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Tumori in aumento: i dati sono allarmanti

Annalisa Cretella, N. 8/9 agosto/settembre 2007

Sono un milione 700 mila le persone colpite dal cancro in Italia. E ogni anno si aggiungono circa 260 mila nuovi pazienti, la metà di questi guariscono, mentre per buona parte degli altri la malattia diventa cronica. E il problema è la loro qualità della vita. E’ quanto emerso a Milano, durante la seconda giornata del malato oncologico. Se è vero, dunque, che oggi ci si ammala di più di tumore, è altrettanto vero che si guarisce di più. L’introduzione progressiva di efficaci misure terapeutiche ha contribuito a curare meglio i malati. L’insieme di questi processi ha determinato l’aumento del numero delle persone con un passato oncologico.
Porre l'attenzione sui nuovi diritti acquisiti dai malati di cancro e' l'obiettivo della seconda Giornata nazionale del malato oncologico che si svolta a Napoli. La "giornata" e' stata presentata oggi a Milano in Regione Lombardia, dal presidente della Federazione italiana delle Associazioni di volontariato in Oncologia (Favo), Francesco De Lorenzo, che ha posto l'accento sui nuovi diritti acquisiti, anche grazie alla Favo, che raggruppa 670 associazioni, come quello del tempo parziale sul lavoro.
"Le leggi debbono essere applicate - ha spiegato De Lorenzo - come la norma della legge Biagi che riconosce a chi non e' in grado di lavorare a tempo pieno a causa degli effetti collaterali delle terapie antitumorali, ma non vuole rinunciare al lavoro, il diritto di chiedere e ottenere il tempo parziale fino a quando il miglioramento delle condizioni di salute non consentira' di riprendere il normale orario di lavoro".
L'altro obiettivo della giornata del malato oncologico e' la velocizzazione "dell'iter per l'accertamento dello stato di invalidita' e handicap per i malati oncologici, riducendo da 9 mesi a 15 giorni dalla data di presentazione della domanda il periodo entro il quale la commissione medico legale della Asl deve fissare la data della visita.
Secondo i dati elaborati dall'Istituto superiore della Sanita' e dall'Istituto dei Tumori di Milano, la tendenza e' che aumenteranno le persone con un passato oncologico. Gli esperti si attendono che, insieme all'aumento dei numero di nuovi casi, aumentera' anche quello dei guariti e dei malati cronici; il numero dei decessi, invece, tendera' a ridursi o stabilizzarsi.
Nel 1970 ci sono stati 118 mila nuovi casi e le persone che hanno avuto diagnosi di tumore 310 mila con 87 mila decessi.
Gli esperti prevedono che nel 1010 i nuovi casi saranno 255mila, le persone che hanno avuto diagnosi di tumore 1 milione e 925 mila, i decessi 122 mila.
"Di tumore - conclude De Lorenzo - ci si ammala di piu' ma si guarisce anche di piu'. Tra i guariti, pero', in non pochi casi la malattia lascia nel corpo e nel fisico segni indelebili, mentre tra i malati cronici e lungo-viventi sono la maggioranza coloro che necessitano di cure per tutta la loro vita. Cio' significa che siamo, e saremo, in presenza di una vera e propria disabilita' di massa causata dal cancro, un fenomeno che una societa' consapevole deve e puo' affrontare per tempo".
I dati di oggi relativi ai tumori assumono un significato diverso però se confrontati con quelli del passato. Secondo un’inchiesta del settimanale l’Espresso i dati sono ancora più allarmanti se confrontati con quelli di 20 anni fa. In base ai dati raccolti dalla rivista, in Italia la crescita dei casi di tumori è a livelli di “un'epidemia”. Rispetto agli anni Ottanta alcuni tipi di tumori sono cresciuti fino al 40%, e gli aumenti riguardano in maniera particolare i bambini. I linfomi e le leucemie sono cresciuti tra il 15% e il 20%, per non parlare dei mesoteliomi (+37% nelle donne, +10% negli uomini). Incremento anche per il tumore della mammella (+27%), del cervello (8-10%) e del fegato (14- 20%). Se si guarda ai bambini, inoltre, la statistica è ancora più preoccupante: il confronto tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta mostra infatti risultati spietati. Nell’indagine, usando come campione la Regione Piemonte, si scopre un’impennata del 72% del neuroblastoma, del 49% dei tumori del sistema nervoso centrale e del 23% per le leucemie. L'inchiesta analizza anche le zone italiane dove aumentano maggiormente i casi di cancro, ed evidenzia come ci sia una ‘concentrazione micidiale’ in 54 aree che comprendono 311 comuni. Queste zone disegnano una radiografia della Penisola avvelenata, che corre dalla provincia di Verbania, alla punta inferiore della Sicilia, con Gela e il suo petrolchimico. Sotto accusa anche traffico automobilistico e impianti di riscaldamento, che diffondono minacce crescenti nei centri urbani congestionati, perchè proliferano ovunque nuovi strumenti tecnologici di cui si ignorano i danni a lungo termine e perché la devastazione dei suoli, provocata da discariche clandestine, immette nella catena alimentare sostanze nocive che finiscono sulla nostra tavola.

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