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Insieme si può vincere il tumore al seno
Minnie Luongo, N. 5 maggio 2007
Nonostante siano in aumento i casi diagnosticati di tumore al seno, il numero di donne che muoiono a causa di questa malattia continua a diminuire. Il merito va agli screening diagnostici, alla maggiore informazione delle donne e alla possibilità di riconoscere le forme diverse di carcinoma mammario. Di conseguenza, lavvento di terapie in grado di colpire in modo selettivo lo specifico tipo di tumore al seno apre la strada a scenari finora insperati.
La Campagna "Breast Friends"
"Breast Friends" è una campagna internazionale di sensibilizzazione sul tumore al seno, sostenuta in Italia da Salute Donna, che ha lobiettivo di ricordare il ruolo dellamicizia e del supporto per le donne colpite da carcinoma mammario, e di sottolineare limportanza dellinformazione per poter ottenere una diagnosi tempestiva ed accurata.
La campagna intende incoraggiare ogni donna, a cui è stato diagnosticato un carcinoma mammario, a trovare un Breast Friend: un amico intimo o un familiare che possa aiutarla ad informarsi sulla sua malattia e offrirle un sostegno pratico e affettivo per affrontare al meglio questa difficile esperienza.
Nella campagna sono stati coinvolti personaggi famosi di numerosi Paesi che hanno accettato di posare di fronte allobiettivo di Rankin, fotografo inglese di fama mondiale, assieme a una loro amica o a un loro amico che ha condiviso con loro lesperienza del tumore al seno. Star internazionali quali Marcia Cross, Jerry Hall e Ronan Keating, accanto alle star italiane Luisa Corna, Romina Power, Paola Saluzzi e Ivana Spagna, sono solo alcune delle celebrities che hanno aderito con entusiasmo a questa campagna perchè toccate dall'esperienza del carcinoma mammario, o personalmente o attraverso una persona cara.
Facciamo il punto sul tumore al seno
Il carcinoma mammario è il secondo tumore al mondo per diffusione e i dati lo dimostrano: ogni anno questa malattia viene diagnosticata a un milione di donne in tutto il pianeta. Tuttavia, da qualche anno, si sta assistendo a un netto calo della mortalità grazie ai passi avanti compiuti in campo terapeutico e alla diffusione dei programmi di screening per la diagnosi precoce. I controlli periodici, e in particolare lavvento della mammografia, hanno migliorato sensibilmente i tassi di sopravvivenza. Se al momento della diagnosi la dimensione del tumore è inferiore al centimetro, la probabilità di guarigione raggiunge il 95 percento; se i linfonodi ascellari sono negativi, la percentuale si attesta all85 percento. Una diagnosi tardiva resta il peggior nemico delle donne: infatti, se la massa tumorale supera i 5 cm di dimensione, il tasso di sopravvivenza scende sotto il 40 percento, e al 25 percento se sono stati intaccati più di tre linfonodi.
Anche se non è possibile indicare una causa precisa del tumore alla mammella, losservazione delle caratteristiche epidemiologiche della malattia ha permesso di identificare una serie di fattori di rischio.
Il principale è letà, come dimostrato dal fatto che la maggior parte dei tumori viene diagnosticata in donne di almeno 50 anni.
La familiarità è un altro fattore di rischio accertato: la figlia, la sorella o la madre di una persona che abbia sviluppato un tumore alla mammella, presentano una probabilità di ammalarsi più alta rispetto alla popolazione generale. Questa predisposizione non va confusa con lereditarietà, che interessa un numero molto limitato di casi.
Anche lobesità, i contraccettivi orali e la terapia ormonale sostitutiva sono fattori che sembrano aumentare il rischio di sviluppare il tumore.
Infine, lesposizione a radiazioni ionizzanti (radioterapia eseguita nellarea toracica) in giovane età e linizio precoce del ciclo mestruale e relativo ritardo della menopausa sono da considerarsi altri fattori predisponenti.
Non esiste però un solo tipo di carcinoma mammario e questa patologia può assumere diverse forme, che si sviluppano con progressioni più o meno rapide e rispondono in modo diverso ai trattamenti.
Tra i vari tipi di tumore alla mammella nei quali può incorrere una donna, la forma più temuta è quella HER-2 positiva.
LHER-2 (Human Epidermal Growth Factor receptor 2 ) è un recettore coinvolto nella proliferazione e nella differenziazione cellulare.
Quantità eccessive di HER2 portano a una proliferazione cellulare incontrollata o maligna, fino allo sviluppo del cancro. Circa il 20-30 percento di tutti i tumori al seno sovraesprime, ha cioè una presenza eccessiva del recettore HER2.
Questo tipo di tumore ha una progressione più rapida, unetà di insorgenza più precoce e una risposta ai trattamenti chemioterapici differente.
Per determinare se il tumore è HER2 positivo o negativo si preleva una piccola parte del tumore (biopsia) da analizzare in laboratorio.
Secondo le linee guida dellASCO (American Society of Clinical Oncology), il test HER2 deve essere effettuato su tutti i tumori mammari primitivi, sia al momento della diagnosi che in caso di recidiva. Se il test risulta positivo vuol dire che sono state riscontrate sulle cellule tumorali più recettori HER2. Per questo tipo di tumore lindicazione terapeutica delezione è trastuzumab, un anticorpo monoclonale che blocca e inibisce il recettore HER2.
Per riassumere, con laiuto di un esperto
Poniamo allora precise domande a Luca Gianni, Direttore del Centro di Oncologia Medica presso lIstituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano.
Quale è attualmente lepidemiologia del tumore al seno? Quante le donne colpite? E quale la fascia di età a maggior rischio?
"Il tumore al seno è quello più diffuso tra le donne. In Italia, secondo una statistica aggiornata al 2004, ogni anno la diagnosi di tumore della mammella interessa oltre 35.000 nuovi casi e la malattia è responsabile di circa 11.000 decessi. Il rischio di un tumore maligno della mammella è basso sino alletà di 40 anni e cresce successivamente sino a diventare un rischio frequente dalletà di 50 anni. Circa il 30% di tutte le nuove diagnosi di carcinoma della mammella avvengono dopo i 70 anni di età. Tuttavia, negli ultimi anni abbiamo registrato due tendenze di segno opposto: da una parte è in aumento il numero dei casi diagnosticati; dallaltra, però, è in diminuzione il numero delle donne che muoiono a causa del tumore al seno. Negli ultimi 5 anni la riduzione del numero dei decessi ha assunto un andamento costante: merito soprattutto degli screening diagnostici, delle nuove risorse terapeutiche e anche di una maggiore attenzione delle donne verso il loro corpo, cosa che favorisce la diagnosi precoce".
Che cosa sappiamo delle cause e dei fattori di rischio di questo di tipo di tumore?
"In circa il 7 percento dei tumori della mammella vi è una predisposizione familiare (la malattia è cioè associata ad alterazioni genetiche specifiche), ma la grande maggioranza dei casi non ha un simile riscontro. In questi casi fattori ambientali come l'esposizione agli ormoni femminili, la dieta e altri sono spesso chiamati in causa come concause predisponenti. Letà viene considerata un importante fattore di rischio: la percentuale di donne colpite aumenta rapidamente intorno al periodo della menopausa. È stato ipotizzato che anche il fumo di sigaretta potesse avere una correlazione con questo tumore, ma non disponiamo di dati certi. Comunque è sempre meglio evitare la sigaretta anche in relazione ad altre forme di tumore per le quali invece la correlazione è dimostrata con certezza".
Sappiamo che ci sono forme diverse di tumore al seno: come si distinguono?
"Sono sicuramente presenti diverse forme di tumore maligno della mammella, che tradizionalmente sono differenziate sulla base delle caratteristiche biologiche identificabili con un esame dei tessuti. I tumori con elevata espressione di recettori per gli estrogeni hanno un andamento in genere diverso e meno aggressivo di quelli che non hanno questo tipo di recettore. Al contrario, i tumori con aumentata espressione di recettori per fattori di crescita, come il recettore HER2, tendono ad avere un andamento più aggressivo".
Che cosa è opportuno fare per accelerare la diagnosi e scoprire la forma specifica di tumore?
"Tutte le donne sopra i 50 e, secondo alcuni dati molto solidi anche dall'età di 40 anni, dovrebbero sottoporsi periodicamente a visita specialistica e a mammografia e dovrebbero completare con un accertamento bioptico le indagini sulla natura delle immagini sospette. Questi esami andrebbero fatti almeno una volta ogni due anni; alcuni consigliano di ripeterli con una frequenza più ravvicinata: una volta lanno".
Dopo l'intervento chirurgico le recidive possono essere prevenute?
"Sicuramente sì, con le dovute modalità d'impiego di farmaci e di radioterapia. Oggi queste forme di terapia contribuiscono in modo sostanziale ad aumentare la guaribilità del tumore della mammella al punto tale che negli ultimi dieci anni è stato possibile misurare una significativa riduzione della mortalità da tumore della mammella nell'intera popolazione".
In che modo le terapie innovative hanno cambiato la storia della patologia?
"Grazie ai nuovi protocolli terapeutici, con gli anni si sono ottenuti risultati sempre più mirati e duraturi attraverso la personalizzazione delle cure. Oggi, infatti, le tecniche chirurgiche si sono molto evolute, i trattamenti di chemioterapia, radioterapia e ormonoterapia sono stati adattati alle diverse caratteristiche del tumore e consentono di ottenere risultati di sopravvivenza sempre maggiori.
Se fino agli anni 60 lunica cura disponibile era la mastectomia radicale (unoperazione che comprendeva lasportazione della mammella), oggi le nuove terapie consentono di non dover più ricorrere, se non in casi particolari, a tecniche così invasive e destabilizzanti per una donna. Un passaggio importantissimo è stato lavvento di terapie in grado di colpire in modo selettivo lo specifico tipo di tumore al seno da cui la paziente è colpita. Uno dei più importanti successi è stato senzaltro ottenuto contro il tumore HER2 positivo con trastuzumab, un anticorpo monoclonale che blocca e inibisce il recettore HER2, riducendo notevolmente il rischio di recidive e migliorando la qualità di vita delle pazienti, grazie allassenza degli effetti collaterali più fastidiosi. Ancor prima e assai più diffusamente la terapia endocrina ha contribuito in modo sostanziale modificare la storia naturale del carcinoma della mammella".
"Salute donna"
Salute Donna è una Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale) fondata nel 1994 presso l'Istituto dei Tumori di Milano con lobiettivo di promuovere la prevenzione e la sensibilizzazione sui tumori femminili. Oltre che in Lombardia (dove ha il maggior numero di sedi) lAssociazione è presente in altre tre regioni: Abruzzo, Lazio e Calabria. Attualmente conta oltre 3.000 iscritti, che collaborano con la fondatrice Annamaria Mancuso nella realizzazione di iniziative rivolte soprattutto a sostenere la ricerca scientifica presso l'Istituto dei Tumori, nonché a informare correttamente l'opinione pubblica. A ciascuna sede dellassociazione corrisponde un ambulatorio di prevenzione attrezzato con mammografo ed ecografo: complessivamente, ogni anno vengono visitate, gratuitamente, più di 4.000 donne.
Salute Donna aiuta le donne colpite da tumore al seno ad affrontare la malattia, offrendo loro un supporto psicologico professionale, grazie allimpegno di un team di psicologhe che collaborano con lassociazione. Le attività di informazione di Salute Donna, tutte volte a promuovere la conoscenza dei corretti stili di vita che facilitano la prevenzione o la diagnosi precoce delle malattie, vengono sostenute anche da una rivista trimestrale: "Salute Donna News", pubblicata in 10.000 copie e distribuita ai soci, alle aziende sanitarie e alle istituzioni regionali, provinciali e comunali del territorio, oltre che agli ambulatori della stessa associazione.
Inoltre, Salute Donna gestisce un Numero Verde 800223295 con base a Milano, attraverso il quale è possibile rivolgere domande alle volontarie e a medici specialisti dellarea oncologica, o anche prenotare visite mediche, esami diagnostici e visite psicologiche. In campo sociale un significativo riconoscimento è giunto da parte del Sindaco di Milano che, in occasione della consegna degli Ambrogini d'Oro, ha assegnato all'Associazione l'Attestato di Benemerenza Civica.
Chi è Rankin
Rankin, scozzese di Glasgow, è uno dei più importanti fotografi a livello internazionale (di recente ha realizzato una mostra e un libro in collaborazione con il grande fotografo inglese David Bailey). Racconta Rankin: "Nel giugno del 2005, a mia madre venne diagnosticato un tumore ai polmoni, una cosa devastante, che mi gettò in uno stato di prostrazione e dimpotenza. Quasi negli stessi giorni venni contattato per l'iniziativa Breast Friends, una campagna educativa sul tumore al seno e sull'importanza di sostenere le donne nella loro battaglia contro questa terribile esperienza. Non ho esitato un attimo a partecipare alliniziativa e a offrire il mio contributo alla lotta contro il cancro. Il messaggio di Breast Friends è diretto e avvincente. Sono rimasto subito affascinato dall'idea di fotografare alcune celebrities insieme ai loro amici con i quali avevano condiviso l'esperienza del tumore al seno. Desideravo catturare nelle immagini l'intensità del loro rapporto. Volevo riuscire a esprimere tutta la gamma di emozioni che avevano provato". Il portfolio fotografico realizzato è la testimonianza di come le donne possono sconfiggere il carcinoma mammario se hanno il sostegno delle persone care e le cure di medici esperti. Le persone fotografate in questo libro hanno deciso di condividere le loro storie affinché altre donne possano beneficiare delle loro esperienze e trarne motivi di speranza.
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