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Operare il tumore al seno senza il bisturi

Monica Melotti, N. 3 marzo 2008

Il seno rappresenta una parte fondamentale del corpo femminile, simbolo di seduzione, di maternità, di fascino. Ma è anche una parte molto delicata che si modifica durante il corso della vita e nelle diverse fasi del ciclo mestruale. Nell’età fertile prevale la componente ghiandolare, mentre dopo la menopausa questa viene gradualmente sostituita da tessuto grasso. La mammella può venire colpita dal tumore: a volte le cellule proliferano in maniera anomala e può verificarsi un tumore benigno o maligno. Oggi, grazie ai progressi della scienza, su tre donne che si ammalano due riescono a guarire. Vent’anni fa un risultato di questo tipo era impensabile: la percentuale di guarigione non superava il 40 per cento. Inoltre gli interventi attuali sono sempre più conservativi, la donna operata ha una qualità di vita paragonabile a una donna sana e non va incontro a mutilazioni di tipo estetico. Di recente all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano è iniziata la sperimentazione di una nuova tecnica, la Hifu (acronimo di High Focused Intensity Ultrasound), di matrice cinese, in grado di eliminare il tumore senza bisturi, radiazioni ed aghi. "Il principio della metodica Hifu è quello di produrre onde acustiche, proprio come quelle sonore, ad altissima frequenza (gli ultrasuoni) e convogliarle in un'area precisa, in modo che quando raggiungono esattamente il bersaglio (punto focale) si trasformano "naturalmente" in calore", spiega Franco Orsi, direttore dell’Unità di radiologia interventistica allo Ieo. "Questo calore è in grado di determinare la necrosi del tessuto, vale a dire la morte delle cellule che lo compongono. Il sistema Hifu si presenta come un macchinario molto simile ad una TAC. È dotato di un lettino, dove viene fatto accomodare il malato, con al centro una piccola vasca con acqua purificata, che costituisce il mezzo attraverso il quale si diffondono gli ultrasuoni. Questi sono emessi da un dispositivo chiamato trasduttore, situato al fondo della vasca, e si propagano attraverso la pelle e gli altri tessuti fino a raggiungere in modo estremamente preciso il bersaglio da trattare, vale a dire la zona malata; solo a quel punto si trasformano in energia termica, che distrugge le cellule effettuando una termoablazione. Il bersaglio viene identificato, prima del trattamento, con un centraggio ecografico, che utilizza quindi ancora gli ultrasuoni ma non ad alta intensità".

La forza degli ultrasuoni
Hifu dà per la prima volta la possibilità di indirizzare un fascio di ultrasuoni in un punto ben preciso e definito attraverso l'immagine ecografica, e dunque di trattare una lesione tumorale senza nessun danno biologico, senza l'inserimento di aghi e cateteri o la necessità di tagli chirurgici. "Il principio in sé non è una novità assoluta: gli ultrasuoni focalizzati sono già da tempo utilizzati per il trattamento di tumori 'di superficie', in ginecologia, in otorinlaringoiatria e, ultimamente, per il tumore della prostata", continua Orsi. "In questo caso vengono focalizzati attraverso una sonda transrettale. La novità della nostra macchina è di essere in grado di trattare organi interni come il fegato, il pancreas, i reni, la mammella, insomma tutti quegli organi che oggi possiamo visualizzare con l'ecografia".
In estremo Oriente sono già stati trattati oltre 10.000 pazienti in una quarantina di centri. Lo Ieo cercherà di sviluppare tecnologicamente la metodica, sia dal punto di vista del targeting, vale dire come identificare meglio il punto focale, sia dal punto di vista dell'efficacia locale. In sintesi, non abbiamo dubbi sulla validità della tecnica: si tratta ora di definirne le indicazioni per poter trattare più tumori e meglio.

Il futuro della tecnologia Hifu
Dopo un periodo di messa a punto delle apparecchiature mediante test in vitro, è stato di recente trattato il primo caso di mammella. L'attenzione, così come per gli altri organi, è stata rivolta alla fase di identificazione e puntamento della lesione ed i risultati, sebbene molto iniziali, inducono ad un concreto ottimismo. "Le potenzialità della metodica associate alla nostra esperienza nella cura dei tumori del seno ed alla possibilità di coinvolgere numerose pazienti con le più disparate problematiche, ci permetterà di identificare principi guida per una corretta indicazione terapeutica", puntualizza Paolo Arnone, assistente alla divisione di senologia allo Ieo, che ha sperimentato di persona la tecnologia Hifu in Cina. "Il tutto allo scopo di velocizzare i tempi per l'ingresso routinario della metodica in ambito clinico, incrementando così le opzioni terapeutiche a disposizione del senologo e rendendo il trattamento chirurgico del tumore della mammella ancora più conservativo di quanto già non lo sia oggi".

I tumori che si potranno trattare
La tecnologia Hifu già oggi può essere utilizzata in alternativa alle altre tecniche mininvasive. Attualmente si stanno studiando le applicazioni alla chirurgia dei tumori di piccole dimensioni nelle sedi che si raggiungono con l'ecografia, come la mammella, il fegato, le ossa, i muscoli, l'utero, a differenza di quanto accade con la maggior parte dei casi trattati con radioterapia. In Asia (Cina, Giappone, Corea, Tailandia) si contano circa 30 centri ove da anni viene applicata questa tecnologia soprattutto nel trattamento dei tumori epatici. "Altre indicazioni sono i tumori del pancreas, dei reni, delle ossa e dei tessuti molli come mammella e muscoli", dice Orsi. "In pratica si tratta quindi di una tecnologia che consente di trattare tumori insorti in organi solidi esplorabili con ecografia. Essendo una forma di terapia locale ovviamente il trattamento è indicato solo in casi non avanzati, e cioè quando il risultato completo locale si traduce in beneficio clinico. Dal punto di vista “tecnico” sono invece escluse quelle regioni non esplorabili con ecografia (polmoni, visceri colonna vertebrale). In questo momento stiamo arruolando pazienti per uno studio di fattibilità che prevede l’impiego di questa tecnica per il trattamento di tumori epatici primitivi e secondari, pancreatici ed ossei. Il trattamento dei tumori mammari prevede una fase di sviluppo ulteriore della metodica, pertanto la selezione è estremamente rigida". I risultati sono molto incoraggianti e dunque, se opportunamente perfezionato, Hifu ha tutte le caratteristiche per sostituire, gradualmente e ove possibile, il bisturi del chirurgo.

Come funziona la tecnica Hifu
La tecnica HIFU utilizza onde acustiche e non radiazioni ionizzanti. Si tratta di un generatore di ultrasuoni focalizzati , in grado di concentrare l’energia acustica in un punto preciso ove si trasforma in energia termica. In questo punto il tessuto biologico colpito viene distrutto da tre effetti principali di interazione onde acustiche/tessuto biologico: 1)
ipertermia: il tessuto raggiunge temperature di 65-100° nel giro di un secondo circa; 2) cavitazione: i movimenti di compressione e dilatazione indotte dalle onde acustiche fanno “esplodere” minute bollicine d’aria che si formano con la temperatura. Questo fenomeno determina la distruzione meccanica del tessuto circostante; 3) Necrosi coagulativa: l’effetto sui piccoli vasi è quello di determinarne la coagulazione, con conseguente effetto ischemico sul tumore, al quale non arriverà più sangue. Il trasduttore che produce ultrasuoni focalizzati è dotato di sonda ecografica che consente di “puntare” il bersaglio e di trattarlo con visione ecografica in tempo reale. In alcune condizioni di trattamento e soprattutto in relazione all’organo da sottoporre a terapia, l’intervento viene eseguito in anestesia generale, prevalentemente allo scopo di mantenere una pressoché completa immobilità del paziente-bersaglio. I vantaggi sono la assoluta innocuità della metodica e l’effetto necrotizzante del tessuto biologico è assicurato (non esistono tessuti biologici che resistono alle temperature generate dal trasduttore HIFU). Nella maggior parte dei casi il paziente potrebbe essere dimesso qualche ora dopo il trattamento. Non esistono nemmeno limiti di dose e pertanto è ripetibile senza limiti. I limiti riguardano l’impossibilità di raggiungere alcune strutture a causa dell’ostacolo che l’aria pone alla diffusione delle onde acustiche. Inoltre la precisione del punto di applicazione dell’energia e l’effetto distruttivo a tale livello rende indispensabile una precisione millimetrica durante il trattamento. Le radiazioni ionizzanti consentono invece un maggiore margine di errore a causa della “sfumatura” spaziale degli effetti in corrispondenza della periferia della zona trattata. Tra i vantaggi della metodica HIFU bisogna inoltre annoverare il fatto che generalmente il trattamento richiede una sola seduta. I costi di gestione della metodica sono irrilevanti, poiché si tratta di un generatore ad ultrasuoni.

La forza del sorriso, un’iniziativa per le donne in terapia oncologica
Accadde nel 1987, negli Stati Uniti. Un medico rimase molto colpito dalla depressione e dalla tristezza di una sua paziente, che stava effettuando dei trattamenti oncologici e soffriva per gli effetti collaterali. Si rivolse allora a un’associazione simile alla nostra UNIPRO (Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche), che ben presto inviò dei cosmetici e un make-up artist per insegnare alla paziente a truccarsi e sistemarsi anche in quei frangenti tristi. E fin dall’inizio la donna riprese a sorridere e divenne molto più forte ed energica, in grado di combattere la malattia. Questo esperimento divenne velocemente prassi in America. Estendendosi anche in 19 altri paesi, sotto l’egida di un motto intelligente: Look Good Feel Better. Oggi, in Italia, esiste La forza e il sorriso, un progetto che prevede un laboratorio gratuito di trucco per le donne in terapia oncologica. Anche in questo caso ci sono di mezzo i creatori di cosmetici riuniti nell’UNIPRO. Tra di loro, ben 16 aziende hanno voluto contribuire: Antica Erboristeria, Avon Cosmetics, Beiersdorf (Nivea, per intenderci), Clarins, Estée Lauder, Garnier, Henkel, Helena Rubinstein, Istituto Ganassini, Lancôme, La Roche-Posay, L’Oréal Paris, NeutroMed, Paglieri profumi, Vichy, Yves Saint Laurent Beauté. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio da parte dell’Assessorato della salute e da quello della Cultura del Comune di Milano ed è stata fortemente voluta dal professor Umberto Veronesi che ha sempre avuto come obbiettivo la conservazione, ove possibile, della mammella.
L’iniziativa consiste in diverse lezioni di make up mediante incontri di gruppo della durata di due ore, cui partecipano da 8 a 10 donne, con la presenza di una piscologa-psicoterapeuta e di esperti del trucco, che forniscono consigli per migliorare l’aspetto fisico e ritrovare la propria femminilità. Anche se non è stata eliminata alcuna parte del corpo visibile, durante certe terapie si possono perdere i capelli e ci si può sentire male, e il look rispecchia la situazione. Le dichiarazioni delle prime donne che hanno partecipato agli incontri sono commoventi e spontanee: tutte in pratica hanno raccontato che, truccandosi e sentendosi oggetto di empatia e solidarietà, per la prima volta dopo aver scoperto di avere un tumore hanno dimenticato per qualche ora il loro male. Per adesso le sessioni organizzate da La Forza e il sorriso si svolgono nella sede dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia), a Milano e presso l’associazione Attivecomeprima - Onlus. Ma presto altri centri sorgeranno a Roma, Crema, Belluno e in tante altre città. Fino a oggi, oltre duecento pazienti sono state contattate nel corso di 40 incontri.
Per partecipare gratuitamente alle sessioni: tel. 02.281.773.80 (lunedì-venerdì dalle 9 alle 17), o inviare una e-mail a: info@laforzaeilsorriso.it. Oppure consultare il sito www.laforzaeilsorriso.it

I numeri italiani
300.000 le donne che stanno combattendo contro un tumore del seno
32.000 i casi ogni anno
11.000 i decessi
40% è la percentuale di minor rischio di una donna che vive nel Meridione rispetto ad una che abita al Nord.
Prima dei 30 anni la probabilità di tumore al seno è rara
Tra i 30 e i 40 anni la probabilità di ammalarsi è di circa il 5 per cento
Dopo i 40 anni e negli anni immediatamente successivi la probabilità sale al 25 per cento.

Indirizzi utili
Istituto Europeo Di Oncologia - IEO
Via Ripamonti, 435 - 20141 Milano
Centralino: 02 574891
Prenotazioni/informazioni: 02 5748900.1-2-3
www.ieo.it
Radiologia interventistica - Dott. Franco Orsi - 02 57489055
Senologia Dott. Alberto Luini - Dott. Paolo Arnone - 02 57489711

Policlinico Universitario Agostino Gemelli - Roma
largo Agostino Gemelli, 8 - 00168 Roma
Centralino: 06 30151
Prenotazioni/informazioni: 06 3551033.0-2
www.policlinicogemelli.it

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