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ANT, Associazione Nazionale Tumori

Minnie Luongo, N. 4 aprile 2010

Chi non conosce L’Associazione Nazionale Tumori? Oggi “Fondazione ANT Onlus”, l’Associazione è nata nell’ormai lontano 1978, e attualmente è presente in quasi tutte le regioni italiane, assistendo a domicilio i sofferenti di tumore senza alcuna spesa a loro carico. Fondatore e presidente nazionale ANT è il professor Franco Pannuti, già primario Divisione oncologica dell’Ospedale Malpighi di Bologna.
Proviamo a sintetizzare la vostra attività.
L’ANT si propone di affrontare la malattia a casa con i propri affetti e familiari, e ricevere tutte le cure professionali necessarie. Oggi sono anche attivi importanti progetti di prevenzione, formazione e ricerca.

Presidente, molti si chiedono come sia possibile un’assistenza gratuita.
Lo possiamo fare grazie alle offerte spontanee della gente, ai Fondi di Enti Pubblici, alle Fondazioni bancarie e alle donazioni di importanti complessi industriali e commerciali. Il nostro molto sarebbe niente senza il poco di tanti... che, durante tutti questi 30 anni, ci hanno sostenuto con donazioni o volontariato.

Parliamo allora dell’ODO.
ODO è acronimo di “Ospedale Domiciliare Oncologico” dell'ANT: un ospedale che va a casa di chi soffre, con prestazioni dello stesso livello di quelle di un reparto ospedaliero tradizionale. Gli operatori sanitari (medici, psicologi, infermieri professionali, fisioterapisti) che svolgono quotidianamente assistenza domiciliare hanno con l'ANT un rapporto di convenzione libero-professionale; il loro onorario è totalmente a carico della Fondazione e quindi qualsiasi prestazione è, per il paziente, assolutamente gratuita. Gli operatori, prima del loro inserimento nell'ambito degli ODO, devono partecipare a corsi di selezione e di addestramento della durata di 3-6 mesi, più un tirocinio pratico presso un ODO- ANT abilitato alla didattica. Inoltre, assieme ad una conoscenza tecnica di buon livello, agli operatori è richiesta la condivisione delle motivazioni etiche dell'ANT (conoscere e praticare l'Eubiosia e quindi saper difendere la dignità della vita della persona sofferente).

Lei ha accennato all’eubosia, un tema molto delicato.
Il nostro si chiama progetto Eubiosia, buona-vita: l’insieme delle qualità che conferiscono dignità alla vita. Noi (medici e non) dobbiamo cercare di capire il problema con grande umiltà ma, soprattutto, abbiamo l'obbligo morale e professionale di prevenire e curare questi stati di sofferenza, proprio come si fa per qualsiasi altra malattia, ricordando che l’eubiosia é un diritto naturale e universale per il semplice fatto che la vita é un valore naturale e universale. Tutti hanno diritto di esprimere le proprie idee, ovviamente, ma nessuno ha il diritto di vita o di morte su altri esseri umani, e bisogna essere consapevoli che o si è dalla parte della vita oppure dalla parte della morte, senza compromessi. Insomma, sì all’eubiosia, no all’eutanasia.

FONDAZIONE ANT ONLUS
via J. di Paolo, 36 - 40128 Bologna
Tel. 051/ 7190111
www.antitalia.org

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