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Quale sanità? Intervista al ministro della Salute Livia Turco
Monica Melotti, N. 1/2 gennaio/febbraio 2007
Decidere sulla salute degli Italiani non è cosa semplice. Chi presiede il ministero della salute ha un compito veramente delicato: da un lato deve far quadrare i bilanci dello Stato e dallaltro deve garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini italiani. Prevenzione Tumori ha intervistato il Ministro Turco, dal maggio 2006 alla guida del dicastero, per sapere quale sanità ci aspetta per il prossimo futuro.
Signor Ministro, quali sono le priorità e le azioni concrete con cui intende far fronte alla domanda di salute degli Italiani?
"Intendo innanzitutto dare certezza e serenità al servizio sanitario nazionale garantendo risorse adeguate e facendo di qualità, efficienza, appropriatezza e rigore i cardini da cui ripartire per creare un servizio sanitario nazionale che sia veramente dalla parte del cittadino.
È in questottica che da poco abbiamo siglato con le Regioni il nuovo Patto per la salute che coniuga responsabilità ed autonomia nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza da garantire a tutti i cittadini. Un Patto che insieme alla manovra finanziaria 2007, varata dal Consiglio dei Ministri il 29 settembre scorso, costituisce il quadro di certezza entro cui avviare politiche di lungo respiro e rende la nostra sanità più solida. Sono contenta di poter affermare che, grazie alladozione di questi due provvedimenti, siamo di fronte ad una vera e propria svolta nelle politiche di tutela della salute nel nostro Paese. Avremo più risorse per il SSN, più investimenti per migliorare i servizi, più fondi per la ricerca scientifica, più attenzione alla spesa pubblica e più servizi per i cittadini. Finora lItalia ha rappresentato il Paese dello scarto tra le cose scritte e le cose realizzate, noi ci adopereremo affinché gli impegni assunti, le cose scritte, si traducano in cose fatte. Detto questo, tra le priorità della mia azione di governo della sanità vi sono direttrici importanti quali lo sviluppo della prevenzione, la promozione della maternità, con particolare riguardo al parto e alla nascita, lo sviluppo di forme di governo clinico nelle aziende sanitarie che consentano al medico di essere coinvolto nella fase di programmazione e di gestione delle scelte, la promozione della medicina territoriale. Intendiamo, inoltre, realizzare un impegno speciale sul Mezzogiorno per superare le disuguaglianze allaccesso attualmente presenti, soprattutto in unarea così delicata quale loncologia, e valorizzare il lavoro dei medici e degli odontoiatri nellambito del servizio sanitario pubblico. Certo, si tratta di un percorso complesso ma con la collaborazione di tutti, istituzioni, operatori sanitari e cittadini, il rilancio del servizio sanitario nazionale, pubblico, solidale e universale, sarà possibile".
Lei ha espresso il desiderio di stanziare finanziamenti per loncologia. Quali sono i passi da fare e come superare il gap tra il Nord e il Sud?
"Un dato su tutti: le donne del Sud si sottopongono troppo poco a controlli contro il tumore al seno: solo un 6% di queste contro il 60% e il 76% delle donne del Nord e del Centro del Paese. Un divario riscontrabile anche in campo assistenziale ed evidente nella mancanza di almeno il 50% delle radioterapie necessarie del Mezzogiorno. Questo gap è una delle grandi emergenze del Paese. Per questo il Mezzogiorno, non solo per la sanità, è tra i grandi obiettivi del programma di Governo. Per la sanità, certo, il divario è ancora più odioso e va superato, pensate che nel Meridione ci si ammala di meno di cancro ma si muore di più, perché cè meno prevenzione, informazione, e ci sono anche meno strutture. Proprio in questa consapevolezza, sia nella manovra finanziaria per il 2007 che nel nuovo Patto per la salute, è previsto ladeguamento dello stanziamento pluriennale (ex art. 20 della legge 67/88) per il co-finanziamento degli investimenti nel SSN in modo da consentire la definizione di nuovi accordi di programma per la qualificazione delle strutture sanitarie, l'innovazione tecnologica e il superamento del divario Nord-Sud, con particolare riferimento all'assistenza oncologica e alle malattie rare. Tra le prossime iniziative sarà anche avviata una campagna di sensibilizzazione sugli stili di vita salutari, puntando lindice contro lalimentazione sbagliata, il fumo e lalcool".
Nel Suo programma, il New Deal della salute, Lei ipotizza un ticket sulla negligenza dei cittadini che non rispettano la prenotazione di visite ed esami. I ticket rappresentano una vera e propria tassa sulla malattia. Con la nuova Finanziaria, intanto, ogni paziente che si recherà al Pronto Soccorso e non sarà ricoverato pagherà da 23 a 41 euro. Non pensa che con questi ticket si scalfisca il principio della salute come diritto per tutti?
"Assolutamente no. Considero i rapporti tra SSN e cittadini come un patto che, per essere tale, deve anche essere basato su diritti e doveri da rispettare. Tra i diritti vi è sicuramente quello ad una sanità che sia efficiente, basata su politiche di rigore, di appropriatezza, di qualità in tutte le parti dItalia senza distinzioni di sesso, reddito, età o residenza.
Ma ci sono anche dei doveri da rispettare. Certo, i doveri esistono in primo luogo da parte delle istituzioni che governano il sistema, e per questo abbiamo studiato uneffettiva collaborazione tra Stato e Regioni per monitorare ed elevare i livelli di efficienza del servizio al fine di raggiungere gli obiettivi di salute e la valorizzazione del personale sanitario in una logica di autonomia e responsabilità. Ma anche i cittadini hanno dei doveri. In primo luogo quello di prendersi cura della propria salute anche attraverso stili di vita sani e attraverso una nuova politica di prevenzione. In secondo luogo debbono impegnarsi affinché non si verifichino più quelle situazioni in cui le risposte relative a prestazioni diagnostiche erogate dalle strutture sanitarie non vengono poi ritirate. Questo significa aver sovraccaricato delle strutture in assenza di una reale necessità privando altri cittadini della possibilità di accesso alle prestazioni in tempi brevi. Per questo abbiamo pensato sia giusto che in questi casi i cittadini siano tenuti a pagare il costo delle prestazioni effettuate".
Lei ha detto che per ridisegnare la sanità in Italia va ripensato il modello di ospedale, in che modo? Forse prendendo spunto dal nuovo ospedale hi-tech di Mestre, con vetri intelligenti e cartelle cliniche digitali, ma che non tutte le regioni possono permettersi di realizzare?
"Mi riferisco ad un modello di ospedale che sia un luogo aperto, sicuro e senza dolore, che concili politiche di accoglienza, informazione e confort con percorsi assistenziali il più possibile condivisi e partecipati con il cittadino. Ciò che ci ha attratto maggiormente dellospedale di Mestre è proprio la capacità di tenere insieme attenzione massima per linnovazione tecnologica e umanizzazione. Ma ripensare il modello di ospedale significa, di fatto, anche progettare e attrezzare il territorio perchè la strada dellintegrazione tra ospedale e territorio è, assai più di quanto noi immaginiamo, una strada obbligata. Certo, il riammodernamento delle strutture e delle attrezzature diagnostiche è importante e proprio per questo, come ho già detto in precedenza, in Finanziaria sono previsti degli stanziamenti ad hoc".
Un italiano su cinque ha più di sessantacinque anni e quattro anziani su cinque sono portatori di una o più malattie cronico-degenerative e uno su tre vive solo. Il fenomeno dellinvecchiamento, nei paesi industrializzati, sta diventando un problema di grande portata, quali sono le azioni del Governo a tutela della salute degli anziani?
"La tutela della salute degli anziani è un tema che mi sta particolarmente a cuore e costituisce una priorità della mia azione di governo della sanità. Il grande obiettivo di legislatura è, infatti, promuovere lo sviluppo delle cure primarie e leffettiva integrazione socio-sanitaria. Solo così si potrà realizzare quella continuità assistenziale, dallospedale al domicilio, che rende effettivo il diritto alla salute del cittadino. A tal fine bisogna riorganizzare e potenziare la medicina di base e incentivare lassistenza domiciliare integrata che rappresenta la forma di servizio più appropriata alle esigenze del cittadino non autosufficiente, rispetto al ricovero nelle strutture residenziali, con una spesa per assistito inferiore. Il mio progetto di Casa della Salute va proprio in tal senso. Con essa vogliamo dare ascolto e risposte ai bisogni di salute emergenti, in primis la non autosufficienza, attraverso la realizzazione di una struttura polivalente e funzionale in grado di erogare materialmente linsieme delle cure primarie e di garantire la continuità assistenziale con lospedale e le attività di prevenzione. Si tratta di un progetto che riconosce la valenza di un servizio sanitario nazionale pubblico, solidale e universale e che pone lattenzione sulla difesa dello stato sociale e sullintegrazione sociosanitaria quali obiettivi irrinunciabili. Ma il Governo tutto è impegnato su questo fronte, nella manovra finanziaria appena varata dal Consiglio dei Ministri è previsto infatti uno stanziamento per la costituzione di un apposito Fondo per la non autosufficienza".
Cosa cambia con la nuova Finanziaria
Lotta agli sprechi è la parola dordine. Non solo attraverso lintroduzione dei ticket ma anche facendo perno su un complesso sistema che vuole rinnovare le strutture sanitarie e potenziare la ricerca. Su poco più di 3 milioni di euro di manovra, 750 mila arriveranno con il contributo diretto dei cittadini. Gli aumenti ci sono e porteranno ad una famiglia media composta da quattro persone un aggravio di 44 euro. Ecco i punti più salienti della manovra.
Risorse. Tre miliardi di euro in più destinati per ammodernare gli ospedali e creare nuovi servizi sanitari, con priorità per le regioni meridionali.
Ticket. Per le visite specialistiche e diagnostica oggi in tutte le Regioni è già prevista la compartecipazione alla spesa con un tetto massimo di 36,15 euro per un massimo di 8 prestazioni. Il tetto del ticket resta inalterato, ma ci sarà una quota fissa su ricetta di 10 euro (8 prestazioni al massimo), escluso gli esenti. Per il Pronto Soccorso per le prestazioni che non siano urgenti, e che non diano seguito al ricovero, il ticket sarà di 23 euro per la visita medica più 18 euro nel caso di eventuali accertamenti.
Ricerca scientifica. Salgono a 349,5 milioni di euro i fondi per la ricerca medica e sanitaria. Ottanta milioni in più rispetto al 2006.
Lotta agli sprechi. Sarà per un totale di 3 miliardi di euro con la riduzione dei prezzi dei farmaci di fascia A, dei dispositivi medici, attraverso aste pubbliche di acquisto a prezzi calmierati.
Cure dentistiche. Saranno garantite più prestazioni odontoiatriche a carico del Ssn
Immigrati. Con un accordo di collaborazione fra il ministero della Salute e le regioni Lazio, Puglia e Sicilia, parte la realizzazione di un istituto ad altra specializzazione a carattere nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e la lotta alle malattie della povertà.
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