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Consenso informato in oncologia
Minnie Luongo, N. 12 dicembre 2007
Bisognerebbe organizzarne di più e più spesso. Ci riferiamo ad incontri come quello tenutosi a fine settembre a Rezzato
(Brescia) per discutere di Consenso informato e responsabilità in oncologia. Dedicato al delicato tema della “tutela
della salute di chi soffre” - organizzato dal CIPOMO, Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri, sotto il
patrocinio di Aiom (Associazione Italiana Oncologia medica), Regione Lombardia, Comune di Brescia, Asl di Brescia, Ordine dei Medici
di Brescia, Ministero della Salute e con la collaborazione di più aziende farmaceutiche- il dibattito ha messo a confronto
autorevoli oncologi e magistrati.
L’importanza dell’iniziativa
L’iniziativa ha rappresentato l’occasione per far incontrare, oltre a Primari in Oncologia, Eticisti e personalità
del settore farmaceutico, anche i massimi rappresentanti del mondo forense: il Presidente della Corte d’Appello di Milano,
Procuratori della Repubblica, magistrati e avvocati.
“Si tratta di argomenti di scottante attualità e d’ardua definizione che pertanto richiedono un approccio multidisciplinare
– ha sottolineato il professor Giuseppe Nastasi, Direttore Divisione Oncologia Medica Aziendale presso l’Ospedale “Pesenti-Fenaroli”
di Alzano Lombardo e membro del CIPOMO-. L’attività medica, così come ogni attività umana, non è
esente dal rischio di errore che, quando conseguenza di imprudenza, negligenza, imperizia, o di inosservanza delle leggi, regolamenti,
ordine o disciplina, costituisce il fondamento della responsabilità per colpa del medico sia a fini penali sia civili. Tali
comportamenti possono avere anche riflessi sul piano disciplinare nei rapporti tra il professionista e il suo datore di lavoro,
specialmente nel caso di attività ospedaliera”.
Perfettamente raggiunto l’obiettivo che ci si era prefissi con questo confronto tra le diverse esperienze professionali dei
relatori e dei partecipanti alla luce dei più recenti orientamenti giurisprudenziali: costituire un momento di riflessione
essenziale, nonché definire un quadro di riferimento culturale ed applicativo utile a tutti i soggetti coinvolti nella pratica
e nell’interpretazione dell’atto medico.
Alcuni punti chiave
Davvero arduo “scegliere” tra i numerosi interventi ascoltati nel coso del dibattito, esposti con passione e competenza
da parte degli oncologi presenti.
Senza dubbio importanti alcuni punti, sottolineati da dati esplicativi, a proposito del rapporto medico-paziente, forniti dal professor
Giorgio Cruciani, presidente CIPOMO e Primario Servizio Oncologico presso l’Ospedale Umberto I di Lugo (Ravenna): “Il
paziente oncologico è sempre più spesso un malato cronico, affetto sovente da comorbidità. Pertanto, si rendono
necessari: adeguata presa in carico, continuità di cura, trattamenti personalizzati. Teniamo presente che circa l’85
percento dei problemi deriva da difetti organizzativi dei sistemi e non da incompetenze degli operatori. Infatti, quando il rischio
si concretizza si ha l’errore, ma su circa 25.000 contenziosi in Italia solo lo 0,4 percento è legato alla disciplina
oncologica”. Senza contare che, stando a stime ufficiali, gli specialisti che “rischiano di più” sono:
ortopedici, ginecologi, ostetrici, anestesisti, chirurghi generali e- solo in minor misura- oncologi.
Altri fattori che si devono tenere in considerazione riguardano la logica attuale del modello ospedaliero, che è fortemente
orientata alla gestione del paziente acuto, con un’organizzazione basata su alti livelli tecnologici e, al contrario, con
scarsa attenzione agli aspetti relazionali
Inoltre, la prevalenza di patologie croniche e la limitatezza di risorse hanno aumentato il rischio di utilizzo inappropriato dei
servizi, ritardi nello sviluppo del percorso diagnostico-terapeutico e frammentazione del management assistenziale.
Ma non basta. Ci sono almeno altri quattro elementi negativi da non sottovalutare in tale ambito: la prevalenza di malati cronici
ha prodotto tassi elevatissimi di occupazione di posti letto; la promiscuità, che porta spesso ad aumento del rischio di
infezioni ospedaliere e a scarsa cura della privacy; l’eccessiva precocità delle dimissioni, con scarsa attenzione
all’informazione ed educazione del paziente; l’aumento della demotivazione del personale sanitario fino al burn out
e a conseguenti errori materiali.
Un tema delicato è anche il coinvolgimento dei pazienti nelle decisioni terapeutiche: sfortunatamente, solo il 49,8 percento
dei malati si sente trattato dai medici in maniera eccellente. Inoltre,
è necessario che migliori anche la condivisione delle ansie e delle emozioni del paziente da parte dell’oncologo. Più
del 70 percento degli interpellati dichiara di aver avuto, nel corso della malattia, momenti di ansia, paura, angoscia e depressione,
ma di avere trovato un basso grado di assistenza da questo punto di vista.
La parola alla legge
Particolarmente significativo l’intervento di Benito Melchionna, Procuratore della Repubblica a Crema, che dapprima ha ricordato
le principali normative di riferimento sul consenso informato: a questo proposito il nuovo codice di deontologia medica (approvato
il 16 dicembre 2006) stabilisce l’obbligo di informazione al paziente e di acquisizione del suo consenso, rispettivamente
negli art. 33 e 35. “Tale codice, alla stregua dei comportamenti suggeriti dalle linee-guida, dai percorsi assistenziali e
dai protocolli diagnostici, assume valore normativo integrativo rispetto alle regole primarie del diritto, non solo ai fini disciplinari,
ma anche in tema di valutazione complessiva della responsabilità (civile e penale) per colpa medica- spiega Melchionna-.
L’art. 33 stabilisce, in particolare, che “il medico deve fornire al paziente la più idonea informazione sulla
diagnosi, sulla prognosi, sulle prospettive e le eventuali alternative diagnostico-terapeutiche e sulle prevedibili conseguenze
delle scelte operate. Il medico dovrà comunicare con il soggetto tenendo conto delle sue capacità di comprensione,
al fine di promuovere la massima partecipazione alle scelte decisionali e l’adesione alle proposte diagnostico-terapeutiche.
Ogni ulteriore richiesta di informazione da parte del paziente deve essere soddisfatta”.
Prosegue Melchionna: “In ogni caso, nella diffusa prassi sanitaria, il consenso informato è ormai da diversi anni considerato
vincolante come protocollo di “routine”. Si tratta, infatti, di una pratica indispensabile, alla stregua della cartella
sanitaria e di ogni altra documentazione necessaria, ai fini della ricostruzione “ex post” dei complessi passaggi in
cui si articola la procedura sanitaria.
E’ noto perciò che tutti gli operatori e tutte le strutture sanitarie utilizzano ormai regolarmente “moduli”
di consenso informato, predisposti con riguardo alle tipologie e ai rischi specifici riferiti alle diverse prestazioni. Tuttavia,
è evidente che la sottoscrizione di questi moduli non esime, di per sé, da responsabilità gli operatori sanitari
in caso di errori determinati da loro colpa professionale”.
Secondo il Procuratore della Repubblica di Crema la medicina “umanizzata” non può trascurare quindi le complesse
dinamiche organizzative e personali delle situazioni medico-sanitarie, anche attraverso lo studio attento sulla frequenza e sulle
cause degli errori. Neppure, poi, può essere trascurata l’esigenza di assicurare la presenza di testimoni e di rappresentare
al paziente e ai parenti vantaggi e svantaggi delle diverse opzioni terapeutiche. In particolare, s’impone l’attenta
considerazione anche delle attese e delle … “pretese” dei congiunti.
“In sintesi- afferma Benito Melchionna- oggi si richiede all’operatore sanitario di superare l’atteggiamento passivo,
per passare ad un atteggiamento orientato a valorizzare i bisogni e le esigenze del paziente e del cittadino-utente (“customer
satisfaction”).
Conclusioni
Riassume il professor Giuseppe Nastasi: “La Conferenza Nazionale CIPOMO si è proposta di approfondire i temi strettamente
correlati al consenso informato e alla responsabilità professionale in oncologia, con particolare riguardo ai delicati interventi
diagnostici e terapeutici.”. Ribadisce Nastasi: “L’attività medica non è esente dal rischio di errore
e l’incidenza dell’errore sulla salute del paziente ed in particolare sulla sua incolumità fisica se non sulla
sua stessa vita, che conferisce rilievo di primaria importanza alla cosiddetta colpa professionale del medico”.
“Inoltre, la giornata di studio, in particolare per gli addetti ai lavori, ha costituito l’occasione propizia per un
fecondo e aggiornato scambio di esperienze aggiornate e comunque convergenti ai fini dell’affermazione dei fondamentali valori
della salute e della giustizia. Siamo sicuri che il confronto delle diverse esperienze professionali dei relatori e dei partecipanti,
alla luce dei più recenti orientamenti giurisprudenziali, rappresenterà un momento di riflessione utile per i conseguimento
del principale obiettivo che tutti ci proponiamo di perseguire: la tutela della salute di chi soffre”.
CIPOMO
Il Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri è un’associazione senza fini di lucro
che ha come finalità principali:
- la tutela e la promozione dell’oncologia medica sotto l’aspetto scientifico, professionale e istituzionale;
- l’attuazione e il potenziamento delle strutture di oncologia medica presenti presso le aziende ospedaliere;
- lo stimolo per favorire la ricerca scientifica interdisciplinare, la formazione del personale e la collaborazione tra i primari
oncologi, il Ministero della Sanità e la pubblica amministrazione in genere;
- la promozione delle attività di formazione e di informazione sanitaria presso il pubblico, le associazioni di volontariato,
gli organi di stampa.
Oltre a presentarne le finalità e le attività, il sito www.cipomo.it offre notizie e aggiornamenti
in oncologia. Per ulteriori informazioni e servizi, medici e membri dell’associazione possono accedere, previa registrazione,
alle aree riservate.
Indirizzi utili
Segreteria CIPOMO
La Segreteria è attiva dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12.30
Si prega di contattare la dott.ssa Emanuela Montanari o la dott.ssa Alessandra Piancastelli
tel. 0545 214087 - fax 0545 214090
Ospedale Pesenti Fenaroli - Alzano Lombardo
via Papa Giovanni XXIII - 24022 Alzano Lombardo (Bg)
Centralino: 035 3064111
Prenotazioni/informazioni: 800 387387
www.bolognini.bg.it
Oncologia medica - Dott. Giuseppe Nastasi - tel. 035 3064248
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