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Nuove frontiere in radioterapia oncologica
Minnie Luongo, N. 1/2 gennaio/febbraio 2009
In Italia circa 260.000 nuovi casi di tumore vengono diagnosticati ogni anno. In circa il 70 percento delle patologie neoplastiche il protocollo di trattamento prevede l’impiego della radioterapia in associazione alla chirurgia e/o alla chemioterapia, mentre in alcuni casi viene utilizzata come trattamento esclusivo. Ma quanti sono i Centri di radioterapia nel nostro Paese? Risponde il dottor Paolo Muto, Direttore U.O.C. Radioterapia P.O. “Cardinale Ascalesi” di Napoli, nonché presidente AIRO (Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica): “Ad oggi in Italia sono presenti 149 centri di Radioterapia così suddivisi: 68 al nord, 33 al centro e 48 al sud. Nel 2007 in questi Centri sono stati trattati circa 120.000 pazienti. Quindi, circa la metà dei nuovi casi di neoplasia è stata avviata ad un trattamento comprendente anche la radioterapia, la quale ha un ruolo fondamentale nell’approccio multidisciplinare della patologia oncologica”.
Un Congresso per fare il punto
Di radioterapia oncologica a 360 gradi si è parlato a Milano, lo scorso novembre, in occasione del 18° Congresso Nazionale AIRO. Un convegno che- riunitosi per la seconda volta nel capoluogo lombardo, a distanza di 10 anni da quello svoltosi per l’ottava edizione- ha coinvolto oltre un centinaio di moderatori e relatori (fra cui il professor Umberto Veronesi), sia italiani sia stranieri.
Con una commissione scientifica presieduta da Umberto Ricardi, il Congresso (presieduto da Roberto Orecchia), è stato aperto da ”AIRO Giovani”, per poi articolarsi in più simposi, workshops, lezioni di aggiornamento e, inoltre, innovativi gruppi di studio, i quali hanno concluso ufficialmente la tre giorni della radioterapia oncologica.
Quando la Radioterapia?
Illustra il dottor Muto: “Un ruolo di primaria importanza viene svolto dalla terapia radiante nella cura del tumore della prostata, la cui incidenza è di circa 43.000 casi l’anno (con la radioterapia, solo nel 2007 si sono trattati circa 11.000 pazienti affetti da questo tumore). La radioterapia può infatti avere finalità curativa, adiuvante post operatoria, o di salvataggio dopo recidiva e, inoltre, rappresenta un’alternativa terapeutica che fornisce risultati assolutamente sovrapponibili alla chirurgia. Le tecniche utilizzate sono la cosiddetta 3Dconformazionale (3D-RT) che costituisce lo standard terapeutico e la più innovativa IMRT”.
“ La radioterapia radicale svolge un ruolo altrettanto importante nel ridurre l’incidenza di recidiva locoregionale in sede del tumore della mammella. Essa viene realizzata come trattamento adiuvante alla chirurgia associata o meno alla chemioterapia. Ogni anno vengono sottoposte a RT nei Centri italiani di riferimento ben 30.000 donne colpite da questa patologia. L’irradiazione può essere effettuata con tecniche RT a fasci esterni, che costituisce lo standard terapeutico, con brachiterapia o con la IORT. La maggior parte delle pazienti cui è stato diagnosticata una neoplasia mammaria è suscettibile di un trattamento di tipo conservativo. Studi recenti hanno suggerito l’impiego di tecniche radioterapiche di irradiazione parziale per ottenere la sterilizzazione del letto tumorale (PBRT). Il risultato sarebbe duplice: trattare con alte dosi la sede della neoplasia, risparmiando tossicità ai tessuti circostanti”.
Innovazione tecnologica & Radioterapia
L’ultimo Congresso nazionale AIRO è stato prezioso altresì per aver fornito numerose utili informazioni sul rapporto fra tecnologia e radioterapia. Come ha premesso il presidente AIRO: “La IORT può rappresentare un momento importante nel trattamento di questa patologia in casi opportunamente selezionati. La possibilità di effettuare una seduta intraoperatoria costituisce un vantaggio sotto diversi punti di vista: riduzione del numero di sedute, rispetto dei tessuti sani adiacenti e, in prospettiva, la soluzione dei problemi di “timing” con la chemioterapia, pur non rappresentando ancora lo standard (in Italia sono presenti 27 acceleratori in grado di realizzare tale tipologia di trattamento). L’innovazione tecnologica rappresenta comunque un tassello fondamentale della radioterapia.
Recentemente sono stati realizzati sistemi che consentono di visualizzare l’anatomia del paziente immediatamente prima di somministrare la frazione di dose, ottenendo pertanto- in tempo reale- una precisa conoscenza della localizzazione del “volume bersaglio”. Questa tecnica è definita “Radioterapia guidata dalle immagini” (IGRT) e fornisce la possibilità di verificare che per ciascuna seduta di terapia la posizione del target, relativamente ad alcuni punti di riferimento, sia la stessa del piano di trattamento accettato (in diversi reparti italiani di Radioterapia la IGRT è entrata nella pratica clinica) ”.
“La radiochirurgia è stata per anni eseguita utilizzando una macchina dedicata dotata di sorgenti multiple di cobalto (Gammaknife) - approfondisce il dottor Muto-. Considerato l’alto costo della gammaknife (attualmente in Italia ve ne sono quattro operanti, tre al Nord e una al Sud), sono state studiate attrezzature applicabili agli acceleratori lineari in commercio, e tecniche per effettuare questo tipo di terapia anche in più sedute e senza sistemi di immobilizzazione cruenti. E’ stato tuttavia suggerito che il termine “radiochirurgia” venga esclusivamente riferito alle terapie effettuate in un’unica seduta, denominando invece come“radioterapia stereotassica” i trattamenti eseguiti con gli acceleratori e/o in più frazioni. Negli ultimi anni, grazie all’avvento di nuovi sistemi di posizionamento del cranio (precisi, non cruenti e riposizionabili) e all’opportunità di utilizzare “frame” stereotassici anche sul corpo, in Italia le indicazioni della radioterapia stereotassica si sono notevolmente allargate: attualmente la radioterapia stereotassica encefalica viene realizzata in 63 Divisioni di Radioterapia, quella del distretto testa collo in 47, e quella toraco-addominale in 61. L’introduzione nella pratica clinica di acceleratori lineari robotizzati (“CyberKnife”) sincronizzati e con sofisticati sistemi di adattamento ai movimenti respiratori del paziente ha modificato la tecnica di realizzazione delle terapie realizzate con metodica stereotassica”.
“Un’ulteriore evoluzione della 3D-RT è la radioterapia con modulazione di intensità (IMRT) che si basa sull’impiego di fasci di radiazioni non uniformi con intensità differenti. Le tecniche IMRT sono molto più complesse di quelle tradizionalmente impiegate, ma consentono di ottenere un grado più alto di conformazione della dose e di risparmio dei tessuti sani (in Italia 56 Centri dichiarano di essere in grado di realizzare la IMRT).
Con l’avvento della Tomoterapia, diviene possibile il trattamento di tumori localizzati in sedi che comportano con le tecniche tradizionali una elevata tossicità per gli organi a rischio. Rispetto alla 3D-RT e alla IMRT essa consente di ottenere una maggiore precisione di erogazione della dose sul tumore. Grazie al sistema di “imaging” si ha la possibilità di verificare costantemente la riproducibilità del trattamento: ad oggi in Italia sono sei le unità di Tomoterapia attive, cui presto se ne aggiungeranno altre. La principale novità è legata alla geometria del sistema che rende l’acceleratore più simile ad una TC. La sorgente radiogena è un acceleratore di circa 6MV, che ruota in modo continuo intorno al paziente disteso su un lettino. La maggiore precisione e il continuo controllo quotidiano dell’adeguatezza di realizzazione del trattamento permette l’utilizzo di protocolli d’irradiazione ipofrazionata, riducendo i tempi terapeutici.
Infine, un’ulteriore area di sviluppo della radioterapia è rappresentata dalla Adroterapia che utilizza fasci di protoni, di neutroni e di ioni carbonio; queste particelle elementari vengono definite adroni. Ia principale vantaggio fornito dall’uso degli adroni è rappresentato dalla loro favorevole distribuzione della dose assorbita in profondità. In Italia è in fase di realizzazione un centro di Adroterapia a Pavia.
“Si evince che la radioterapia ha un ruolo di primo piano nel trattamento di alcune patologie oncologiche e che la tecnologia è fondamentale per ottenere migliori risultati con bassi effetti tossici- conclude Muto-. Tuttavia, le innovazioni tecnologiche e l’interesse da esse suscitato non ci devono mai far dimenticare che il tutto deve ruotare sempre attorno al paziente”.
AIRO
L’Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica (AIRO) nasce nel 1991 e- come si legge nello Statuto- non ha fini di lucro né svolge attività imprenditoriale.
Scopo dell’Associazione è quello di contribuire al progresso e allo sviluppo della Radioterapia e dell’Oncologia Clinica italiana e delle relative basi cliniche, biologiche, fisiche ed informatiche, promuovendone la ricerca scientifica e favorendo l’aggiornamento culturale e scientifico dei soci. Altre finalità: elaborare linee guida, trials e ricerche; valorizzare la professionalità della figura del radioterapista e favorire il razionale incremento qualitativo e quantitativo dei centri di Radioterapia Oncologica; promuovere scambi culturali tra radioterapisti e specialisti di altre discipline (specie oncologiche) sia nazionali sia estere.
Ad oggi gli iscritti sono circa 800, di cui una buona parte (più o meno 300) è rappresentata da soci di età inferiore ai 35 anni. Dal gennaio 2008 il Dottor Paolo Muto è il presidente dell’AIRO: una carica che assume un significato particolare in quanto vede per la prima volta nella storia di questa associazione un professionista del meridione impegnato a trovare un giusto equilibrio tra Nord e Sud. Nell’ambito dell’attività scientifica svolta, negli ultimi due anni numerosi sono stati i corsi monotematici realizzati in multidisciplinarietà con le altre associazioni, allo scopo di favorire sempre più il confronto tra gli specialisti del settore nella gestione unica del paziente oncologico.
Info: www.radioterapiaitalia.it
Indirizzi utili
OSPEDALE CARDINALE ASCALESI
Via Egiziaca a Forcella, 31 - 80139 Napoli
Centralino: 081 2541111
Prenotazioni/informazioni: 081 2542023
www.aslna1.napoli.it
Radioterapia - Prof. Paolo Muto – tel. 081 2542185
FONDAZIONE I.R.C.C.S. ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI
Via Venezian, 1 - 20133 Milano
Centralino: 02 23901
Prenotazioni/informazioni: 02 23902541
www.istitutotumori.mi.it
Radioterapia - Prof.ssa Patrizia Olmi – tel. 02 23901
AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA CAREGGI
Viale Pieraccini 17 - 50139 Firenze
Centralino: 055 794111
Prenotazioni/informazioni: 840 003003
www.ao-careggi.toscana.it
Radioterapia - Prof. Giampaolo Biti – tel. 055 7947264
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