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Dieta mediterranea e stile di vita sano contro il tumore al seno. Parte il progetto diana 5 in tutta italia.
Vera Lanza, N. 12 dicembre 2008
Un’alimentazione corretta, basata sulla dieta mediterranea e uno stile di vita sano, sono le prime armi di cui disponiamo contro il rischio di recidive del tumore al seno. La Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano ha progettato uno studio, denominato progetto Diana 5, che ha l'obiettivo di valutare se, e fino a che punto, una sana alimentazione ed una adeguata attivita' fisica possano ridurre il rischio di recidive nel carcinoma mammario. Questo studio, presentato a Milano, è sostenuto e finanziato dal Ministero della Salute attraverso i fondi del programma integrato per l'oncologia, dall'AIRC e dall'Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno grazie all'8 per mille donato all'Associazione di Volontariato Lega Vita e Salute Onlus. Se e' vero che sempre piu' donne si ammalano di carcinoma mammario e' anche vero che “dieta e movimento possono ridurre il rischio di ricomparsa del tumore al seno fino al 25-30%”. Ne e' convinto il direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell'Istituto Nazionale dei Tumori, Franco Berrino, intervenuto alla presentazione del progetto 'Diana 5', uno studio che intende verificare se lo stile di vita incentrato sulla 'dieta mediterranea sia in grado di prevenire il tumore al seno e in quale percentuale. “Diana - ha spiegato il Berrino, durante la conferenza stampa - è l’acronimo di ‘dieta’ e ‘androgeni’, perchè gli androgeni nel sangue (e, dopo la menopausa, anche gli estrogeni) sono indicatori del rischio di ammalarsi di tumore al seno. Con la dieta, però, siamo in grado di abbassare il livello di questi ormoni. Sappiamo inoltre da tempo che dieta ipercalorica e vita sedentaria provocano la cosiddetta ‘sindrome metabolica’, che fa aumentare il livello di insulina nel sangue, fatto che comporta appunto l'aumento degli ormoni sessuali e di altri fattori di crescita, indicatori del rischio di tumore”. L'ipotesi basata sugli androgeni risale agli anni Sessanta, ma è stata confermata da numerosi studi internazionali negli anni Ottanta e Novanta, quando sono cominciati all'Int i progetti Diana. I precedenti studi Diana, progettati e condotti sempre presso l'INT, hanno dimostrato che riequilibrando la dieta è possibile anche modificare l'ambiente interno e ridurre, nel sangue, la concentrazione di certi fattori che favoriscono lo sviluppo dei tumori della mammella e che ne ostacolano la guarigione. Proprio il Progetto Diana2, avviato nel 2000, ha dimostrato che per un terzo delle pazienti con i valori più alti di testosterone il rischio di recidiva è 7 volte superiore. Mentre secondo lo studio Ordet, pazienti operate al seno affette da ‘sindrome metabolica’ (condizione che comporta alti parametri di rischio cardiovascolare quali pressione arteriosa, dislipidemia) hanno un rischio di riammalarsi di tumore al seno 5 volte più alto. Il Diana 5 vuole fare il contrario: verificare se la dieta è in grado di abbassare questo rischio e indicare di quanto. Per questo delle 4000 donne arruolate, verranno selezionate le 2000 più a rischio di recidiva e queste divise in due gruppi.
Attraverso i centri oncologici che hanno aderito al progetto (Napoli, Palermo, Avezzano, Perugia, Potenza e Torino), saranno reclutate circa 4mila donne, tra i 35 e i 70 anni, operate di cancro al seno da almeno 5 anni. Duemila di loro, quelle che dalle analisi risulteranno esposte a maggiori fattori di rischio, saranno divise in due gruppi: mille verranno sottoposte ad un regime alimentare particolare, a metà tra la dieta mediterranea e la macrobiotica, messo a punto dall'equipe del dottor Franco Berrino dell'Istituto nazionale tumori; le altre mille seguiranno invece i consigli base dati dai medici alle ex pazienti, che si erano ammalate di carcinoma mammario. Le mille donne scelte da Berrino dovranno, per un anno intero, sottoporsi ad una dieta basata su cereali integrali e legumi, eliminare latticini, carni rosse e alcolici: una dieta povera di calorie, di grassi animali e di zuccheri, oltre che di cibi industriali e di preparazioni derivate (ad esempio saranno bandite le farine lavorate a favore di quelle integrali. “Una dieta - spiega Berrino - che aiuta ad abbassare naturalmente insulina e ormoni sessuali maschili nel sangue, due fattori che aumentano il rischio di comparsa e ricaduta del carcinoma mammario”. Alle mille prescelte sarà chiesto di “cambiare radicalmente stile di vita”: dovranno seguire corsi di cucina, fare sport in gruppo (ad esempio lo yoga), gite con le colleghe e i medici e sottoporsi a controlli regolari. Le altre mille potranno continuare a vivere secondo le loro abitudini, attenendosi solo ad alcune semplici regole del viver sano: alimentazione varia, meglio se basata su frutta e verdura, e sport (almeno 30 minuti al giorno di camminata a passo sostenuto). Alla fine dell'anno, i due gruppi saranno messi a confronto. “Quello che proponiamo - tiene a precisare Berrino - non è un metodo alternativo alla medicina tradizionale. E' qualcosa in più”.
Per tutte, vale la stessa regola base: ridurre le calorie privilegiando cereali non raffinati, legumi e verdure, evitare cibi ad alto indice glicemico e insulinemico come farine raffinate, patate, riso bianco; consumare invece cereali integrali, ridurre le fonti di grassi saturi come carni rosse, burro, latticini e salumi e consumare invece olio extravergine di oliva, semi oleogenici; ridurre le proteine di origine animale eccetto quelle del pesce; fare attività fisica quotidiana. “Siamo certi di quel che facciamo - ha detto Berrino - tanto che abbiamo disegnato il progetto ipotizzando di riuscire a ridurre del 30% le recidive nel gruppo di pazienti a più alto rischio”.
Per informazioni
Le donne interessate al progetto possono contattare l'Istituto tumori allo 0223902868 oppure allo 0223903552; o ancora inviare un fax allo 0223903516 o una mail a diana@istitutotumori.mi.it.
Studio DIANA 5 - Chi può essere arruolata?
Per entrare nello studio bisogna avere età compresa fra 35 e 70 anni, aver avuto un tumore alla mammella negli ultimi 5 anni, non aver avuto recidive. Per altre informazioni ci si può rivolgere a diana istitutotumori.mi.it..
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Box: cifre tumore al seno
Sempre più donne si ammalano di carcinoma: oggi in Italia, ogni anno, si ammalano di cancro 2-3 donne su mille, e una su mille si ammala di cancro alla mammella. La mortalità, però, diminuisce grazie alla diagnosi precoce e alle terapie sempre più efficaci. L'incidenza è più alta nel Nord ma la mortalità è simile nel Nord e nel Sud, perchè "nel meridione la diagnosi e' piu' tardiva". Se ogni anno una donna su mille muore di cancro, solo una su cinque di queste morti e' dovuta al carcinoma della mammella. Oggi in Italia vivono circa 450 mila donne che hanno avuto l' esperienza del cancro della mammella. Nel Paese, la sopravvivenza, a cinque anni dalla diagnosi, e' notevolmente aumentata, passando dall'80,6% dei casi nel 1990, all'85,6% del 2000. Si può stimare che la sopravvivenza libera da recidiva è dell'81,9%.
Il tumore della mammella resta il nemico numero uno delle donne: solo in Italia colpisce infatti ogni anno più di 36mila (36.634) uccidendone oltre 11mila (11.345). Costituisce la prima causa di morte nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni, e la seconda per le donne oltre i 55 anni. Colpisce di più il Nord rispetto al Sud della Penisola. “I motivi di questa distribuzione geografica – aggiunge il prof. Pierfranco Conte - non sono completamente noti anche se, verosimilmente, sono correlati sia alle abitudini riproduttive (al Nord le donne hanno meno figli) sia all’alimentazione e all’industrializzazione”. Tanti gli strumenti per combattere questo big killer: prevenzione, diagnosi precoce, chirurgia conservativa, chemioterapie combinate e terapie ormonali che permettono di assicurare alla maggioranza delle donne colpite la guarigione.
L’altro pilastro della lotta al cancro al seno è la diagnosi precoce: il messaggio di Veronesi
Tra dieci anni la diagnosi ultra-precoce, che permette di individuare il tumore quando è ancora nello stadio cosiddetto 'impalpabile’, permettera’ di combatterlo con successo. E’ stato questo il messaggio di Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, in occasione dello “Ieo Day 2008”. Grazie alla diagnosi precoce la scienza si aspetta che nei prossimi 10 anni il 'peso’ fisico, psicologico e sociale del tumore del seno si ridurrà fino a raggiungere valori minimi. E soprattutto fino alla guaribilità pressochè totale dei casi. L'aumento costante della guaribilità negli ultimi anni dimostra che, se il tumore è diagnosticato a dimensioni impalpabili, l'iter terapeutico si può risolvere in 24 ore: intervento chirurgico mininvasivo, prelievo ed esame del linfonodo sentinella e radioterapia intraoperatoria conclusiva. In Italia si registrano circa 45 mila nuovi casi di cancro al seno ogni anno con una mortalità inferiore ai 10 mila decessi (8-9 mila l'anno). Numeri alla mano, quindi, la maggior parte delle pazienti guarisce. Già oggi le percentuali di guarigione si aggirano intorno al 75-80%. Ma gli oncologi vorrebbero arrivare a una curabilità pari al 90-95%. Purtroppo il traguardo del 100% è difficile perchè, come in tutte le malattie, anche nel tumore del seno c'è una piccola frazione di casi che sfugge alle cure per una potenzialità biologica di aggressione molto forte. La ricerca biomolecolare sta cercando di neutralizzare le cellule staminali tumorali, vere responsabili della comparsa e della diffusione del tumore. I ricercatori stanno lavorando in laboratorio per debellare la malattia alle sue origini, evitando che si manifesti. Ma questa conquista è rimandata al futuro. Oltre alla prevenzione basata su stili di vita sani, la diagnosi precoce che rimane l’altro grande pilastro della lotta al tumore al seno.
Carcinoma mammario
Il carcinoma mammario è la neoplasia più frequente nel sesso femminile, nei paesi occidentali, e la sua incidenza è in continuo aumento: annualmente, in tutto il mondo, sono diagnosticati circa 1 milione di nuovi casi . In USA il rischio per una donna di contrarre un carcinoma mammario, nel corso della vita, è stimato essere di circa il 12.2% (1 donna su 8), ed il rischio di morire è stimato essere di 3,4% (1 donna su 29). In Italia, i decessi annuali per carcinoma mammario sono circa 11.000, con circa 36.000 nuovi casi per anno.
Le cause specifiche del carcinoma mammario non sono note con certezza, ma numerosi sono i fattori di rischio chiamati in causa: la storia familiare di carcinoma mammario in parenti di I e II grado; fattori endocrini e riproduttivi : età alla prima mestruazione, età alla menopausa, uso di contraccettivi orali e/o terapia ormonale sostitutiva in menopausa, specie in donne con storia familiare positiva, elevato numero di gravidanze o al contrario nessuna gravidanza; fattori genetici come la presenza di alcuni geni mutati (BRCA1-BRCA2-p53); fattori alimentari: dieta ricca di grassi e consumo di alcool; presenza di alcune lesioni mammarie come l'iperplasia duttale atipica.
Nella maggior parte dei casi, il tumore si presenta sotto forma di un nodulo o ispessimento mammario palpabile, o come anormalità mammografica non palpabile. In circa il 50% dei casi, al momento della diagnosi, sono presenti metastasi ai linfonodi regionali e nel 10% metastasi a distanza . I siti più frequenti di metastatizzazione a distanza sono: i polmoni, le ossa, il fegato, il cervello. La mammografia rappresenta l'esame diagnostico di elezione, evidenziando l'85-90% dei carcinomi istologicamente accertati. In caso di reperto dubbio, l'ecografia mammaria può essere un utile complemento. Più recentemente, il ruolo della risonanza magnetica nucleare (RMN) è stato confermato, essendo una procedura dotata di elevata sensibilità, indicata in casi particolari come nello screening di donne ad alto rischio. Non ancora definito il ruolo della tomografia ad emissione di positroni (PET). In presenza di una lesione mammaria sospetta, è necessario effettuare un agoaspirato o una agobiopsia percutanea, sotto guida ecografica o mammografia stereotassica.
Indirizzi utili
ISTITUTO EUROPEO DI ONCOLOGIA - IEO
Via Ripamonti, 435 - 20141 Milano
Centralino: 02 574891
Prenotazioni/informazioni: 02 5748900.1-2-3
www.ieo.it
Senologia - Dott. Alberto Luini - 02 57489711
AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA CAREGGI - FIRENZE
Viale Pieraccini, 17 - 50139 Firenze
Centralino: 055 794111
Prenotazioni/informazioni: 840 003003
www.ao-careggi.toscana.it
Oncologia medica - Prof. Francesco Di Costanzo - tel. 055 7947251
FONDAZIONE SALVATORE MAUGERI
Via Ferrata, 8 - 27100 Pavia
Centralino: 0382 5921
Prenotazioni/informazioni: 0382 5921
www.fsm.it
Senologia - Dott. Alberto Costa - 0382 592277
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