|
|
Nuove accuse ai telefonini: dopo dieci anni di uso sale il rischio di tumori
Monica Melotti, N. 12 dicembre 2007
Non ne possiamo più fare a meno, ma per il cellulare è scattato un allarme salute. Per chi usa in maniera eccessiva
il telefonino si raddoppia la probabilità di ammalarsi di tumore. A rivelarlo è una recente rassegna della letteratura
scientifica, pubblicata sulla rivista Occupational Environmental Medicine, che analizza, anche attraverso meta-analisi, i risultati
di 18 studi epidemiologici. L’équipe di esperti, coordinata dal dottor Lennart Hardell, specialista di tumori al cervello
all’Università svedese di Orebro, descrive i risultati degli studi sull’uso del cellulare in relazione all’incidenza
di gliomi, meningiomi e neurinomi del nervo acustico. Lo studio focalizza l’attenzione sulle indagini che presentano stime
di rischio tra gli utilizzatori di lunga durata (più di 10 anni), che sono tuttavia ancora poche. Su 4 studi sul neurinoma
del nervo acustico, aventi queste caratteristiche, gli autori calcolano una stima combinata del rischio relativo pari a 1.3, cioè
un 30% di eccesso di rischio non statisticamente significativo. Sui 6 studi dei glomi con stime per gli utilizzatori di lunga durata,
il rischio relativo combinato è risultato di 1.2, corrispondente cioè ad un 20% di incremento non significativo. Per
entrambe le neoplasie, i risultati della meta-analisi dei pochi studi (3 per il neurinoma e 4 per il glioma) mostrano un raddoppio
del rischio per i tumori insorti nello stesso lato della testa in cui il soggetto riferiva di aver utilizzato il cellulare. In particolare,
l’uso del telefono cellulare per un periodo superiore ai 10 anni, sembrerebbe aumentare la probabilità di contrarre
tumori del nervo auditivo di 2,4 volte, mentre si raddoppierebbe il rischio di sviluppare i gliomi, che rappresentano il 60% dei
tumori intracranici.
La pubblicazione di questo studio ha avuto un’ampia risonanza nella stampa e nei media nazionali ed internazionali. Anche
le reazioni della comunità scientifica non si sono fatte attendere: l’ente di radioprotezione britannica ha subito
attaccato la ricerca giudicandola debole dal punto di vista statistico.
Secondo Hardell gli studi precedenti non hanno seguito quanto succedeva su un tempo sufficientemente lungo. Ora però è
passato sufficiente tempo dall'introduzione dei cellulari sul mercato per poter analizzare i rischi correlati all'uso del telefonino
per 10 anni o più, un tempo minimo ragionevole per valutare il rischio. Gli esperti sottolineano però la necessità
di ulteriori approfondimenti. Questi risultati vanno interpretati con cautela, spiegano la D.ssa Susanna Lagorio e il Dr Ivano Iavarone,
epidemiologi dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, in quanto non si può escludere che siano attribuibili
a distorsioni del ricordo dell’uso del cellulare da parte dei soggetti inclusi negli studi. Inoltre, i due esperti puntualizzano
che a rendere ancor più complessa l’interpretazione dei risultati degli studi epidemiologici concorre il fatto che
finora gli studi sugli animali non hanno prodotto evidenze consistenti con l’ipotesi che l’esposizione a RF comporti
lo sviluppo di neoplasie o aggravi l’effetto dell’esposizione a cancerogeni noti, o acceleri lo sviluppo di tumori trapiantati.
Non vi sono neppure consistenti indicazioni dalla ricerca in vitro che i campi a RF a livelli non termici di esposizione comportino
effetti sulle regolazione del ciclo e sulla proliferazione cellulare.
Occorre inoltre sottolineare che gli unici potenziali effetti sulla salute delle RF usate dalla telefonia cellulare per i quali
sono state definite delle linee guida sui limiti di esposizione sono gli effetti termici, di tipo acuto, che sono temporanei e reversibili
(ICNIRP, International Commission on Non Ionizing Radiation Protection). Comunque, L’Organizzazione Mondiale della Sanità
dichiara che, sulla base di sofisticati programmi di simulazione al computer e di misure effettuate su modelli della testa , l’energia
assorbita durante l’uso di un telefono mobile non supera i limiti delle attuali linee guida dell’ICNIRP. In mezz’ora
la temperatura esterna aumenta al massimo di un grado, anche in questo caso il cervello si scalderebbe di un decimo di grado, troppo
poco per provocare modifiche del DNA o alterazioni cellulari in un adulto. Per quanto riguarda invece possibili effetti a lungo
termine, quali quelli cancerogeni, le evidenze scientifiche ad oggi disponibili non consentono di attribuire un ruolo causale all’esposizione
a RF derivanti dall’uso del cellulare. Ciò è dovuto al fatto che non è chiaro se e come le radiofrequenze
emesse dal cellulare possano indurre l’insorgenza di tumori. Si sa che la potenza assorbita per unità di massa corporea,
misurabile in watt per chilogrammo, determina un microriscaldamento dei tessuti, ma questo effetto non è in grado di innescare
in modo diretto il tumore, perchè le RF, in quanto radiazioni non ionizzanti, non hanno l’energia necessaria per provocare
un danno diretto sul DNA. Al massimo, spiega il Dr. Iavarone, si può ipotizzare un ruolo delle RF emesse dai cellulari nella
promozione o progressione tumorale, che favorisca cioè l’insorgenza della neoplasia senza indurla in modo diretto.
Il ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità afferma inoltre che la prossima pubblicazione dei risultati di un
nuovo studio epidemiologico, Interphone, per le sue caratteristiche di disegno, per le modalità di valutazione retrospettiva
dell’uso del cellulare e dell’intensità di esposizione a RF e per la potenza statistica, potrà fornire
ulteriori elementi conoscitivi sulla possibile associazione tra l’uso della telefonia cellulare ed il rischio cancerogeno.
Lo studio Interphone
Si tratta di uno studio caso-controllo multicentrico internazionale, coordinato dallo IARC (International Agency for Research on
Cancer) di Lione, la cui analisi di fattibilità è iniziata nel 1998. Il progetto di ricerca epidemiologica ha visto
la collaborazione di 13 paesi, Australia, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Israele, Giappone, Nuova Zelanda,
Norvegia, Svezia e Regno Unito, permettendo di reclutare, tra il 2000 e il 2004, 6420 pazienti affetti da diverse tipologie di tumori
della testa e del collo e 7658 persone sane, con un’età compresa tra i 30 e i 59 anni. Il contributo di ricerca italiano
al progetto Interpone è stato coordinato dalla D.ssa Susanna Lagorio. Lo studio si propone di valutare se l’incidenza
di neoplasie maligne e benigne cerebrali (glomi, meningiomi e neurinomi del nervo acustico) e del tumore maligno delle ghiandole
parotidi salivari, le sedi anatomiche più vicine alla sorgente di emissione, risulti associata alla durata e frequenza d’uso
del telefono cellulare e all’intensità di esposizione associata alle radiofrequenze (RF) utilizzate dalla telefonia
mobile. I centri partecipanti hanno aderito a un protocollo che prevede l’accertamento esaustivo dei casi incidenti di tumore
e l’uso di controlli di popolazione, spiega Ivano Iavarone, che ha partecipato allo studio italiano afferente ad Interphone.
Le informazioni rilevate nello studio, attraverso un intervista con questionario elettronico, concernono l’uso di cellulari,
di altri dispositivi di telecomunicazione a RF, la storia lavorativa, l’esposizione professionale a campi elettromagnetici
a diverse bande di frequenza e a rumore, le abitudini al fumo, la storia sanitaria personale e familiare e l’esposizione a
radiazioni ionizzanti, radiofrequenze o microonde per motivi terapeutici. In particolare, la storia d’uso del telefono cellulare
è stata ricostruita dettagliatamente in riferimento alle diverse marche e modelli usati e con domande specifiche sull’intensità,
durata e modalità di utilizzo di ogni apparecchio.
Lo studio Interphone prevede inoltre lo sviluppo di un modello di valutazione dell’esposizione che combina le risposte da
questionario con le informazioni sulla localizzazione dei tumori, sulla distribuzione del tasso di assorbimento (SAR) delle radiofrequenze
nella testa e i fattori in grado di influenzare la quantità di energia emessa dai diversi tipi di telefono cellulare. I risultati
di queste analisi saranno oggetto della pubblicazione di un altro specifico studio di Interpone.
Cosa fare per la protezione della salute pubblica mentre la ricerca continua?
Le attuali informazioni scientifiche non indicano la necessità di particolari precauzioni per l'impiego dei telefoni cellulari.
Sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità che vari organismi di sanità pubblica suggeriscono che la modalità
attraverso cui si può limitare la propria esposizione o quella dei bambini, è di ridurre la lunghezza delle telefonate
e/o di utilizzare dispositivi a viva voce o auricolari per tenere il cellulare lontano dal corpo e dalla testa. Inoltre i più
moderni telefoni digitali sono da preferire a quelli analogici in quanto emettono meno potenza.
Gli apparecchi moderni sono sicuri
Secondo la Cellular Telecommunications Industry Association (CTIA), ci sono più di 1.26 miliardi di utenti di telefoni senza
fili in tutto il mondo. La preoccupazione di un aumentato rischio di cancro dovuto all'uso del telefono cellulare è relativa
alle radiazioni che tale dispositivo produce. Come i televisori, i sistemi di allarme, i computer, e tutti gli altri dispositivi
elettrici ed elettronici, i telefoni cellulari emettono radiazioni elettromagnetiche. I telefoni cellulari operano in una frequenza
che varia da circa 800 a 2400 megahertz (MHz.) In questa gamma, le radiazioni prodotte sono radiazioni non ionizzanti o radiofrequenze
(RF.) Le radio AM/FM, i televisori VHF/UHF, e i telefoni cordless operano a frequenze radio più basse dei telefoni cellulari;
i forni a microonde, i radar, e le stazioni satellitari operano a frequenze radio leggermente più alte. Le radiazioni RF
sono diverse dalle radiazioni ionizzanti, che possono rappresentare un pericolo per la salute a dosi certe. Va però detto
che i cellulari di oggi, come i GSM digitali, emettono radiofrequenze meno potenti rispetto al passato. I nuovi modelli possono
contare su una rete molto più fitta di antenne radiobase sparse per la città, cosa che consente di utilizzare potenze
di emissione inferiori. I cellulari di nuova generazione, inoltre, contrariamente a quelli vecchi riducono la potenza di emissione
subito dopo il collegamento alla stazione radio-base e durante le pause della conversazione.
Le radiofrequenze
Il livello di esposizione alle radiazioni RF che un utente di telefoni cellulari subisce dipende da numerosi fattori. Questi fattori
includono:
- la quantità del traffico telefonico,
- la qualità della trasmissione,
- la struttura dell'antenna,
- la tipologia degli apparecchi,
- la posizione del cellulare durante l’uso.
La sorgente principale di energia RF di un telefono cellulare è la sua antenna. Quindi, più l'antenna
è vicina alla testa, più una persona è esposta alle radiazioni RF. La quantità di radiazioni RF assorbite
diminuisce rapidamente con l'aumento della distanza tra l'antenna e l'utente. L'antenna dei telefoni cellulari portatili è
integrata nel telefono, che durante l'utilizzo di solito viene appoggiato alla testa. Le radiazioni RF possono essere nocive a intensità
elevate perché producono calore. Le microonde emesse riscaldano le molecole dei metalli presenti nella testa, come pure l'amalgama
dentale, i ponti, ecc. sicuri.
Gli effetti sulla salute
I telefono cellulari portati sono stati introdotti sul mercato verso la metà degli anni ’80. In Italia la telefonia
cellulare è stata introdotta nel 1990. Nel 1995 gli utenti erano il 7% della popolazione, nel 2000 il 58%, oggi ci sono oltre
62 milioni di utenti. L'Italia è seconda in Europa dopo la Germania e settima nel mondo dopo Giappone, US, Cina, Russia,
Germania e Brasile. Le prime reti di telefonia mobile utilizzavano tecnologie analogiche (450 a 900 MHz), che sono state gradualmente
sostituite da sistemi digitali (900-1800 MHz). La straordinario crescente successo commerciale di questa tecnologia di comunicazione
è stato accompagnato da una crescente preoccupazione riguardo ai possibili effetti negativi dell’esposizione, in particolare
ad eventuali effetti cancerogeni. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), sulla base delle evidenze scientifiche
attualmente disponibili, è improbabile che l’esposizione alle RF utilizzate nella telefonia cellulare induca o promuova
il cancro. Un giudizio essenzialmente analogo è stato espresso da parte di numerosi panel di esperti a conclusione di approfondite
revisioni dei risultati di studi biologici ed epidemiologici. In compenso l’uso dei cellulari può provocare altri problemi.
Le compagnie di assicurazione riportano che gli incidenti d'auto causati da distrazione sono dovuti anche all’uso del cellulare
alla guida, magari senza auricolare. Il destreggiarsi con il cellulare durante la guida ha aumentato quella categoria di incidenti
del 600%. Test del Dipartimento per l'Energia degli USA ha mostrato che il semplice utilizzo del telefono non è sempre causa
di incidenti ma che l'uso del cellulare può danneggiare la memoria e i tempi di reazione. D’altra parte, autorevoli
organizzazioni scientifiche, quali ad esempio la Swedish radiation protection agency,
affermano che l’evidenza relativa ad effetti cognitivi è complessivamente debole ed i risultati non consistenti. In
molte nazioni gli incidenti sono diminuiti semplicemente vietando o limitando l'uso dei cellulari durante la guida. In Nuova Zelanda,
le torri dei ripetitori telefonici non possono venire installate nelle aree vicino alle scuole al fine di ridurre in via cautelativa
possibili effetti negativi sulla salute.
Un decalogo per l’oncologia
Il medico deve ascoltare il paziente, essere disponibile e reperibile, alimentare la speranza ma senza illudere. Il paziente invece
deve avere fiducia nel medico, ma senza dimenticare che anche un medico ha le sue debolezze. Sono alcuni dei consigli contenuti
nel decalogo stilato dalla Fondazione Aiom e dall’Associazione Attivecomeprima Onlus per favorire un rapporto medico-paziente
basato sulla fiducia e la comprensione reciproca.
Ecco le regole per il medico:
- ascolta senza interrompere per almeno 3 minuti, poi formula la domanda;
- dedica almeno un terzo del tempo della visita per spiegare e rispondere alle domande;
- non usare termini tecnici e nel caso spiegane il significato. Parla chiaro, cercando di mettere in evidenza gli aspetti positivi;
- alimenta la speranza, non l’illusione;
- cerca sempre di rassicurare chi hai di fronte e favorisci la reperibilità tua o dell’équipe.
Per il paziente:
- non esitare a fare domande, se qualcosa non è chiaro non aver paura di fartelo ripetere;
- prima della visita prepara gli aspetti che desideri chiarire e decidi quali sono per te le priorità;
- se non ti senti sicuro o hai paura di non ricordare tutto fatti accompagnare alla visita da un familiare o un amico che possa
anche darti conforto;
- non aver paura di manifestare i tuoi sentimenti;
- ricorda che anche un medico ha le sue debolezze.
Per saperne di più
Organizzazione Mondiale della Sanità. International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection (selezionare Domande
e risposte).
Indirizzo Internet: www.who.int/emf
www.who.int/docstore/peh-emf/publications/facts_press/ifact/it_193.htm
Commissione europea. Health and Consumer protection. Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health
Risks (SCENIHR). Possible effects of electromagnetic Fields (EMF) on Human Health
Indirizzo Internet: http://ec.europa.eu/health/ph_risk/committees/04_scenihr/docs/scenihr_o_007.pdf
Studio Interphone. The INTERPHONE study: design, epidemiological methods,
and description of the study population. Pubblicato su: Eur J Epidemiol (2007) 22:647–664
Indirizzo Internet: http://www.springerlink.com/content/x88uu6q103076p53/fulltext.pdf
American Cancer Society, Cellular Phones
Indirizzo Internet: http://www.cancer.org/docroot/PED/content/PED_1_3X_Cellular_Phones.asp?sitearea=PED
Federal Communications Commission, RF Safety Program, Office of Engineering and Technology
Indirizzo Internet: www.fcc.gov/oet/rfsafety/
Food and Drug Administration
Cell Phone Facts: Consumer Information on Wireless Phones
Indirizzo Internet: www.fda.gov/cellphones/
Swedish radiation protection agency
SSI’s Independent Group on Electromagnetic Fields
Indirizzo Internet: http://www.ssi.se/PdfUpload/SSI_EMF_2005.pdf
The French Agency for Environmental Health Safety (AFSSE). Report on mobile telephony and health 2004-2005 edition
Indirizzo Internet: http://www.who.int/peh-emf/project/mapnatreps/report_to_afsse_on_mob_telephony_and_health.pdf
Mobile Telecommunications and Health Research Programme (MTHR) report 2007 Health Protection Agency, UK
Indirizzo Internet: http://www.mthr.org.uk/documents/MTHR_report_2007.pdf
Dr. Ivano Iavarone
Reparto di Epidemiologia Ambientale
Dip. Ambiente e Prevenzione Primaria Istituto Superiore di Sanità
V.le Regina Elena 299 - 00161 Roma
Tel 0649902217 Fax 0649387083
E-mail: ivano.iavarone@iss.it
Web site: www.iss.it/epam
Torna ai risultati della ricerca
|