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Sarcomi, come curarsi al meglio
Minnie Luongo, N. 11 novembre 2007
Noi che lo facciamo di mestiere, ci rendiamo conto che scrivere di tumori è ancora un lavoro difficile. Sono stati fatti
molti passi avanti: per fare un esempio pratico, già da molti anni il termine cancro non fa più paura. Merito, soprattutto,
di tutti quei medici specialisti che, nei rispettivi campi, si sono dedicati allo studio e alla cura di un particolare tumore. Purtroppo,
però, alcuni tumori, soprattutto quelli rari, non sono tenuti nella giusta considerazione, tanto che, sovente, persino qualche
“camice bianco” non è in grado di riconoscerli. Il sarcoma rientra nella categoria dei tumori meno noti e, pertanto,
necessita di informazioni corrette e precise.
Per raggiungere tale obiettivo ci rivolgiamo ad uno dei massimi esperti in questo campo: il dottor Vittorio Quagliuolo, responsabile
della Sezione di Chirurgia dei Sarcomi dell’Unità Operativa di Chirurgia oncologica dell’Istituto Clinico Humanitas
di Rozzano (Milano).
Il sarcoma
Stando al dizionario medico, con “sarcoma” si intende un tumore maligno che insorge nei cosiddetti tessuti molli, cioè
nei tessuti di sostegno. Si tratta di un tumore estremamente raro che colpisce generalmente gli adulti, indipendentemente dal sesso,
tra i 40 e 60 anni di età, con
frequente insorgenza negli arti, anche se può svilupparsi più o meno ovunque nel corpo umano. Proprio per la posizione
ostica, a volte è difficile praticare interventi chirurgicamente radicali e non demolitivi: non a caso, ancora fino ad alcuni
anni fa, veniva praticata l'amputazione dell'arto interessato. Oggi per fortuna sono stati fatti grandi progressi in campo chirurgico
e la pratica demolitiva è meno frequente (anche perchè l'asportazione chirurgica è difficile e complessa, visto
che oltre al tessuto malato bisogna asportare un ampio margine di tessuto sano).
"Raro non significa non curabile" premette il dottor Vittorio Quagliuolo: almeno nel caso dei sarcomi, quei tumori che
insorgono nel "tessuto connettivo", il tessuto di sostegno dell'organismo.
I sarcomi possono nascere in qualsiasi sede (ecco perché si dicono ubiquitari), anche se prevalentemente originano dai tessuti
dell’apparato muscolo-scheletrico: le ossa, i muscoli, i vasi sanguigni, le fasce muscolari, i nervi, i tessuti "molli",
lo stroma di sostegno di molti visceri. Più frequentemente colpiscono gli arti; a seguire il tronco, il retroperitoneo (la
zona più profonda dell’addome situata posteriormente a tutti gli organi) e i visceri".
"Per quanto riguarda le cause" continua Quagliuolo "non sono ben note. Certamente non si tratta di un tumore ereditario,
anche se esistono correlazioni con sindromi familiari, come la neurofibromatosi tipo 1, la sindrome di Li Fraumeni e la sindrome
di Gardner, che possono far sviluppare sarcomi delle parti molli. Esistono poi i sarcomi radioindotti, ossia causati dalla radioterapia
effettuata per la cura di altre patologie, ma la loro incidenza è estremamente bassa".
Una patologia asintomatica
Conferma Quagliuolo: "i sarcomi sono tumori rari: rappresentano l’1 percento di tutti i tumori maligni; in Italia hanno
un’incidenza di circa 1.000-1.500 nuovi casi l’anno.
Proprio perché non sono diffusissimi e per il fatto che clinicamente si presentano come masse non dolenti, a crescita più
o meno rapida a seconda del grado di aggressività, capita che non siano sempre prontamente individuati. Ciò corrisponde,
purtroppo, in alcuni casi, a tardivi trattamenti specifici di cura, con conseguenti ritardi nell'aggressione della malattia stessa.
E, proprio per la loro asintomaticità, spesso i sarcomi vengono individuati un po’ per caso. Per esempio, il paziente
può presentare una tumefazione della coscia, di cui magari si vanta confondendola con un muscolo ben sviluppato o con un
ematoma . La tumefazione può crescere a seconda dell’aggressività del sarcoma. Pertanto, il primo passo per
la diagnosi rimane sempre la visita clinica. In caso di dubbio o sospetto si effettua un’ecografia e, se il dubbio clinico
viene confermato, si passa ad indagini diagnostiche più sofisticate, come la Risonanza Magnetica o la TAC con mezzo di contrasto.
Se anche queste danno esito positivo si provvede ad una biopsia, procedimento mini-invasivo che consente di avere l’esatta
definizione istopatologica del sarcoma e quindi di programmare la giusta condotta terapeutica".
L’importanza dei centri specializzati
Se da un lato è fondamentale informare il più possibile i pazienti, dall’altro è necessario sensibilizzare
sia i medici di base che i medici ospedalieri affinché, ad un primo sospetto di sarcoma, indirizzino i pazienti nei Centri
specializzati per la cura di queste patologie.
Tali Centri in Italia sono troppo pochi e la maggioranza concentrati al Nord. All’Humanitas di Rozzano (Milano), la Sezione
di Chirurgia dei Sarcomi, diretta dal dottor Quagliuolo, insieme all’Istituto dei Tumori di Milano, è senz’altro
il principale punto di riferimento per i malati di sarcoma e i loro familiari. "Rivolgersi ad un Centro specializzato, dove
si ha la certezza di contare su competenze altamente specializzate permette di avere le cure più adatte" sottolinea
Quagliuolo. "Cure che prevedono, in primo luogo, un approccio multidisciplinare, cioè effettuato da più specialisti
congiuntamente (il chirurgo, l'oncologo medico, il radioterapista, il riabilitatore, eccetera). Spesso sono necessarie più
modalità terapeutiche, che si susseguono nel programma di trattamento (chemioterapia, chirurgia, radioterapia). Humanitas
è un centro di riferimento per questa patologia, perché al suo interno sono presenti tutte le competenze necessarie
per la diagnosi e la cura dei sarcomi. Il trattamento di prima scelta è l’intervento chirurgico poichè ha potenzialità
di cura definitive. Soprattutto se la resezione viene eseguita in modo radicale. Intervenire chirurgicamente sui sarcomi è
spesso difficile, anche per la posizione in cui si sviluppano le masse tumorali. Per questo sono necessarie una competenza altamente
specialistica ed un’esperienza considerevole. Contestualmente all’intervento, poi, si possono modulare trattamenti complementari
di chemio o radioterapia".
Buone nuove nella cura dei sarcomi
"La chirurgia è il cardine del trattamento, ovviamente quando possibile. In questo tipo di neoplasie usiamo radioterapia
più chemioterapia: un trattamento efficace nei sarcomi “ad alto grado”(distinguiamo tre gradi per definire l’aggressività
di questi tumori) ".
Grazie al dottor Quagliuolo, infine, veniamo a conoscenza delle ultime novità in fatto di cura dei sarcomi, nel Centro da
lui diretto. "Proprio in questo periodo trattiamo i nostri pazienti con uno schema di chemioterapia preoperatoria (o “neoadiuvante”).
Questa scelta deriva dall’esperienza di un protocollo di trattamento nazionale che ha terminato l’arruolamento dei pazienti
(più di 300) alcuni mesi fa e di cui attendiamo i risultati definitivi. Grazie a questo studio sottoponiamo i pazienti con
sarcoma ad alto grado agli arti, a tre cicli di chemioterapia pre e due cicli post. Per quanto riguarda invece i sarcomi del retroperitoneo,
è attivo uno specifico protocollo, probabilmente l’unico al mondo in questo ambito, che prevede uno schema chemio-radioterapico
preoperatorio".
Humanitas, 10 anni di traguardi
L'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano è nato da un progetto e da una filosofia: privilegiare nell'organizzazione ospedaliera
il rapporto umano con i pazienti, sottolineando la centralità del malato e la sua dignità come persona. Questo modello
è stato applicato in modo coerente: dal progetto architettonico alla distribuzione degli spazi interni, dall'organizzazione
alla gestione, fino al rapporto medico-paziente, tutto è stato concepito per creare uno spazio che coniughi l'efficienza
dell'azione medica con l'efficienza sociale, ossia prestazioni di alto livello medico scientifico con costi il più possibile
contenuti.
Ad un anno dall'inaugurazione, il 10 marzo 1997, entra in vigore la convenzione che permette a tutti i cittadini tutelati dal Servizio
Sanitario Nazionale di accedere ai servizi di ricovero di Humanitas. Per l'ospedale si tratta della prima fase dell'accreditamento
SSN.
In giugno, viene raggiunto un accordo con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Milano
per l'attività didattica delle Scuole di Specialità.
Nel 1999 nasce la “Fondazione Humanitas”, con lo scopo di aiutare il paziente e chi lo assiste dal punto di vista pratico
e psicologico, nonché di promuovere progetti didattici e di formazione.
L’anno successivo si completa il percorso di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, parte il corso di
Laurea in Infermieristica dell'Università degli Studi di Milano.
Nel 2002 il “case” Humanitas viene presentato presso l'Università di Harvard agli studenti del Master in Business
Administration nell'ambito del corso “Innovations in Health Care” relativamente alla progettazione e gestione di servizi
sanitari di alta qualità.
Nel dicembre dello stesso anno Humanitas è il primo Policlinico italiano a ottenere l'accreditamento di eccellenza rilasciato
da Joint Commission International, uno dei più importanti enti mondiali di certificazione della qualità ospedaliera.
Ancora un anno e si raggiungono nuovi traguardi: vengono inaugurati il Pronto Soccorso e la Radioterapia.
Nel 2004 i primi laureati in Humanitas per il Corso di Laurea in Infermieristica.
Contemporaneamente, viene approvato il progetto per la realizzazione del Centro di Ricerca e Didattica.
L’anno successivo arriva il riconoscimento di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) nell'ambito gastroenterologico.
Iniziano i lavori per la costruzione di un nuovo Centro per la ricerca e la didattica nell'area Perseghetto, di fronte ad Humanitas.
A maggio 2005 viene firmata la convenzione che riconosce l'Istituto Clinico Humanitas come sede di insegnamento del corso di Laurea
in Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Milano.
Nasce la Fondazione Humanitas per la Ricerca con l'obiettivo di sostenere e orientare ricerca di base e clinica di alto profilo
(scientifico e tecnologico) e promuovere la formazione di giovani ricercatori in una dimensione internazionale.
Nel maggio 2007 è stato inaugurato un Centro di Ricerca e Didattica che accoglie, in 20.000 metri quadrati, 30 laboratori
per 300 ricercatori italiani e stranieri, 14 aule didattiche per 400 studenti dei Corsi di Laurea di Medicina e Chirurgia, Biotecnologie
e Infermieristica dell’Università degli Studi di Milano, una biblioteca multimediale e un centro congressi da 500 posti.
Il Centro di Ricerca è affiancato da una struttura autonoma di 6.000 metri quadrati, dedicata alla riabilitazione. Situata
di fronte all’ospedale, ospita 122 posti letto divisi in 3 degenze dedicate alla riabilitazione ortopedica, neurologica e
cardiorespiratoria. Sono a disposizione dei 270 pazienti che ogni giorno si rivolgono al Centro, 6 palestre, 12 sale per terapie
manuali, 4 ambulatori e un percorso vita per la riabilitazione outdoor con un putting green per i disabili.
Istituto Clinico HUMANITAS
via Manzoni 56, 20089 Rozzano (MI)
Centralino: Tel. 02.8224.1
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