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Proteggere il “microambiente” dell’organismo per prevenire i tumori

Lara Bettinzoli, N. 4 aprile 2007

Parola d’ordine: prevenzione! Ancora una volta in uno studio italiano viene spiegato come si può intervenire su se stessi per impedire al tumore di aggredirci, “insidiarsi” e diffondersi.
L’educazione ad una vita sana fatta di cibi salutari, niente fumo e peso sotto controllo, insieme ad alcuni farmaci ad hoc, protegge il nostro organismo e ‘scoraggia’ l’insediamento dei tumori. L’arma vincente sembra essere proprio una “prevenzione mirata all’organismo prima ancora che alla neoplasia”.
Questo è quanto emerge da uno studio italiano, condotto dalla ricercatrice Adriana Albini, responsabile della ricerca oncologica dell’Istituto scientifico MultiMedica di Milano e sostenuto dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc).

Dott.ssa Albini come è possibile rendere il corpo una vera e propria ‘fortezza’ che impedisca l’ingresso ai tumori?
“Attraverso particolari cibi, come il tè verde, la curcumina del curry, gli isoflavoni della birra (quella più amara, ricca di luppolo) e del vino, le vitamine del gruppo A (in grado di diminuire del 40% le ricadute dei tumori alla mammella) ed E, il selenio, la soia ma anche farmaci antinfiammatori come l’aspirina, alcuni inibitori ormonali come tamoxifen o finasteride e, non ultimo, tenendo sempre sotto controllo il peso”.

Quindi mantenendo sano il ‘microambiente’ del corpo…
“Un seme germoglia solo se il terreno è pronto ad accoglierlo. Se paragoniamo il tumore al seme di un’erbaccia si può pensare di prevenire il suo ‘mettere radici’, prima ancora di ritrovarsi a doverne estirpare la pianta. Come la natura, anche il nostro organismo si può infatti considerare un ambiente, costituito da organi, tessuti, cellule, molecole. Particolari regimi alimentari, farmaci poco tossici, anti-ormoni, possono far sì che l'organismo sia "protetto" dall'attacco di un'iniziale neoplasia, rimanendo in equilibrio con sé stesso”.

Lei sostiene che si possono diminuire i fattori di rischio nell'organismo dell'individuo, rendendolo un terreno inospitale per l’attecchimento delle cellule neoplastiche. Ritiene, pertanto che la prevenzione primaria influisca così pesantemente sulla riduzione di casi di insorgenza delle malattie oncologiche?
“Riducendo i fattori di rischio nell’organismo dell’individuo, lo si rende terreno inospitale per l’attecchimento delle cellule neoplastiche. Aumentando la prevenzione si potrebbero salvare dal cancro milioni di vite. La strategia della chemioprevenzione ha i suoi pionieri nell’infettivologia: i vaccini altro non fanno che impedire all’infezione di svilupparsi in malattia. La prevenzione farmacologica ha raggiunto risultati esaltanti anche in cardiologia: con la somministrazione di farmaci Ace-inibitori e di statine si è riusciti a diminuire fortemente la mortalità per malattie cardiovascolari. Quando sono entrata nello staff MultiMedica, Irccs specializzato nel campo cardiovascolare ho iniziato a collegare mentalmente cardiologia e tumori, e l’aspetto di prevenzione e microambiente, in cui i cardiologi sono fortissimi, mi ha affascinato, così ho pensato di trasferirlo alle neoplasie”.
La Dott.ssa Albini, propone, dunque, di mettere a punto un indice di rischio per il tumore, che possa diventare quantitativo, prendendo spunto dalla ‘carta del rischio’ proposta dalla società europea di cardiologia.

Questo studio è stato pubblicato su “Nature Reviews on Cancer” ed è stato scritto dalla D.ssa Albini in collaborazione con Michael Sporn, scienziato americano esperto di chemoprevenzione dei tumori, che ha lanciato un derivato dell’acido retinico utilizzato con successo dall’equipe di Umberto Veronesi e Andrea Decensi per prevenire il tumore mammario delle donne in pre-menopausa.

“Il microambiente”
All’auditorium IRCCS MultiMedica di Sesto San Giovanni il professor Isaac P. Witz, docente di immunologia dell’Università di Tel Aviv e presidente dell’International Cancer Microenvironment Society, ha tenuto una conferenza dal titolo “The Tumor Microenvironment: The Rationale, the Concept and Clinical Applications, durante la quale ha analizzato la nuova frontiera della ricerca orientata ad indagare il ruolo cruciale giocato dal microambiente tumorale nella progressione del tumore verso la metastasi, principale causa di morte nei pazienti malati di cancro.
Il microambiente tumorale è composto dalle cellule non-cancerose e dalle numerose molecole presenti nelle vicinanze della lesione cancerosa. Tra le cellule non cancerose nel microambiente si trovano cellule residenti e infiltrate come fibroblasti, cellule muscolari lisce, periciti e cellule endoteliali, cellule infiammatorie (neutrofili, monociti-macrofagi, mast cells) e cellule immunocompetenti (linfociti T e B, cellule NK, cellule dendritiche).
Le molecole presenti nel microambiente tumorale sono prodotte da cellule maligne e non-maligne. Tra queste, componenti di matrice extracellulare, proteasi, citochine, chemochine e anticorpi. Tutte queste cellule e molecole contribuiscono in modo complesso a influenzare la progressione del cancro e la formazione di metastasi.
Infatti, proprio come il contesto normale crea un equilibrio dinamico per mantenere una normale funzione tissutale, il contesto tumorale da vita a meccanismi sovrapposti per mantenere il suo disordine funzionale e per evadere le terapie anticancro.
Colpire attività favorevoli allo sviluppo del tumore nel microambiente rappresenta quindi un nuovo approccio nella terapia. Combinazioni di agenti terapeutici aventi l’obiettivo di colpire specifiche molecole nel microambiente possono essere usate per normalizzare il microambiente tumorale e anche per prevenire la metastasi. Inoltre, gli agenti che colpiscono il microambiente tumorale possono promuovere l’azione di altri terapeutici.
Guadagnare una migliore comprensione delle complessità del microambiente tumorale incrementerà le prospettive di fare un passo avanti nello sviluppare efficaci trattamenti anti-metastasi e quindi controllare la mortalità associata al cancro

Alcune possibili associazioni alimenti-tumore

  • Il cancro del colon retto e del pancreas sono associati ad un eccessivo uso di grassi e a carenze di fibre vegetali
  • Il cancro dello stomaco si associa a carenze di vitamine e di proteine
  • Il cancro alla mammella si associa ad un uso eccessivo di grassi animali e polinsaturi
  • Il cancro alla prostata si associa ad un eccessivo uso di grassi animali
  • I tumori localizzati nella bocca, nell'esofago e nella laringe sono associati ad un eccessivo uso di alcol, a carenze di vegetali freschi, e al fumo
  • Il tumore del fegato si associa ad un eccessivo uso di alcol

Le dieci regole per una buona salute a tavola

  1. Ridurre al massimo i grassi e le fritture
  2. Preferire come condimento l'olio d'oliva specie se crudo
  3. Ridurre l'apporto quotidiano di sale
  4. Consumare cibi ricchi di fibre, oligoelementi e vitamine
  5. Preferire alle carni grasse i pesci, il pollame e le carni magre
  6. Limitare il consumo di dolciumi, specie se con creme
  7. Bere con moderazione vino e birra, consumare eccezionalmente i superalcolici
  8. Non eccedere nel consumo di cibi cotti alla brace
  9. Preferire cibi freschi o congelati a quelli conservati mediante salatura, affumicatura e conservanti artificiali
  10. Controllare regolarmente il proprio peso

E’ bene evitare l'eccesso di grassi saturi: e quindi gli eccessi di carne e di salumi (talvolta contenenti nitrati come conservanti) responsabili dei tumori del colon.
Poco salutare è la cottura della carne alla brace: questo tipo di cottura libera infatti sostanze cancerogene, e l'abuso di fritture: l'alta temperatura libera infatti acroleina sostanza altamente cancerogena.
Cibi sott'accusa sono anche dolci e bevande molto zuccherate; il loro abuso può favorire l'innesco di una reazione mutagena cancerogena. Da evitare inoltre l'abuso di alcolici.

CIBI CONSIGLIATI:
In alcuni vegetali (soprattutto pomodori) sono presenti i licopeni molecole capaci di bloccare alcuni geni in grado di innescare la mutazione cancerogena. Consiglio: mai mangiare un ortaggio o un frutto fuori stagione.
Le brassicacee (cavoli), antisettico, potere anticancro
Le cipolle, ottimo antibatterico, potere anticancro
L’aglio, antibatterico naturale, potere anticancro
La soia, il suo alto contenuto in genisteina (estrogeni vegetali) ha permesso in fitoterapia un largo uso di queste molecole in tutta la sfera endocrina femminile, dalla menopausa fino alla cura dei tumori del seno.

Ottimi antiossidanti: la vitamina A – E – C
Vitamina A: ricercatori italiani diretti dall'oncologo Umberto Veronesi, hanno scoperto che il farmaco a base di fenretinide, un analogo sintetico del retinolo o vitamina A, in donne al di sotto dei 40 anni dimezza il rischio di ricadute dopo l’asportazione di un primo tumore al seno; l'effetto protettivo del farmaco sembra perduri per 15 anni anche se è assunto solo per cinque anni dopo l'intervento per rimuovere la prima neoplasia. Quanto più è giovane la donna trattata maggiore è l'effetto protettivo della vitamina: la fenretinide dimezza il rischio di un secondo cancro al seno nelle under-40, lo riduce del 38% in donne che non hanno ancora raggiunto la menopausa, ma nelle donne in età post-menopausa gli effetti protettivi sembrano scomparire del tutto. La riduzione complessiva del rischio è pari al 17%. La sua azione: attiva i recettori dell'acido retinoico; induce la differenziazione o la morte cellulare in alcuni tipi di neoplasie. Inoltre inibisce la crescita tumorale controllando fattori di crescita associati con lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni. Gli esperti hanno evidenziato l'efficacia protettiva della fenretinide dopo 15 anni di osservazione di un gruppo di donne reduci da un cancro al seno, arruolate in una sperimentazione clinica di fase terza.
I ricercatori hanno iniziato lo studio nel 1987 su oltre 2800 donne: parte delle donne ha ricevuto 200 mg al giorno di fenretinide per cinque anni dopo la rimozione di un cancro al seno in fase precoce. Il resto del campione non ha invece ricevuto trattamenti extra dopo la cura del tumore. Di tutto il campione 1739 donne sono state tenute in osservazione per verificare l'eventuale comparsa di un secondo tumore.
Vitamina E: è collegata alla protezione contro il cancro gastrointestinale e polmonare. Questa difesa anticancro è basata sulla capacità della vitamina di bloccare i radicali liberi prima che penetrino in profondità nelle cellule e danneggino il nucleo e il DNA, o codice genetico. Le cellule il cui DNA è danneggiato sono più esposte a diventare cancerose. In uno studio americano, denominato Select, si sta studiando la possibilità che la vitamina E e il selenio (sperimentazione su un campione di 32.000 uomini di mezza età) riducano e prevengano il rischio di cancro alla prostata.
Vitamina C: questa vitamina rafforza l’effetto della vitamina E nel prevenire l’ossidazione del colesterolo LDL e la formazione della placca. Inoltre è stata associata alla prevenzione del cancro dell’esofago, della laringe, del cavo orale, del pancreas, dello stomaco, del retto e del collo dell’utero. In più agisce da spazzino dei nitriti, aiutando a pulire i residui del fumo di sigaretta.

Anche la vitamina D contro i tumori?
Le ricerche sull’azione preventiva della Vitamina D nei confronti dei tumori sono iniziate da più di una cinquantina d’anni. Gli ultimi studi, in particolare, hanno approfondito il rapporto della vitamina D con i tumori a carico dell’apparato digerente, con il trattamento del tumore al seno e con la prevenzione di quello del pancreas.
Uno studio pubblicato dai ricercatori della Harvald School americana alla fine di novembre 2006 ha evidenziato come una carenza di vitamina D nelle persone di colore possa aumentare il rischio di ammalarsi di tumore; in particolare hanno dimostrato che nelle persone di colore l’incidenza dei tumori dell’apparato digerente (bocca, stomaco, intestino) è superiore alle persone con carnagione bianca di circa il 30 percento; questo perché, chi ha la pelle molto scura, di solito tende a produrre meno vitamina D quando si espone ai raggi ultravioletti rispetto a chi ha la pelle chiara.
E’ stato osservato, inoltre, che nelle donne affette da tumore al seno in fase avanzata i livelli di vitamina D presenti nel sangue sono inferiori a quelli che si registrano in donne che soffrono della stessa malattia in fase iniziale.
Una ricerca dell’Università del Wisconsin, negli Stati Uniti, ha dimostrato come l’apporto quotidiano di 10 microgrammi di vitamina D è in grado di ridurre il rischio di tumore al pancreas del 43 percento.
Tutti questi studi, però, sono ancora agli inizi e i dati a disposizione sono solo preliminari.
Dove si trova la Vitamina D? sole e dieta
Questa vitamina si forma soprattutto grazie all’azione della luce a livello della pelle. Ci sono comunque degli alimenti che la contengono e che possono apportarne livelli ottimali al fabbisogno dell’organismo.
La vitamina D si trova in quantità molto elevata nell’olio di merluzzo (210 mg per 100 gr di prodotto), ma anche in alcuni pesci, come le aringhe e salmone (25 mg per ogni 100 gr), nel latte, nel burro e nei formaggi (circa 0,75 mg per 100 gr) e nelle uova (1,75 mg per 100 gr).

Vitamine: meglio sotto prescrizione medica
E’ consigliabile segnalare sempre al medico curante le vitamine o gli altri supplementi o integratori che si assumono. Questa segnalazione è essenziale per evitare pericolosi effetti incrociati dei farmaci.

La Fondazione MultiMedica ONLUS
La Fondazione MultiMedica ONLUS nasce nel 2004 con lo scopo di promuovere e sostenere la ricerca scientifica, la formazione professionale e culturale, e favorire il rientro di studiosi italiani emigrati all’estero, mediante l’erogazione di borse di studio per attività di ricerca.
Per il raggiungimento di tali scopi la Fondazione si propone di svolgere le seguenti attività:

  • Svolgere attività di ricerca con fondi derivanti da contributi o contratti di ricerca sia in forma autonoma, sia insieme a studiosi meritevoli e istituzioni scientifiche qualificate
  • Promuovere la realizzazione di incontri scientifici e convegni di studio, congressi, seminari, mostre
  • Istituire biblioteche scientifiche e banche dati
  • Diffondere la cultura scientifica e tecnica nei vari rami della scienza

Curriculum vitae della Dott.ssa Adriana Albini
Adriana Albini lavora a Milano dove è Responsabile della Ricerca Oncologica al Polo Scientifico e Tecnologico dell’IRCCS Multimedia di Milano.
E’ stata da giugno 2004 fino all’ottobre 2006 Vice Direttore per la Ricerca dell’IST (Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro) e Responsabile del Dipartimento di Oncologia Traslazionale. Ha diretto dal 1999 il Laboratorio di Oncologia Molecolare dell’IST. Ha l’idoneità a Professore Ordinario di Patologia Generale. E’ Presidente Eletto della Società Italiana di Cancerologia (SIC), Past President della Società Internazionale per lo Studio della Metastasi, consigliere strategico dell’Associazione Europea Per la Ricerca sul Cancro (EACR) e rappresentante europea nel consiglio direttivo dell’associazione americana "Donne nella Ricerca sul Cancro-WICR". Ha pubblicato oltre duecentoquaranta articoli di ricerca sperimentale sulle più qualificate riviste scientifiche americane ed europee con impact factor. E’ relatore in numerosi convegni e meeting di ricerca e clinica. Si occupa di angiogenesi, ovvero di come “soffocare i tumori”. Ha sviluppato nuove terapie biologiche e geniche, ed è titolare di brevetti per nuovi approcci terapeutici. Studia gli aspetti molecolari di componenti della dieta per l’attuazione di un programma di prevenzione delle neoplasie. In passato ha messo a punto in passato un modello di “Metastasi in provetta", utilizzato in tutto il mondo e oggetto di una pubblicazione che conta oltre 1000 citazioni su riviste scientifiche.
E’ membro del comitato editoriale di vari periodici scientifici internazionali, (tra cui il Journal of the National Cancer Institute e Cancer Research).
Responsabile della Ricerca Oncologica al Polo Scientifico e Tecnologico dell’IRCCS Multimedia di Milano
Viale Fantoli 16/15 - 20138 Milano
Tel 02.55406574
e-mail: adriana.albini@multimedica.it

Links utili

www.inran.it
INRAN – Istituto Nazionale per la Ricerca Alimentare e la Nutrizione
Via Ardeatina, 546 - 00178 ROMA - tel. 06.514941

www.politicheagricole.it
(Ministero per le Politiche Agricole e Forestali)

www.dica33.it

www.naturmedica.com

www.dietamed.it

www.chd-taskforce.de/2000consensusstatement/index_d.htm

www.airc.it

www.salus.it/alim/larn_femmine.html
Sito sui fabbisogni LARN per la donna

www.salus.it/alim/larn_maschio.html
Sito sui fabbisogni LARN per l’uomo

www.salus.it/alim/lineeguida.html
Sito dove trovare consigli per alimentarsi correttamente

www.salus.it/alim/regole.html
Le regole del mangiar sano

www.salus.it/paziente/dieta_cancr1.html
La dieta per il malato di cancro

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