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A Pavia il primo centro nazionale di adroterapia oncologica

Minnie Luongo, N. 4 aprile 2010

Pavia? Non è solo il Castello, il Duomo, l’Università e la Torta Paradiso Vigoni. Oggi rappresenta anche l’eccellenza nel settore sanitario, come ha sottolineato Roberto Formigoni, presidente della Giunta regionale della Lombardia, all’inaugurazione del CNAO e del super-raggio che distrugge le cellule del tumore: “In questa città stiamo assistendo ad uno straordinario fenomeno di integrazione fisica e funzionale tra una pluralità di soggetti a massimo livello: Fondazione San Matteo, Università, le Fondazioni Mondino, Maugeri, a cui si aggiunge ora il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica”.

L’inaugurazione del CNAO
A presentare il Cnao c’erano davvero tutti: oltre a Formigoni e al sindaco Alessandro Cattaneo (“Pavia si può definire una città del futuro, con un’offerta sanitaria a 360 gradi”), sul palco c’erano il ministro della Salute Ferruccio Fazio, il ministro dell’economia e delle Finanze Giulio Tremonti e il ministro delle riforme per il federalismo Umberto Bossi. Tantissimi gli ospiti illustri, compresi il professor Umberto Veronesi e Enrico Decleva, rettore dell’Università degli Studi di Milano.
Nel corso della cerimonia i relatori sono stati concordi nell’evidenziare come il CNAO sia una realtà unica: una fondazione di diritto privato che ha per fondatori i quattro IRCCS pubblici lombardi e lo IEO, diverse Università (Politecnico MI e Università di Milano e Pavia) e l’’Istituto Nazionale di fisica nucleare tra i partecipanti istituzionali, e la Fondazione Cariplo come partner.

Il progetto
Il progetto CNAO è un prototipo innovativo per il quale numerose istituzioni straniere hanno espresso un forte interesse, ed è già stato adottato per il progetto austriaco Med-Austron. La macchina usata è un sincrotrone che è in grado di accelerare i protoni a un’energia di 250 MeV e gli ioni carbonio a 4800 MeV. Le particelle riescono così a penetrare nel corpo umano fino a 27 cm, con una precisione di 0, 02 cm. Il Centro dispone di tre sale di trattamento, dove a regime si svolgeranno 20.000 sedute l’anno, con un’operatività di 13 ore al giorno per 5 giorni la settimana: saranno così sottoposti a cura circa 3.000 pazienti l’anno.

La sala sincrotrone
La cosiddetta alta tecnologia del CNAO è formata da un insieme di macchine acceleratrici e linee di trasporto dei fasci di particelle. I fasci sono generati da sorgenti che producono ioni carbonio e protoni. La macchina acceleratrice più importante è il sincrotrone, che è un prototipo frutto della ricerca nella fisica delle alte energie, realizzato con la collaborazione dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) con il CERN (Svizzera), GSI (Germania), LPSC (Francia) e Università di Pavia. Il sincrotrone è una sorta di “ciambella” lunga 80 metri, con un diametro di 25; in due zone interne alla circonferenza- dette “sorgenti”- nascono i fasci di particelle. Nelle sorgenti si trova il plasma formato dagli atomi dei gas, che hanno perso gli elettroni. Con campi magnetici e radiofrequenze, questi atomi vengono estratti, e quindi si selezionano i protoni e gli ioni di carbonio. Nascono allora i “pacchetti” di fasci, ognuno composto da miliardi di particelle.Tali pacchetti sono inviati nel sincrotrone.
I fasci vengono poi inviati in una delle tre sale di trattamento. In quella centrale si trova, “sospeso” sul paziente, un magnete di 150 tonnellate, che serve a curvare di 90 gradi il fascio di particelle e dirigerlo dall’alto sul malato. Il fascio che colpisce le cellule tumorali è un “pennello” che si muove in modo simile a quello degli elettroni in un televisore, agendo con una precisione di 200 micron (2 decimi di millimetro).

La fase di sperimentazione
Il 2010 è solo l’avvio della fase di sperimentazione clinica del CNAO, ossia le attività di validazione clinica dei fasci e di applicazione sperimentale dell’adroterapia ad un gruppo di 230 pazienti selezionato sulla base di dieci protocolli clinici. Al termine della fase 2, il CNAO sarà autorizzato all’attività clinica routinaria per il trattamento dei pazienti appartenenti alle categorie oggetto della sperimentazione. Il progetto di sperimentazione clinica inizierà entro questo mese di aprile e durerà 18 mesi.
Si prevede che negli ultimi mesi della sperimentazione tutte e tre le sale saranno operative e utilizzate per i trattamenti dei pazienti con ioni carbonio.

La Governance del CNAO
La Fondazione CNAO è un ente senza scopo di lucro creato nel 2001 dal Ministero della Salute. Questa la sua forma giuridica: “Fondazioni di Partecipazione”, di cui possono far parte enti sia pubblici sia privati. Illustra Erminio Borloni, presidente della Fondazione CNAO: “Il Centro è stato realizzato in 4 anni e con una spesa contenuta di 125 milioni di euro. Infatti, il progetto è stato “fatto in casa”, con un approccio che ha permesso di risparmiare sui costi di realizzazione, formando al tempo stesso alte competenze professionali”. Insomma, il nuovo Centro pavese appena inaugurato rappresenta una struttura ospedaliera e di ricerca all’avanguardia, davvero unica in Italia.

Che cos’è l’adroterapia
Si può definire una tecnica non sostitutiva della terapia convenzionale bensì aggiuntiva, che prevede l’uso di adroni, in particolare di protoni e ioni carbonio.  I protoni e gli ioni carbonio rilasciano nei tessuti sani dei pazienti una dose molto più bassa di quella rilasciata da fotoni ed elettroni, cioè dalla radioterapia tradizionale. Ciò poiché, regolando l’energia e la posizione del fascio, la regione del picco di rilascio della dose viene fatta coincidere con quella del tumore. 
Questi i vantaggi principali dell’adroterapia:

  • PRECISIONE. Gli adroni possono essere pilotati a colpire quasi solo le cellule malate, minimizzando i danni nei tessuti sani, perché rilasciano la loro massima energia alla fine della traccia. Ora è possibile identificare con elevata precisione il tumore (tramite Tac, Tac-Pet e Risognanza magnetica), anche nella sua struttura interna. Con l’adroterapia è possibile scegliere lo ione da impiegare e l’energia del fascio di particelle, in modo da regolarne la penetrazione in base alla localizzazione e alla struttura del tumore.
  • EFFICACIA. Gli adroni colpiscono la cellula malata, producendovi danni multipli non riparabili. Adroni diversi hanno un diverso grado di efficacia nell’azione sulla cellula malata. La scelta fra protoni e ioni carbonio dipende dal tipo di tumore e dalla situazione clinica del paziente.

L’unicità del CNAO made in Italy
Primo e unico in Italia, il CNAO inaugurato ufficialmente a Pavia il 15 febbraio scorso è il quarto al mondo, dopo quelli di Chiba e di Hyogo in Giappone e di Heidelberg in Germania. Curerà i tumori solidi radio- resistenti o difficilmente operabili, mediante una particolare radioterapia mirata che utilizza, al posto dei normali raggi X, particelle subatomiche chiamate adroni.
La realizzazione del CNAO consentirà a tutti quei pazienti italiani che potrebbero trarre vantaggi dall’adroterapia di non doversi più recare all’estero per la cura necessaria (spesso a carico del Servizio sanitario nazionale).
La valutazione dell’efficacia e dei costi della terapia è fra gli obiettivi della sperimentazione clinica: si tratta, comunque, di costi assolutamente sostenibili all’interno del SSN. Fino ad oggi, in tutto il mondo 50.000 pazienti sono stati trattati con protoni, e oltre 6.000 con ioni carbonio con ottimi risultati, e nuovi Centri di adroterapia sono in fase di progettazione o realizzazione.

Dati & Modalità
All’inaugurazione del CNAO il ministro Ferruccio Fazio ha proposto al collega Giulio Tremonti di “trasformare l’attuale Centro in un Istituto Nazionale di Adroterapia Oncologica, anche per poterlo dotare di finanziamenti autonomi”. Nell’attesa della risposta da parte dello Stato, esaminiamo alcuni “numeri” e modalità importanti.

  • Degli oltre 120.000 pazienti che ogni anno vengono sottoposti a radioterapia, si stima che circa il 5 percento dei casi possa essere curato con i fasci di adroni. L’adroterapia può essere impiegata nella cura dei sarcomi, dei tumori pediatrici e dei tumori al polmone, al pancreas, di quelli oculari, alle ghiandole salivari, al cervello, al midollo spinale e, anche, per alcuni tumori della testa e della zona pelvica.
  • Bastano due o tre minuti per irradiamento e, in media, una decina di sedute della durata di 25 minuti per curare una varietà sempre più importante di patologie. Tuttavia questa terapia, come sottolinea Roberto Orecchia, direttore scientifico della Fondazione CNAO, “non sostituisce la radioterapia convenzionale, ma rappresenta un’arma in più a disposizione di medici e pazienti, che può essere utilizzata in aggiunta o in sostituzione dei trattamenti più tradizionali, siano essi radioterapici, farmacologici o chirurgici”.

Recapiti utili 

Per ricevere informazioni circa la possibilità di essere arruolati nell’ambito della sperimentazione clinica del CNAO:
Tel. 0382-078.963 (attivo dalle 10.30 alle 12.30, dal lunedì al venerdì)
serviziomedico@cnao.it
www.cnao.it

INFN, ISTITUTO NAZIONALE dI FISICA NUCLEARE
Ufficio Comunicazione
Piazza dei Caprettari, 70 - Roma
Tel. 06/6868162; Fax 06/68307944
comunicazione@presid.infn.it
www.infn.it

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