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Un test del Dna per prevenire il tumore dellutero
Monica Melotti, N. 4 aprile 2007
Con circa duemila decessi allanno, il tumore dellutero rappresenta la seconda causa di morte per neoplasia tra le donne. E al secondo posto come frequenza dopo quello del seno, in particolare nei paesi in via di sviluppo. Un dato drammatico che può essere azzerato grazie a un semplice test, il DNAPap, che individua la presenza del virus scatenante, lHPV, e permette diagnosi sicure al 95%. Contrariamente a quasi tutti i tipi di tumore, quello al collo dellutero dipende da un virus, lHPV (Human Papilloma Virus). Proprio per questo motivo dovrebbe essere facilissimo da debellare. Invece non è così. Anche se basta un semplicissimo test del Dna per identificarlo con facilità ed intervenire, lHPV continua ad essere sottovalutato e a mietere vittime. Ogni anno in Italia 3.500 donne si ammalano di tumore del collo dellutero e 1.800 ne muoiono, in una fascia detà che, per una donna, è quella più vitale: dai 40 ai 60 anni. Per tenere alta lattenzione su questo problema, il gennaio scorso è partita la Settimana Europea per la Prevenzione di questa neoplasia che in Italia si svolge in collaborazione con O.N.Da. l'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna.
La diffusione del tumore
"Il Papilloma Virus è molto diffuso e causa uninfezione completamente asintomatica che passa inosservata e senza conseguenze nella maggioranza dei casi", spiega il professor Mario Sideri dello Ieo (Istituto Europeo di Oncologia) di Milano. "Se ne conoscono oltre 100 tipi ma solo 13 sono stati ufficialmente riconosciuti come oncogeni dallOMS (Organizzazione mondiale della sanità). Due in particolare sono responsabili da soli di circa il 70% dei tumori del collo dellutero. LHPV si trasmette principalmente attraverso i rapporti sessuali. Circa otto donne su dieci contraggono il virus allinizio dellattività sessuale, ma nella maggior parte dei casi lorganismo se ne libera spontaneamente nellarco di qualche mese senza pericoli per la salute futura. In una piccola percentuale di donne il virus non viene eliminato. La persistenza dellinfezione virale è alla base del rischio di sviluppare il tumore. La ragione principale dei decessi è una diagnosi eseguita troppo tardi. Oggi è una situazione scientificamente inaccettabile dal momento che esistono tutte le possibilità perché ciò non accada. Ma purtroppo in Italia questo non avviene ancora: solo il 50% delle donne si sottopone a regolari controlli preventivi".
Il nuovo Dna-Pap
Negli ultimi anni per sconfiggere il tumore dellutero si è aggiunto al vecchio PapTest, il DNAPap, disponibile in Italia e in altre parti del mondo. Approvato dallEnte americano FDA (Food and Drug Administration) questo è l'unico test che rileva la presenza dei tipi di Papilloma virus ad alto rischio di sviluppare una forma tumorale prima ancora che le cellule del collo dell'utero presentino un'alterazione. L'Ente americano ne ha approvato l'utilizzo in combinazione al Pap-Test come esame di screening nelle donne dai 30 anni in poi.
"I dati hanno dimostrato che se entrambi questi esami danno un risultato negativo il rischio di tumore dell'utero è quasi nullo", spiega il professor Sergio Pecorelli, ordinario di ginecologia oncologica allUniversità di Brescia e membro della Commissione Oncologica Nazionale. "A confermare la validità del DNAPap (HC2) è anche un recente studio italiano condotto dal Centro per la Prevenzione Oncologica della Regione Piemonte. Questo test rileva la presenza di 13 tipi di Papilloma virus con una sicurezza del 95%. Numeri che permettono a questa metodica di rientrare a pieno titolo tra le soluzioni più all'avanguardia per sconfiggere il cancro del collo dell'utero. "Per effettuare il test Hpv DNAPap si preleva un campione di cellule dal collo dell'utero con uno spazzolino esattamente come per il Pap-Test", continua Pecorelli. "Lo spazzolino viene quindi immerso in un liquido di conservazione per essere poi trasportato al laboratorio dove verrà analizzato".
Attualmente il test Hpv DNAPap viene effettuato nei principali laboratori ospedalieri, ed in alcuni studi privati. Il ginecologo può prescrivere il test anche attraverso il Servizio Sanitario Nazionale.
A breve, arriverà anche il vaccino contro il Papilloma virus. Questo però non significa abbassare la guardia. La vaccinazione proteggerà le adolescenti e le giovani donne tra i 16 e i 27 anni maggiormente esposte al rischio di infezione. Sono in corso studi per valutare lutilizzo del vaccino anche in età più avanzata. Oggi, per tutte le altre donne dai 20 anni in poi i controlli regolari continueranno a rimanere un caposaldo nella lotta al tumore dell'utero".
Papilloma virus, un nemico nascosto
LHpv può rimanere nascosto nelle cellule cervicali per periodi molto lunghi e in questo lasso di tempo è impossibile rilevarne la presenza. Per questo a differenza di altri virus, non si può stabilire in modo esatto quando si è contratta uninfezione da HPV, oppure da quanto tempo è presente nellorganismo. "Va precisato che è lunica causa del tumore dellutero, dal momento che è la causa riconosciuta del 99,7% dei casi di questo cancro che non a caso viene definito come lunico tumore solido di natura virale", dice Pecorelli. "I virus a basso rischio possono causare dei condilomi nelle zone genitali. Di per sé non sono un problema perché si tratta di formazioni assolutamente benigne, ma rappresentano loccasione di indagini più approfondite Si può curare lHPV? Non esistono antibiotici o antivirali in grado di debellare il virus. Le uniche terapie disponibili sono quelle per risolvere ciò che scatena il papilloma virus. Ovvero, i condilomi per quanto riguarda le formazioni benigne, le lesioni pretumorali e il cancro del collo dellutero. Con che cadenza invece va eseguito il Dna-Pap? "Il primo controllo va fatto a 30 anni insieme al Pap-test", risponde Sideri. "Se ambedue danno risultati negativi, si possono ripetere a distanza di tre anni. Se invece il Dna-Pap dà un risultato positivo, i due test vanno ripetuti dopo un anno anche se il Pap-test è negativo. Se questi risultati si ripetono anche l'anno successivo, è indispensabile effettuare la colposcopia. I risultati del Dna-Pap sono più affidabili perché la scansione del campione viene effettuata da un macchinario. In questo modo i risultati che si ottengono sono sempre affidabili, al di là dell'ambulatorio dove viene eseguito il test. Queste stesse certezze non le offre il Pap-test, dal momento che la lettura del campione è affidata all'uomo, che esprime un giudizio soggettivo sul test. Inoltre il test virale è positivo molto tempo prima che ci siano lesioni visibili dal pap test. Infine è noto che il pap test è gravato dal 20-30% di esiti falsamente negativi, mentre i falsi negavi del test virale sono estremamente rari".
Il Dna-Pap non fa ancora parte della pratica clinica. Viene già effettuato in molti ambulatori, ma non è ancora diventato un test di routine com'è il Pap-test. L'importante è che la donna comprenda l'importanza del Dna-Pap che è un risultato del progresso scientifico, e che va ad affiancare il pap test, senza nulla togliere a questo test che in questi 40 anni ha permesso di salvare molte vite, e che anche oggi rimane in uso.
Papilloma, un virus da conoscere bene
Il Papilloma Virus, o HPV (acronimo di Human Papillomavirus), è un virus molto diffuso, Causa uninfezione virale completamente asintomatica e che può passare inosservata, senza portare conseguenze nella maggioranza dei casi.
Se ne conoscono oltre 100 tipi, la maggior parte dei quali provoca malattie non gravi, come, per esempio, le verruche cutanee. Di questi 100 tipi, tredici sono stati ufficialmente riconosciuti come oncogeni dallo IARC, lInternational Agency of Research on Cancer, lAgenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro emanazione oncologica dellOMS. In particolare due ceppi contrassegnati dai numeri 16 e 18, sono responsabili da soli di circa il 70% dei tumori del collo dellutero; invece i tipi 6 e 11, causano le verruche genitali, comunemente conosciute come condilomi. La trasmissione dellHPV avviene principalmente attraverso i rapporti sessuali. Dati recenti dicono che circa otto donne su dieci contraggono il virus allinizio dellattività sessuale, ma nella maggior parte dei casi lorganismo se ne libera spontaneamente nellarco di qualche mese senza pericoli per la salute futura. In una piccola percentuale di donne il virus non viene eliminato, e la persistenza dellinfezione virale, associata ad altri fattori che ancora oggi non sono noti, comporta un rischio maggiore di sviluppare nellarco di molti anni una lesione precancerosa. Di tutte le lesioni precancerose, facilmente identificabili con il Pap-Test, solo alcune possono degenerare e dare origine col tempo a una vera e propria forma tumorale del collo dellutero. Lidentificazione delle donne in cui permane linfezione virale è quindi utile per conoscere chi deve eseguire il Pap-Test con attenta regolarità. LHPV è stato per molto tempo circondato da luoghi comuni che probabilmente hanno anche portato a sottovalutare limportanza dei test preventivi. Tra questi, sicuramente il fatto che il contagio è più frequente tra le donne che hanno unattività sessuale più libera, oppure che hanno avuto più partner. Niente di più sbagliato, dal momento che per contrarre il virus è sufficiente un solo rapporto sessuale o il contatto intimo in quanto il virus è presente anche in aree esterne dai genitali. Va detto anche che luso del profilattico, a differenza di quanto avviene invece per altri virus e in prima linea per lHIV, non sempre garantisce una protezione dallHPV perché non copre tutte le zone genitali.
Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna
L'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (Onda), si occupa di studiare le principali patologie che colpiscono luniverso femminile e di proporre strategie di prevenzione primarie e secondarie, promuovendo una cultura della salute. Onda sostiene ricerche di base e cliniche sulle principali patologie, ne valuta limpatto sociale ed economico, informa le istituzioni, i medici, il pubblico e promuove linsegnamento in ambito scolastico. La filosofia di Onda è che la donna deve sempre avere un ruolo attivo nei confronti della propria salute in tutti gli ambiti. "La Campagna di prevenzione per il papilloma virus", spiega Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da, "ha tra i suoi obiettivi proprio quello di migliorare le conoscenze sulla prevenzione. Perché il cancro del collo dell'utero è uno dei principali killer femminili, ma anche il più prevenibile di tutti. Per riuscire ad avere dei risultati è necessario arrivare al cuore delle donne".
Indirizzi Utili
O.N.Da - Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna
Via Fatebenefratelli 17, 20121 Milano
Tel. 02 29015286 - Fax: 02 29004729
www.ondaosservatorio.it
Lelenco completo dei centri dove eseguire il test suddiviso per regione, è disponibile sul sito www.hpvtest.it.
Per informazioni sul test HPV:
Istituto Europeo di Oncologia - IEO
Via Ripamonti, 435 - 20141 Milano
Centralino: 02 574891
Prenotazioni/informazioni: 02 5748900.1-2-3
www.ieo.it
Ostetricia e ginecologia diagnostica - Dott. Mario Sideri - 02 57489543
Azienda Ospedaliera San Gerardo
Via Pergolesi, 33 - 20052 Monza (Mi)
Centralino: 039 2331
Prenotazioni/informazioni: 199144114
www.hsgerardo.org
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