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Prevenzione come salvavita

Lara Bettinzoli, n. 3 marzo 2009

Con una corretta prevenzione la mortalità dovuta a patologie oncologiche potrebbe diminuire almeno del 40%. Per corretta prevenzione si intende l'adozione di comportamenti e stili di vita sani e responsabili, come ad esempio non fumare, curare l'alimentazione, sottoporsi con regolarità a visite ed esami di diagnosi precoce.
Ma la prevenzione dei tumori passa anche attraverso una cultura della salute caratterizzata da un atteggiamento positivo, informato e consapevole.
Vediamo, allora, insieme al Prof. Massimo Lopez, Direttore della Divisione di Oncologia Medica B dell'Istituto Regina Elena di Roma, in che modo la prevenzione può divenire il nostro "salvavita".

Cosa si intende per prevenzione dei tumori?
In senso stretto, la prevenzione dovrebbe riguardare le modalità attraverso cui si può evitare l'insorgenza di una neoplasia. Purtroppo, questo è ancora un problema di difficile soluzione e, pertanto, il termine prevenzione in oncologia ha un significato più ampio al punto che si distinguono vari tipi di prevenzione.

Può dirci, brevemente, quali sono questi tipi di prevenzione?
La prevenzione alla quale facevo riferimento in precedenza è detta prevenzione primaria e consiste nella eliminazione o riduzione dell'esposizione a sostanze cancerogene note. Un esempio, ormai classico, riguarda il fumo. Se si evitasse di fumare si ridurrebbe drasticamente l'incidenza di vari tipi di tumori.
Per prevenzione secondaria, invece, si intende l'effettuazione di una diagnosi precoce in modo da poter intervenire su lesioni preneoplastiche interrompendo la progressione verso il cancro. Per esempio, l'asportazione di un polipo del colon eviterà che esso possa trasformarsi in un carcinoma. In realtà, nella prevenzione secondaria è inclusa anche la diagnosi precoce di un tumore già in atto poiché si ritiene che un intervento terapeutico tempestivo, prima cioè che la malattia si manifesti clinicamente, sia in grado di aumentare significativamente la probabilità di guarigione.
Si parla anche di una prevenzione terziaria, intendendo le misure necessarie per ridurre la morbilità di una neoplasia in atto, evitando lo sviluppo di complicazioni o di ricadute dopo il trattamento iniziale della malattia.

E' anche possibile effettuare una prevenzione dei tumori ricorrendo all'uso di farmaci?
Certamente. Questa modalità riguarda la chemioprevenzione dei tumori che consiste nell'interruzione del processo di cancerogenesi mediante composti chimici in grado di interferire appropriatamente con i meccanismi molecolari che stanno alla base delle neoplasie.

Può meglio caratterizzare questo tipo di prevenzione, considerato che oggi si sente sempre più parlare di molecole intelligenti capaci di esplicare un'azione molto selettiva?
La chemioprevenzione dei tumori probabilmente è destinata a diventare una delle modalità più efficaci per il controllo dei tumori. Generalmente, lo sviluppo di un tumore avviene attraverso un lungo processo nel quale possono essere individuate varie tappe, ognuna delle quali caratterizzata dall'acquisizione, da parte della cellula, di nuove caratteristiche che sfociano infine in una cellula francamente maligna. E' questa, la cosiddetta cancerogenesi a tappe multiple. Oggi è possibile sintetizzare composti in grado di agire ad ogni tappa del processo cancerogenetico con enormi potenzialità in prospettiva.

Solo in prospettiva o già è possibile fare una chemioprevenzione dei tumori?
Vorrei precisare che, essendo ogni tumore una malattia a se stante, da un punto di vista pratico è più corretto parlare di prevenzione di singoli tumori. Attualmente, è molto attiva in oncologia la ricerca intesa a prevenire vari tipi di tumori, ma finora il tumore meglio studiato e per il quale è possibile fare una chemioprevenzione è il cancro della mammella.

Con quali farmaci?
Vari studi hanno già da tempo dimostrato che è possibile ottenere una significativa riduzione del rischio (circa del 50%) di cancro della mammella con il tamoxifene, un antiestrogeno in uso da molti anni nella terapia di questa malattia. Più recentemente analoghi risultati sono stati riportati col raloxifene, già in uso per la terapia e la prevenzione dell'osteoporosi nelle donne in post-menopausa. Interessanti sono anche i dati relativi agli inibitori dell'aromatasi (anastrozolo, letrozolo, exemestane), composti che hanno la caratteristica di inibire l'azione di un enzima, denominato aromatasi, necessario per sintetizzare gli estrogeni.
Naturalmente, la chemioprevenzione del cancro della mammella non va effettuata indiscriminatamente in tutte le donne, ma solo in quelle a maggior rischio di sviluppare la neoplasia nel corso della vita.

Quale ruolo svolge l'alimentazione nella genesi dei tumori?
Il ruolo dell'alimentazione è enorme. Basti pensare che circa un terzo di tutti i tumori è correlato alla introduzione di sostanze presenti nella dieta. Si calcola anche che circa due tumori su tre potrebbero essere prevenuti con una dieta corretta e l'eliminazione del fumo.
D'altronde, è facilmente intuibile che nella grande varietà di cibi disponibili si trovino centinaia o migliaia di composti chimici che, direttamente o dopo essere stati trasformati all'interno dell'organismo, hanno la capacità di interferire con varie reazioni chimiche che possono essere in qualche modo coinvolte nella genesi dei tumori.

Dato che le sostanze chimiche interessate sono così numerose, cosa è possibile fare da un punto di vista dietetico per cercare di prevenire il cancro?
Non si può, certo, fare riferimento ad una dieta precisa che sia in grado di dare la certezza di prevenire il cancro in generale o determinati tumori in particolare. La dieta è difficilmente standardizzabile poiché possono aversi variazioni tra le diverse classi sociali o correlate alla modalità di preparazione e conservazione dei cibi. Tuttavia, è possibile dare suggerimenti di carattere generale con la certezza di poterne trarre beneficio. Da questo punto di vista, dobbiamo ritenerci fortunati poiché la dieta ritenuta più appropriata per cercare di ridurre l'incidenza dei tumori è proprio la dieta mediterranea.

Cosa si intende per dieta mediterranea?
La dieta mediterranea è la dieta dei nostri lontani antenati, i Greci inizialmente e poi i Romani, che si nutrivano a base di prodotti della natura consumati freschi (ricchi di fibre e vitamine), noci (ricche di folato, glutatione, vitamine C ed E), pesci e carne bianca.
Essi inoltre avevano il privilegio, rispetto ad altri popoli, di poter usare come condimento l'olio d'oliva che, notoriamente, possiede vari componenti con azione protettiva.

Quali sono le caratteristiche della dieta mediterranea?
Da un punto di vista generale, la dieta mediterranea è caratterizzata dal consumo abbondante di alimenti di origine vegetale; dal consumo di pesce e carni bianche; dal consumo moderato di derivati del latte, soprattutto yogurt e formaggi freschi; dal consumo saltuario di carne rossa; dall'uso dell'olio di oliva come condimento; e dal moderato consumo di vino.

Un altro argomento che spesso richiama l'attenzione di molte persone è lo screening dei tumori. Ci può dire cosa si intende con questo termine?
Il temine screening è generalmente applicato alle campagne di prevenzione e consiste nell'effettuazione di determinate procedure intese a fare una diagnosi precoce in soggetti asintomatici, cioè in soggetti apparentemente sani. Naturalmente, esso non può riguardare indiscriminatamente tutti gli individui ed avere come oggetto la totalità dei tumori. Deve, invece, essere indirizzato ai tumori a più elevata frequenza, la cui storia naturale sia ben conosciuta e che possono beneficiare di trattamenti efficaci. Occorre, poi, individuare la soluzione organizzativa più efficiente, tenendo conto della numerosità della popolazione cui l'intervento è indirizzato e delle differenti sensibilità che i gruppi di persone hanno nei confronti delle azioni preventive antitumorali.

Quali sono i tumori generalmente oggetto di screening?
A parte la considerazione che, in occasione di periodici controlli medici, può essere fatto un check-up dei tumori, le neoplasie usualmente sottoposte a screening sono il cancro della mammella, il cancro della cervice uterina, i tumori del colon-retto e i tumori della prostata.
Per ognuno di questi tumori si possono consigliare procedure appropriate con elevata probabilità di fare una diagnosi precoce e, quindi, di guarire la malattia.

Quale messaggio finale possiamo dare in tema di prevenzione dei tumori?
La prevenzione dei tumori rappresenta sicuramente l'arma più efficace per combattere l'insorgenza del cancro e ridurre la mortalità ad esso dovuta. Negli ultimi anni sono stati conseguiti enormi progressi nella terapia del cancro ed è verosimile che l'intensa ricerca attualmente in corso produrrà ulteriori benefici terapeutici nel prossimo futuro. Il cancro, tuttavia, è costituito da numerose e complesse malattie per cui i progressi terapeutici sono lenti a verificarsi. E' fuori di dubbio, pertanto, che il miglior modo per combattere il cancro è quello di cercare di prevenirlo e, a tal fine, ognuno di noi può e dovrebbe dare un contributo mantenendo uno stile di vita appropriato e sottoponendosi a quelle procedure che garantiscono di fare una diagnosi precoce con elevate probabilità.

Dieta: ecco di cosa abbiamo bisogno
E'importante alimentarsi in maniera corretta sia per fornire al nostro organismo tutto ciò di cui necessita (e cioè ricoprire i fabbisogni energetici e di micronutrienti), sia per prevenire l'insorgenza di alcune patologie cronico/degenerative (alcune malattie croniche, quali aterosclerosi, ipertensione, sovrappeso ed obesità, diverticolosi e stitichezza sono divenute più frequenti proprio in corrispondenza all'adozione di nuovi modelli alimentari ricchi di calorie e poveri di fibre).
Ecco di cosa abbiamo bisogno:

  • ACQUA: svolge una funzione regolatrice; in essa si svolgono tutte le reazioni chimiche indispensabili alla vita. Fra le altre cose l'acqua aiuta a digerire e ad assorbire il cibo, portando le sostanze nutritive alle cellule. Rimuove le tossine e altri rifiuti, lubrifica le giunture e il colon, e regola la temperatura corporea.
  • PROTEINE: svolgono soprattutto funzione plastica, cioè servono per la sintesi di strutture cellulari e per la riparazione e la costruzione dei tessuti.
  • LIPIDI: svolgono funzione energetica e di trasporto delle vitamine liposolubili, nonché di protezione meccanica di tessuti e organi.
  • CARBOIDRATI: rappresentano la forma di energia "pronta" meglio utilizzabile dall'organismo.
  • VITAMINE E SALI MINERALI: svolgono una funzione bioregolatrice, e cioè intervengono in molti processi biologici; sono pertanto indispensabili per la vita.

L'obesita' aumenta il rischio di tumore alle ovaie
Uno studio epidemiologico condotto da un gruppo di scienziati americani e pubblicato sulla rivista Cancer, sostiene che l'aumento del peso corporeo dopo la menopausa è legato ad un accresciuto rischio di sviluppare un carcinoma ovarico nelle donne che non si sono mai sottoposte a terapie ormonali. I ricercatori hanno tenuto sotto controllo, per sette anni, circa 95mila donne di età compresa tra i 50 e i 71 anni. In totale sono stati registrati 303 tumori ovarici, che per l'83 per cento dei casi interessavano donne con un elevato indice di massa corporea che non avevano mai fatto uso di terapie ormonali.
L'eccesso di cellule adipose è già stato da tempo collegato a malattie cardiovascolare e reumatiche, ictus e diabete. Negli ultimi anni, poi, numerose ricerche hanno dimostrato una relazione pericolosa tra i chili di troppo e le neoplasie di colon, rene, colecisti, prostata, utero e mammella: il grasso, infatti, costituisce un deposito di colesterolo il quale, a sua volta, è la materia prima per la sintesi di alcuni ormoni sessuali, e molti tumori sono sensibili al livello di questi ormoni. In particolare, gli obesi, tendono ad avere livelli superiori alla media di un ormone, l'insulin-like growth factor 1, fortemente sospettato di avere legami con alcuni tipi di tumore.
Prevenite l'obesità poiché provoca un aumento dello sviluppo di molte malattie, non solo tumorali:
seguite un'alimentazione variata che prediliga frutta e verdura, le carni bianche e una cottura adeguata (limitando fritture e cibi alla brace), poco alcol e, soprattutto, niente fumo. Per una buona prevenzione, è fondamentale compiere almeno mezz'ora di attività fisica tutti i giorni.

La prevenzione mediante i vaccini
Intensa è la ricerca sulla prevenzione dei tumori mediante vaccini - spiega il Prof. Lopez -l'approvazione recente del Gardasil, un vaccino quadrivalente per la prevenzione del carcinoma della cervice uterina attivo per via intramuscolare, ne è un esempio. Questo vaccino è prodotto partendo da una proteina, denominata L1, dei virus HPV tipi 6, 11, 16, e 18, ed è in grado di prevenire il 70% dei tumori cervicali. Un altro vaccino, Cervarix, ugualmente efficace, è in fase di approvazione. Sono, però, in corso studi per la produzione di un vaccino basato su un'altra proteina virale, denominata L2, che può offrire protezione contro vari tipi di HPV risultando efficace in una più elevata percentuale di donne, considerato che il 30% dei tumori cervicali sono causati da HPV diversi dai tipi 16 e 18, nei confronti dei quali sono attivi i vaccini basati sulla proteina L1. Ma c'è anche di più. Altri studi mirano a produrre un vaccino attivo per via orale che avrebbe il grande vantaggio di essere poco costoso e molto più pratico. Complessivamente, le prospettive della ricerca sembrano incoraggianti. Si può guardare ottimisticamente anche più lontano, ma bisognerebbe investire di più nella ricerca e, comunque, evitare di ridurre ulteriormente i fondi finora messi a disposizione. La ricerca costa e molto costa anche lo sviluppo di farmaci antitumorali. Ma non può esserci futuro senza ricerca. Attualmente, il cancro è diventato uno dei problemi di sanità pubblica più rilevanti, pur essendo partito da una posizione di importanza minore. Se si investe in ricerca, nell'arco di 30-50 anni esso riacquisterà la posizione iniziale di scarso rilievo.

L'importanza degli screening
Ci sono esami che si sono dimostrati efficaci, e sono quelli previsti dai programmi regionali di screening per la prevenzione del tumore della mammella, del collo dell'utero e del colon retto. La mammografia, il pap-test e l'esame per l'individuazione del sangue occulto nelle feci (o meglio, la colonscopia) consentono di scoprire precocemente le malattie e di intervenire tempestivamente con interventi di chirurgia non demolitiva. Fare questi esami a tappeto, a intervalli regolari, su precise fasce di popolazione (le fasce ove le malattie si presentano con maggiore frequenza, chiamate anche fasce bersaglio) riduce la mortalità.
Sono sicuramente utili anche gli esami consigliati dal medico, che può tenere conto della storia individuale del paziente, dell'esame obiettivo e dei sintomi.

Il test del PSA previene il tumore della prostata
Riguardo al test del PSA le associazioni medico-scientifiche italiane hanno sottoscritto un documento (Documento di Consenso Italiano sullo Screening per il carcinoma della prostata, Firenze, 17.5.2003) ne quale si legge:
1) non esiste al momento, in base alle prove scientifiche, indicazione all'esecuzione dello screening di persone che non hanno alcun sintomo di malattia mediante PSA, sia quale provvedimento sanitario di "popolazione" (invito attivo da parte delle aziende sanitarie di residenti selezionati in base all'età), che "spontaneo" (raccomandazione alla popolazione di sottoporsi al dosaggio periodico del PSA);
2) il PSA resta un valido presidio, in occasione di consultazione medica, per la diagnosi differenziale del tumore alla prostata ove esista un sospetto clinico anche minimo di tale patologia; 3) il dosaggio del PSA in soggetti asintomatici potrà essere prescritto in occasione di consultazione medica, a giudizio del sanitario, in base agli elementi clinici a sua conoscenza e previa informazione del paziente sui pro e contro della determinazione del marcatore in assenza di un sospetto diagnostico o di fattori di rischio.

Raccomandazioni dell'American Cancer Society sull'uso del vaccino anti-HPV per prevenire il cancro della cervice uterina: La vaccinazione routinaria anti-HPV è raccomandata in tutte le donne di età compresa tra 11 e 12 anni.

  • La vaccinazione può essere effettuata anche in una ragazza di nove anni.
  • La vaccinazione è raccomandata anche in donne di età tra i 13 e i 18 anni per recuperare vaccino non somministrato o completare la serie di 3 dosi necessarie.
  • I dati relativi alla opportunità di vaccinare donne di età tra i 19 e i 26 anni sono insufficienti. La decisione va presa dopo aver valutato il rischio di precedenti esposizioni al virus ed il potenziale beneficio ottenibile dalla vaccinazione. Idealmente, il vaccino dovrebbe essere somministrato prima di un'eventuale esposizione dei genitali all'HPV attraverso i rapporti sessuali poiché il potenziale beneficio è probabile che diminuisca con l'aumentare del numero dei partner sessuali nel corso della vita.
  • La vaccinazione non è attualmente raccomandata in donne di età superiore a 26 anni o nei maschi.
  • Lo screening mediante Pap-test deve continuare ad essere fatto nelle donne vaccinate poiché il vaccino protegge solo contro alcuni tipi di HPV, causa di circa il 70% dei tumori della cervice uterina.

Di Massimo Lopez "Cancro. Conoscerlo per imparare a sconfiggerlo"
Società Editrice Universo, Roma 2003 - 2007
Questo è il primo volume scritto dal Prof. Massimo Lopez con finalità divulgative. Il cancro è una malattia in continuo aumento che richiama l'attenzione di un crescente numero di persone desiderose di contribuire a prevenirlo e combatterlo. Spesso si cerca di saperne di più ricorrendo ad Internet dove, però, è difficile per il pubblico non medico selezionare le informazioni appropriate. Questo libro affronta tutti i problemi più importanti relativi ai tumori usando un linguaggio semplice, facendo ricorso a molte figure per meglio chiarire i concetti e riportando un glossario in cui vengono spiegati i termini meno comuni. Esso, inoltre, dà una risposta chiara a tutte le domande più frequentemente poste dai pazienti neoplastici in tema di prevenzione, diagnosi e terapia dei tumori. Il libro è distribuito gratuitamente alle persone interessate facendone richiesta all'autore. Della prima edizione (2003) sono state gratuitamente distribuite 20.000 copie su tutto il territorio nazionale. Di recente è stata pubblicata la seconda edizione, aggiornata ed ampliata, rapidamente esaurita. Di essa è in corso la ristampa.

Di Massimo Lopez "I tumori della Mammella"
Società Editrice Universo
Questo libro è stato scritto per venire incontro alle numerose richieste delle pazienti affette da carcinoma della mammella, sempre più coinvolte nel contribuire a scegliere in maniera razionale la terapia per la propria malattia. Il libro è una rassegna completa, chiara e sintetica di tutti gli aspetti della patologia mammaria e fornisce informazioni precise sulle raccomandazioni terapeutiche maggiormente condivise per stadio di malattia. Molte sono le figure che integrano la parte scritta, snellendo e abbellendo il volume e fornendo immagini che visivamente contribuiscono a memorizzare i concetti riportati. Anche di questo libro, come già era avvenuto per Cancro. Conoscerlo per imparare a sconfiggerlo, sono state distribuite gratuitamente 20.000 copie. E' attualmente in preparazione la seconda edizione.

Per ulteriori informazioni:
Prof. Massimo Lopez, Direttore Divisione di Oncologia Medica, Istituto Regina Elena di Roma
Membro del Comitato Scientifico della Human Health Foundation (Fondazione nata a Spoleto nel 2006 che punta alla lotta ai tumori).
E-mail: lopez@ifo.it

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