pazienti e del cromosoma 13.
Le terapie tradizionali e quelle nuove
Ai miglioramenti terapeutici registrati nel corso degli ultimi anni ha affermato Michele Cavo, Professore Associato di Ematologia dellUniversità degli Studi di Bologna e Coordinatore dellUnità di Ricerca sul Mieloma Multiplo dellIstituto di Ematologia Seràgnoli, hanno, inoltre, contribuito in misura determinante nuovi farmaci che agiscono con meccanismi alternativi a quelli della chemioterapia convenzionale e che possono essere efficacemente utilizzati sia in alternativa alla chemioterapia che in associazione ad essa. Con la possibile somministrazione sequenziale di chemioterapia convenzionale, infatti, circa il 60-80% dei pazienti raggiunge una risposta adeguata.
Diverse sono le possibilità terapeutiche anche secondo letà del paziente. Se il paziente è giovane si usano generalmente protocolli di chemioterapia a più farmaci seguiti da una procedura trapiantologica. Questa può prevedere un trapianto allogenico, se esiste la possibilità di un donatore familiare compatibile o una procedura trapiantologica con cellule staminali Alte dosi di chemioterapia seguite da una procedura di autotrapianto si utilizzano nel mieloma in pazienti refrattari, dopo chemioterapia di salvataggio e come doppio autotrapianto in pazienti in prima linea o ancora come iniziale procedura, successivamente seguita da un allotrapianto. Il trapianto allo genico, da donatore compatibile è applicabile tuttavia solo in un 25% dei pazienti con mieloma per via dellelevata incidenza del mieloma in età avanzata, dellelevata mortalità per tossicità nei pazienti in età superiore a 50-60 anni. Per ridurre tale tossicità è stato recentemente introdotto nella pratica clinica il mini-allotrapianto o trapianto ad intensità ridotta.
Negli anziani la chemioterapia tradizionale è basata su uno schema che prevede la combinazione di un farmaco chiamato melphalan insieme al cortisone. In alternativa si possono usare altri farmaci, come la ciclofosfamide.
Ottenuta una risposta si può seguire due vie: un periodo di osservazione con lastensione dalla terapia o una terapia di mantenimento. E risultato efficace in questo senso linterferone alfa ricombinante. Molto importante in questa patologia è landamento della risposta alla terapia di supporto, che è prevalentemente diretta al trattamento innanzitutto dellanemia, per la quale si ottengono buoni risultati con limpego delleritropoietina ricombinante, mentre la terapia di supporto trasfusionale è dobbligo negli anziani non rispondenti a questo trattamento e che hanno valori di emoglobina inferiori agli 8 gr/dl. Poi è necessario curare linsufficienza renale, con un regime di idratazione maggiore, alcalinizzazione delle urine durante la chemioterapia ed uso di farmaci per ridurre il livello di uricemia. Per il dolore osseo, si usano farmaci a scopo analgesico e dove possibile una buona terapia del dolore. Una volta al mese si può infondere inoltre il pamidronato o molecole nuove come lo zoledronato per ridurre il riassorbimento di calcio dalle ossa.
In associazione a queste strategie terapeutiche, nuovi farmaci si possono usare nel mieloma:
- la talidomide, che fu rimossa dal commercio nel 1962 per via della sua potenziale teratogenicità (malformazioni fetali), e che invece permette il 30% di risposte in pazienti non rispondenti ad altre terapie. Agisce principalmente in diversi modi: inibendo la crescita e la sopravvivenza delle cellule mielomatose; modulando ed impendendo ladesione delle cellule del mieloma sullo stroma midollare; interferendo direttamente con il DNA; stimolando il compartimento immunitario T e NK; con effetto diretto anti-angiogenetico. La dose ottimale non è stata ancora chiarita, ma sono noti gli effetti collaterali a lungo termine (neuropatia, sedazione, stipsi, fatica, astenia, incrementata frequenza di trombosi profonde). E noto leffetto della associazione della talidomide con il desametazone. Recentemente sono state sperimentate delle associazioni farmacologiche tra talidomide e ciclofosfamide, che sembrano funzionare anche nei pazienti anziani con il 75% di risposte parziali ottenute. Attualmente si stanno sperimentando anche farmaci sintetici analoghi alla talidomide, come la lenalidomide, che è molto più potente nellinibire leffetto sulla produzione di citochine come il TNFa, ed è meno tossica della talidomide.
- il Bortezomib, è , invece, un composto con azione inibente proteosomica (componenti primari della degradazione proteica cellulare) che inibisce la proliferazione ed induce apoptosi delle cellule mielomatose. Le risposte ottenute sono nellordine del 35% e sembra che lassociazione con il desametazone abbia un effetto sinergico. Gli effetti collaterali più noti sono disturbi gastrointestinali, febbre, citopenia e neuropatia periferica.
Altri farmaci innovativi sono: il triossido di arsenico agisce inibendo ladesione delle cellule mielomatose allo stroma, induce apoptosi ed ha effetto immunomodulante. Le risposte ottenute nei pazienti refrattari ad altri trattamenti sono nellordine del 33%. Gli inibitori delle farnesil-transferasi sono, poi, un gruppo di composti che inibisce un enzima e conseguentemente lazione delloncogene, che agisce sulla proliferazione, sulla sopravvivenza e sulla differenziazione cellulare. Due sono i composti in uso clinico: tipifarnib e lonafarnib. Con il primo, in un trial clinico, il 67% dei pazienti ha raggiunto una stabilizzazione della malattia. Diversi inibitori del VEGF (vascular endothelial growth factor) sono stati utilizzati con successo per impedire langiogenesi; il Bevacizumab, in particolare, è in corso di valutazione nel mieloma multiplo.
Lincurabilità dei linfomi è una convinzione da scartare
La campagna dellAIL (Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma) Viaggia anche tu contro i Linfomi, realizzata in collaborazione con Trenitalia, con il sostegno di Roche Italia e il supporto di Cremonini ha come obiettivi la : sensibilizzazione lopinione pubblica su una patologia in forte aumento e il lancio un messaggio di speranza. Infatti lo slogan delliniziativa recita che lincurabilità dei linfomi è una convinzione da scartare. La campagna ha preso il via il 15 settembre scorso in occasione della Giornata Mondiale per la Conoscenza del Linfoma promossa dalla Lymphoma Coalition, lorganizzazione non profit che riunisce le associazioni dei pazienti di tutto il mondo e di cui fa parte, per lItalia, lAIL. I passeggeri per circa un mese possono devolvere 2 euro a favore della ricerca in cambio di un sacchetto di caramelle AIL e di un opuscolo informativo sulla patologia fino al 28 settembre a bordo dei treni Eurostar Italia, Alta Velocità, TBiz, nei club Eurostar e Alta Velocità (AV Lounge) e nei punti buffet delle principali stazioni italiane.
In occasione del lancio della campagna, è stata presentata la Carta Internazionale dei Pazienti affetti da Linfoma. Si tratta del primo documento, ratificato a livello mondiale dalle associazioni aderenti alla Lymphoma Coalition, tra cui lAIL, che sancisce i diritti di coloro che convivono con il linfoma - laccesso alle migliori cure, informazioni e sostegno - e i doveri e le responsabilità della società, dei medici, delle associazioni e dellindustria nei loro confronti.
Il Linfoma - ha spiegato il Prof. Franco Mandelli, illustre ematologo e presidente dellAIL, durante la conferenza stampa di presentazione delliniziativa - è una delle forme tumorali più diffuse e in costante crescita in Italia e nel mondo. Serve per questo uno sforzo comune, anche sovranazionale, per sostenere coloro che lottano contro la malattia. Questo lo scopo della Carta Internazionale che dichiara i diritti del paziente e offre loro un supporto nellaffrontare il percorso clinico, dalla diagnosi alla cura. E proprio a proposito di cure il Prof. Mandelli si è soffermato sulle novità terapeutiche: Con lindividuazione e limpiego degli anticorpi monoclonali che agiscono in modo mirato contro le cellule tumorali, si è giunti per la prima volta ad avere dei farmaci che in associazione con la chemioterapia offrono migliori possibilità di cura rispetto alla sola chemioterapia.
Indirizzi Utili
AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma ONLUS
Sede Nazionale: Via Casilina 5 - 00182 Roma
Tel. 06.7038601 - Fax 06.70386041
email: ail@ail.it
Torna ai risultati della ricerca
|