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Giocare con l’arte per esprimere le proprie emozioni

Paola Sarno, N. 4 aprile 2010

“Un colore al giorno” è il nome pieno di significato dato al nuovo Laboratorio di pittura rivolto agli ospiti degli Istituti Regina Elena (IRE) e San Gallicano (ISG) di Roma, nato dall’accordo tra Fabio Mongelli, Direttore della Libera Accademia di Belle Arti di Roma (Rome University of Fine Arts - R.U.F.A.) e Francesco Bevere, Direttore Generale dell’IRE ed ISG.
Grazie all’istituzione del laboratorio artistico, i pazienti dei due Istituti, piuttosto che rimanere nei reparti di degenza, possono esplorare il mondo dell'arte, delle sue tecniche e dei suoi simboli, esprimendo i propri vissuti interiori anche attraverso un linguaggio non verbale, fatto variopinte forme di creatività. “Un colore al giorno” vuole essere un laboratorio speciale, un momento di evasione e contemporaneamente di contatto umano tra le persone che condividono gli stessi problemi, un’occasione per canalizzare la loro carica emotiva, spesso segnata dall’ansia e dal disagio, nell’attività artitica. Un’attività, inoltre svolta sotto la guida di docenti esperti. Il “corso di pittura”, infatti, che si svolge due volte alla settimana per un’ora e mezza di lezione, è tenuto da maestri del Dipartimento di Arti Visive della Scuola di Pittura della Libera Accademia di Belle Arti di Roma.

Superare il disagio emotivo con l’arte
“Le persone colpite da malattie così importante come le patologie oncologiche presentano spesso un forte disagio emotivo ed affrontano con difficoltà il rapporto con il proprio corpo, con la sofferenza, le relazioni familiari, sociali e professionali, che in alcuni casi risultano compromesse.”,  ha sottolineato Francesco Bevere, Direttore Generale degli Istituti Regina Elena e San Gallicano, inaugurando i laboratori.  “In tal sensogli Istituti IRE e IGS stanno da tempo promuovendo iniziative per i loro assistiti, soprattutto per quelli ricoverati, volte anche a sostenere e salvaguardare la dignità  della persona e per mantenerne integra l’umanità personale”,  ha insistito Bevere. “Il laboratorio di pittura, nato dalla collaborazione con la Libera Università R.U.F.A., intende perciò essere di supporto ed avvicinamento alla normalità del quotidiano, ed ha la funzione di stimolare la socializzazione e il confronto, creando nuove possibilità di contatto, di scambio umano e di svago per i pazienti assistiti”. Un percorso, che oltre ad essere gestito da docenti dell’Accademia è supportato e sottoposto a monitoraggio da personale specializzato dei due Istituti romani.

L’importante momento della condivisione
“Le lezioni del laboratorio ‘Un colore al giorno’”, ha voluto aggiungere il coordinatore del corso, Fabrizio Dell’Arno, “vengono scandite da tre momenti principali”. Fin dal principio un docente propone a tutti i partecipanti un tema su cui lavorare, segue quindi la produzione artistica vera e propria, individuale o di gruppo, favorita da suggerimenti sulle teorie del colore. Un momento di scambio, inoltre,  e di condivisione dell’esperienza creativa vissuta conclude gli incontri, dandogli un senso ben diverso rispetto a quello di una mera lezione di tecnica pittorica”. Lo stesso materiale didattico verrà raccolto in una pubblicazione che potrà fornire una valida guida per favorire esperienze analoghe in altri istituti oncologici. Anche le produzioni degli ospiti dei due ospedali romani diverranno soggetto di una mostra d’arte rivolta a enfatizzare l’importanza del loro lavoro. Gli Istituti IRE e ISG hanno già dichiarato che l’eventuale ricavato dell’iniziativa sarà utilizzato per sostenere altre attività di umanizzazione.

Il percorso ire-isg e altre esperienze a roma
Con “Un colore al giorno”, si aggiunge un ulteriore tassello al percorso di “umanizzazione” avviato presso gli Istituti IRE ed ISG già nel corso del 2009, così come in altri nosocomi romani. Fino ad oggi nei due istituti della Capitale sono state promosse diverse iniziative orientate in tal senso: dalla rassegna “Pensieri in musica” che ha impiegato proprio le esperienze musicali per far scaturire i contenuti interiori dei pazienti,  all’angolo delle curiosità letterarie; al cinema in corsia. “Molte altre iniziative sono già in cantiere, perché”, dichiarano all’IRE- ISG, “per umanizzazione non si può intendere un intervento isolato, bensì un percorso in continua evoluzione, volto a sostenere la dignità della persona umana e salvaguardarne con rispetto l’integrità psicofisica”. Una filosofia già sposata anche da altri reparti oncologici degli ospedali romani. Un esempio? Le attività di arte terapia svolte presso il Reparto di Oncoematologia pediatrica del Policlinico Umberto I con i piccoli pazienti, guidati nel gioco con i colori dall’équipe dello psichiatra Alessandro Tamino. esperto  arte terapeuta e direttore della Scuola romana di Arti Terapie e di Tecniche per la Facilitazione delle Interazioni Culturali.

Ancora allo studio la possibile tossicita’ dei cibi affumicati
Secondo l'ultimo rapporto dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), molti degli aromi utilizzati per la preparazione dei cibi affumicati potrebbero essere cancerogeni. Primo indiziato l'aroma conosciuto dagli esperti con il nome di 'AM 01' che si ottiene dal legno di faggio. In questo caso l'analisi dell'Efsa parla di "possibile genotossicità" e di "effetti mutageni sul Dna delle cellule". Inoltre, l'Efsa ha esaminato 11 tra i più comuni aromi utilizzati in Europa per l'affumicatura di carni, pesce e formaggi, dichiarando che anche la maggior parte delle sostanze utilizzate ha pericolosi livelli di tossicità. In particolare, l'analisi ha determinato che 2 degli 11 aromi sono sicuri, 8 preoccupanti, uno sotto controllo e uno non valutabile per la mancanza di dati sufficienti. Partendo dai dati delle analisi Efsa la Commissione europea stilerà a breve un elenco di prodotti considerati sicuri. A rassicurare i consumatori di cibi affumicati, Klaus-Dieter Jany, presidente del Panel Efsa sugli aromi, che ha spiegato che "lo studio ha basato le sue conclusioni sui dati oggi disponibili e su stime di apporto di queste sostanze". E, in questo caso, ha puntualizzato l'esperto, "i cibi affumicati potrebbero anche non comportare rischi effettivi, poiché la ricerca ha preso in considerazione stime superiori a quelle del reale consumo reale consumo".

In Toscana finanziati 33 progetti per la  ricerca contro il cancro
Per il secondo anno consecutivo la ricerca in oncologia riceve notevoli risorse nella Regione Toscana. Si e' chiuso infatti con l'attribuzione dei finanziamenti ai progetti migliori il bando annuale dell'Istituto Toscano Tumori, che alla fine dello scorso anno ha stanziato 1,8 milioni di euro per il primo anno di studi della durata da uno a tre anni. I progetti finanziati sono stati 33 su 109 domande pervenute, e riguardano i principali settori della ricerca sul cancro, dalla ricerca di base alle terapie innovative. Come previsto dal bando, possono accedere ai finanziamenti ricercatori ed oncologi di qualunque struttura della Toscana; in pratica la maggior parte dei titolari dei progetti approvati opera nei tre atenei della Regione, nelle Aziende Ospedaliere Universitaria di Careggi, Pisa e Siena, presso l'ISPO e il CNR. "Anche nel campo della ricerca la continuità e' determinante ai fini dei risultati”,  ha commentato l'assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi, “ e,  grazie al buon andamento dei conti della nostra sanità e nonostante i tagli governativi siamo soddisfatti di aver potuto replicare l'esperienza del primo anno, aumentando sia il budget complessivo a disposizione sia il numero dei progetti finanziati”.

All’Umberto I di Roma rinnovato il padiglione di Ematologia
È stato inaugurato al Policlinico Umberto I di Roma il Padiglione rinnovato di Ematologia. “Nel nostro centro accedono migliaia di pazienti all’anno, molti dei quali più volte a settimana. Anche i pazienti esterni trascorrono parecchie ore presso il centro”, ha spiegato il Prof. Roberto Foà, Direttore della Divisione di Ematologia del noto Policlinico della Capitale. “Era doveroso, quindi, dare a loro -  oltre alla cura migliore -  anche un tempo d’attesa decorosi e rispettosi delle esigenze della quotidianità della vita ed un ambiente il più possibile lontano dal clichè dell’ospedale”, ha aggiunto il Prof. Foà. L’intervento di rinnovamento, grazie al quale è stata completamente ristrutturata una superficie di 145 mq della sala d’attesa dell’Ematologia dell’ Umberto I, s’inserisce in un progetto nazionale che ha interessato sette centri oncologici in Italia ed è stato interamente finanziato con due milioni di euro da Amgen Dompé.

In sperimentazione il primo vaccino italiano anti-linfoma
Un trial clinico sull’uomo di un vaccino terapeutico per i pazienti con linfoma non-Hodgkins potrebbe in futuro funzionare anche per altri tipi di tumore come quello della mammella. Il vaccino, totalmente italiano, e' stato progettato da Oscar Burrone del Laboratorio di Immunologia Molecolare del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (ICGEB) di Trieste con la collaborazione del Dipartimento di Oncologia dei Trapianti dell'Università di Pisa.
Il vaccino, la cui sperimentazione è al nastro di partenza, si pone l’obiettivo di colpire l'immunoglobulina accoppiata all’unico linfocita B, che si riproduce senza controllo generando la malattia, per indurre una risposta immunitaria specifica. Il processo prevede un prelievo istologico per individuare l’ immunoglobulina e identificarne il gene coinvolto e riprodurlo in laboratorio. Il vaccino “a Dna” verrà poi iniettato sottocute. Le ''cartucce-vaccino'', cioè microparticelle d'oro rivestite materiale genetico, verranno “sparate” all'interno del derma per stimolare la reazione antineoplastica, con un apparecchio simile a una sorta di pistola ad aria compressa. E’ previsto inoltre che prima del vaccino i pazienti siano trattati con la tradizionale chemioterapia. Il vaccino, poi, andando a stimolare la reazione immunitaria, dovrebbe colpire le cellule tumorali residue e prevenire le ricadute, frequenti nei linfomi. Determinanti per le future terapie antitumorali saranno i risultati di questa prima fase sperimentale.

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