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Artiterapia, per superare il dramma del tumore
Monica Melotti, N. 4 aprile 2007
Lesperienza del Laboratorio artistico dellIstituto Nazionale dei Tumori di Milano
Quando si scopre di avere un tumore si sente la propria esistenza minacciata. La paura, il dolore, il senso di incapacità nellaffrontare la situazione, lisolamento dalla realtà, lansia, langoscia di morte, sono tutte le sensazioni che passano nellanima del malato. E molto importante, però come un paziente riesce ad affrontare la malattia, molto spesso si tende a dimenticare che il benessere del malato non riguarda solo il corpo, ma anche la mente, le relazioni con i propri familiari, con gli amici. Da un punto di vista psicologico il cancro causa una sofferenza che si ripercuote sullimmagine che il malato ha di se stesso come persona che interagisce con gli altri. Il paziente oncologico si sente prima di tutto spettatore e vittima: spettatore di una vita che non riconosce più come propria, vittima di un mostro oscuro che invade e dilania il suo corpo. Il sostegno emotivo, quindi, è fondamentale: la percezione di essere amati, compresi, ha un ruolo importante nellaiutare questi pazienti a riappropriarsi del proprio senso di autostima, del senso di controllo personale, della propria qualità di vita. Il Laboratorio Artistico, Lab Art, dellIstituto Nazionale dei Tumori di Milano, attivo da tre anni, ha proprio queste finalità.
Prevenzione Tumori ha seguito assieme agli allievi (pazienti affetti da tumore, ma a volte intervengono anche i familiari) una lezione di artiterapia. Ecco il resoconto di questa piacevole ed emozionante esperienza.
A cosa serve il Lab Art
"Il Laboratorio è uno spazio organizzato per accogliere i pazienti e dar loro la possibilità di esprimersi attraverso i linguaggi artistici e la creatività", spiega la professoressa Tiziana Manusardi, esperta di arteterapia e Presidente dellAssociazione LAlbero, centro di ricerca e formazione terapie comportamentali di Milano, che organizza i corsi al Lab Art dellIstituto milanese. "E indicata per far emergere emozioni, disagi nascosti e poterli elaborare in un percorso di crescita personale e di gruppo al fine di migliorare la qualità della vita. Queste lezioni vogliono offrire uno spunto di riflessione sulla necessità di considerare sempre più il malato nella sua globalità di persona, al fine di promuovere un vero ascolto delle sue sofferenze, non solo fisiche. Laiuto a chi soffre passa anche attraverso la parola detta, ma anche ascoltata. Come è nata lidea del laboratorio? Nel 1996 léquipe delle cure domiciliare dellInt mi propose di intervenire su alcuni pazienti terminali curati a domicilio. I pazienti trattati avevano in comune il desiderio di potersi finalmente lasciare andare e realizzare un prodotto creativo che li tenesse impegnati, elaborando così incertezze e disagi cause di malesseri quali nausea, vomito insonnia, depressione, dolore. I dati di questo studio durato quattro anni sono stati presentati al Congresso Internazionale di cure palliative a Palermo nel 1999. Dopo il confronto con le realtà positive di altri Paesi è nata la consapevolezza di voler lavorare ad un progetto per l utilizzo delle artiterapie nella malattia oncologica da portare allinterno dellIstituto e indirizzarlo a tutti i pazienti adulti".
Artiterapie, un mondo meraviglioso
Le Artiterapie sono un valido strumento per aiutare tutte le persone ad elaborare la propria malattia agendo sulla sfera emozionale e psichica attraverso limpiego di musica, danza, teatro, scrittura creativa e arte quali mezzi espressivi per dare la possibilità ad ognuno di percepire sé stesso e riconoscersi per mezzo della creatività insita in ogni persona. "E indicato in tutti i casi dove è presente un disagio legato alla relazione personale e alla comunicazione nella malattia", spiega la professoressa Manusardi "E stato sperimentato luso di queste tecniche, da oltre sessantanni. Nelle due Americhe, ne è un esempio Maria Fux, danzaterapeuta argentina che opera nellambito dellhandicap di pazienti con problemi sensoriali, motori e psichici. Lo fa da oltre quaranta anni in Europa ( Francia, Germania, Inghilterra ), dando ottimi risultati. Nel giugno 2003, lo spazio assegnatomi era allestito e ben organizzato, così ho iniziato il mio lavoro con un gruppo pilota una mattina alla settimana per due mesi, proponendo un programma interdisciplinare che comprendesse danza/movimento, arte espressiva e scrittura creativa, dando al gruppo la possibilità di esprimersi attraverso modalità differenti così da poter inseguito inserirsi nel laboratorio a loro più consono.
Nel settembre 2003 si sono costituiti quattro gruppi di artiterapie: scrittura creativa, teatro, danza/movimento, arte espressiva. Io ho condotto gli ultimi due. Gli strumenti da me usati sono quelli legati alla metodologia interdisciplinare della Scuola di Formazione LAlbero di Milano".
Lesperienza dei laboratori di danza/movimento terapia e arteterapia
Lincontro con il gruppo pilota durato due mesi ha permesso alla professoressa Manusardi di comprendere attraverso i dialoghi, quali fossero i bisogni dei pazienti.
"La mia decisione iniziale è stata quella di cominciare con un programma di Danzaterapia che tenesse conto delle problematiche legate al corpo dato che la maggior parte delle pazienti avevano avuto il tumore al seno", racconta Manusardi. "Perciò ho organizzato un lavoro incentrato sulla percezione corporea, sulla ricostruzione dellimmagine del corpo mutilato e soprattutto sulla sua accettazione, condizione assolutamente necessaria per poter continuare a convivere con esso e andare avanti nel cammino della vita più serenamente, affrontando via, via le nuove problematiche di salute che si potevano presentare. Limportanza del buon svolgimento di questo lavoro è che da parte del conduttore ci sia elasticità e duttilità nel portare avanti il proprio operato, tenendo conto soprattutto dei bisogni dei pazienti nel preparare gli incontri. Da ogni seduta scaturisce un bisogno nuovo. Ho ritenuto altresì importante dare ai pazienti lopportunità di potersi esprimere attraverso linguaggi espressivi differenti, per esempio dare forma e colore alle emozioni vissute attraverso il corpo con lArteterapia oppure la Scrittura Creativa.
Sono nate anche da queste esperienze poesie di gruppo che hanno ben esplorato ed espresso lo stato danimo dellindividuo allinterno del gruppo".
Si comincia la lezione con delle tecniche di rilassamento, percezione corporea, visualizzazioni, ascolto di brani musicali, lettura di poesie o brani in prosa, per dare alle persone la possibilità di prepararsi al lavoro attraverso stimoli differenti. Ogni persona ha la possibilità di trova nel gruppo un valido sostegno: tutti parlano liberamente della loro malattia e lun laltro si sostengono a vicenda portando la loro esperienza Durante gli incontri sono emerse problematiche forti come quelle di non essere in grado di far fronte da soli a nuovi eventi, quali la decisione di intraprendere una nuova terapia farmacologia o di sostenere un nuovo intervento. Ogni persona partecipa attivamente alla lezione, facendo emergere emozioni e paure nellaffrontare e dominare la malattia e nel condividere tutto questo con la famiglia e amici, che non avendo vissuto questa esperienza non sono in grado di dar loro un valido aiuto. "Spesso ho sentito dire dai pazienti, con grande stupore, che è incredibile come nel gruppo, condividendo esperienze artistiche, si riesca a lasciarsi andare e a confidarsi problemi e vissuti che mai nessuno riuscirebbe a dire nemmeno ad un parente o agli amici più cari", dice Manusardi. "Si instaura così tra i partecipanti un rapporto di aiuto e un legame affettivo, perché in questo contesto, trovandosi in uno spazio assolutamente protetto, ognuno ha la possibilità di mettersi a nudo". I racconti dei pazienti sono legati alla malattia spesso avvenuta improvvisamente e in modo inaspettato, a volte proprio nel momento in cui si aveva la percezione di essere immortali. Oppure in seguito a un vissuto familiare traumatico, legato a separazioni, incomprensioni di coppia, incapacità di gestione genitoriale, malattia di un familiare, lutti e problemi di incomprensioni, anche nellambito lavorativo.
La struttura degli incontri
I pazienti sono divisi in due gruppi, uno di Danza/movimento terapia e laltro di Arteterapia, la frequenza è una mattina alla settimana. Il numero massimo dei partecipanti ad ogni incontro è di dieci persone. La partecipazione è gratuita. I gruppi sono aperti per dare la possibilità a tutti di inserirsi in qualunque momento dellanno. Per la tipologia di questa malattia, la frequenza di alcuni pazienti è continuativa, mentre per altri è discontinua a causa delle terapie cui si devono sottoporre, quali radioterapia, chemioterapia, visite periodiche di controllo. "Le persone che hanno frequentato e frequentano i miei laboratori sono arrivate con lidea di voler cambiare e migliorare il loro stato di salute fisica e mentale", spiega la professoressa. "Le donne operate al seno dopo aver percorso liter della riabilitazione sono giunte al laboratorio con problematiche legate a contratture muscolari del braccio e della schiena, perciò ho proposto a loro tecniche miste di rilassamento, allungamento, allineamento vertebrale, movimento spontaneo, danzaterapia. I risultati sono stati ottimi perché le pazienti ora riescono a essere più rilassate e ad appoggiarsi meglio a terra, hanno migliorato la dinamica del movimento e lo stato psicologico. Persone operate alla gola si sono lasciate più andare e ora riescono ad essere più rilassate e ad esprimersi liberamente parlando delle proprie emozioni. Altre operate al colon hanno migliorato il controllo sul dolore. Chi è in chemioterapia riesce a controllare meglio i sintomi degli effetti collaterali. Hanno smesso di frequentare i laboratori le persone che hanno avuto problemi di lavoro, familiari o di salute. Penso che il percorso seguito allinterno dei laboratori sia un percorso di crescita veramente importante, allinterno del quale ogni persona ha la possibilità di cambiare e di migliorare sé stesso, il suo modo di porsi di fronte alle problematiche della salute e della vita. Migliorando il suo stato psicologico, migliora anche la sua salute fisica.
Lo spazio del laboratorio artistico è molto amato dai pazienti, è una meta che spesso raggiungono indipendentemente dai giorni fissi dei loro incontri. Lo chiamano: Lo spazio felice e Il Laboratorio dellanima. A volte mi chiedo quanto le problematiche della vita possano influire sulla malattia e quanto la malattia sulla vita. E chiaro che non si può separare il vissuto personale dalla malattia e di questo i pazienti ne sono assolutamente convinti, ma attraverso il mondo esperienziale delle arti, hanno trovato altre modalità positive per affrontare la loro vita. Nel loro intento cè la volontà di mettere a disposizione di altre persone, i risultati delle loro esperienze, perché così anche gli altri possano migliorare la qualità della propria vita. Trovando altre risorse ed altre vie si passa così al processo finale, quello della trasformazione"
Le testimonianze dei pazienti che hanno frequentato il Lab Art
La paura della morte fisiologica, di porre fine ai progetti di vita, alle attese, al ritmo quotidiano che diventa angosciante, trova un momento di pace e di speranza al Laboratorio artistico, come ben testimoniano le parole dei pazienti che hanno frequentato i corsi:
- Stare assieme, lavorare nella condivisione ci fa sentire bene e rilassati.
- Il contatto con le mani degli altri in cerchio, ci fa percepire unenergia che genera una forte emozione.
- Pensare continuamente alla propria malattia causa dolori fisici e psicologici.
- Il bisogno di controllo, la difficoltà a lasciarsi andare, le paure, il non percepirsi, possono generare malessere e malattia.
- Quando sto nel gruppo non sento più la necessità di fumare e supero apatia e depressione.
- Il lavoro di gruppo aiuta a tirar fuori la rabbia e a parlare liberamente della malattia.
- La sincerità, la lealtà e lumanità degli elementi del gruppo ci aiuta ad andare avanti.
- Anche quelli che hanno difficoltà a perdere il controllo, grazie al rilassamento si lasciano andare.
- La non accettazione della mia menomazione mi ha fatto pensare al suicidio, queste tecniche mi aiutano ad accettarmi.
- Percepire lenergia del corpo aiuta a prendersi cura della propria salute.
- Occorre imparare ad accettare la propria malattia, questo è il punto di partenza per la guarigione, diversamente ci si scontra con la realtà.
- E importante riconoscere il limite per poi superarlo.
- Qui posso essere me stessa, posso sbagliare!
- Sono riuscita a piangere dopo 18 anni.
- Qui posso mostrare finalmente la mia debolezza.
- Per me il cancro è stato una grande svolta: finalmente qualcuno si occuperà di me.
- Prima di sottopormi ai controlli periodici nasce in me paura e ansia, il lavoro delle artiterapie mi aiuta ad elaborarle
- Il lavoro corporeo spesso stimola la parte ludica legata allinfanzia.
- In questo lavoro ho incontrato: spazio, musica e il mio respiro, ma soprattutto la pace dellanima.
- Da quando frequento il Lab Art mi sento cambiata e migliorata interiormente, sono più aperta e ho scoperto tante emozioni in me che non conoscevo, ho sconfitto tante paure. Fisicamente e spiritualmente sono più aperta alla vita. Danza, pittura, creta e rilassamento mi hanno trasformata in una persona più serena ed allegra.
- Quando sono arrivata al Lab Art ero come avvolta nella nebbia, ora mi sento più forte, anche se la malattia non mi abbandona. Questo percorso mi ha dato la possibilità di far emergere pensieri, paure e desideri nascosti che altrimenti non sarebbero mai venuti fuori.
- Appena mi fu annunciata la mia cecità permanente, mi sono sentito completamente impotente, ma subito dopo ho scoperto la mia grande ricchezza interiore e che potevo essere daiuto a qualcuno. Frequentando il Lab Art si sono rafforzate le mie convinzioni e ho trovato nel gruppo la bellezza del dare e del ricevere che considero uno degli elementi più positivi di questi incontri.
- LEI arriva allimprovviso nella tua vita come una pugnalata alle spalle, ti ritrovi così spaventata e indifesa, ti vergogni della tua malattia e non riesci più a guardare negli occhi dei tuoi cari
.e poi conosci il Lab Art e scopri che ci sono altri come te e finalmente non ti senti più sola.
Indirizzi Utili
Associazione LAlbero, Centro di Ricerca e Formazione Terapie Complementari
Via P. Strobel Milano tel 02.70632282
Via Cairoli 47 La Maddalena (Sassari) cell. 348.5119037 340.5732786
Email: ass.albero@libero.it
Lab Art presso Istituto Nazionale dei Tumori
Via Venezian, 1 20133 Milano tel. 02.23901
www.istitutotumori.mi.it
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